Un guest post di Stefano Mini
Conosci la teoria dei cicli finanziari? Probabilmente no, e sinceramente nemmeno io fino a qualche giorno fa. Poi il mio lavoro mi ha messo di fronte a questo strumento finanziario che, in sostanza, formalizza e spiega con dovizia di particolari qualcosa di molto semplice: prima la borsa va su, poi va giù, poi va su di nuovo e via così.
Ma tagliamo corto sulla parte finanziaria, che francamente ci interessa poco. Quello di cui voglio parlare oggi è di come puoi applicare la teoria dei cicli finanziari per controllare la fortuna e la sfortuna.
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In questo percorso di Crescita-Attiva considero anche la mia nuova passione per il Network Marketing
Ma cosa è? Lo trovi spiegato semplicemente e bene in questo filmato di questo film “Passa il favore”.
Questo video è stato ripreso da vari Networker, ma in questa pagina trovi un paragone ai cerchi che disegna il protagonista del film con le Travel Card . che trovi nel filmato in questa pagina
Ho trovato l’idea fenomenale guarda il filmato in questa pagina clicca qui
E tu conosci il Network Marketing?
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Una domenica della seconda metà di luglio 2011, al mare, mentre stavo leggendo un libro di Robert T. Kiyosaki ” I Quadranti Cashflow“, scopro che col Network Marketing potrei ottenere ciò che in quel momento desideravo , avere più tempo libero ed essere libero finanziariamente senza dipendere da nessuno (in quel momento ero preoccupato per i troppi crediti fuori che non riuscivo ad incassare poiché tante aziende per il calo dei fatturati non riuscivano più a pagare).
Ho divorato ebook dei migliori Networker infatti ho letto il best seller “La Presentazione 45 Secondi ” “Il Sistema “di Don Failla ed “Essere Liberi ” di Nancy Failla .
Un Guest Post di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini
Come affrontare il giorno dopo le dimissioni
Avete fatto il grande passo, rassegnato le dimissioni e lasciato il lavoro. Il peso di questa decisone si fa sentire qualche giorno dopo come un macigno sullo stomaco. Quando vi alzate la mattina non c’è più il vostro abituale posto di lavoro ad attendervi, ma una nuova vita tutta da creare da zero. Finalmente il vostro destino professionale è nelle vostre mani, non più in quelle dell’azienda: è una sensazione bellissima.
Ciao , è da poche ore che è terminato l’Evento Autori di Bruno Editore a Roma ,durante il quale ho avuto il piacere di conoscere ottimi Autori di Ebook .
Tra loro mi sono trovato a parlare con Nicola D’Antuono (nella foto sotto a destra , con me) col quale siamo entrati nell’argomento del Forex e del Trading on line e devo dire che Nicola mi ha favorevolmente impressionato .
E’ anche per questo che colgo l’occasione per prendere un suo guest post pubblicato il 13 settembre sul blog di Bruno Editore
Ciao e…. Buona lettura .
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Un guest post di Nicola D’Antuono
Come individuare movimenti esplosivi dei prezzi in Borsa
La Borsa può vivere i suoi alti e bassi come condizione fisiologica di un ciclo economico ma, nella sua instabilità e isterica ricerca di un punto di equilibrio, resta pur sempre un luogo dove è possibile rastrellare un bel po’ di quattrini individuando quei titoli potenzialmente in grado di effettuare movimenti direzionali esplosivi.
Un guest post di GianPiero Turletti
Se nella precedente parte di quest’articolo abbiamo esaminato talune ipotesi di sviluppo delle funzioni di un prodotto, utilizzate tramite diverse tipologie contrattuali, la cui elaborazione si affianca allo sviluppo tecnico che consente le modifiche di un ebook, piuttosto che di un software, vediamo ora un concetto fondamentale, che ha dato e può continuare a dare significativi sviluppi di marketing.
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Un guest post di GianPiero Turletti
Lo sviluppo di un consistente volume di fatturato e, più in generale, di entrate, a diverso titolo, costituisce una delle principali preoccupazioni per l’imprenditore.
Vediamo, quindi, in una serie di articoli, strategie e tecniche per incrementarlo in misura davvero considerevole.
Elenco di seguito le tecniche e strategie, che spiegherò passo passo, alcune delle quali più utilizzabili nel marketing off line, altre più adatte al business on line.
Ogni articolo conterrà “case history”, per evidenziare la pratica attuazione dei concetti espressi.
- Sviluppo della qualità del prodotto
- Sviluppo delle funzioni del prodotto
- Integrazione di prodotti complementari
- Sviluppo del business per linee orizzontali
- Personalizzazione del prodotto
Sviluppo della qualità del prodotto.
Da premettere che tutte le tecniche e strategie indicate riconducono a particolari sviluppi della funzione marketing, con la quale s’intende soprattutto orientamento al mercato.
Il prodotto/servizio commercializzato dall’impresa è quindi considerato come soddisfacimento delle esigenze di un determinato segmento di mercato, e la vendita del prodotto quale logica conseguenza di tale soddisfacimento.
Le varie tecniche approfondiscono, infatti, tale concetto, e lo sviluppano con finalità direttamente operative.
Spesso capita che sia sufficiente sviluppare la qualità del vostro prodotto, per battere i prodotti della concorrenza, e conquistare significative quote di mercato.
Ecco, quindi, un concreto esempio di come è stata attuata tale strategia.
Consideriamo i sistemi, o impianti antifurto, ma anche, più in generale, gli impianti elettronici.
Per funzionare correttamente, hanno bisogno che al loro interno non ci siano mai interruzioni di energia elettrica tra le diverse componenti.
Cosa potrebbe succedere, infatti, in tali situazioni?
Un’interruzione potrebbe, ad esempio, far spegnere il vostro pc, mentre ci stavate lavorando, con eventuale perdita del materiale non salvato.
Nei sistemi antifurto, un’interruzione di energia determina il non funzionamento del sistema e, nei sistemi più datati, anche la disattivazione, cioè il passaggio alla fase di inattività, del tutto analogamente a quanto succede se l’impianto viene disattivato dal proprietario.
Non mi sembra un grand’esempio di qualità, non vi pare?
Il proprietario di un immobile, ad esempio, non ha più la sicurezza che l’impianto antifurto continui a funzionare, ininterrottamente, durante tutto il periodo della sua assenza.
Mentre per il computer, si deve osservare che può non essere agevole dover salvare continuativamente il lavoro, cui si è dediti.
Eppure, interruzioni di questo tipo (non parlo di quando viene meno dall’esterno la corrente) possono verificarsi.
Una delle principali cause sono le cosiddette “saldature a freddo”, cioè collegamenti di fili e di componenti, non ben saldati.
L’energia elettrica, infatti, dovrebbe poter continuamente ed agevolmente circolare negli impianti e nelle apparecchiature, senza trovare interruzioni.
Ma quando componenti o fili, non sono ben saldati, può capitare che talora la corrente passi e… talora no… ed ecco, quindi, il verificarsi degli inconvenienti dianzi indicati.
La soluzione, evidentemente, è stata quella attuata da talune aziende di poter garantire una migliore qualità del prodotto, che significa poter rendere tranquillo il cliente contro malfunzionamenti.
Lo sviluppo della qualità ha quindi significato, nel caso esaminato, poter battere la concorrenza, tramite un posizionamento del prodotto, che può garantire quella perfetta funzionalità, che il cliente richiede.
A Cura Di Gian Piero Turletti,
Autore di “Progetto Azienda”
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L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
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Un guest post di Nicola D’Antuono
Nel mio ebook Trading a Capitali Ridotti ho spiegato diverse tipologie di breakout di livelli del prezzo particolarmente significativi (i cosiddetti ND Point). Oggi voglio mostrare un esempio pratico di come sia possibile ottenere buoni risultati economici, pur partendo da un capitale limitato, sfruttando il breakout di un ND Point posto su un massimo relativo.
Ho spiegato nel mio ebook come identificare questa configurazione del prezzo alle pagine 142 e 143. Nell’ebook scrivo in questo modo: “Un ND Point posto su un massimo relativo identifica un picco massimo del prezzo dal quale un titolo sta effettuando un ritracciamento oppure un breve movimento laterale”.
Proprio oggi (12 gennaio mentre scrivo, ndr) Acotel Group (simbolo: ACO), un titolo quotato alla Borsa di Milano sul segmento AllStars, ha soddisfatto questi requisiti e si è presentato prima dell’apertura delle contrattazioni con il seguente grafico giornaliero.
Come si può notare dal grafico, il livello di interesse sul quale intervenire è 45,70€ che rappresenta il massimo di un trend emergente rialzista molto forte a cui ha fatto seguito un movimento laterale di circa un mese. Stamattina i prezzi hanno superato 45,70€ nei primissimi minuti di contrattazione raggiungendo 45,80€ e poi hanno messo in atto un consolidamento intraday di un paio d’ore. Si poteva entrare già a 45,70€ con stop loss sotto il minimo di giornata (44,76€) ma ho atteso la fine del consolidamento intraday per poi entrare a 45,80€ con 60 pezzi (praticamente 2700 euro di capitale investito). Ho poi venduto la mia posizione a 47,17€ per un guadagno al netto delle commissioni di 74 euro.
A cura di Nicola D’Antuono,
Autore di “Trading a Capitali Ridotti”
L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
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Ripropongo un articolo di Patrizio Messina tratto dal Blog www.giacomobruno.it , perchè trovo che le sue analisi siano veramente interessanti
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Cause ed effetto della crisi economica
Il grande deficit pubblico già presente prima degli avvenimenti citati era stato creato per via delle cattive abitudini dei cittadini islandesi di creare debiti su debiti. Pensate che qua tutti indistintamente possiedono carte di credito, anche i ragazzini!!!
Comprano automobili di grossissima cilindrata, case enormi, vestiti sempre firmatissimi e molto altro che ha portato la gente a chiedere sempre prestiti ed ad usare le carte revolving (rateali) che infine hanno acceso la miccia che ha fatto esplodere il tutto.
Tutto questo è il motivo per cui dedico un intero capitolo di “Autoconsulenza Finanziaria” alla risoluzione dei debiti e li definisco come catastrofe dilagante.
Chi ha letto il mio libro probabilmente ricorderà che nel capitolo 3, quando illustravo la cadenza dei cicli economici nella storia, avevo posto la fine dell’attuale ciclo fra la fine del 2008 ed i primi 3 mesi del 2009…
Rimango sempre della mia idea, ormai si vede che siamo verso il fondo della crisi.
Ci saranno sicuramente altri ribassi ma fra qualche mese ripartirà la salita delle quotazioni, o al più rimarrà basso qualche mese in trend laterale e poi ripartirà.
Tuttavia questo non significa che il pericolo è finito, anzi, ci sono un po’ di nazioni che sono a rischio “Argentina” e alcuni presenti addirittura all’interno della stessa UE. Fortunatamente l’Italia al contrario di quello che pensano in molti, non è messa male ed è l’unica nazione in cui la liquidità immessa nel mercato dal governo (i famosi 10 miliardi di €) non sono stati richiesti da nessuna banca (che però dicevano di avere problemi…).
Per farvi un idea delle nazioni che potrebbero avere problemi, considerate quelle che hanno puntato quasi tutto sullo sviluppo edilizio e sul turismo…
Il problema che ci dobbiamo porre è: anche se la borsa comincia a risalire fra qualche mese, siamo veramente alla fine del tunnel?
Qua ovviamente mi dovrei lanciare a fare l’indovino, tuttavia si possono fare delle previsioni su dei dati di fatto e delle plausibili cause ed effetto che potrebbero derivarne.
Intanto questa crisi sta lasciando dei grossi debiti alle persone per via dei mutui oltre al fatto che la recessione che ne sta derivando sta distruggendo molti posti di lavoro in tutto il mondo. Anche se fra qualche mese riparte l’economia, la ricostruzione dei posti di lavoro non è immediata ma potrebbe richiedere moltissimo tempo, ed in alcuni casi i danni sono irrimediabili.
Questo cosa comporta?
Comporta probabilmente un utilizzo forzato da parte di chi ha perso il lavoro o ha avuto una riduzione di reddito di finanziamenti e prestiti per poter comprare le cose che si è abituati a comprare oppure per i beni di prima necessità. Se a questo aggiungiamo la cattiva abitudine di utilizzare questo strumento anche per chi non ha problemi economici oppure di chi cerca di tenere un tenore di vita superiore alle proprie capacità, si può già prevedere che ad un certo punto, come è successo con i mutui, anche in questo caso inizieranno a “saltare” i primi beneficiari.
Considerate che anche questi tipi di prestiti sono coperti da obbligazioni che le banche piazzano ai risparmiatori per la copertura degli stessi…Il mancato rientro dei capitali da parte delle banche potrebbe causare una seconda crisi che possiamo definire come quella delle carte di credito e dei prestiti.
In questo caso non posso prevedere quando essa si scatenerà, potrebbe essere entro un anno oppure fra 10, ma se mi devo lanciare in una previsione direi che c’e la possiamo aspettare dai 3 ai 5 anni dopo la fine dell’attuale. Insomma penso che l’economia e quindi le borse ripartiranno salendo verso dei nuovi massimi, ma poi precipiterà per una nuova crisi.
E’ tutto? No!
Questo tipo di crisi avrebbe una ripercussione differente rispetto a quella dei mutui. Infatti gli oggetti acquistati con carte revolving o prestiti non sono come gli immobili ma sono oggetti spesso non pignorabili (tipo le vacanze o l’abbigliamento) o a forte svalutazione (elettronica) etc.
Molti di questi prodotti sono considerabili superflui, al contrario degli immobili, quindi la gente che non potrà più accedere al prestito taglierà semplicemente le spese causando un altra grossa crisi.
La terza sarà quella del prestito aziendale che, a causa della contrazione di consumi, non potranno più ritornare i capitali o i corporate bonds emessi dalle aziende stesse creando un altro ammanco economico alle banche nonché un altro esubero di lavoratori.
Questa crisi penso che potrebbe verificarsi entro massimo 2 anni dalla fine della seconda; potrebbe essere anche perfettamente consecutiva è considerabile come un’unica grande crisi anche più grande dell’attuale.
Con questo articolo spero di aver chiarito le idee a molte persone che magari non avevano ben capito il motivo dell’attuale crisi. Ho fatto anche delle considerazioni personali ed ho fatto il punto sull’economia islandese in quanto la possiamo considerare un po’ come un laboratorio economico per vedere quali sono gli effetti delle cattive abitudini nell’economia di una nazione.
Un abbraccio dall’estremo Nord,
A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria
Articolo pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
Ciao , inserisco volentieri il post di un mio omonimo e collega Autore di Bruno Editore per affrontare un tema di sicura attualita’ . L’Articolo è stato pubblicato su www.giacomobruno.it
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Buongiorno a tutti gli utenti del blog, mi trovo a Reykjavík in Islanda dove sono venuto a trovare mio fratello che lavora in questa stupenda e serafica capitale del Nord Europa. “Fortuna” (si fa per dire) ha
voluto che dopo essermi scontrato con il forte della crisi di ottobre mentre ero nel cuore della City, adesso mi ritrovo faccia a faccia con l’economia di un paese sull’orlo nel baratro.
Scherzi a parte (almeno ridiamo per tirarci su il morale) volevo analizzare con voi le cause e gli effetti di questa crisi economia internazionale che sta colpendo soprattutto i piccoli risparmiatori.
Voglio procedere con l’analisi della crisi economica paragonandola a quella islandese in quanto essa non è altro che la crisi mondiale amplificata all’ennesima potenza per via della loro particolare situazione geografico-economica. In pratica, ciò che sta accadendo qui in Islanda potrebbe essere quello che accadrà anche a tutto il resto delle economie se si persevererà sulla strada sbagliata che noi tutti abbiamo intrapreso in passato.
Chi ha letto il mio libro “Autoconsulenza Finanziaria” sa che dedico un intero capitolo (il quinto) alla risoluzione dei debiti derivante dall’uso smodato di carte di credito revolving e prestiti. Alcuni mi hanno riferito che sono stato troppo duro su questo argomento in quanto avevo definito come “Catastrofe dilagante” questa moda di indebitarsi facile che sta colpendo tutto il mondo.
Nel libro parlo pure del perché è meglio non acquistare immobili senza una adeguata pianificazione in quanto esso ci espone ad un grosso prestito di denaro per comprare una casa che spesso non è calibrata su reali esigenze ma dettata solo dall’istinto o da sogni del momento che possono diventare un boomerang negativo in futuro. Se ci fate caso, la crisi attuale è definita anche la “Crisi dei Mutui!!!” come mai?
Il tutto è iniziato negli USA a metà degli anni ‘90 quando si è avviato una politica di welfare molto marcata. Questa comprendeva, tra l’altro, tanti aiuti che hanno spinto l’economia americana e che hanno favorito le classi meno abbienti.
Tuttavia uno di questi aiuti meno positivo dal punto di vista economico ma molto demagogico e specificatamente rivolto alle classi povere (per lo più neri ed ispanici) consisteva nel facilitare la stipula di mutui atti a fargli acquistare le case. Dal punto di vista di chi ha proposto gli aiuti, questi dovevano permettere di dare un benessere economico a queste persone ed inoltre avrebbe riavviato il settore edilizio.
Allora qualcuno si domanderà: “Ma qual è il problema se sembra tutto positivo?”
In pratica per applicare questi aiuti si sono fatte pressioni sui gruppi bancari per allentare le maglie dei prestiti in modo che anche persone con redditi instabili, bassi o comunque a rischio potessero accedervi.
Il problema è che se le banche non davano credito a queste persone è evidente che per delle statistiche in possesso dalle stesse, essi sono a rischio di non poter restituire i capitali.
In concomitanza di questi mutui facili si è avviato un altro processo pericoloso, quello dei tassi variabili che hanno aggirato una vecchia legge creata dal Presidente Roosevelt sotto consiglio dell’allora Presidente della Bank of America Gianninni.
La legge prevedeva che non si potessero accendere mutui che avessero una rata superiore al 30% del proprio reddito lordo (circa 40 o 45% sul netto) in modo che fosse possibile pagarla senza rendere problematica la questione al beneficiario.
Visto che all’epoca non esistevano i tassi variabili si prendeva come riferimento le rate del primo anno, ma con l’avvento dei tassi variabili e della moda del tasso contenuto al primo anno (tipo tasso al 1% al primo poi variabile) si sono potuti avviare così mutui con rata molto superiore al limite di legge previsto dall’accordo del ‘32.
Questi mutui “facili” hanno innescato l’acquisto frenetico di immobili facendo aumentare parecchio la domanda rispetto all’offerta, di conseguenza i prezzi si sono a poco a poco lievitati. Inizialmente il fenomeno fu mitigato dalla discesa dei tassi di interesse lungo tutti gli anni ’90, ma nel nuovo millennio si incominciò a verificare l’aumento dei tassi di interesse, il continuo aumento dei prezzi degli immobili ed infine il sempre maggior numero di cittadini che vogliono accedere al prestito.
Sulla base di queste informazioni i vertici delle banche hanno pensato di spalmare questi mutui (ed i possibili rischi insolvenza) su delle obbligazioni da piazzare ai risparmiatori.
Negli ultimi anni tutte quelle persone che non avrebbero avuto possibilità di accedere al prestito in quanto deboli economicamente si sono ritrovate ad essere i primi a “saltare” innescando un fenomeno a catena.
Innanzitutto la gente a cominciato a non pagare le rate, questo ha causato una perdita via via più consistente a chi aveva acquistato le obbligazioni a copertura dei mutui. Visto che alla gente non piace perdere soldi hanno liquidato gradualmente le obbligazioni mandando in crisi le banche emittenti che di conseguenza hanno ereditato delle voragini immense nei loro bilanci.
A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria”
Fonte:www.giacomobruno.it

















