Crescita Attiva | Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale

Archive for Marzo 2009

Un guest post di Gian Piero Turletti

Nella precedente parte di questo minicorso sui problemi d’impresa mi sono soffermato sul concetto di marketing mix, da usare per le iniziative online.


Sulle diverse azioni che si possono intraprendere, per rendere realmente vincente un’azione commerciale tramite internet non mi dilungo, essendoci in questo sito già molte specifiche risorse a disposizione, compresi vari articoli espressamente dedicati all’argomento.

Vorrei solo soffermarmi sull’ultimo tipo di leva indicato, il supporto della carta stampata e degli organi d’informazione.

Questa rappresenta una risorsa sinora poco utilizzata, ma che potrebbe rivelare grandi  potenzialità, valevole, comunque, sia per imprese presenti anche solo sul web, sia per quelle offline.

L’obiettivo fondamentale, infatti, per  ogni iniziativa di marketing che voglia essere realmente efficace, è il conseguimento di un significativo numero di visitatori, clienti in carne ed ossa nel mondo reale, e traffico targhettizzato, cioè di un numero di potenziali clienti, in grande quantità sul proprio sito o blog.
E tale meta può certo essere più agevolmente raggiunta, in misura tanto maggiore, quanto maggiore sarà la propria visibilità.
Un efficace strumento è quindi dato dalla diffusione della propria visibilità tramite la carta stampata o altri mass-media.

Diversi sono, a tale riguardo, i metodi per raggiungere una certa visibilità della propria realtà aziendale.
Intanto, i metodi gratuiti, che consistono in azioni di reiterato contatto con gli organi d’informazione.
Si tratta di contattare le redazioni di quei media che, per temi ed interessi, siano complementari ai prodotti o servizi della nostra impresa.

E’ infatti probabile che siano essi i primi ad essere interessati alla nostra realtà aziendale.
Ne consegue l’opportunità di creare apposito materiale divulgativo, da inoltrare alle varie redazioni, dichiarandosi quindi disponibili per articoli, interviste, approfondimenti.

Ci sono, in ogni caso, anche i metodi a pagamento, sostanzialmente riconducibili a forme di pubblicità costruite, però, come se fossero articoli (redazionali).

In questi casi, si fa pubblicare un articolo del tipo ”notizie dalle aziende”, in cui l’impresa si concentra nel comunicare la propria storia ed i propri prodotti/servizi, come se l’organo d’informazione ricevesse e pubblicasse gratuitamente tale comunicato, mentre la pubblicazione rientra, invece, in un servizio a pagamento.

Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:

un report gratuito, dall’area free del sito  Bruno Editore

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

  • Share/Bookmark

, ,

Restrizione del credito – Credit Crunch-Si riaprono i rubinetti del credito bancario?

Sono molte  le piccole aziende a soffrire la mancanza di liquidità per  la diminuzione dei fatturati o per la difficoltà di riscuotere i crediti .

Sono stati fatti proclami, tante iniziative  poi alla fine se un’azienda non ha avuto buone capacità gestionali o non ha avuto utili adeguati  e non ha il capitale netto proporzionato  così come era richiesto già da tempo dai parametri di Basilea 2 ,  è destinata a tribolare per trovare un finanziamento  .

Con un  finanziamento di  consolidamento dei debiti da breve a lungo  magari  l’azienda avrebbe un po’ di respiro spostando in avanti il debito  con rate inferiori o con oneri  finanziari minori .

Naturalmente vanno premiate le imprese che meritano , ma credo che una possibilità si debba dare anche a chi si  è sempre comportato bene col sistema bancario e in questo momento si trova in difficoltà,  anche se  non ha capitali alle spalle  e utili poderosi .

Comunque ,sembra muoversi qualcosa e staremo a vedere se in qualche maniera saranno aiutate più tipologie di imprese.

Riporto a questo punto notizie  che possono interessarci  prelevato dal sito www.ansa.it  :

(ANSA) – ROMA, 25 MAR – Ora ‘non ci sono piu’ alibi per le banche di fare restrizione del credito’ nei confronti delle imprese, afferma Emma Marcegaglia. Dopo i Tremonti-bond e il fondo di garanzia per le Pmi – aggiunge il presidente di Confindustria ‘laddove ci saranno casi specifici di rifiuto non motivato ci sara’ la capacita’ di intervenire’. ‘Con questi strumenti – precisa – possiamo fare una guerra forte al problema della restrizione del credito’.

(ANSA) – ROMA, 25 MAR – ‘Il credito che si attiva e’ per i Bond di piu’ di 150 miliardi’: lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Il ministro ha aggiunto che tra Cassa Depositi e Prestiti e Sace si apre un canale di 20-30 miliardi. Concludendo la seconda giornata del Liquidity day Tremonti ha rivendicato l’azione del governo contro la crisi e soprattutto la carenza di credito alle imprese: ‘noi, in rapporto al nostro Pil, abbiamo fatto in linea, o forse di piu’ di altri paesi’.

ANSA) – ROMA, 25 MAR – Lunedi’ o al piu’ tardi martedi’ sara’ firmata la direttiva Tesoro-Interni per avviare gli osservatori sul credito. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno nella seconda giornata del Liquidity-day. Maroni ha spiegato che nel frattempo, col ministro Tremonti, ha avuto incontri con i prefetti italiani ‘che hanno mostrato interesse per l’iniziativa e competenza in materia perche’ gia’ si occupano di problemi del territorio e quindi anche delle crisi aziendali.

(ANSA) – ROMA, 25 MAR – Il fondo di garanzia per le piccole medie imprese avra’ un rifinanziamento ‘molto robusto’ passando da 400 milioni iniziali a 1,615 miliardi. Lo ha detto, durante il Liquidity day, il consigliere del Tesoro Vincenzo Fortunato, annunciando che oggi il ministro dell’Economia potrebbe firmare un decreto che estende alle Pmi la garanzia di ultima istanza dello stato. Il rifinanziamento dovrebbe quindi essere attivo subito dopo l’approvazione del decreto, cioe’ – ha spiegato Tremonti – dal 10 aprile.

Forza Piccole imprese , non dobbiamo mollare  ,continuiamo  a chiedere i finanziamenti quando ne abbiamo bisogno ; forse qualcuno comincia a rendersi conto che se non ci sono i soldi rischiano sia gli imprenditori che i loro dipendenti  e di conseguenza i consumi.

Per ricevere le nostre  novità e gli aggiornamenti  iscriviti alla ns. newsletter

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

Ciao e…fammi sapere le tue impressioni con un commento

A presto

Patrizio Gatti

Articolo prelevato da http://planconsulting.it/blog

  • Share/Bookmark

,

Un guest post di Gianluigi Ballarani

Ciao a tutti! Qualcuno saprà che da oggi 25 Marzo è disponibile l’ebook Facebook: Successo e Business scritto da me e Lorenzo De Santis.

Ma di cosa si tratta?

Forse, ancora prima di capire in che modo Facebook: Successo e Business potesse esserti utile, ti sei chiesto: cosa hanno in comune un esperto di comunicazione ed un SEO expert?

Cosa hanno trovato di così importante su Facebook, tanto da scriverci un libro a quattro mani?

Abbiamo deciso di creare uno strumento completo, sperimentando Facebook insieme, utilizzando le nostre rispettive competenze per analizzare il Social in tutte le sue parti, con approcci diversi. Abbiamo sperimentato senza sosta, spingendoci fino ai meccanismi più profondi di Facebook, arrivando al limite ultimo del consentito, abbiamo investito tempo, tanto tempo.

Probabilmente hai già deciso di uscire dalla massa di persone che perdono la propria vita su facebook. Adesso con Facebook: Successo e Business puoi sfruttare tutto il tempo e l’esperienza che abbiamo accumulato in questi mesi, il nostro know-how, le nostre competenze e, soprattutto, i nostri risultati.

Facebook: Successo e Business ti permetterà di muovere le corde più nascoste della rete sociale che creerai, di conoscere le persone che hai sempre stimato e che prima erano solo un nome su un libro o su un giornale. Anzi, di più.

Di più: potrai creare dei business con loro, potrai incrementare viralmente il traffico nei tuoi siti, il che vuol dire che potrai raggiungere una rete di clienti di migliaia di persone in pochissimo tempo, clienti auto-targhettizzati. Ancora meglio: avrai a disposizione gli strumenti per raggiungere il successo, per far sì che le persone ti cercheranno e vorranno parlare con te. Vorranno fare affari con te.

Cosa segue immancabilmente a tutti i passaggi precedenti, se sono compiuti nel modo giusto?
(Ti do un indizio, inizia con la D e finisce con NARO. Tanto.)

Ripeto: segue SE i passaggi sono compiuti nel modo giusto.

Perché ne siamo sicuri?
Semplice: perché l’abbiamo fatto prima di te. E ha funzionato!

Questo è Facebook? No. Facebook è uguale per tutti. Puoi trovarci dentro chiunque: dal nulla facente che non ha uno scopo nella vita, al più grande leader e imprenditore del tuo settore. Facebook è il mezzo. Quindi riformulando la domanda:
Questo è Facebook: Successo e Business?
Sì.

Ora la domanda è solo una: stai già sfruttando Facebook?

A cura di Gianluigi Ballarani,
Autore di “Esami No Problem” e Facebook: Successo e Business”

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

  • Share/Bookmark

, , ,

Un guest post di Eliana Pavoncello

C’è la crisi? Il mercato non va, gli ordini rallentano? Su con la vita, tagliamo la pubblicità! Secondo i dati dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati), l’andamento degli investimenti ei primi due mesi dell’anno è preoccupante. Astra Ricerche stima un calo del 10%.

Infatti sono molti gli imprenditori, soprattutto di aziende medio-piccole disorientati di fronte ad una situazione economica in calo che adottano come unica linea di difesa l’eliminazione di quelle che ritengono spese superflue. Prima fra tutte, la pubblicità.
Se appartieni a questa categoria, non importa quanto grande o piccolo sia il tuo business, o il settore merceologico in cui operi, ti dico subito che eliminare le spese pubblicitarie è un atteggiamento perdente e ti spiego subito perché.

Primo punto:  Solo compagnie  più grandi e consolidate – beate loro –possono ridurre il budget pubblicitario senza grandi problemi, perché stanno vivendo di rendita sugli investimenti milionari precedenti. Per una big company si tratta solo di sopportare per qualche tempo una contrazione del fatturato, che può essere ovviata mettendo il “pilota automatico” alle spese pubblicitarie, cioè mantenendo la presenza senza gradi accellerazioni. Facci caso: le grandi compagnie telefoniche, i detersivi, le merendine sono sempre presenti in tv e sulla stampa, ma gli annunci sono meno ripetuti oppure la campagna televisiva è la stessa dello scorso anno. Qualche marca, più attenta o più a rischio di grosse perdite, aggiusta il tiro (vedi la campagna della Coca-Cola che per la prima volta introduce il tema della convenienza su un prodotto che per sua natura non rientra nei beni indispensabili per vivere).

Secondo punto: Collegato al primo, ma di maggior interesse per chi opera in un mercato più ristretto e con qualche zero in meno. Un brand, una marca, una reputazione commerciale si costruiscono nel tempo, con un dialogo costante con i propri clienti. Interrompere il dialogo vuol dire lasciare campo libero alla concorrenza, in una parola sparire. Come amanti infedeli, i tuoi clienti ti lasceranno se non ti farai vivo, almeno ogni tanto, con un pensiero, una promessa, un “ci tengo ad averti con me”. Si chiama fidelizzazione e, anche se non porta ad azioni di acquisto immediate, comunque mantiene aperto il rapporto.

Terzo punto: per un business medio-piccolo, che sia o meno presente sul mercato, la pubblicità è uno strumento indispensabile, spesso l’unico, per raggiungere nuovi clienti. Poniamo che quest’anno, per motivi economici, i tuoi clienti abituali abbiano acquistato di meno: cosa fai? Aspetti che abbiano di nuovo la disponibilità economica per tornare a fare acquisti? Riduci i prezzi all’osso e assottigli il tuo margine di guadagno fin quasi ad annullarlo, sperando di aumentare il numero di prodotti venduti? Oppure fai in modo di andarti a trovare nuovi clienti?
Inutile dirti che l’ultima opzione non solo è la più opportuna, è anche quella che offre le maggiori possibilità di successo. Ma perché il successo arrivi, occorre investire in pubblicità.

Con questo non voglio dire che devi cominciare a spendere e spandere senza un progetto ben preciso e affidandoti a sistemi fai da te. Anzi. Nel mio ebookIl Cliente non Ha Sempre Ragione” spiego come sia cruciale la scelta del consulente pubblicitario: un professionista o una struttura che sia davvero in grado di intervenire positivamente nella tua specifica realtà di mercato, eliminando gli sprechi ma nello stesso tempo realizzando un piano di comunicazione efficiente ed efficace. La selezione richiede di rinunciare a molti luoghi comuni ed usare invece armi che possiedi già, anche senza saperlo, come Preparazione, Realismo, Immaginazione, Misura e Intuito (cioè le componenti della legge dei P.R.I.M.I).

E tu, come reagisci alla crisi? Riduci gli investimenti pubblicitari o continui ad investire? Opti per il fai da te o stai rivalutando il tuo rapporto con il consulente o con l’agenzia?

A Cura di Eliana Pavoncello,
Autrice di “Il Cliente non ha Sempre Ragione”

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

  • Share/Bookmark

, , ,

E’ disponibile il nuovissimo videocorso in DVD realizzato da Bruno Editore in collaborazione con MyLife Edizioni :

Il DVD è stato realizzato in occasione dell’Evento Autori Bruno Editore del 20 settembre 2008

al quale ero presente anch’io .

Giacomo in quell’occasione ci fece una lezione sul Brand e sul posizionamento  veramente ottima.

Era la prima volta che partecipavo dal vivo ad un suo corso e devo dire che ci ha tenuto incollati ed attenti per più di 2 ore – E’ stato davvero bravo .

Ma di cosa ci ha parlato?

Dei 7 segreti per posizionare in modo vincente aziende, marchi e prodotti sul mercato

Cosa hanno in comune Coca-Cola, Microsoft e Google? Sono tre brand (o marchi) tra i più conosciuti al mondo. Il loro valore è altissimo, in Borsa raggiungono cifre inimmaginabili.

Che tu debba promuovere uno dei tuoi prodotti, la tua azienda, il tuo marchio o te stesso, hai bisogno delle stesse strategie di posizionamento che utilizzano le aziende più grandi del mondo.

In questo videocorso si impara  a:

  • collegare in modo vincente una definita parola chiave al tuo marchio o prodotto;
  • conoscere l’importanza di collocare per primo in un settore di mercato;
  • determinare e creare nuove nicchie;
  • trovare il nome giusto per dare origine un Brand di grande  impatto;
  • dimostrare le tue competenze per affermarsi in uno specifico settore;
  • servirsi di internet per farsi conoscere e aumentare la tua reputazione;
  • non perdere mai la leadership acquisita.
  • Il segreto del brand è il posizionamento. Che significa posizionarsi? Significa trovare una precisa collocazione, un’esatta nicchia di mercato e diventare gli esperti per quella determinata nicchia.

Fare questo non è così semplice.
Per creare un proprio brand  e per posizionarsi bene occorre  molto tempo e molto impegno.

È però un lavoro necessario per far sì che le persone che visitano i tuoi siti internet o acquistano i tuoi prodotti ti riconoscano come esperto in quel determinato settore, in quanto è questo, poi, il reale motivo che li spingerà ad acquistare il tuo prodotto o ad affidarsi alla tua azienda.

Il DVD è disponibile da oggi ad un prezzo lancio davvero incredibile!

Per ricevere le nostre  novità e gli aggiornamenti  iscriviti alla ns. newsletter

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

E tu cosa ne pensi ,fammi sapere le tue impressioni con un commento,

ciao a presto

Patrizio Gatti

  • Share/Bookmark

Seconda parte dell’articolo  di Gian Piero Turletti:

Rapporti banca-impresa: legittima la revoca delle linee di credito da parte della banca?

Dalle  considerazioni dell’articolo precedente , in ambito civilistico, il passo ad argomentazioni di tipo penale non è così lontano.
Cosa costituisce, infatti, la revoca immotivata di linee di credito, sotto il profilo delle norme penali?
Per taluni giudici e giuristi, tale ipotesi configura un concorso esterno in bancarotta, quindi un illecito penale.
Le conseguenze per la banca sono evidenti: i responsabili che abbiano deciso la revoca e la banca potrebbero essere esposti a richieste di revoca del provvedimento, unitamente ad eventuali richieste di risarcimento danni, e non solo da parte dell’impresa cliente, ma anche da parte di soggetti, come fornitori e creditori, in qualità di terzi danneggiati dalla decisione bancaria, senza peraltro escludere l’ipotesi di procedimenti penali.
Essendo, peraltro, la revoca un provvedimento che può danneggiare con effetti ravvicinati o immediati, si potrebbe anche ricorrere alla procedura d’urgenza, prevista dal codice di procedura civile, e chiedere un atto di sospensione o revoca in sede civile, decisione che il giudice dispone, se ritiene la richiesta fondata, con tempi molto veloci e praticamente subito, prima di arrivare ad un’eventuale sentenza, e senza quindi aspettare la tempistica di un processo.

In tale ipotesi, si dovrà poi instaurare la normale causa civile contro la banca.

L’impresa che quindi ricevesse una comunicazione di revoca, cosa può fare?
Sintetizzando, potrebbe comportarsi seguendo questi passi:
·    analisi delle eventuali motivazioni della revoca
·    in caso di inesistenza o insussistenza di queste ultime, far eventualmente scrivere una lettera, anche da un legale
·    eventualmente, nel caso in cui la banca intenda comunque revocare gli affidamenti, valutare una o più iniziative legali, a partire dal ricorso alla procedura d’urgenza, prevista dal codice di procedura civile, per ottenere un provvedimento giudiziario veloce, che sospenda o revochi la revoca stessa.

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

Fammi sapere le tue impressioni con un commento,

Articolo di Gian Piero Turletti

  • Share/Bookmark

, ,

Un guest post di Gian Piero Turletti

Rapporti banca-impresa: legittima la revoca delle linee di credito da parte della banca?

In questi ultimi tempi, a fronte del diffondersi di fenomeni come crisi economica, credit crunch e deficit di liquidità aziendale, è diventata di sempre maggior attualità una problematica, che preoccupa molto l’imprenditore: la banca  può revocare una o più linee di credito accordate all’impresa?

Per la verità, del problema in Italia si sono interessati giuristi e giudici da diversi anni, anche perché se l’attuale

periodo di crisi l’ha posta alla ribalta, certo la revoca di linee di credito è già stata applicata anche in passato.

Considerando solo la contrattualistica, che disciplina il rapporto tra istituto e cliente azienda su basi passive, si

direbbe che la banca ha un potere assolutamente discrezionale nell’esercitare la predetta facoltà, si direbbe “ a suo

insindacabile giudizio”, in quanto solitamente questo è quanto previsto nelle clausole predisposte dagli uffici legali,

che studiano e formulano tale tipologia di contratto, però…..
Il contratto è subordinato alle norme di legge, e qualora vi sia un contrasto, nella stessa materia, tra clausole

contrattuali e norme obbligatorie di legge, o principi generali dell’ordinamento giuridico, prevalgono questi ultimi, e la

diversa regolazione in sede contrattuale non trova applicazione.
Da diversi anni in Italia è andato affermandosi, a tale riguardo, un orientamento giurisprudenziale, cioè espresso

nelle sentenze, ma supportato anche da tesi di giuristi in sede teorica, che esclude la facoltà di esercizio

discrezionale della revoca del credito da parte della banca.

Per un verso, tale ragionamento fa leva sull’art. 2.043 c.civ, che vieta il compimento di qualunque atto, colposo o

doloso, che procuri agli altri un danno ingiusto.
A prima vista, tale norma potrebbe sembrare non avere nulla a che fare con la problematica, di cui ci stiamo

occupando, ma il ragionamento svolto da giudici e giuristi è più articolato.
Si osserva, a tale riguardo, che vi sono soggetti, come creditori in genere, fornitori, clienti, lavoratori, e via dicendo,

che sono terzi, nel rapporto tra banca ed impresa, ma che fanno ugualmente affidamento sulla solidità e solvibilità

dell’impresa.
Ad esempio i creditori, per ottenere la corresponsione di quanto ad essi dovuto.

Conseguentemente, se un istituto di credito revoca uno o più finanziamenti, in assenza di una giustificata realtà

aziendale. desunta da una specifica disamina della situazione economico-finanziaria dell’impresa cliente, non solo

compromette, o rischia di compromettere, la solidità dell’azienda, sotto il profilo della liquidità e conseguente

solvibilità, ma mette a rischio anche il legittimo affidamento di terzi, come i creditori aziendali, i quali confidano nella

solidità dell’impresa, e sarebbero legittimati a pensare che quest’ultima, pur utilizzando linee di credito, non

dovrebbe subire la revoca della medesime, se non in presenza di giustificati e gravi motivi.
In altri termini, la revoca immotivata lederebbe il sacrosanto principio del neminem ledere.

Nel prossimo post parlerò di cosa comporta una revoca immotivata di linee di credito

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

Fammi sapere le tue impressioni con un commento,

Articolo di Gian Piero Turletti

  • Share/Bookmark

, , ,

Riallacciandomi  all’articolo precedente illustro  un breve esempio sul budget finanziario delle fonti e degli impieghi.

fonti-impieghi-budget-finanziario

Il metodo per arrivare  alla previsione finanziaria delle fonti ed impieghi è il confronto tra budget previsto a fine periodo e lo stato patrimoniale riferito all’inizio dello stesso periodo.

Ora vediamo un esempio  per  arrivare  in concreto alla tecnica del prospetto fonti impieghi

(continua…)

  • Share/Bookmark

, ,

Uno dei più importanti fra gli strumenti per la direzione aziendale , è Il Budget finanziario delle fonti e degli impieghi .

Con esso si tengono sotto controllo i cambiamenti programmati nella struttura del capitale circolante netto tra l’inizio e la fine del periodo di budget preso in esame.

report-fonti-impieghi-budget-finanziario

Per una corretta gestione finanziaria è regola importante prevedere la corrispondenza tra il profilo finanziario delle fonti e degli impieghi , tenendo presente che gli investimenti possono essere a breve termine (capitale circolante) ed a medio e/o lungo termine , così come le fonti possono essere scelte tra debiti a breve termine (aperture di conto corrente, smobilizzi di effetti commerciali, etc…) ed a medio e lungo termine (mutui o finanziamenti) e capitale netto.

In breve gli aumenti delle passività o le diminuzioni di attività sono fonti di liquidità, mentre le diminuzioni delle passività o gli aumenti delle attività rappresentano gli impieghi.

Alcune voci tipiche che si trovano tra le fonti sono:

Disinvestimenti di Capitale fisso

· Autofinanziamento

(utile netto,ammortamenti d’esercizio,accantonamenti a f.di rischi ,indennità anzianità)

· Incrementi di debiti di breve e lungo termine

Alcune voci che troviamo negli impieghi sono:

· Aumenti di capitale fisso

· Aumenti di capitale circolante

· Diminuzione di debiti

· Rimborsi di capitale proprio

Il metodo per giungere alla previsione finanziaria delle fonti ed impieghi è il confronto tra budget previsto a fine periodo e lo stato patrimoniale riferito all’inizio dello stesso periodo.

Nel prossimo post indicherò uno schema sintetico di quello che potrebbe essere un esempio

Per ricevere le nostre  novità e gli aggiornamenti  iscriviti alla ns. newsletter

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

E tu cosa ne pensi ,fammi sapere le tue impressioni con un commento,

ciao a presto

Patrizio

Articolo tratto da http.//planconsulting.it/blog

  • Share/Bookmark

, ,

Nelle precedenti parti  di questo minicorso

mi sono soffermato su uno dei più gravi problemi aziendali:

la carenza di liquidità. Passo ora a considerare una problematica che per certi versi è affine:

lo sviluppo del fatturato.

E’ di tutta evidenza, infatti, che il fatturato è il primo e più importante dei flussi finanziari in entrata e costituisce una delle componenti fondamentali del bilancio. Ma come svilupparlo?

Nella situazione attuale, un’efficace azione commerciale non può prescindere da una corretta impostazione di marketing.

Partiamo, quindi, dalla premessa che lo sviluppo dell’azione commerciale non può prescindere da una corretta risposta alla domanda e alle esigenze del segmento di mercato, cui si rivolge l’impresa.

La via migliore da seguire si è rivelata quella del marketing-mix, cioè una serie di tecniche e di risorse che rappresentano le leve da utilizzare.

Ognuna di esse porta il suo contributo e il risultato complessivo è spesso quello di una sinergia, cioè l’utilizzo combinato delle diverse leve porta spesso a un risultato che risulta maggiore della somma dei risultati che deriverebbero dall’utilizzo delle singole componenti.

Le diverse leve di marketing possono riguardare sia iniziative on line che off line. Iniziamo, quindi, a considerare i diversi strumenti che è opportuno non tralasciare in una efficace azione di marketing online:

  • posizionamento
  • strumenti freeperclick
  • strumenti payperclick
  • article e blogmarketing
  • supporto tramite stampa offline.

Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:

un report gratuito, dall’area free del sito  Bruno Editore

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

  • Share/Bookmark

,

Older posts >>

Find it!