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	<title>Crescita Attiva &#187; comunicazione</title>
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	<description>Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale</description>
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		<title>Come essere un Ottimo Consulente ?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 17:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita-attiva]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione persuasiva]]></category>
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		<description><![CDATA[Un guest post di Giancarlo Randone I tre aspetti fondamentali per essere un ottimo consulente CONSULENTE: una eccellente professione, destinata a consolidarsi con l’esperienza, ma a un patto. Anzi, a tre patti: 1) Il consulente offre consigli, ma questi verranno accettati solamente se il potenziale cliente li accoglie con la mente e con il cuore [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di<strong><a href=" http://tinyurl.com/d7sncsy"> Giancarlo Randone</a> </strong><br />
<strong></p>
<p>I tre aspetti fondamentali per essere un ottimo consulente</strong></p>
<p><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/12/consulente-aziende-consulenza-aziendale-il-consulente-perfetto.jpg"><img src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/12/consulente-aziende-consulenza-aziendale-il-consulente-perfetto.jpg" alt="" title="consulente-aziende-consulenza-aziendale-il consulente-perfetto" width="300" height="202" class="aligncenter size-full wp-image-1841" /></a></p>
<p><strong>CONSULENTE:</strong> una eccellente professione, destinata a consolidarsi con l’esperienza, ma a un patto. Anzi, a tre patti:</p>
<p>1) Il consulente offre consigli, ma questi verranno accettati solamente se il potenziale<br />
cliente li accoglie con la mente e con il cuore perchè li sente suoi, adattati a se<br />
come un vestito che gli cade addosso a puntino.</p>
<p><span id="more-1837"></span></p>
<p>Pertanto il buon consulente fa domande, entra nel “sentire” del cliente, indaga con<br />
interesse genuino, guarda negli occhi chi le sta di fronte pensando nel suo intimo:<br />
“io sono quì per aiutarti, perchè ti voglio bene”.</p>
<p>2) Dopo ogni buona e pertinente domanda, ascoltata con la massima attenzione, il<br />
<strong>consulente empatico prende pochi ma significativi appunti</strong>, catalogandoli in apposite<br />
sezioni del foglio sul quale sta scrivendo, per disporre dei “mattoni” con i quali<br />
costruirà il suo progetto, la sua proposta:<br />
a) Cosa desidera il cliente b) Di cosa ha timore   c) quali sono i suoi punti di<br />
forza sui quali esprimergli una lode sincera  d) Su quali aspetti il consulente<br />
lavorerà insieme al cliente amico e partner.</p>
<p>3) A casa o nel suo studio, il consulente professionale rivedrà quegli appunti, e li<br />
utilizzerà per realizzare la proposta, il progetto, la strategia. E così facendo<br />
si predisporrà a provare una gioia e una <strong>soddisfazione professionale </strong>che pochi<br />
provano: quella di conquistare il cliente <strong>per non avergli imposto</strong> la soluzione,<br />
ma per <strong>averla condivisa, ragionata con lui, ed avendolo rassicurato</strong>.</p>
<p>E’ evidente che per percorrere questi passaggi fondamentali occorre una caratteristica <strong>che molti consulenti troppo sicuri di se non hanno: l’umiltà</strong>, che consente di considerare gli altri come superiori a noi. Ma è questa la caratteristica che fa <strong>davvero grande un uomo</strong>.</p>
<p>A cura di<a href="http://tinyurl.com/d7sncsy"> Giancarlo Randone</a></p>
<p>Autore di :&#8221;<a href=" http://tinyurl.com/d7sncsy">Il Consulente Perfetto</a>&#8221;</p>
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		<title>Lavorare da casa con internet? Come fare??!</title>
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		<comments>http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/lavorare-da-casa-con-internet-come-fare/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 17:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare da casa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro online]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest post di Stefano Calicchio Come lavorare da casa con il web Mollare tutto, smettere di andare ogni giorno in ufficio e creare un business dalla propria abitazione? Oggi potrebbe essere il sogno di qualsiasi lavoratore dipendente. Nella pratica, la vita professionale di ognuno di noi ha subìto dei cambiamenti così profondi e radicali [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Un Guest post di </strong></em><a href="http://tinyurl.com/6gkmy2v"><strong><em>Stefano Calicchio</em></strong></a></p>
<p><strong>Come lavorare da casa con il web</strong></p>
<p><a href="http://tinyurl.com/3m7x65n"><img class="size-medium wp-image-1634 aligncenter" title="lavorare-da-casa-con-il-web" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/04/lavorare-da-casa-con-il-web-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p><strong>Mollare tutto</strong>, smettere di andare ogni giorno in <strong>ufficio</strong> e creare un business dalla <strong>propria abitazione</strong>? Oggi potrebbe essere il <strong>sogno </strong>di qualsiasi <strong>lavoratore</strong> dipendente.</p>
<p><span id="more-1633"></span></p>
<p>Nella pratica, la vita professionale di ognuno di noi ha subìto dei<strong> cambiamenti </strong>così profondi e radicali negli ultimi anni da aver <strong>rivoluzionato completamente il nostro stile di vita</strong>.</p>
<p>In molti casi questi cambiamenti hanno promosso una <strong>diversa pianificazione lavorativa</strong>, soprattutto per chi ha un impiego <strong>dipendente</strong>, perché i ritmi di lavoro e le esigenze personali sono diventati sempre più <strong>difficili da coniugare</strong>.</p>
<p>Tra le tante possibili soluzioni per ritrovare lo <strong>spazio</strong> e il <strong>tempo perduto</strong>, una delle migliori è sicuramente quella di <strong>costruirsi un’attività da casa propria con il web</strong>.</p>
<p>I <strong>motivi </strong>sono facilmente intuibili: se da un lato la quantità di <strong>capitale </strong>da investire nell’avviamento del business risulta facilmente <strong>accessibile per chiunque</strong>, dall’altro internet permette di <strong>gestire semplicemente</strong> molte delle <strong>operazioni</strong> e delle <strong>esigenze</strong> che prima potevano essere assolte solo attraverso una sede operativa di tipo tradizionale.</p>
<p>Sapendo ciò, vi consiglio di prestare la <strong>massima attenzione</strong> a questi tre ambiti prima di avviare il vostro <strong>business casalingo</strong>:</p>
<p>1.  <strong>la ricerca di mercato</strong>. Quando si parla di <strong>home business</strong> è facile pensare di poter espletare qualsiasi attività lavorativa  tradizionale anche da casa propria. In realtà, dovete effettuare una <strong>ricerca di mercato</strong> <strong>esaustiva</strong> se volete realmente assicurarvi il <strong>successo </strong>dell’iniziativa;</p>
<p>2. <strong> la pianificazione degli spazi e dei tempi di lavoro</strong>. Per avviare un’attività da casa è fondamentale trovare dei <strong>compromessi di condivisione</strong> con la quotidianità casalinga;</p>
<p>3. <strong> la pianificazione finanziaria, fiscale e di marketing</strong>. È davvero fondamentale preparare <strong>con anticipo</strong> un buon <strong>business plan</strong> pianificando ogni fase di start up, in modo da <strong>ottimizzare al meglio i costi</strong> e <strong>massimizzare i benefici</strong>.</p>
<p>Oggi l’utilizzo del<strong> telelavoro </strong>è in forte<strong> crescita</strong>, sia per i <strong>risparmi</strong> in termini di costo, sia per l’<strong>efficienza</strong> che in molti casi è possibile raggiungere. Certo, nonostante presupposti così promettenti, è necessario creare un business che<strong> porti con costanza denaro</strong> nel proprio conto corrente, pertanto il consiglio è di restare con i piedi ben <strong>saldi</strong> per terra e pianificare un <strong>passaggio graduale</strong> dal lavoro dipendente a quello <strong>indipendente</strong>.</p>
<p>Avviare un business da casa è un’<strong>attività semplice</strong> ma non per questo accessibile senza un’adeguata <strong>preparazione</strong>: potrebbe infatti richiedere diverso<strong> tempo</strong> per entrare a regime e fornire il giusto flusso di introiti.</p>
<p><strong><em>A cura di <a href="http://tinyurl.com/3m7x65n">Stefano Calicchio</a></em></strong></p>
<p>Autore di<a href="http://tinyurl.com/3m7x65n"> Lavorare da Casa con il Web</a>, <a href="http://tinyurl.com/2vfy2qd">Il Fattore Network</a>, <a href="http://tinyurl.com/ycj923e">L’Ufficio Stampa 2.0</a>,<a href="http://tinyurl.com/6gkmy2v">Rendite da Royalty</a></p>
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		<title>Assertività in azienda puo&#8217; creare persone felici nel lavoro!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/ebook/assertivita-in-azienda-puo-creare-persone-felici-nel-lavoro/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/ebook/assertivita-in-azienda-puo-creare-persone-felici-nel-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 19:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un guest post di  Bruna Ferrarese Come l’assertività sul lavoro crea persone felici e aziende eccellenti Il rapporto diretto esistente tra l’eccellenza della prestazione dei collaboratori e la capacità competitiva espressa da un’azienda è ampiamente condiviso da tutti gli esperti ed operatori. Assodato che le persone non lavorano solo per denaro, tutte le teorie motivazionali [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> </a><em><strong><a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> Bruna Ferrarese</a></strong></em></p>
<p><strong>Come l<a href="http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/diventare-assertivi-facile-dirsi/">’assertività</a> sul lavoro crea persone felici e aziende eccellenti</strong></p>
<p><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/03/lavorare-team-assertività-competitività-capacità.jpg"><img class="size-full wp-image-1598 aligncenter" title="lavorare-team-assertività-competitività-capacità" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/03/lavorare-team-assertività-competitività-capacità.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></p>
<p>Il rapporto diretto esistente tra l’<strong>eccellenza della prestazione dei collaboratori</strong> e la <strong>capacità competitiva</strong> espressa da un’azienda è ampiamente condiviso da tutti gli esperti ed operatori.</p>
<p><span id="more-1595"></span></p>
<p>Assodato che le persone non lavorano solo per <strong>denaro</strong>, tutte le teorie motivazionali considerano come oggetto del loro studio i <strong>desideri dell’uomo</strong> e tentano di individuare i motivi che possono <strong>stimolare</strong> in loro il desiderio di <strong>lavorare al meglio</strong>.</p>
<p>I risultati di tali studi indicano che, in generale, alle persone piace di più <strong>lavorare in modo creativo</strong>, con<strong> intelligenza</strong> e <strong>responsabilità</strong> e offrendo queste condizioni di lavoro le organizzazioni risultano molto più <strong>produttive</strong>.</p>
<p>Se concordiamo con il presupposto che <strong>lavorare con piacere </strong>permette di <strong>lavorare bene</strong>, risulta di fondamentale importanza gestire correttamente il “<strong>modello relazionale</strong>” presente in un’organizzazione aziendale. Infatti, i lavoratori apprezzano un ambiente professionale se esiste una<strong> buona qualità di rapporto</strong> con e tra il management, se possono essere <strong>orgogliosi dell’attività svolta</strong> dalla società (immagine, reputazione, impegno sociale, etica, qualità dei prodotti-servizi) e se l’ambiente relazionale è <strong>amichevole</strong> e improntato alla <strong>collaborazione di gruppo</strong>.</p>
<p>Un’azienda che opera la scelta di favorire una <strong>comunicazione assertiva</strong> pone i presupposti per generare un ambiente di lavoro nel quale le persone trovano <strong>benessere</strong>, ovvero <strong>risposta ai loro bisogni</strong> e condivisione dei <strong>valori</strong> umani più profondi e ciò si traduce in una serie di concreti benefici anche ai fini della <strong>capacità competitiva </strong>dell’impresa.</p>
<p>Un diffuso senso di <strong>rispetto reciproco</strong> fra le persone, a prescindere dal ruolo gerarchico ricoperto, favorisce la possibilità di <strong>gestire costruttivamente i conflitti</strong>. Esprimere la propria <strong>opinione</strong> in modo <strong>manifesto</strong> non viene vissuto infatti come un “azzardo” che può mettere l’interessato in cattiva luce, bensì come l’<strong>opportunità</strong> di verificare nuove e più creative soluzioni ai problemi.</p>
<p>Evitare la <strong>critica tacita ed implicita</strong> significa rendere più produttivi i <strong>confronti </strong>e molto più efficaci le <strong>soluzioni</strong> adottate. Per non parlare dei <strong>risparmi di tempo </strong>(basti  pensare a tutto quello che viene impiegato nelle aziende per alimentare  la “critica da corridoio”) consentiti dalla possibilità di <strong>far valere le idee personali </strong>o difendere apertamente alcuni valori.</p>
<p>In un’azienda che comunica assertivamente, inoltre, gli <strong>obiettivi professionali </strong>di ciascuno sono chiaramente <strong>definiti</strong> e <strong>accettati </strong>o <strong>negoziati</strong> dai collaboratori stessi. Così come viene <strong>esplicitato il livello di prestazione</strong> <strong>atteso</strong> da ognuno e la qualità del lavoro viene <strong>apprezzata</strong> e <strong>riconosciuta</strong> in modo palese. In questo modo le persone colgono chiaramente il <strong>valore del loro contributo </strong>al successo dell’impresa e sono stimolate a ricercare produttive <strong>sinergie</strong> e ad offrire<strong> collaborazione</strong> ai colleghi.</p>
<p>Il <strong>modello relazionale assertivo</strong>, partendo dal fondamento del reciproco <strong>rispetto</strong>, consente una concreta valorizzazione del “<strong>capitale umano</strong>”, risorsa strategica di ogni azienda, e offre ai “capi” la possibilità di ispirarsi ad una <strong>leadership al servizio del gruppo</strong> e non sul gruppo.</p>
<p>Il cambiamento da operare <strong>può essere faticoso</strong>,  perché mette in discussione cattive abitudini che – purtroppo – a volte  sono molto radicate nel tessuto culturale dell’azienda, ma i <strong>risultati </strong>che è possibile ottenere sono talmente positivi, sotto tutti i punti di vista, che mi sento di sostenere che <strong>ne vale assolutamente la pena</strong>!</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y">Bruna Ferrarese</a></strong></em> <em><strong> </strong></em></p>
<p>Autrice di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"><strong>Comunicazione Assertiva</strong> </a></p>
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		<title>Consulenza per Miglioramento e Organizzazione aziendale: Un caso reale.2^ Parte</title>
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		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/consulenza-per-miglioramento-e-organizzazione-aziendale-un-caso-reale-2-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 17:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo l’ intervento tipo analizzato nell’ articolo precedente puntando questa volta l’ attenzione sulla dimensione sicurezza. La sicurezza sul posto di lavoro rappresenta un valore prioritario ed irrinunciabile, un diritto per il lavoratore ed un’ interesse per l’ impresa. Adeguarsi alla normativa sulla sicurezza per l’ impresa non è solo doveroso ma è anche conveniente [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendiamo l’ intervento tipo analizzato nell’ <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/piccola-azienda-manifatturiera-riorganizzazione-e-miglioramentointervento-tipo-i-parte/">articolo precedente </a>puntando questa volta l’ attenzione sulla <strong>dimensione sicurezza</strong>.</p>
<p><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/sicurezza-sul-lavoro-aziende-clima-aziendale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3325" title="sicurezza-sul-lavoro-aziende-clima-aziendale" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/sicurezza-sul-lavoro-aziende-clima-aziendale.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p>La sicurezza sul posto di lavoro rappresenta un valore prioritario ed irrinunciabile, un diritto per il lavoratore ed un’ interesse per l’ impresa.  <span id="more-1559"></span> Adeguarsi alla normativa sulla sicurezza per l’ impresa non è solo doveroso ma è anche conveniente in termini di costi….si pensi ai cosiddetti “costi sociali”, costi ad esempio per giornate perse, cure mediche, risarcimenti, premi assicurativi per infortuni &#8230;&#8230;</p>
<p>Spesso anche se<strong> l’ azienda è in regola con la normativa, </strong>è necessario attivare azioni di implementazione del sistema in particolare verificare come è stata attuata la <strong>procedura di formazione dei lavoratori</strong>, il loro grado di apprendimento ed il loro coinvolgimento alle fasi di individuazione, valutazione e gestione dei rischi.</p>
<p>Quando si effettua una valutazione di rischio sul lavoro il sistema più rapido e sicuro è quello di rivolgersi direttamente ai lavoratori interessati. I dipendenti sono in grado di richiamare l’attenzione su alcuni pericoli che, per la loro stessa natura, risultano di difficile identificazione.</p>
<p>Problemi che possono derivare ad esempio dall’organizzazione del lavoro, dal tipo di attività svolte o dalle caratteristiche del posto di lavoro.</p>
<p>Aspetti questi che talvolta si prendono per scontati.</p>
<p>I dipendenti possono porre in rilievo il fatto che il modo in cui si presenta il lavoro comporta varie difficoltà o perché è troppo rapido e quindi comporta stress, oppure perché il lavoratore deve adottare una posizione scomoda e innaturale che alla lunga gli causerà dolori acuti e lesioni derivanti da sollecitazioni ripetute. <em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Dall’ analisi svolta è emerso un dato importante. </strong></em> <em><strong>Nonostante l’ azienda fosse in regola con la normativa vigente, alcuni dipendenti non percepivano bene la sicurezza in azienda.</strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em> Dato assai curioso, se si pensa ai corsi di formazione a cui sono sottoposti<strong> per legge </strong>i dipendenti. Probabilmente <strong>non era stata attuata bene la procedura di formazione </strong>o più semplicemente non si era verificato il grado di apprendimento e coinvolgimento dei lavoratori.  Inutile fare le cose tanto per fare, solo perché imposte dalla legge….occorre farle bene soprattutto se in gioco c’ è la salute e la sicurezza.</p>
<p>L’ <strong>azienda si è immediatamente </strong>attivata con <strong>azioni di implementazione del sistema sicurezza</strong>…..un ambiente di lavoro sano e sicuro è un aspetto fondamentale che si riflette in termini economici sull’ azienda stessa.</p>
<p><strong>Se non ci fosse stata l&#8217;analisi probabilmente  questo aspetto non sarebbe emerso !!!</strong></p>
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<p>Articolo prelevato da <a href="http://planconsulting.it/blog">http://planconsulting.it/blog</a></p>
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		<title>Il primo contatto con il cliente? Ecco come gestirlo!</title>
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		<comments>http://crescitaattiva.com/consulenza-aziendale/il-primo-contatto-con-il-cliente-ecco-come-gestirlo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 15:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzino]]></category>
		<category><![CDATA[Vendita]]></category>
		<category><![CDATA[contatto clientela]]></category>
		<category><![CDATA[Gestire negozio]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest Post  di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini Come gestire il primo contatto con il cliente Il primo contatto tra cliente e venditore è uno dei momenti decisivi per la vendita e va gestito con grande attenzione. Più in generale, il primo contatto tra due persone che non si conoscono coinvolge una miriade di [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Guest Post  di <a href="http://tinyurl.com/2utontw">Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini</a></p>
<h3><strong><strong>Come gestire il primo contatto con il cliente</strong></strong></h3>
<p><strong><strong><br />
</strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><strong><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/10/dalla-vetrina-al-magazzino-negozio-contatto-con-cliente.jpg"><img class="size-full wp-image-1500 aligncenter" title="dalla-vetrina-al-magazzino-negozio-contatto-con-cliente" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/10/dalla-vetrina-al-magazzino-negozio-contatto-con-cliente.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a><br />
</strong></strong></p>
<p>Il<strong> primo contatto</strong> tra cliente e venditore è uno dei <strong>momenti decisivi</strong> per la vendita e va gestito con grande attenzione. Più in generale, il  primo contatto tra due persone che non si conoscono coinvolge una  miriade di <strong>pensieri ed emozioni</strong> che toccano la <strong>sfera simbolica</strong> e la <strong>psicologia</strong> degli individui.</p>
<p>Durante il primo incontro di solito si cerca di <strong>osservare con attenzione la persona che abbiamo davanti</strong>, per cercare di <strong>ottenere più informazioni possibili</strong>. In altre parole, cerchiamo di trasformare un perfetto sconosciuto in una <strong>persona che ci riveli qualcosa di sé</strong>.</p>
<p><span id="more-1496"></span></p>
<p>Non sappiamo come <strong>gestire l’incontro</strong> e quindi, inconsciamente, cerchiamo di <strong>farci un’idea</strong> il più possibile verosimile sul tipo di persona. L’obiettivo è <strong>creare un approccio efficace</strong>.</p>
<p>Non dimenticate che la persona che entra in negozio per la prima volta è un <strong>perfetto sconosciuto</strong>, voi non lo avete mai visto e non potete conoscere i suoi pensieri! Il <strong>cliente</strong>, al contrario, conosce già molto di voi, sa che lavoro fate, sa bene che cercherete di <strong>vendergli qualcosa</strong>: già dal primo incontro, in realtà, le rispettive <strong>posizioni sono sbilanciate</strong>.</p>
<p><strong>Come fare in pratica</strong></p>
<p>Quando incontrate il cliente per la prima volta, <strong>sospendete il vostro giudizio personale</strong>. Anche se è <strong>difficile essere neutrali</strong>, cercate di <strong>liberare la mente</strong> da ogni pensiero preconcetto, la persona che incontrate è un perfetto sconosciuto.</p>
<p>Fate “tabula rasa” e osservate il cliente con <strong>atteggiamento aperto</strong>, neutrale e con genuino <strong>interesse umano</strong>.  Ricordate che non sapete nulla di lui, potrebbe essere chiunque (un  milionario pronto a rilevare l’attività, un rapinatore, un concorrente  in incognito, ecc.).</p>
<p><strong>Osservate sempre attentamente</strong> il cliente (voce, parole, comportamento, ecc.). Questo vi permetterà di <strong>adottare l’approccio più adatto</strong> per istaurare da subito il <strong>rapporto ideale</strong> tra cliente e venditore.</p>
<p>Prima di <strong>passare ai fatti </strong>con il nuovo cliente (occuparsi della vendita), il vostro obiettivo dovrebbe essere cercare di <strong>istaurare con lui un rapporto personale</strong>. Non parlate subito del prodotto, ma portate il discorso su <strong>argomenti generali</strong>, come ad esempio il tempo, il parcheggio, le vacanze o altro. Cercate di costruire un genuino <strong>rapporto umano</strong> con il cliente prima di vendergli qualcosa!</p>
<p>Il<strong> primo contatto</strong> con un cliente è un <strong>momento breve e irripetibile</strong> che richiede la massima attenzione. E’ proprio in questi primi istanti che avete la possibilità di <strong>stabilire le migliori premesse</strong> per un futuro contratto di compravendita. Sicuramente in seguito avrete <strong>altre occasioni</strong> per conoscere e conquistare il cliente, ma mai nessuna <strong>importante</strong> come questa.</p>
<p><strong>Fatene buon uso</strong>!</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/2utontw">Alessandro Muscinelli</a></strong></em><a href="http://tinyurl.com/2utontw"> <strong><em>e Laura  Tentolini</em></strong></a><br />
Autori di <a href="http://tinyurl.com/2utontw"><strong>Dalla  Vetrina al Magazzino</strong></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Scrivere Comunicati per la stampa online ?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 06:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione online]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;evento autori di Bruno Editore il 18 settembre 2010 a Roma ho avuto modo di parlare con Stefano Calicchio Autore degli ebook &#8220; Il Fattore Network&#8221; e  &#8220;L&#8217;Ufficio Stampa 2.0&#8243; e devo dire che con entusiasmo mi ha raccontato un pò di quello che è il suo lavoro . Per introdurci meglio nell&#8217;argomento ho prelevato [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;evento autori di <a href="http://planconsulting.it/blog/ebook/il-ritorno-dal-2%c2%b0-evento-autori-di-bruno-editore-con-una-grande-ventata-di-aria-positiva/">Bruno Editore il 18 settembre 2010 </a>a Roma ho avuto modo di parlare con <a href="http://tinyurl.com/2vfy2qd">Stefano Calicchio </a>Autore degli ebook &#8220;<a href="http://tinyurl.com/2vfy2qd"> Il Fattore Network</a>&#8221; e  <a href="http://tinyurl.com/ycj923e">&#8220;L&#8217;Ufficio Stampa 2.0&#8243;</a> e devo dire che con entusiasmo mi ha raccontato un pò di quello che è il suo lavoro .</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/09/Patrizio.Gatti-Stefano.Calicchio-ebook.jpg"><img class="size-medium wp-image-1477 aligncenter" title="Patrizio.Gatti-Stefano.Calicchio-ebook" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/09/Patrizio.Gatti-Stefano.Calicchio-ebook-300x269.jpg" alt="" width="300" height="269" /></a></p>
<p>Per introdurci meglio nell&#8217;argomento ho prelevato un suo articolo  direttamente dal Blog di <a href="http://giacomobruno.it">Giacomo Bruno .</a></p>
<p>Buona lettura ciao</p>
<p>Patrizio</p>
<p><span id="more-1474"></span></p>
<p>========================</p>
<p>Un Guest Post di <a href="http://tinyurl.com/ycj923e">Stefano Calicchio</a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Come scrivere un comunicato stampa per i media online</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p>Come si scrive un <strong>comunicato stampa 2.0</strong>? Se effettuate una <strong>ricerca sul web</strong> vi accorgerete che sono moltissimi i <strong>siti</strong> nei quali <strong>si spiega come scrivere</strong> correttamente un comunicato stampa, <strong>ma quasi nessuno</strong> vi svela <strong>come farlo</strong> in modo che <strong>funzioni ai tempi del web 2.0</strong>.</p>
<p>In realtà, questo è dovuto ad un <strong>semplice fatto</strong>: la maggior parte degli <strong>uffici stampa tradizionali</strong> continua ad applicare su internet le <strong>stesse regole</strong> e gli <strong>stessi principi</strong> che risalgono agli <strong>albori</strong> della professione.</p>
<p>Ovviamente, <strong>tentare di far funzionare delle tecniche comunicative che possiedono alle spalle oltre </strong>sessanta anni <strong>senza la giusta </strong>flessibilità operativa <strong>difficilmente porta a</strong><strong> risul</strong><strong>tati concreti. Questo è uno dei tanti motivi che mi hanno portato a scrivere un </strong>rinnovato <strong>manuale di riferimento per la professione, ovvero l’Ufficio Stampa 2.0.</strong></p>
<p>Scrivere un <strong>comunicato stampa</strong> ai giorni nostri significa <strong>comprendere il nuovo pubblico di riferimento</strong> verso cui questo sarà diretto. Se in passato<strong> il naturale </strong><strong>destinatario</strong> di un comunicato stampa era il <strong>giornalista</strong>, oggi <strong>chiunque</strong> sia individuabile tra gli <strong><em>stakeholder</em> aziendali</strong> può <strong>potenzialmente</strong> esserne il ricevente.</p>
<p>È sempre più <strong>facile</strong>, ad esempio per un cliente, <strong>imbattersi in un comunicato stampa</strong> di presentazione dell’<strong>ultimo prodotto</strong> aziendale quando questo effettua una <strong>semplice ricerca nel web</strong>. I motori di ricerca sono abituati ad <strong>indicizzare</strong> e a <strong>ben posizionare</strong> i comunicati stampa che derivino <strong>da fonti autorevoli</strong>, assumendo pertanto la <strong>stessa valenza di filtro</strong> che in precedenza era detenuta dai <strong>mass media tradizionali</strong>.</p>
<p>Quando scrivete il vostro prossimo comunicato stampa preoccupatevi del <strong>modo in cui potrebbe essere recepito dai motori di ricerca</strong>: se non lo avete già fatto, imparate i <strong>rudimenti base del SEO</strong> e applicateli durante la stesura del testo.</p>
<p>Un altro passo importante è la <strong>creazione di una struttura testuale</strong> che sia <strong>facilmente richiamabile</strong> all’interno dei <strong>social network</strong>. Offrite <strong>un motivo alle persone</strong> <strong>per taggare</strong> il vostro comunicato e per <strong>ripresentarlo</strong> all’interno del loro account personale. Fate in modo che sia <strong>“virale”</strong> e le persone lo <strong>condivideranno</strong> in modo naturale tra le proprie conoscenze.</p>
<p>Molte persone con le quali parlo durante la <strong>mia attività di consulenza</strong> trovano difficile scrivere un <strong>comunicato</strong> che sia <strong>efficace</strong> e <strong>funzionale</strong> per il web, ma nella <strong>maggior parte dei casi</strong> scopro che questo è dovuto a un <strong>atteggiamento rigido</strong> durante la <strong>fase di stesura</strong>.</p>
<p><strong>Scrivere</strong> un comunicato stampa <strong>per i media online</strong> significa <strong>imparare nuovamente</strong> il <strong>mestiere</strong> <strong>della</strong><strong> comunicazione</strong>, adattando i propri saperi e strumenti al <strong>nuovo mondo digitale</strong>. Riuscirci è <strong>piuttosto</strong><strong> facile</strong>, ma solo a patto di <strong>sapere come fare</strong>.</p>
<p>Per chiunque abbia dubbi su come effettuare il <strong>“salto al digitale”</strong>, il mio consiglio è di scaricare il <strong>capitolo gratuito</strong> di <a href="http://tinyurl.com/ycj923e"><em>Ufficio Stampa 2.0</em></a>.</p>
<p><strong><em>A cura di <a href="http://tinyurl.com/ycj923e">Stefano Calicchio</a></em></strong><br />
Autore di <a href="http://tinyurl.com/ycj923e"><strong>L’Ufficio Stampa 2.0</strong></a></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Come un diverso posizionamento può farti ampliare il mercato!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/come-un-diverso-posizionamento-puo-farti-ampliare-il-mercato/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 12:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento-Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook Reader]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (prima parte) Solitamente, si pensa che per acquisire nuove nicchie o segmenti diversi di mercato, si debba necessariamente implementare una strategia di diversificazione dei propri prodotti/servizi. Questo, pur potendo rappresentare un’interessante strategia [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a></p>
<p><strong>Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (prima parte)</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Solitamente, si pensa che per acquisire nuove nicchie o segmenti diversi di mercato, si debba necessariamente implementare una strategia di diversificazione dei propri prodotti/servizi.</p>
<p><span id="more-1430"></span></p>
<p>Questo, pur potendo rappresentare un’interessante strategia aziendale, non è sempre necessario.</p>
<p>Talora potrebbe bastare modificare il posizionamento di un prodotto, inteso come offerta di quel prodotto ad un certo segmento di mercato, e legato alla risposta a determinate esigenze. Infatti, non dimentichiamoci che marketing significa risposta alle esigenze del cliente/utente.</p>
<p>Ecco un esempio in tal senso, che riconduce al tema degli ebook reader.</p>
<p>Solitamente, si pensa all’ebook reader come a un utile strumento di lettura di ebook, alternativo al più tradizionale pc, ma si stanno diffondendo nuovi usi professionali prima impensati, che hanno consentito la possibilità, evidentemente, di sviluppare, non a caso, quelle che potremmo considerare nuove nicchie di mercato.</p>
<p>In pratica, cosa hanno pensato di fare alcune imprese?<br />
Si sono rivolte ad un diverso contesto di riferimento, pensando a utilizzi dell’ebook reader, diversi dal solito.</p>
<p>Qualche tempo fa, ebbi modo di assistere ad un concerto di musica classica, e notai che il concertista non usava tradizionali spartiti cartacei, ma un <strong>ebook reader</strong>.</p>
<p>Il motivo è evidente: una serie di sicuri vantaggi, rispetto all’utilizzo degli spartiti su carta, che vanno dal non doversi portare dietro una montagna di spartiti soprattutto durante tours concertistici, all’evitare il rischio di perderli, oltre al fatto di evitare il tipico deterioramento della carta.</p>
<p>Evidentemente, il processo di digitalizzazione ha consentito il riferimento a una nicchia di mercato potenzialmente molto promettente, quella della pubblicazione digitale degli spartiti, così posizionando questo prodotto diversamente dal solito.</p>
<p>Si tratta, quindi, di una strategia di diversificazione dell’utilizzo di un prodotto, che apre nuove possibilità di mercato, tramite un suo diverso utilizzo, ma anche con riferimento a un possibile diverso posizionamento del prodotto rispetto alla domanda e al segmento di mercato, e in tal senso vedremo un’altra applicazione di questo strumento e di questa strategia nella seconda parte dell’articolo.</p>
<p><em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero   Turletti</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> <strong>Autore  di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong> <strong> </strong></p>
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		<title>Fattore Network? Come e&#8217; possibile sfruttarne il potenziale ?</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/fattore-network-come-e-possibile-sfruttarne-il-potenziale/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/fattore-network-come-e-possibile-sfruttarne-il-potenziale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 21:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[avere successo]]></category>
		<category><![CDATA[fattore network]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest post di Stefano Calicchio Come e perché sviluppare il “Fattore Network” Tutto iniziò, per me, con una semplice domanda. E’ possibile sfruttare il potenziale dei network che ci circondano a proprio vantaggio, come se fossero una vera e propria leva sociale o materiale? Il mio incredibile viaggio alla ricerca del “Fattore Network” partì [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Guest post di <em><strong><a href="http://tinyurl.com/2vfy2qd">Stefano Calicchio</a></strong></em> </p>
<p><strong>Come e perché sviluppare il “Fattore Network”</strong> </p>
<p>Tutto iniziò, per me, con una semplice domanda. <strong>E’ possibile sfruttare il potenziale dei network che ci circondano a proprio vantaggio</strong>, come se fossero una vera e propria leva sociale o materiale?  </p>
<p><span id="more-1411"></span></p>
<p>Il mio incredibile viaggio alla ricerca del <strong>“Fattore Network”</strong> partì parecchi anni fa, quando cominciai a pormi domande come queste. </p>
<p>Se esiste una <strong>definizione</strong> che possa anticipare il nuovo secolo nel quale siamo entrati, questa dovrebbe racchiudere al proprio interno il <strong>concetto di network</strong>:<br />
dal <strong>villaggio globale</strong> ad<strong> int</strong><strong>ernet</strong>, dalla <strong>globalizzazione</strong> alla diffusione locale di culture lontane, ognuno di noi è diventato un ponte inconsapevole in grado di <strong>collegare facilmente idee, cose e persone.</strong> </p>
<p>Oggi la parola network è spesso associata ad un fenomeno legato ad internet, quello dei <strong>social network</strong>, ma in pochi hanno intuito che la sua <strong>or</strong><strong>igine è molto più lontana</strong> e che il suo potenziale è ben più vasto.</p>
<p>Per dirla in modo ancora più esplicito, nessuno sembra ancora essersi reso conto realmente dell’<strong>enorme potenziale e dell’influenza dei network</strong> all’interno della propria vita.  </p>
<p>Questo fu anche il mio punto di  partenza: compresi fin da subito che “il fattore network” era un<strong> processo sociale e materiale</strong> nel quale <strong>tutti sono inseriti</strong>, ma di cui la maggior parte delle persone è completamente inconsapevole.  Nel corso delle mie ricerche indipendenti sono sempre stato molto incuriosito dal modo in cui<strong> i network hanno influenzato la vita delle persone</strong>.  </p>
<p>Quante volte abbiamo sentito frasi come “quella persona era meno  preparata degli altri, ma aveva le giuste conoscenze per garantirsi la  promozione…” oppure “la sua nuova attività ha avuto un successo  straordinario, ma era sin troppo facile con i soci che lo appoggiavano  su tutto…” e così via. </p>
<p>La cosa davvero incredibile non è che questo tipo di <strong>persone ottengano successo così facilmente</strong>, ma che la maggior parte di chi le osserva trovi qualcosa di cui lamentarsi. </p>
<p>Basterebbe semplicemente aprire gli occhi e <strong>considerare la situazione in modo nuovo</strong>,  per accorgersi che questo genere d’individui hanno dalla loro parte un  elemento discriminante tanto sensato quanto decisivo. Sanno <strong>come funzionano i network</strong> e sanno come comportarsi per <strong>farli funzionare a proprio vantaggio</strong>.  </p>
<p>“<a href="http://tinyurl.com/2vfy2qd">Il Fattore Network</a>” è nato per offrire finalmente a tutti questo  genere di conoscenza.<br />
Nelle pagine del mio libro vi spiegherò come <strong>arricchire i vostri network in modo costante e continuativo</strong>, garantendovi così le risorse di cui avete bisogno per <strong>realizzare al meglio la vostra vita</strong> in ogni suo aspetto. </p>
<p> In particolare, scopriremo insieme le regole su cui si basa la <strong>costruzione e lo sviluppo di un network solido</strong>. Percorreremo un viaggio emozionante ed unico, in grado di offrirvi una nuova <strong>consapevolezza sui vostri network</strong> e su tutte quelle <strong>abilità di networking</strong> che difficilmente sviluppereste in modo autonomo.  </p>
<p>Se anche voi, come me, siete rimasti affascinati dall’<strong>enorme potenziale</strong> nascosto nelle pieghe dei network che vi circondano, non vi resta che <strong>scaricare il capitolo gratuito</strong> de <strong>Il Fattore Network</strong> e cominciare a leggere.  <em><strong>A cura di Stefano Calicchio</strong></em> Autore di <strong><a href="http://tinyurl.com/2vfy2qd">Il Fattore Network</a> e <a href="http://tinyurl.com/ycj923e">L’Ufficio Stampa 2.0</a></strong></p>
<p>Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai <a href="../miglioramento-personale/feed/">Feed  RSS</a> </p>
<p>L’articolo tratto  dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fcrescitaattiva.com%2Fmiglioramento-personale%2Ffattore-network-come-e-possibile-sfruttarne-il-potenziale%2F&amp;title=Fattore%20Network%3F%20Come%20e%26%238217%3B%20possibile%20sfruttarne%20il%20potenziale%20%3F" id="wpa2a_16">Condividi</a></p><p>No related posts.</p>
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		<item>
		<title>Comunicazione Assertiva! Come prendersi responsabilita&#8217; affrontando i rischi</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/comunicazione-assertiva-come-prendersi-responsabilita-affrontando-i-rischi/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/comunicazione-assertiva-come-prendersi-responsabilita-affrontando-i-rischi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 22:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assertività]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione assertiva]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[assumersi responsabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di  Bruna Ferrarese Come assumersi responsabilità e affrontare i rischi in modo assertivo &#8220;Sbagliare non è altro che ottenere risultati insoddisfacenti. Perciò non esistono sbagli, soltanto risultati”. Lo dice John Evans Jones nel suo libro “Powerfax Personal Development System”. A mio parere, questo sintetizza in modo molto efficace il principio che ispira [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> </a><em><strong><a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> Bruna Ferrarese </a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://tinyurl.com/2unub7y"></a> </strong></em> <strong> </strong> <strong>Come assumersi responsabilità e affrontare i rischi in modo assertivo </strong></p>
<p><strong></strong> &#8220;<strong>Sbagliare non è altro che ottenere risultati insoddisfacenti</strong>.</p>
<p>Perciò non esistono sbagli, soltanto risultati”. Lo dice John Evans  Jones nel suo libro “Powerfax Personal Development System”.        <span id="more-1393"></span> A mio parere, questo sintetizza in modo molto efficace il principio  che ispira una persona che utilizza <strong>lo stile assertivo</strong> quando si trova di fronte alla <strong>necessità di scegliere</strong> ed è consapevole dell’implicita <strong>assunzione di una conseguenza  negativa</strong>.      <strong></strong></p>
<p><strong>Scegliere</strong>, infatti, rappresenta un <strong>rischio </strong>ma  assumersi la responsabilità delle proprie scelte significa <strong>prendere  in mano le proprie sorti</strong> evitando di attribuire continuamente a  <strong>eventi esterni</strong> – la fortuna, gli amici influenti, le  coincidenze – l’esito della propria vita.</p>
<p><strong>Solo prendendo iniziative </strong>le persone possono  risolvere i loro problemi, dare risposta alle loro aspettative,  costruirsi uno stile di <strong>vita più soddisfacente</strong>.</p>
<p>Al contrario, <strong>l’eccessiva cautela diventa l’alibi</strong> della persona insicura che ragiona da “io non sono Ok-tu sei Ok” e che,  in questo modo, <strong>non procede</strong> e preferisce permanere  anche in una condizione spiacevole <strong>pur di non affrontare niente</strong> di nuovo e ignoto.    “Le promozioni vanno solo ai miei colleghi, nessuno  vede le mie qualità”, afferma il collega scontento… ma ha mai chiesto un  colloquio al suo capo per parlare della situazione ed avanzare le sue  richieste?</p>
<p><strong>Elaborare un piano</strong>, prendere una decisione,  richiamare all’ordine, affermare le proprie opinioni e diritti,  assegnare incarichi: tutte queste situazioni contengono <strong>il  rischio di non ottenere l’esito positivo </strong>sperato, ovvero di  generare “risultati insoddisfacenti” ma pur sempre risultati.</p>
<p>Ad  esempio, <strong>avanzare richieste</strong> è una delle situazioni più  ricorrenti nella quale occorre assumersi la responsabilità di agire e di  <strong>gestire il possibile rifiuto</strong> dell’interlocutore.</p>
<p>In questi casi, la persona assertiva sa <strong>chiedere in modo  diretto e non “per allusioni”</strong>, esplicitando in modo chiaro le  sue aspettative e desideri circostanziando in termini esatti la  richiesta.    Il linguaggio utilizzato sarà molto <strong>concreto</strong>,  conterrà numeri (quantità, frequenze, date, orari, tempi, metri …) e il  <strong>tono </strong>sarà <strong>tranquillo ma fermo</strong>.</p>
<p>Una <strong>voce incerta</strong>, una postura contratta, lo <strong>sguardo  basso</strong> dimostreranno al vostro interlocutore che <strong>non  siete sicuri di “meritare”</strong> quanto state chiedendo (io non sono  Ok, tu sei Ok).    Al contrario <strong>un atteggiamento aggressivo</strong> espresso con tono di voce imperativo ed una postura minacciante (io  sono Ok, tu non sei Ok) porterà inevitabilmente il colloquio <strong>sul  piano del conflitto</strong> io vinco-tu perdi innescando una reazione  di rigida difesa da parte dell’interlocutore.  Preparate i termini della vostra richiesta, immaginate cosa fare nel  caso vi venga opposto un primo rifiuto, <strong>elaborate una richiesta  alternativa</strong> che vi permetta di negoziare.</p>
<p>Naturalmente non sarà  sempre possibile ottenere ciò che si desidera ma l’importante è  affrontare la situazione in modo corretto, convinti di aver fatto tutto  il possibile.      La persona assertiva sa che <strong>l’aspetto più frustrante è  assistere impotenti </strong>all’evolversi delle situazioni senza  esserne protagonisti ed è cosciente che, in ogni caso, far conoscere le  proprie necessità contribuisce a <strong>ridurre insoddisfazione e  stress</strong>.</p>
<p><em> <strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y">Bruna Ferrarese</a></strong></em> <em><strong> </strong></em></p>
<p>Autrice di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"><strong>Comunicazione  Assertiva</strong> </a></p>
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<p>L’articolo tratto  dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Tecniche negoziali in azienda:come comprenderle? 2a parte.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 14:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche negoziali]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza La volta scorsa abbiamo introdotto il tema della negoziazione in azienda, sottolineando come l’utilizzo di determinate tecniche, e l’osservanza di alcuni principi-guida possano agevolare molto l’accoglimento delle vostre proposte, siano esse riconducibili alle vostre eventuali proposte su come affrontare [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a><br />
<strong> Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza</strong> </p>
<p>La <a href="http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/tecniche-negoziali-in-aziendacome-comprenderle-2a-parte/">volta scorsa </a>abbiamo introdotto il tema della <strong>negoziazione  in azienda</strong>, sottolineando come l’utilizzo di determinate  tecniche, e <strong>l’osservanza di alcuni principi-guida</strong> possano agevolare molto l’accoglimento delle vostre proposte, siano esse  riconducibili alle vostre eventuali proposte su come affrontare  determinate problematiche all’interno dell’azienda, piuttosto che alla  vendita di un prodotto o di un servizio ad un’impresa.      </p>
<p>  <span id="more-1339"></span></p>
<p> Una volta compiuta la disamina di una specifica situazione, non è  sufficiente comprendere che, la soluzione da voi proposta, serve  genericamente a risolvere un determinato problema, o a conseguire un  obiettivo prefissato. </p>
<p> Dovete, a questo punto, domandarvi <strong>quali  siano gli specifici vantaggi che la vostra soluzione possiede</strong>,  rispetto ad altre possibili soluzioni alternative.   Infatti, non è affatto escluso che possano esservi altre soluzioni,  preferibili alla vostra.  Un’utile analisi è quella che riconduce, a tale  riguardo, ai <strong>parametri dell’efficacia e dell’efficienza</strong>,  spesso confusi, ma che si devono invece distinguere.      </p>
<p>Più una soluzione è in grado di conseguire un determinato risultato,  più risulta efficace, mentre, a parità di risultato conseguito, meno  dispendio si è fatto di risorse per il conseguimento di un obiettivo, e  maggior efficienza si è avuta:  <strong>efficacia, = conseguimento degli obiettivi</strong>;  <strong>efficienza = meno risorse utilizzate per conseguire un  obiettivo.</strong> E’ quindi evidente che si dovrà cercare di comprendere se la vostra  ipotesi è <strong>più o meno efficace e più o meno efficiente di altre</strong> che potrebbero essere proposte.   </p>
<p>   A questo punto, <strong>il gioco è fatto al 90%.</strong> Rimane un 10%, per vedere, con probabilità, accettata la vostra idea.<br />
Sarà sufficiente <strong>tener ben presenti i punti di forza della  vostra proposta</strong> e, senza troppi giri di parole, <strong>esporli  chiaramente a chi deve decidere</strong>, evidenziando come la vostra  ipotesi sia preferibile, in termini di efficacia, di efficienza, o sotto  entrambi i profili.    In fondo, <strong>chi vi ascolta è lì per capire proprio questi  aspetti</strong>, che costituiscono i motivi principali, per cui si  sceglie un’alternativa, piuttosto che un’altra. </p>
<p>  Nell’esposizione dei vostri progetti, idee, soluzioni, <strong>potrete  anche avvalervi di alcuni strumenti di supporto</strong>, come filmati,  proiezioni di slide, e via dicendo.  Ricordate, a tale riguardo, che <strong>molto spesso le immagini  rimangono memorizzate di più delle parole,</strong> e possono avere un  impatto maggiore, quando si deve convincere qualcuno.      </p>
<p><em><strong> </strong></em> <em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero   Turletti</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> <strong>Autore  di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong> <strong> </strong></p>
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<p></a> </p>
<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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