Avere i fidi e non usarli ?Occhio alla Commissione sull’accordato!

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Dopo l’incontro  raccontato nell’ articolo  precedente sono venute fuori  alcune domande ed   osservazioni  interessanti.

commissione-accordato-spese-bancarie
In vista di Basilea 2  in molti  sconsigliavano  il pluriaffidamento cioè l’ avere più fidi con più banche , anzi era auspicabile la via verso la riduzione dei finanziamenti  a breve  ,anche per avere meno costi.

A dispetto di ciò  , proprio prevedendo che Basilea 2  a causa del rating e del suo possibile  effetto prociclico , avrebbe contribuito alla restrizione del  credito, infatti
in più occasioni ho  consigliato di richiedere ,quando possibile , più fido di quanto necessario in quel dato momento,  anche con più Istituti , naturalmente  il tutto calibrato a seconda dell’attività .

Questo per  evitare  di ritrovarsi nel momento del  bisogno con  poca  riserva di liquidità.
Questa politica per chi l’ha messa in atto ,nel periodo attuale con la restrizione del credito in corso ,  è stata quasi  provvidenziale .

Ora  però , le imprese devono sapere  che grazie alla   “fatidica “ commissione sull’accordato , se l’Istituto  Bancario   applica questo tipo di spesa  ,avere i fidi e non utilizzarli  costa sia con l’utilizzo dell’importo finanziato  , che senza utilizzare neppure 1 centesimo .

Come nell’esempio precedente se   la  commissione applicata è dello 0,50% trimestrale sul fido accordato  di  150.000 €  si avrà un costo di  750 euro trimestrali ; va da sé che  avere un monte fidi e non utilizzarli può costare molto .

Si rende dunque  necessaria più che mai una pianificazione finanziaria per  verificare le necessità di  cassa, oltre che una trattativa con i funzionari  bancari di riferimento per diminuire il più possibile tale spesa.

Se provi a guardare la  questione dal punto di vista della Banca  la logica potrebbe essere :
se hai un affidamento  lo utilizzi oppure hai un costo che ti pesa  in percentuale   a seconda del fido che ti è stato concesso  –  Se ne puoi fare a meno ti conviene pensare se tenerlo in piedi oppure  no “ .
Sicuramente tante aziende messe bene finanziariamente  chiuderanno i fidi non utilizzati .

E  questo cosa implica per la banca?

Comporta che  si libera del capitale da rimettere nel mercato che non va a gravare sul rapporto caro al Comitato di  Basilea 2   , cioè  capitale erogato in affidamento /patrimonio netto,  in sostanza  per la banca significa meno capitale da accantonare  a fronte di minori finanziamenti erogati  e quindi meno costi .

Quindi   le Banche …..ringraziano ……  la “Nuova Commissione”  .

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ciao Patrizio Gatti

Articolo prelevato da http://planconsulting.it/blog

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8 Commenti


  1. L’articolo mi ricorda il periodo, antecedente alla crisi, in cui molte più imprese avevano la possibilità di ottenere linee creditizie, anche consistenti.
    Questo implicava la scelta se ridurre comunque i costi, riducendo il numero di banche, oppure diversificare le proprie fonti di finanziamento, lasciando in vita rapporti con più banche.
    Devo dire che sono sempre stato favorevole alla seconda scelta, sopratutto in considerazione del seguente ragionamento.

    Come assai opportunamente indicato nell’intervento, i finanziamenti, le linee di credito, è preferibile acqisirli in fasi, in periodi, in cui vi sia, sul lato dell’offerta, una certa disponibilità, che potrebbe venir meno in seguito, a fronte di peggiorate situazioni macroeconomiche, oppure relative ad un peggioramento della situazione della singola impresa o del suo rating.

    Pensiamo, infatti, alla prociclicità di Basilea, che tende quasi automaticamente a far emergere rating peggiori, in situazioni di crisi.
    Di qui, appunto, i rischi di una restrizione del credito, con consistenti richieste di rientro e revoca degli “accordati”.
    Ma questo non vale solo per i periodi di crisi generalizzata.
    Se un’impresa, per qualsiasi motivo, anche svincolato da crisi generalizzate, andava incontro ad un peggioramento del proprio rating, si vedeva ridurre o revocare le linee di credito da una o più banche.

    In considerazione del fatto che, per fortuna, non tutte le banche applicano la stessa politica creditizia, chi aveva suddiviso i propri affidamenti tra più banche, si era quindi solitamente trovato in una situazione di minor rischio, rispetto a chi era cliente, su basi passive, di un’unica banca o di poche banche.
    Infatti, la strategia di diversificazione consentiva un maggior respiro finanziario, meglio se accompagnato alla creazione di un polmone di liquidità, legato al fatto di aver chiesto linee di credito in eccedenza, rispetto al fabbisogno strettamente necessario.

    Certo, questo tipo di scelta implica, necessariamente, costi maggiori, sopratutto oggi, che viene introdotta una tipologia di costo, indipendente dal’utilizzo dell’affidamento.
    Ma, nella scelta tra maggiori oneri e maggiori rischi, penso sia meglio il maggior onere.
    Diversamente, l’impresa rischia di collassare, per mancanza di liquidità, ad esempio per non averla rischiesta a suo tempo, quando il rating era migliore, o per averla concentrata su un numero eccesssivamente esiguo di istituti.

    Mi viene, in tal senso, sempre in mente il famoso esempio del fatturato.
    A parità di fatturato, meglio realizzarlo su un solo o su pochi clienti, oppure diversificarlo su un numero consistente di clienti?
    Nel primo caso, evidentemente, si crea una dipendenza commerciale ed un collegato rischio finanziario, che non sussistono, invece, in presenza di una sufficiente diversificazione.

    Concludo, con una nota legale.
    Devo dire che, sul punto delle nuove tipologie di costi e commissioni, ho sentito, in questi ultimi tempi, anche l’opinione di stimati professionisti, giuristi d’impresa anche per nomi altisonanti.
    Anche per motivi di privacy, non faccio nomi, ma devo dire che si stanno preparando diverse iniziative legali contro le nuove condizioni contrattuali, in quanto considerate palesemente illegali.

  2. Avvolte siamo vittime del potere!

  3. Volevo consigliare a tutti di togliere il nofollow dai blog, io l’ho tolto ed ora rivevo molti più commenti, aiutiamoci a vicenda, ciao.

  4. ciao Web Agency ti ringrazio per il commento sul nofollow anche se ha poco a che vedere con l’articolo che hai commentato . ciao Patrizio

  5. Dal mio punto di vista, il rilascio del fido da parte della Banca ha comunque per essa un costo (deve poter rendere immediatamente disponibili dei capitali): pertanto è giusto, dal punto di vista teorico, che si debba pagare anche se non si utilizza lo strumento.

    Poi si può discutere sicuramente sul fatto che le Banche si facciano abbondantemente pagare tutti i servizi (compreso il tenere i soldi sul C/C), ma questa è un’altra faccenda…

    Dal punto di vista dell’azienda, concordo che la semplificazione e l’utilizzo di un solo fornitore anche nel caso delle Banche consenta di ridurre notevolmente i costi sia diretti (dovuti quindi alla banca) che quelli diretti (maggiori costi del personale interno per la gestione).

  6. Ciao Enrico , prima di tutto Grazie per il commento

    Può essere giusto pagare la commissione in maniera giusta , ma non strapagare come accade spesso .Il problema riscontrato da molte imprese è che è difficile farsela diminuire .

    ciao Patrizio Gatti

  7. cmq sn d’accordo con patrizio

  8. Articolo interessante e molto utile, a presto.

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