Archive for March, 2009

Credito alle aziende e alle famiglie? Tremonti Bond-qualche considerazione

Dopo il  post   precedente facciamo alcune considerazioni sui Tremonti Bond, e cosa comporta per aziende e famiglie.

tremonti-bond-un-paracadute-per-le-banche

La prima considerazione da fare riguarda il costo del finanziamento. Supponiamo che una banca  faccia richiesta dei Tremonti Bond, la banca dovrà impegnare questi soldi per prestarli ad aziende e famiglie.

Ma a quali tassi?

Non di certo ai tassi dell’ Euribor, che sono bassissimi.

Le banche è più probabile che presteranno i soldi ad un tasso pari a quello pagano al Governo (che gli ha prestato i soldi) ovviamente maggiorato dei costi che sostengono (strutture, personale, ecc) quindi non meno del 10-11%. Se le cose stanno così, questo non aiuta certo le imprese o le famiglie…???

Altra considerazione è che i Tremonti Bond sono uno strumento per dare una boccata d’ ossigeno alle banche in difficoltà ma non tocca minimamente i vertici delle banche.

Più semplicemente se una banca è in crisi ed ha perso patrimonio a causa delle scelte operative sbagliate della dirigenza, gli artefici di questa perdita restano comodamente seduti ai loro posti.

Non sarebbe meglio una nazionalizzazione anche parziale della banca, rimuovendo i responsabili delle perdite e mettendo al loro posto altri dirigenti?

Infine se, come continuano a farci credere, le banche italiane sono così solide che bisogno c’era di destinare loro ben 10 miliardi di euro?

Non era forse meglio distribuirli in qualche modo ai cittadini per consentire un sostentamento immediato e – magari – uno stimolo a spenderne una parte per incoraggiare una ripresa dei consumi?

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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

articolo prelevato da http://planconsulting.it/blog

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TREMONTI BOND per favorire il credito alle imprese e alle famiglie??

Sicuramente hai sentito parlare dei cosiddetti “Tremonti Bond” previsti dal piano anti-crisi del Governo Italiano.

Di cosa si tratta?

tremonti-bond-credito-bancario-crisi-finanziaria

I Tremonti Bond sono obbligazioni speciali emesse dalle banche quotate e sottoscritte dal Ministero del Tesoro per sostenere la capitalizzazione degli istituti di credito ed evitare che si scarichino gli effetti della crisi sull’ economia reale.

Come contropartita “le banche pagheranno una cedola annuale compresa tra il 7,5 e l’ 8,5 per cento per i primi anni, per poi crescere gradualmente”. Gli istituti di credito si impegneranno a loro volta “a favorire il credito alle imprese, soprattutto piccole e medie, e alle famiglie”.
Più specificatamente, gli impegni che il Tesoro richiede sono:
a)    il contributo finanziario per rafforzare la dotazione del fondo di garanzia per le Pmi;
b)    l’aumento delle risorse da mettere a disposizione per il credito alle piccole e medie imprese;
c)     per i lavoratori in cassa integrazione o percettori di sussidio di disoccupazione, la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno dodici mesi;
d)    la promozione di accordi per anticipare le risorse necessarie alle imprese per il pagamento della cassa integrazione;
e)    l’adozione di un codice etico”.

I “Tremonti Bond” rappresentano una delle soluzioni possibili per sbloccare un mercato del credito che anche in Italia è purtroppo ingessato.

Le imprese, infatti, fanno sempre più fatica ad accedere ai fidi bancari, così come le famiglie rispetto al passato riscontrano maggiori difficoltà nell’accedere al credito al consumo oppure nella stipula di un mutuo.

Le banche dovrebbero essere quindi solo un tramite attraverso il quale fare arrivare soldi alle imprese, soprattutto a quelle piccole e piccolissime, che costituiscono il tessuto produttivo italiano e che ultimamente, in seguito al credit crunch, cioè alla stretta del credito, non vedono più  arrivare un soldo.

Detto così i Tremonti Bond potrebbero sembrare una soluzione niente male.

Occorre però fare alcune considerazioni  che faremo nel prossimo post.

Ti aspetto nel prossimo articolo.

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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

Ufficio Finanziamenti agevolati Plan Consulting

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Strategia e Controllo Aziendale? Prova anche la Balanced Scorecard

Ritorniamo sull’argomento  Balanced scorecard  e sulla redazione di una mappa strategica secondo principi ed obiettivi definiti sulla base di 4 prospettive  riprendendo l’articolo precedente :

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I. Prospettiva finanziaria
Il primo obiettivo per l’azienda è ottenere un profitto, aumentando il livello dei ricavi. Attraverso indici finanziari (acid test, indipendenza finanziaria, cash flow) e di redditività (ROE, ROI, ecc) è possibile ottenere informazioni sulle performances finanziarie dell’azienda utili a comprenderne l’andamento gestionale.

II. Prospettiva del cliente
La customer satisfaction è un punto focale della visibilità e dell’affidabilità del prodotto o del servizio sul mercato, poiché un cliente soddisfatto e fidelizzato è segno di un servizio efficiente ed efficace. A tal fine, è necessario creare un valore aggiunto al prodotto o al servizio reso al cliente attraverso il miglioramento delle caratteristiche, della competitività del prezzo, dell’immagine, della promozione, ed il miglioramento dei processi interni.

III. Prospettiva dei processi interni
Questa prospettiva mostra che se i dipendenti sono fatti partecipi delle strategie d’impresa hanno più interesse alla collaborazione, al miglioramento delle prestazioni, soprattutto se con possibilità incentivanti di carriera e retribuzione.

IV. Prospettiva dell’apprendimento e della crescita
Rendere partecipi i propri dipendenti della strategia è importante e stimolante, tuttavia per ottenere un giusto grado di aggregazione, del sapere con chi, come e dove si sta andando, è necessaria che ci sia un’informazione estesa a tutti i livelli, un giusto grado di formazione e l’incentivazione per i risultati ottenuti. Gli indicatori riguardano perciò il grado di sviluppo dell’informazione interna, della cultura e delle competenze dei dipendenti, e l’efficacia dei sistemi incentivanti.

c) La definizione di obiettivi strategici e target da raggiungere.

d) La programmazione di indicatori, obiettivi e target a livello di funzione.

Pertanto, la Balanced Scorecard  è un sistema di gestione creato per offrire un valore aggiunto all’azienda sotto punti di vista eterogenei che vanno dall’immagine, alla produzione, dai processi interni alla soddisfazione del cliente, dalla pianificazione alla definizione di nuovi target, ecc.

Al fine di implementare efficacemente la Balanced Scorecard sono determinanti alcuni fattori:

a) La missione e la strategia devono essere ben definiti e comprensibili a tutti i livelli.
b) La pianificazione strategica deve essere collegata alla redazione di un budget previsionale.
c) I target e gli obiettivi devono essere concreti, misurabili, raggiungibili e coerenti.
d) Il giusto bilanciamento dei processi di top down e bottom up rende il fine ultimo condiviso ed accettato.

Secondo te è utilizzabile  per il controllo della  gestione della tua Azienda ?

E Tu cosa ne pensi?

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Articolo prelevato da http://planconsulting.it/blog

Donne in crisi !!? Guardare oltre -l’ebook motivazionale

Un guest post di Giancarlo Fornei

Esiste nulla di più bello che tornare ad amare qualcuno con passione dopo un momento brutto, una storia finita?

Credo proprio di no. Eppure, molte delle persone che hanno subito il trauma di un fallimento sentimentale si chiudono in se stesse e non permettono più a nessuno di entrare nella loro vita.

Come se l’esperienza negativa della precedente relazione bloccasse sul nascere ogni nuovo timido tentativo di tornare a vivere, ad amare.

Mi è spesso successo di fare coaching con donne che in amore avevano una sorta di “freno a mano tirato”.

Avevano l’indipendenza economica, il riconoscimento sociale, una bella casa e magari anche dei figli meravigliosi nati dalla precedente relazione, ma quando mi parlavano dell’incontro con un nuovo partner, erano sempre sulla difensiva.

Il loro schema mentale impediva di guardare oltre”, di gettarsi alle spalle la triste esperienza e ricominciare. Troppe volte il ricordo del passato, della precedente relazione, è forte, e domina la vita delle persone, nonché le relative scelte, sentimentali e no.

In Donne in Crisi, ho dedicato un intero capitolo al passato e so bene quanto possa essere limitativo. Vivere perennemente nel passato non aiuta a “riprendersi la propria vita” e anzi, può diventare un vero e proprio handicap.

Ecco perché consiglio sempre alle donne che fanno coaching con me o che incontro nelle mie conferenze sull’Autostima, di imparare a “gettarsi dietro le spalle il passato”, nonché di evitare di stare perennemente sulla difensiva.

Se la paura è ragionevole e il timore di commettere gli stessi errori del passato lecito, è altrettanto vero che non devi chiuderti a riccio e impedire ad altri uomini di entrare nella Tua vita.

Credimi, le probabilità che Tu incontri un uomo con le caratteristiche del Tuo ex, sono remote, e comunque, minori di quanto Tu possa pensare. Salvo che Tu non vada in giro con una calamita gigante che attira negatività da entrambi i poli, è molto probabile che Tu possa incontrare un uomo con caratteristiche e personalità diverse.

Magari non Ti piacerà ugualmente. Magari Ti darà la sensazione di essere vuoto e magari, non lo riterrai all’altezza di una nuova storia d’amore, ma mi chiedo: perché non provarci?

Fidati, lascia socchiusa la porta del Tuo cuore, tornare ad amare qualcuno è molto più di una semplice speranza. Tornare ad amare è una possibilità reale, che Tu devi solo alimentare continuamente, giorno dopo giorno.

Ricorda: non occorre vivere sulla difensiva, occorre… vivere.

Un abbraccio e lasciami un commento al post!

A Cura di Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi
Autore di “Donne in Crisi”

e gia’ Autore dell’ebook  Penso Positivo

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L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

Lanciare Prodotti di successo- Promozione super per le vendite

Un guest post di Antonio Ferrandina

Per raggiungere i propri obiettivi di marketing ogni azienda deve comunicare in primo luogo con i clienti esistenti e potenziali. Può farlo direttamente, con contatti personali, in genere utilizzando la forza vendita, oppure indirettamente, impiegando la pubblicità, la promozione e le pubbliche relazioni.

Si parla in questo caso di vie di impulso, consistenti in comunicazioni di informazione e persuasione, rivolte ad ottenere specifici atteggiamenti e comportamenti dalla clientela.

Si tratta di scelte molto importanti, sia quando si tratta di Lanciare Prodotti di Successo, sia quando l’azienda deve immettere nuovo propellente ai prodotti-servizi già in portafoglio.

Le principali vie di impulso sono:

· la pubblicità o advertising; comunicazioni di massa a pagamento per stimolare la conoscenza dei prodotti, il loro acquisto e l’immagine aziendale;

· le promozioni, soprattutto sotto forma di sales promotion; iniziative come sconti, offerte speciali, concorsi, raccolte punti, ecc. volte a stimolare la prova e l’acquisto;

· il merchandising sul punto vendita; il merchandising prevede, oltre all’erogazione di informazioni supplementari volte a rendere ancora più «familiare» il prodotto, la disposizione e l’organizzazione di attrezzature e reparti, al fine di garantire la più opportuna esposizione dei prodotti, nonché un funzionale flusso di merci e clienti nel locale;

· il display delle vetrine e delle aree di vendita; Il display comprende invece, tecniche (vetrinistica, supporti espositivi, punti prova e assaggio) intese a mostrare nel modo più evidente e favorevole possibile, la presenza di certi prodotti nel punto vendita. Tali attività, poiché comportano una contestuale gara per la conquista degli spazi espositivi all’interno dei punti vendita, determinano non pochi attriti nei rapporti tra industria e distribuzione;

· il marketing diretto (mailing, telemarketing, web-marketing, personal selling, ecc.) quando assuma connotazione promozionale e informativa, piuttosto che commerciale in senso proprio. A parte tali strumenti off-line, nell’ambito della promozione-comunicazione Internet possono essere adottate tutta una serie di strumenti come il comunicato stampa, l’annuncio, il link, la newsletter, la chat, l’evento, la sponsorizzazione, il viral marketing, il sampling (distribuzione di campioni gratuiti), i freebies (distribuzione di oggetto o servizi gratuiti), i coupons (buoni sconto o simili), le operazioni di pricing, le raccolte punti, i concorsi a premio, i self liquidating premiums (oggetti promozionali con partecipazione alle spese), attività di tipo «Member get a Member», i FidelityClub, i programmi di affiliazione.

Più in generale, poi, le vie di sostegno sono le modalità impiegate per sostenere l’immagine complessiva dell’impresa; i principali strumenti applicabili sono:

  • la propaganda: comunicazioni di massa non a pagamento per stimolare la conoscenza dei prodotti, il loro acquisto e l’immagine aziendale (redazionali, partecipazioni a mostre, convegni, ecc.;
  • le pubbliche relazioni: attività di sostegno dell’immagine aziendale, attraverso le quali l’azienda migliora i rapporti con l’opinione pubblica, i clienti, le istituzioni, ecc.

In termini, sintetici le principali attività decisionali rientranti nell’area della promotion e della comunicazione sono:

  1. la pianificazione e la gestione della pubblicità, delle promozioni, delle pubbliche relazioni, della propaganda e in generale del direct marketing;
  2. l’amministrazione delle attività di promozione e di comunicazione;
  3. le ricerche sugli effetti e le performance delle attività di promozione e comunicazione.

In generali, poi, le principali attività per lo sviluppo di una efficace comunicazione sono:

  • identificazione del pubblico obiettivo;
  • determinazione degli obiettivi della comunicazione (consapevolezza, conoscenza, convinzione, acquisto);
  • definizione del messaggio (contenuto, struttura, fonte del messaggio);
  • scelta dei mezzi (canali di comunicazione personali/non personali);
  • definizione del budget totale;
  • definizione del mix promozionale;
  • misurazione dei risultati.

A presto!

A Cura di Antonio Ferrandina,

Marketing Specialist,

Autore di “Lanciare Prodotti di Successo”

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Controllo aziendale? Prova la Balanced Scorecard’

La Balanced Scorecard per il controllo aziendale ?

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Ma le piccole imprese utilizzano questo strumento di controllo strategico aziendale?

Bene ma  cosa è ?

La Balanced Scorecard e’  una scheda di reporting che misura determinati indicatori bilanciati tra gli obiettivi finanziari di breve termine e le prestazioni aziendali di lungo termine.

In sostanza, questa scheda di misurazione individua degli indicatori atti a valutare l’andamento gestionale dell’azienda (scostamenti da budget e da piano strategico).

La Balanced Scorecard è attuabile in un arco temporale di almeno un biennio ed in ogni impresa o ente sia pubblico che privato, e consiste in processi definiti. Innanzitutto prevede:

a) La definizione di una missione e la strategia degli interventi realizzata attraverso:

I. La partecipazione degli organi di governo e di management (processo top down), i quali identificheranno le risorse strategiche, formuleranno strategie chiare e verificheranno la validità del modello di business adottato.

In questo processo, l’Amministratore espone la strategia ai responsabili di funzioni, provvede a formare un nucleo di valutazione composto da vari responsabili,  il quale informerà delle strategie tutti i componenti interni all’azienda e provvederà a valutare i risultati ottenuti attraverso riunioni periodiche trimestrali.

II. La partecipazione dei dipendenti alla strategia aziendale (processo bottom up). La missione e gli obiettivi saranno comunicati in maniera efficace e tradotti in attività operative, tenendo conto del bilanciamento degli interessi tra organi di vertice e base produttiva.

b) La redazione di una mappa strategica secondo principi ed obiettivi definiti sulla base di 4 prospettive che vedremo nel prossimo post.

E tu la utilizzi per il controllo gestionale della tua impresa ?

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Articolo  prelevato da http://planconsulting.it/blog

Sei creativo ? Ma cosa è l’effetto Stroop?

Un guest post di Enrico Sigurtà

Sei convinto di non essere creativo? Bene, questo articolo fa al caso tuo! Perché credi di non essere creativo?

I motivi possono essere tanti: fin da piccolo sei stato cresciuto sentendoti dire che non sei creativo; sei stato esposto ad un ambiente poco aperto alla creatività; tu stesso, avendo il timore di venir deriso per le tue idee, ti auto censuravi e bloccavi le tue fantasie; ritenevi che la creatività “fosse una cosa da bambini” e quindi l’hai sempre considerata come secondaria; e via dicendo…

Le possibilità sono tante, ma in linea di massima questi sono degli ottimi killer per la tua parte irrazionale, intuitiva e fantasiosa. Per questo oggi voglio dimostrarti che anche tu puoi essere creativo, mostrandoti l’effetto Stroop.

Fai questo esercizio: leggi ad alta voce queste parole il più rapidamente possibile.

Rosso Arancio Blu Verde

Verde Arancio Verde Blu

Rosso Nero Arancio Blu

Rosso Nero Nero Verde

Arancio Blu Verde Verde

Nero Arancio Rosso Verde

Cosa hai notato? Le prime 3 righe riuscivi a leggerle con estrema semplicità, mentre con le ultime 3 sei rallentato.

Questo avviene perchè i 2 emisferi del tuo cervello ( quello destro, creativo, e quello sinistro, razionale ) entrano in conflitto. L’emisfero sinistro infatti cercherà di leggere la parola scritta, mentre il secondo cercherà di leggere il colore.

Se tu non fossi per niente creativo e se la creatività non influenzasse minimamente la tua vita, questo effetto non esisterebbe. Il fatto è che puoi essere creativo come chiunque altro e puoi sviluppare questa tua abilità e metterla al tuo servizio.

Tieni sempre presente che il cervello va allenato, come qualsiasi altra parte del tuo corpo ( o, come direbbe Rocco Petrigliano nel suo progetto di neurobica, non devi abbandonare il tuo cervello .

I metodi per sviluppare il tuo emisfero destro sono tanti. Alcuni te li proporrò nei prossimi articoli, molte altri li puoi trovare nei miei 2 ebook. In particolare, I Segreti della Visualizzazione , ti insegno a controllare i tuoi sogni ( tecnicamente ad avere dei sogni lucidi ) e a sfruttare in modo molto più intenso il tuo potenziale creativo, raggiungendo stati che difficilmente potresti raggiungere normalmente.

A cura di Enrico Sigurtà
Autore di “I Segreti della Visualizzazione” e I Segreti della Creatività

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Problemi d’impresa come risolverli-Quarta parte

Un Guest post di Gian Piero Turletti

Come vi ho anticipato nelle precedenti parti di questo corso, una delle principali cause della carenza di liquidità aziendale, è dovuta a situazioni di difficoltà, periodi di rallentamento economico, o vere e proprie recessioni.

Un’azienda che vanti dei crediti nei confronti di un’altra, potrà in queste situazioni trovare decisamente delle difficoltà ulteriori, nell’incassarli, proprio a fronte delle difficoltà che, a sua volta, incontra l’impresa cliente, soprattutto a causa di un rallentamento o, peggio, di una contrazione nel fatturato, che può condurre all’insolvenza ed al fallimento dell’impresa cliente.

Ma ecco che, anche in questi casi, sussiste un’opportuna soluzione.
I crediti commerciali, infatti, si possono assicurare presso banche o società assicurative specializzate in questo ramo.

Ancora una volta, però, è bene sottolineare che non esiste un automatismo tra richiesta e delibera positiva.
La banca o l’assicurazione considera, a tutti gli effetti, questa polizza come una linea di credito, accordata all’impresa che l’abbia richiesta e, conseguentemente, sarà disponibile ad accordarla in misura tanto maggiore, quanto maggiore si presenterà la solidità economico-finanziaria della richiedente, oltre che dell’impresa cliente.

E’ quindi preferibile, non mi stancherò mai di ripeterlo, chiedere questa eventuale forma assicurativa quando l’impresa si trovi in una buona condizione economica, piuttosto che aspettare momenti di crisi.

Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:

un report gratuito, dall’area free del sito  Bruno Editore

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

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Trading-Guadagnare in Borsa ? Capitali ridotti e ND point!!

Un guest post di Nicola D’Antuono


Nel mio ebook Trading a Capitali Ridotti ho spiegato diverse tipologie di breakout di livelli del prezzo particolarmente significativi (i cosiddetti ND Point). Oggi voglio mostrare un esempio pratico di come sia possibile ottenere buoni risultati economici, pur partendo da un capitale limitato, sfruttando il breakout di un ND Point posto su un massimo relativo.

Ho spiegato nel mio ebook come identificare questa configurazione del prezzo alle pagine 142 e 143. Nell’ebook scrivo in questo modo: “Un ND Point posto su un massimo relativo identifica un picco massimo del prezzo dal quale un titolo sta effettuando un ritracciamento oppure un breve movimento laterale”.

Proprio oggi (12 gennaio mentre scrivo, ndr) Acotel Group (simbolo: ACO), un titolo quotato alla Borsa di Milano sul segmento AllStars, ha soddisfatto questi requisiti e si è presentato prima dell’apertura delle contrattazioni con il seguente grafico giornaliero.

Come si può notare dal grafico, il livello di interesse sul quale intervenire è 45,70€ che rappresenta il massimo di un trend emergente rialzista molto forte a cui ha fatto seguito un movimento laterale di circa un mese. Stamattina i prezzi hanno superato 45,70€ nei primissimi minuti di contrattazione raggiungendo 45,80€ e poi hanno messo in atto un consolidamento intraday di un paio d’ore. Si poteva entrare già a 45,70€ con stop loss sotto il minimo di giornata (44,76€) ma ho atteso la fine del consolidamento intraday per poi entrare a 45,80€ con 60 pezzi (praticamente 2700 euro di capitale investito). Ho poi venduto la mia posizione a 47,17€ per un guadagno al netto delle commissioni di 74 euro.


A cura di Nicola D’Antuono,

Autore di “Trading a Capitali Ridotti”

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