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	<title>Comments on: Senza ripensamento” delle norme di Basilea 2 &#8221; difficile ottenere credito per tante piccole imprese</title>
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	<description>Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale</description>
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		<title>By: Gian Piero Turletti</title>
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		<dc:creator>Gian Piero Turletti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 06:43:25 +0000</pubDate>
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		<description>Posso dire di condividere pienamente le osservazioni, provenienti da varie fonti, sulla prociclicità, esaltata da Basilea 2.

In effetti, quei timori si sono concretizzati.
In fase economica espansiva, certe imprese hanno ottenuto credito con maggior facilità, e chi invece già si trovava in difficoltà, in fase recessiva, ha incontrato ancora maggior difficoltà nell’ottenre credito dalle banche.
Peraltro occorre, a mio avviso, anche considerare il particolare metodo usato dalle banche per prestare denaro.

Forse, non tutti sanno che si tratta di moneta scritturale, legata all’istituto della riserva frazionale.
Questo significa che non si deve pensare che le banche possano imprestare quanto costituito da fondi e riserve, ad hoc, ma un multiplo di tutto ciò.
In particolare, in Italia, in base alle disposizioni della Banca d’Italia, gli istituti creditizi possono imprestare sino a 50 volte quanto costituito dalle specifiche riserve, e questo significa che sul totale di quanto imprestato devono tenere a riserva il 2%.
Quindi i soldi, il denaro imprestato dalle banche, solo per un 2% delle riserve è rappresentato da denaro reale, e per il resto è rappresentato da denaro virtuale.

Questo effetto leva è stato necessario per sostenere lo sviluppo economico, ma evidentemente, in fasi recessive, a fronte di una diminuzione delle riserve stesse, si ha un effetto moltiplicatore anche su quanto denaro virtuale non possa più essere oggetto di prestito, una sorta di delevarage.
Si deve anche considerare che peraltro, nonostante il limite di 50 volte, a sua volta quel denaro potrebbe, con la circolazione monetaria, costituire ulteriori riserve, ad esempio in altri istituti, e quindi, praticamente, non c’è limite alla creazione di denaro virtuale, scritturale.

Da tutto ciò consegue una rilevanza ancora più determinante dei criteri di Basilea, proprio perchè questi ultimi, essendo incentrati sul quantitativo di riserva che si deve costituire, in base al rating aziendale, considerano una componente economica, che poi ha un effetto leva sull’economia.

Il guaio, appunto, è che in fasi recessive, l’effetto moltiplicatore si ripercuote in negativo, ed ecco una delle cause dell’esasperazione del concetto di rating.

Personalmente, sono quindi tra coloro che sono favorevoli al superamento di questo concetto, anche perchè, comunque, storicamente non si è certo rilevato un ottimale indicatore della solvibilità di società.
Un caso su tutti: Lehman Brothers.
Se andiamo a vedere quele poteva essere il rating della famosa banca d’affari, ci rendiamo conto che non indicava certo, come invece si è poi verificato, un imminente rischio di default.
Eppure….

Ora, dovremmo considerare un piccolo ragionamento: il rating ha sbagliato, ha fallito la sua missione per società conosciute, e della rilevanza di una Lehman Brothers.

Immaginiamo cosa possa rappresentare per microimprese, o società, che certo non hanno nè la dimensione, nè la quantità di dati a disposizione, che invece riguardavano la banca d’affari statunitense.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso dire di condividere pienamente le osservazioni, provenienti da varie fonti, sulla prociclicità, esaltata da Basilea 2.</p>
<p>In effetti, quei timori si sono concretizzati.<br />
In fase economica espansiva, certe imprese hanno ottenuto credito con maggior facilità, e chi invece già si trovava in difficoltà, in fase recessiva, ha incontrato ancora maggior difficoltà nell’ottenre credito dalle banche.<br />
Peraltro occorre, a mio avviso, anche considerare il particolare metodo usato dalle banche per prestare denaro.</p>
<p>Forse, non tutti sanno che si tratta di moneta scritturale, legata all’istituto della riserva frazionale.<br />
Questo significa che non si deve pensare che le banche possano imprestare quanto costituito da fondi e riserve, ad hoc, ma un multiplo di tutto ciò.<br />
In particolare, in Italia, in base alle disposizioni della Banca d’Italia, gli istituti creditizi possono imprestare sino a 50 volte quanto costituito dalle specifiche riserve, e questo significa che sul totale di quanto imprestato devono tenere a riserva il 2%.<br />
Quindi i soldi, il denaro imprestato dalle banche, solo per un 2% delle riserve è rappresentato da denaro reale, e per il resto è rappresentato da denaro virtuale.</p>
<p>Questo effetto leva è stato necessario per sostenere lo sviluppo economico, ma evidentemente, in fasi recessive, a fronte di una diminuzione delle riserve stesse, si ha un effetto moltiplicatore anche su quanto denaro virtuale non possa più essere oggetto di prestito, una sorta di delevarage.<br />
Si deve anche considerare che peraltro, nonostante il limite di 50 volte, a sua volta quel denaro potrebbe, con la circolazione monetaria, costituire ulteriori riserve, ad esempio in altri istituti, e quindi, praticamente, non c’è limite alla creazione di denaro virtuale, scritturale.</p>
<p>Da tutto ciò consegue una rilevanza ancora più determinante dei criteri di Basilea, proprio perchè questi ultimi, essendo incentrati sul quantitativo di riserva che si deve costituire, in base al rating aziendale, considerano una componente economica, che poi ha un effetto leva sull’economia.</p>
<p>Il guaio, appunto, è che in fasi recessive, l’effetto moltiplicatore si ripercuote in negativo, ed ecco una delle cause dell’esasperazione del concetto di rating.</p>
<p>Personalmente, sono quindi tra coloro che sono favorevoli al superamento di questo concetto, anche perchè, comunque, storicamente non si è certo rilevato un ottimale indicatore della solvibilità di società.<br />
Un caso su tutti: Lehman Brothers.<br />
Se andiamo a vedere quele poteva essere il rating della famosa banca d’affari, ci rendiamo conto che non indicava certo, come invece si è poi verificato, un imminente rischio di default.<br />
Eppure….</p>
<p>Ora, dovremmo considerare un piccolo ragionamento: il rating ha sbagliato, ha fallito la sua missione per società conosciute, e della rilevanza di una Lehman Brothers.</p>
<p>Immaginiamo cosa possa rappresentare per microimprese, o società, che certo non hanno nè la dimensione, nè la quantità di dati a disposizione, che invece riguardavano la banca d’affari statunitense.</p>
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