Crescita Attiva | Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale

Archive for Febbraio 2009

Un occasione da non perdere per il tuo blog

Blog in Wordpress o in Blogger ?
Un’occasione da non perdere per migliorare il tuo blog  infatti Massimo Previato Esperto di creazione e mantenimento blog, offre  fino al 15 marzo 2009 la possibilità  di avere da parte sua una consulenza gratuita per il tuo blog via Skype .

Ho avuto modo di conoscere Massimo e si è dimostrato oltre che competente anche disponibile  a risolvere alcune problematiche che nascono con la gestione dei blog.

Oltre ad avere la possibilità di una consulenza personalizzata Massimo offre la possibilità anche di scaricare gratuitamente  guide utili per la tua formazione per promuovere il tuo blog  .

Io non mi faccio scappare l’occasione e tu?

Clicca qui

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L’offerta attuale di soluzioni per finanziamenti immobiliari è in continua evoluzione.

I tassi stanno scendendo e sembra lo stiano facendo anche i prezzi degli immobili. Molte persone sono oggi spaventate dall’idea di un indebitamento che potrebbe durare anche per molti anni.

In realtà è forse questo uno dei momenti storici migliori per farlo! Si parla di un ulteriore ritocco sul tasso di interesse da parte della Banca Centrale Europea nel mese di Marzo. Questo ridurrebbe ulteriormente l’Irs e l’Euribor. Quindi tassi ancora più bassi.

Sono molti gli immobili in vendita e pochi gli acquirenti. Chi vuole comprare, oggi  ha la possibilità di concludere l’affare ad un buon prezzo e chi ha bisogno di vendere subito purtroppo sarà costretto ad accettare anche proposte molto più basse. Riuscire ad acquistare una casa con un ribasso sostanzioso sul prezzo originariamente richiesto e farlo con un mutuo a tasso fisso basso,  credo sia una ottima strategia di investimento, dati anche gli elevati canoni dell’affitto.

Anche negli Usa Obama sta intervenendo nel settore, per fronteggiare una bolla speculativa di proporzioni spaventose. L’ingegneria finanziaria propone ventagli sempre più ampi di utilizzo del credito. Di certo c’è che ad oggi l’accesso ai finanziamenti è divenuto più difficoltoso rispetto a qualche anno fa.

Sapersi muovere all’interno di un contesto del genere diventa sempre più indispensabile. Riuscire od ottenere una rata più conveniente rispetto ad un’altra, permette di fronteggiare tante altre spese quotidiane.
Nell’ebook Come scegliere il mutuo il lettore è guidato passo dopo passo per la strategia migliore, in maniera estremamente pratica. Bisogna sapere cosa domandare, a chi farlo, come farlo, dove farlo. Essere preparati, conoscere la materia, è finalmente possibile anche per chi si avvicina per la prima volta all’acquisto di un immobile, pur piccolo che esso sia.

Il costo irrisorio dell’ebook risulterà essere un investimento prezioso in confronto alle migliaia di euro che si potrebbero ottenere mettendolo in pratica. Riuscire ad avere una rata più bassa di soli 18 euro rispetto ad un’altra, per una durata di 25 anni, permette di risparmiare ben 5400 euro!
A questo punto non mi resta che augurare una buona lettura ed ottimi affari!!!

A Cura di Guido Di Domenico,
Autore di “Come Scegliere il Mutuo”

L’articolo è stato prelevato dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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Alcuni termini in lingua inglese come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.

Tutte parole e frasi riconducibili a tre  semplici  concetti:  crisi finanziaria, stretta  creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la stretta creditizia”, si è discusso a lungo.

Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.
Questa chiusura può avvenire essenzialmente per due motivi diversi. Uno legato al rischio inflazione che porta le banche centrali ad alzare i tassi di interesse per contenere l’espansione; l’altro invece avviene sull’onda di una crisi di liquidità che coinvolge le banche stesse che si vedono costrette a una chiusura del credito per evitare il fallimento.

In questo momento ad esempio ci troviamo nella seconda situazione.
Tutte le banche hanno cominciato a ridurre gli affidamenti, in particolar modo sui clienti finanziariamente più deboli, soprattutto PMI.

Sebbene i tassi d’interesse base (come l’Euribor) hanno cominciato a diminuire in seguito alle decisioni della BCE, gli spread applicati dalle banche si sono mossi in direzione opposta, aumentando più che proporzionalmente.

Il risultato così ottenuto sono affidamenti inferiori ad un prezzo più elevato.
«Con la presente la informiamo che la situazione mondiale dei mercati finanziari ha determinato un riprezzamento del costo del credito e una crescita del costo del denaro per le banche.

Per tali motivi ci vediamo costretti a variare le condizioni applicate al conto inviandole la proposta di modifica unilaterale del contratto».

Inizia così una delle tante lettere spedite da alcuni  istituti bancari a decine di imprese…..

Il fenomeno si sta sviluppando a macchia d’ olio

Nel prossimo articolo , parleremo di  quali saranno le ripercussioni per le imprese

Rimani sintonizzato

E tu cosa ne pensi ?  Lascia un tuo commento

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Nel precedente articolo, concentravo la mia attenzione su alcune forme di finanziamento alle imprese, quale strumento per la gestione della liquidità aziendale.


Trattandosi di linee di credito, occorre sottolineare che ottenere queste ed altre tipologie di finanziamento, soprattutto da una banca, non è così automatico, ed ecco, quindi, una soluzione che spesso agevola l’impresa anche sotto questo profilo.

E’ opportuno porsi l’obiettivo di avere un cosiddetto “polmone finanziario”, cioè ricercare sempre un livello di liquidità maggiore di quello che risulterebbe strettamente necessario in base agli impegni formulati nei piani aziendali, e quando la nostra impresa sia in buone condizioni economico-finanziarie, cioè senza aspettare eventuali periodi di crisi.
Avere, quindi, un 20, 30% in più, rispetto alla liquidità strettamente necessaria alla gestione aziendale programmata, risulta opportuno, per diversi motivi.

Intanto, ricordiamo che quando un’impresa chiede una o più linee di credito ad una banca, quest’ultima preferirà accordargliele, se la sua situazione economico-finanziaria risulta positiva, a fronte dell’analisi condotta dalla banca stessa.
Meglio, quindi, cercare una maggior liquidità, quando già quest’ultima sia consentita da una positiva impostazione economica.

Inoltre, avere una liquidità eccedente serve proprio per i periodi di crisi, quando le risorse finanziarie scarseggiano ed anche le banche, evidentemente, saranno decisamente più restie nell’accordare i finanziamenti richiesti.
Nel prossimo articolo, troveremo un’altra interessante soluzione ai problemi della liquidità aziendale.
Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:
un report gratuito, dall’area free del sito Bruno Editore

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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Per rimanere in tema di affidamenti bancari e dell’importanza della pianificazione nel gestirli  mi ricollego all’articolo Utilizzo del fido di conto corrente? Si certo!! Ma con attenzione

ed inserisco in questo post  un’altra storia.

La breve storia  che racconto serve solo per dire  che la crescita aziendale va finanziata adeguatamente.

Nel giugno 2008  intravedendo la crescita dell’azienda di un mio cliente gli dico che sarebbe opportuno  andare a  chiedere un aumento dei fidi  commerciali (anticipi su fatture e ricevute bancarie) alla propria banca o meglio sarebbe aprire  il conto corrente in un altro Istituto di credito  in maniera tale da dividere  il rischio anche per non dipendere solo dalle decisioni di un Istituto bancario.

Il cliente titolare di una piccola impresa individuale estremamente affidabile, è titubante in quanto non  vuole gestire 2 banche e continua per la sua strada  con un solo Istituto il quale gli concede un piccolo aumento di fido secondo me poco significativo per la futura copertura del suo fabbisogno.

Nel Settembre 2008 ribadisco il concetto, ma ecco che nel dicembre 2008 il mio cliente si ritrova che non ha i soldi per prendere lo stipendio e pagare i fornitori poiché a sua volta primari clienti che sino a poco tempo prima, (prima della cosiddetta CRISI), pagavano con puntualità ora  per vari motivi ritardano a pagare. Poiché il mio cliente non ha richiesto adeguati fidi ora si ritrova a dover chiedere per favore alla sua banca di anticipargli le ricevute bancarie extra fido.

Ok, VA BENE! Ma questo cosa comporta, vuol dire che la sua Banca è brava???

Certo!!!!  I funzionari sono  più che disponibili e gentili e senza dubbio, ma se un fido non è autorizzato e si va extra fido anche per qualche giorno, viene applicato un tasso superiore e l’impresa si ritrova dei costi in più non previsti.
Per esempio si può passare da un 7% ad  un 10-11-12%, ed il costo grosso è la Commissione di Massimo Scoperto che passa magari da un 0,25% a un 1%  il che si traduce in centinaia di euro a seconda del saldo scoperto  da pagare in più di quanto si sarebbe pagato se il tutto fosse stato preventivamente autorizzato.

Comunque, per concludere la storia, nel mese di gennaio è stato dato l’incarico all’ impiegata amministrativa della piccola impresa di fare in maniera di aprire un altro rapporto di affidamento bancario.

Il messaggio che vorrei arrivasse è dunque che i fidi bancari dovrebbero avere un  utilizzo pianificato, ed il tutto dovrebbe andare di pari passo con la crescita aziendale.

Fammi sapere le tue impressioni…

A Cura di Patrizio Gatti


Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”

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e su http://planconsulting.it/blog

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Abbiamo iniziato ad affrontare, nella prima parte di questo minicorso, uno dei più rilevanti problemi aziendali, la carenza di liquidità finanziaria.
Tra le cause più comuni, innanzi tutto si colloca il fallimento di altre imprese.
Se, infatti, la nostra impresa vanta dei crediti, non ancora riscossi, verso un’altra azienda, se poi questa fallisce, ne deriva una serie di conseguenze negative per i flussi finanziari in entrata, tra cui:

* mancata sicurezza che dalla liquidazione degli asset dell’impresa fallita si ricavino risorse sufficienti a pagare anche il nostro credito, in tutto o in parte
* anche nel caso si trovino risorse sufficienti per soddisfare il nostro credito, la procedura fallimentare ha comunque tempi non veloci, quanto a liquidazione dei creditori.

Altra causa, che può impattare negativamente sui flussi finanziari della nostra impresa, è poi costituita da fasi di rallentamento o recessione.
In tali situazioni, la domanda di mercato tende a contrarsi e questo, quindi, ha ripercussioni negative sul fatturato.

Venendo ora alla disamina delle possibili soluzioni, se ne possono prospettare principalmente due.
Iniziamo a concentrarci con la prima:
finanziamenti.
Esistono, in primo lugo, forme di finanziamento all’impresa, che consistono nell’anticipare alla stessa tutto o parte degli importi, relativi ai crediti vantati nei confronti dei propri debitori, soprattutto altre imprese.

Questi finanziamenti sono riconducibili a varie forme tecniche, principalmente anticipi fatture, factoring ed anticipo crediti, e consistono nell’anticipare, da parte della banca o istituti finanziario che le eroga, l’importo dei crediti vantati nei confronti di altri soggetti.

Questo si verifica soprattutto se la nostra impresa ha come clienti altre imprese.
Nel caso, infatti, di imprese che si occupano di prodotti o servizi a privati, il cosiddetto mercato del largo consumo, il cliente paga solitamente alla consegna.

Viceversa, nei rapporti tra aziende il cliente paga non subito, ma ad una certa distanza di tempo, solitamente a 30, 60, 90, 120 giorni ecc.
Ecco, quidi, che ottenere subito, invece, un importo pari al fatturato atteso, consente un’importante risorsa per la liquidità delle imprese.

Il raggiungimento di questo importante obiettivo aziendale, cioè ottenere da una banca o società finanziaria una linea di credito, come dianzi descritta, richiede, ovviamente, che l’impresa richiedente, la vostra impresa, sia un buone condizioni economico-finanziarie ed ecco, quindi, che può essere molto utile mettere in atto un altro piccolo, ma rilevante segreto, che vi svelerò la prossima volta.

Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:
un report gratuito, dall’area free del sito Autostima

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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Le difficoltà che le PMI incontrano nel reperimento delle risorse finanziarie necessarie per l’ avvio e lo sviluppo dell’ attività sono molteplici: dimensione aziendale ridotta, rigidità nell’ ottenere finanziamenti, limitata innovazione, sottocapitalizzazione, ecc. Tra le possibili soluzioni che si possono individuare vi è quella di ricorrere alla Finanza Agevolata.

Quando si inizia una nuova attività, oggi più che mai, è fondamentale verificare quali tipi di agevolazioni sono disponibili  e quali sono le forme giuridiche privilegiate. Anche se non è possibile generalizzare, possiamo domandarci perché un’ impresa che intende costituirsi ex-novo dovrebbe privilegiare forme giuridiche a prevalente composizione (partecipazione) femminile?

La risposta potrebbe essere per non precludersi la possibilità di accedere a bandi pubblici di finanziamento.

Negli ultimi anni infatti la tendenza, sia a livello nazionale che europeo, è quella di tutelare e promuovere le donne e i giovani, che rappresentano un’ enorme potenzialità per lo sviluppo economico.

Frequenti sono i bandi per incentivare l’ imprenditoria femminile, azioni volte a incoraggiare la costituzione di nuove attività o a innovare quelle preesistenti, e l’ imprenditoria giovanile, azioni idonee ad incrementare l’ inserimento dei giovani nel mondo imprenditoriale e del lavoro in genere.

In concreto negli ultimi bandi emanati dalla Regione Toscana troviamo tra i criteri di valutazione sia la componente femminile che quella giovanile.

Si pensi, per esempio, al bando sui “ Contributi a progetti d’ investimento delle imprese cooperative” (annualità 2008) dove ai fini della graduatoria i progetti presentati da cooperative la cui compagine sociale è costituita per almeno il 50% da donne o da giovani sotto i 35 anni prendono un punto in più.

Quindi potrebbe essere interessante valutare attentamente fin dall’ inizio quale tipo di società è conveniente costituire.

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

Ufficio Finanziamenti agevolati Plan Consulting

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Ciao ,
ti volevo parlare anche in maniera un po’ diversa dei vari aspetti che può avere FACEBOOK .

perché QUESTO?

Perché inaspettatamente da un po’ di tempo stavo cercando un qualcosa di particolare per la mia bambina per disegnare ,  e a dire la verità mi incuriosiva anche il fatto anche di avere un ritratto .

Girovagando su Facebook ecco che incontro Lorella Flamini Illustratrice ,
la contatto entro nel suo sito http://www.lorellaflamini.com e  passo un sacco di tempo a guardare
e riguardare quelle meravigliose illustrazioni.

Ora c’è da dire che non sono un critico d’arte anzi non ci capisco proprio , sono un Consulente Aziendale  che ha tante  passioni ma non quella del disegno ,  però non posso fare a meno di affermare che sono proprio immagini molto belle.

Poi mi soffermo sulla pagina   delle recensioni dove trovo quadri esposti in una delle numerose mostre che Lorella ha fatto .

A quel punto chiamo i miei 3  bimbi  di venire a   vedere I DISEGNI .

Sono entrato nella pagina  Gallery dove si possono ammirare  Alcune illustrazioni realizzate con tecniche tradizionali (aerografo, tempere, pastelli), altre con tecnica digitale  (Photoshop)

Non l’avessi mai fatto . !!!!!

La più piccola mi dice .
“Babbo ora mi stampi per piacere  5 copie di ogni disegno ?– Poi mi puoi fare  un quadretto per la “fata e delfino “ e per il cagnolino” ? ”

Io : sì ma quante cartucce nuove  mi ci vogliono ?  Scegli quelli che ti piacciono di più che te li stampo .
A quel punto ho dovuto rivedere tutte le illustrazioni e segnarmi quelle che le piacevano di più
(in sostanza quasi tutte ) tranne quelle più prettamente indicate per i maschietti.

Questo è accaduto il sabato sera  però le ho detto che le stampe gliele facevo all’indomani .

La domenica mattina alle  8,00 la bimba appena sveglia  ha cominciato chiedere: babbo le stampe???

E così ho dovuto cedere  a questa piacevole incombenza.
Ora le stampe sono al sicuro in una cartellina trasparente pronte a esser fatte vedere a tutti i parenti ,ed alle amichette.

Ah… dimenticavo mentre stampavo la piccola mi dice : “Bisogna che ci parlo con questa Lorella e Le dico che è brava !  “

Mi sono iscritto inoltre alla newsletter di Lorella  http://www.lorellaflamini.com/Disegni_Gratis.html in maniera da avere anche suggerimenti utili ,ed ho scaricato i disegni  da colorare perché la bimba  li voleva portare a far vedere anche alle sue maestre .

Lorella Complimenti , in questo blog dove si parla di formazione anche per il miglioramento personale , la tua è una formazione sicuramente molto utile sia per gli insegnanti che per i genitori sia per il loro bambini.

Ciao Patrizio

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Ho l’onore di ospitare su questo blog una serie di  articoli di una persona da me stimata che si è creato ormai un suo seguito e si è fatto conoscere e apprezzare in quanto oltre a essere uno stimato Consulente Aziendale è Autore di un ebook pubblicato con Bruno Editore -Il suo Nome – Gian Piero Turletti

L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

Buona Lettura

Con questo articolo inizio a regalarvi un piccolo corso su alcuni principali problemi aziendali.

 

Vedremo insieme come affrontarli e quale può essere, nella maggior parte dei casi, la soluzione pratica, che in molti casi ha consentito alla maggior parte delle imprese di superarli brillantemente.

Si tratta di veri e propri ostacoli, che l’impresa può trovare sul suo cammino, e tali da rallentare o impedire, se non seriamente affrontati, il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

Esamino, per primo, uno dei più diffusi problemi, quello della carenza di liquidità aziendale.

Si tratta, in effetti, di uno dei più gravi problemi per un’impresa, tanto che, se non affrontato adeguatamente, può anche portare a situazioni di insolvenza, cioè incapacità di pagare i debiti e di adempiere le proprie obbligazioni e, nei casi più gravi, anche al fallimento.

 

L’impresa, infatti, nella sua complessa ed articolata organizzazione, si compone di taluni elementi fondamentali, tra i quali il fattore umano e quello finanziario si collocano, per importanza, ai primi posti.

Anche nelle situazioni, in cui l’impresa si dia un’attenta programmazione, può quindi verificarsi una scarsità di uno o più di tali elementi e, come un’autovettura non potrà andare molto distante, senza la necessaria quantità di carburante, la stessa situazione capita in assenza del carburante aziendale per eccellenza, la liquidità finanziaria.

 

Possono, infatti, sempre intervenire situazioni impreviste di difficoltà, tali da richiedere anche una rivisitazione dei piani e dei programmi aziendali, e con conseguenze riguardanti, innanzi tutto, proprio i flussi finanziari.

Le due principali sono rappresentate da:

* Fallimenti di altre imprese

* Fasi recessive dell’economia.

 

Vedremo, nel prossimo articolo, come situazioni impreviste possano influire negativamente sulla liquidità aziendale e come affrontare questo tipo di problema.

 

Intanto, vi lascio con un’indicazione di risorse gratuite sulle problematiche aziendali:

ecco il link :

mentre alcune video clip su vari temi, tra cui le problematiche d’impresa, anche queste completamente gratuite, si trovano sul sito

www.clubautoritv.com

Buon lavoro e…..alla prossima!

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

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Oggi prendo spunto da una  una storia reale per introdurre una verità che in questi periodi di restrizione del credito si fa anche più sentire anche se in articoli con casistiche simili avevo già affrontato l’argomento.

contrazione-credito-bancario

Verso la fine del 2006 vengo presentato a 2 titolari di una piccola attività, marito e moglie.

Il problema era che le banche non gli davano più fido di quanto già concesso, anzi queste stavano richiedendo il rientro. In poche parole la piccola impresa era in grave crisi di liquidità.

La mia consulenza continuativa si è protratta ,come da preventivo, per circa 1 anno.
I risultati sono stati molto buoni, poiché dopo anni di perdita che hanno portato la piccola azienda ad una pesante situazione finanziaria, nel 2007 l’azienda è andata in utile e nel 2008 ha continuato ad essere in utile ed in miglioramento.

Le ricette sono state la diminuzione delle scorte, maggiore attenzione agli acquisti, previsioni finanziarie e controllo con budget per i costi e il tutto col mantenimento dei ricavi previsti.
Il tutto naturalmente è stato seguito nei minimi dettagli e proporzionato alle dimensioni aziendali.

Terminato il mio periodo di consulenza previsto, il titolare, persona estremamente corretta, che comunque non poteva sempre pagare nei tempi giusti, mi dice che non sopporta l’idea di avere un debito nei miei confronti e in ogni caso mi conferma che periodicamente mi avrebbe chiamato per verificare se tutto stava funzionando come da programmi.

Io ero d’accordo con lui poiché avere dei crediti vecchi da riscuotere mi metteva a disagio.
Avrei potuto anche prenderla come un pretesto da parte del cliente per svincolarsi della mia consulenza ma gli ho voluto credere, non avendo motivo di dubitare dei risultati positivi.

Periodicamente sono stato chiamato a controllare ciò che veniva fatto e per mia soddisfazione ciò che avevamo pianificato stava avvenendo.

Le banche che fino a poco tempo prima gli avevano chiuso le porte, cominciavano a riaprirle anche se a piccoli passi.

Nel 2008 continuo sistematicamente ad andare dall’ex cliente, ormai amico a dare sporadicamente dei miei pareri e a visionare i bilanci periodici che gli stampa il suo commercialista .

Nel novembre  2008 il Titolare mi chiama e mi dice:
“Lo sai che la Banca alla quale mi sono rivolto per una richiesta di aumento fido mi ha proposto di fare un finanziamento per il totale rimborsabile in 3 anni?”

A quel punto io dico:
“Per forza sei stato per troppo tempo sopra 80% di utilizzo del fido accordato e loro ti vogliono dare un finanziamento più adeguato”.

Andiamo in banca, ed in effetti scopo della Banca era chiudere lo scoperto di conto continuando col rapporto dandogli un finanziamento più adeguato, poichè il cliente anche se, sempre nei fidi accordati, è sempre stato vicino all’utilizzo del tetto massimo e non riesce a scendere.

A quel punto nel colloquio con il Direttore una volta appreso le intenzioni dell’Istituto Bancario noi abbiamo presentato la ns. controproposta……

Morale del racconto:

Già in altri miei racconti il finale è stato grossomodo questo ,ma simile realtà è più che mai attuale:

* E’ sempre più difficile ottenere scoperti di conto

* Occorre fare attenzione a non stare troppo tempo al massimo di utilizzo del fido senza muoversi poiché ormai questa forma di finanziamento è sempre meno gradita agli Istituti di Credito.

finanziamenti-fidi-bancari
* Lo scoperto di conto dovrebbe servire quasi esclusivamente a far fronte a temporanee necessità di cassa. Se stai sempre utilizzando il fido di conto corrente significa con molta probabilità che difficilmente riesci a rientrare dello scoperto quindi presumibilmente non è la forma di finanziamento più adatta . Nel caso in esame, la banca ha proposto un finanziamento rimborsabile poiché cominciavano a vedersi gli utili infatti gli anni precedenti sarebbe stato improponibile .

Alla fine poi questa operazione è anche un buon consiglio e da un punto di vista economico al cliente conviene perché sicuramente i tassi sono migliori dei finanziamenti a breve termine.

Per le imprese lo scoperto di conto è importante per avere un polmone finanziario, il consiglio è però di farlo nelle proporzioni giuste e pianificare bene le entrate e le uscite.

Se hai provato cosa vuol dire stare scoperto di conto probabilmente so bene quale potrebbe essere le tua obiezioni, le conosco sia come cliente bancario sia come consulente di aziende.

E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo parere

A Cura di Patrizio Gatti
Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”

Articolo pubblicato su www.giacomobruno.it

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