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	<title>Crescita Attiva &#187; ebook</title>
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		<title>Passare dai libri di carta all&#8217;eBook? Ecco l&#8217;intuizione di Michael Hart, il Padre dell’eBook!!</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Un Guest Post di Ivan De Mico Come l’intuizione di Michael Hart ha cambiato il mondo: 10 motivi per abbandonare i libri di carta e passare subito all’eBook! &#160; Proprio cosi! Parola dell’ormai defunto Michael Hart: Il padre dell’eBook! Questo articolo vuole essere nello stesso tempo un esempio chiaro di cosa può nascere da un [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un Guest Post di <a href=" http://bitly.com/HsGRQW ">Ivan De Mico</a></strong></p>
<p><strong>Come l’intuizione di Michael Hart ha cambiato il mondo: 10 motivi per abbandonare i libri di carta e passare subito all’eBook!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://bitly.com/HsGRQW "><img class="aligncenter size-medium wp-image-1910" title="risveglia-intuito-intelligenza-intuitiva-per-avere-successo" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2012/04/risveglia-intuito-intelligenza-intuitiva-per-avere-successo-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Proprio cosi! Parola dell’ormai defunto<strong> Michael Hart: Il padre dell’eBook!</strong><br />
<strong>Questo articolo vuole essere nello stesso tempo un esempio chiaro di cosa può nascere da un intuizione,</strong> un omaggio all’Ebook stesso e a Michael, che ci ha lasciato tanto!</p>
<p><span id="more-1909"></span><br />
Egli fu un informatico, uno scrittore e un’attivista statunitense, nonché fondatore del Progetto Gutenberg!<br />
Personalmente ciò che mi ha colpito di più leggendo su di lui è ciò che ho visto nella sua pagina <strong>Wikipedia</strong>, dove sapevo, o meglio, avevo intuito che avrei trovato la sua intuizione! Ossia “quella scintilla” che ha portato alla creazione dell’eBook! Guardala! si può leggere, vederla e sentirla proprio qui, tra queste righe:<br />
“Sebbene all’epoca i computer fossero essenzialmente dedicati all’elaborazione di dati, Hart, consapevole del fatto che il centro era connesso ad una rete informatica (parte della quale sarebbe poi divenuta Internet), intuì le potenzialità offerte dal sistema cui aveva accesso non solo per l’elaborazione, ma anche per la distribuzione di informazioni.”<br />
<strong>E cosa ha fatto nascere la sua intuizione?</strong> (ancora da wikipedia, in merito al progetto gutenberg):<br />
Gli intenti del progetto dichiarati da Hart in tale fase furono:<br />
“Incoraggiare la creazione e la distribuzione degli eBook“<br />
“Aiutare ad abbattere le sbarre dell’ignoranza e della illetteratura”<br />
“<strong>Donare quanti più possibili eBook al maggior numero possibile di persone”</strong>.</p>
<p>Non so tu cosa ne pensi, ma io dico che c’è riuscito alla grande! ; e continua ancora!</p>
<p>La sua intuizione ha già dato ottimi motivi per abbandonare subito il libro cartaceo; e grazie anche agli eReader:</p>
<p>1) <strong> Il primo motivo è che l’eBook si “vive” come un libro</strong>, infatti il modo di leggere un eBook non fa rimpiangere quello del libro tradizionale: Le pagine si girano proprio come quelle alle quali siamo abituati, si può tornare indietro oppure saltare un passo e inserire un segnalibro nel punto dove si è arrivati.</p>
<p>2) Basta un eReader (ed i prezzi sono scesi tantissimo!) ed è proprio come leggere su carta: L’innovativo display ha il vantaggio di non essere luminescente e proprio come un libro la pagina si legge se c’è luce, anzi, più luce c’è e meglio si vede!</p>
<p>3) Il dispositivo poi pesa e ingombra come un libro sottile: La dimensione della pagina volendo è la classica di un edizione tascabile e l’ingombro quello di un libro reale.</p>
<p>4) Puoi scegliere tu la dimensione del carattere! Quindi mai più libri scritti a caratteri troppo fitti e microscopici, gli eBook<strong> permettono all’utente di scegliere la dimensione del carattere preferita</strong> per una lettura sempre confortevole anche per le persone con una vista non perfetta.</p>
<p>5) Hai un intera libreria in tasca, nel tablet o nel PC! Attualmente 2 GB di memoria possono contenere circa 1500 libri!!</p>
<p>6) Negli eReader una carica della batteria dura la lettura di 40 libri da 200 pagine. La durata della carica varia da modello a modello, ma è di circa 8000 giri di pagina! Merito dell’innovativo display che consuma pochissima carica.</p>
<p>7) <strong>Si possono prendere appunti, alcuni modelli di eReader lo permettono, fanno diventare l’eBook ancora più tuo</strong>; e chi ti vieta poi di aprire una pagina word e fare altrettanto con un comune PC!</p>
<p> <img src='http://crescitaattiva.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Gli eBook costano meno di un libro cartaceo, ed i grandi classici sono ormai disponibili gratuitamente, mentre i libri più nuovi possono essere acquistati a prezzi più bassi di quelli applicati ai libri di carta.</p>
<p>9) Tutto questo porta ad un <strong>minor spreco di carta, tempo</strong>, spostamenti, con l’eBook si evita infatti di consumare energia e carta per la realizzazione e stampa del libro.</p>
<p>10) E non solo libri! Gli eBook oggi sono anche riviste (guarda <strong>Canale Formazione</strong>!), giornali, fumetti e qualsiasi tipo di documento salvato in formato PDF EPUB e chi più ne ha più ne metta!</p>
<p>Insomma l’intuizione di Michael Hart ha dato al modo un nuovo modo di comunicare:<strong> Facile, comodo, ecologico ed economico</strong>! Questa è stata la sua grande intuizione, e tutti i grandi, nessuno escluso, ho notato (facendo moltissime ricerche!) hanno avuto la loro grande intuizione, quella differenza che ha fatto la differenza nella loro vita, e in quella di molti!</p>
<p>E tu? Hai già avuto la tua grande intuizione!? se hai perso questo dono non ti preoccupare, la prossima volta ti darò delle dritte su come fare per riappropriartene e usarlo al meglio!</p>
<p><strong>A cura di</strong> <a href="http://bitly.com/HsGRQW%20">Ivan De Mico</a></p>
<p>Autore di <a href="http://bitly.com/HsGRQW%20"><strong>Risveglia l&#8217;Intuito </strong></a><br />
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<p>&nbsp;</p>
<p>L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore<a href="http://giacomobruno.it"> www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Niente male! Nell&#8217;Ebook &#8220;Da Dipendente a Professionista&#8221; c&#8217;e&#8217; una mia testimonianza?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 23:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza di management]]></category>
		<category><![CDATA[controllo di gestione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[autori Bruno Editore]]></category>
		<category><![CDATA[da dipendente a professionista]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel settembre 2010 a Roma all’incontro Autori di Bruno Editore ho conosciuto Laura Tentolini e Alessandro Muscinelli autori dell’ebook &#8220;Dalla Vetrina al Magazzino&#8221; In quell’occasione essi mi dissero che avevano in progetto di scrivere un manuale per aiutare chi avesse intenzione di lasciare il lavoro da dipendente per mettersi in proprio. Io dissi a Laura [...]
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<p>In quell’occasione essi mi dissero che avevano in progetto di scrivere un <a href="http://tinyurl.com/7ab72u9">manuale </a>  per aiutare chi avesse intenzione di  lasciare il lavoro da dipendente per<strong> mettersi in proprio. </strong></p>
<p><a href="http://tinyurl.com/7ab72u9"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4533" title="Da-dipendente-a-professionista-ebook" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/Da-dipendente-a-professionista-ebook-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Io dissi a Laura e Alessandro che era ciò che avevo vissuto io,   anche se  sono sempre rimasto molto attaccato al mio ex datore di lavoro, imprenditore da me stimatissimo  e per me un vero mentore col quale tutt&#8217;oggi ho l&#8217;onore di collaborare.</p>
<p><span id="more-1883"></span></p>
<p>Raccontai brevemente la mia storia lavorativa dal momento in cui decisi di  mettermi in proprio sino ad oggi.</p>
<p>I due Autori rimasero <strong>favorevolmente colpiti</strong> da ciò che dissi ,ed approfondirono nei mesi successivi la loro conoscenza nei miei confronti  .</p>
<p>Durante la stesura del loro lavoro,  <a href="http://tinyurl.com/5vjumgf">Laura ed Alessandro</a> , mi chiesero di inviare una breve nota riepilogativa di ciò che era stato il mio percorso professionale .</p>
<p>Bene,  sono rimasto molto contento quando successivamente ho letto ad un certo punto del loro <a href="http://tinyurl.com/7ab72u9">libro</a> il mio <strong>nome</strong> con una breve pubblicazione della mia  <a href="http://planconsulting.it/blog/chi-sono/">testimonianza.</a></p>
<p>Certo è, che se avessi letto io questo <strong>manuale</strong> nel 1999 -2000, mi avrebbe evitato tanti errori che ho commesso, e che in parte, ancora oggi , sto pagandone le conseguenze.</p>
<p>Grazie <a href="http://tinyurl.com/7ab72u9">Laura</a> , e grazie <a href="http://tinyurl.com/7ab72u9">Alessandro </a>per avermi menzionato nel vostro <strong>ebook</strong>.</p>
<p>Ciao <a href="http://planconsulting.it/blog/chi-sono/">Patrizio Gatti</a></p>
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		<title>Lasciare il posto di lavoro da dipendente? Come?</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 17:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
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		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro dipendente]]></category>
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		<description><![CDATA[Un Guest Post  di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini &#160; Come e perché lasciare un lavoro da dipendente Al giorno d’oggi tutti sono scontenti del proprio lavoro, ormai è diventato un luogo comune. Amici, famigliari e conoscenti si lamentano ogni giorno della rispettiva situazione lavorativa, spesso con dovizia di particolari e aneddoti personali. La descrizione [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>Un Guest Post  di <a href="http://tinyurl.com/5vjumgf">Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://tinyurl.com/5vjumgf"><img class="size-medium wp-image-1658 aligncenter" title="da-dipendente-a-professionista-ebook" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/04/da-dipendente-a-professionista-ebook-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p><strong>Come e perché lasciare un lavoro da dipendente</strong></p>
<p>Al giorno d’oggi tutti sono <strong>scontenti del proprio lavoro</strong>, ormai è diventato un luogo comune. Amici, famigliari e conoscenti si <strong>lamentano</strong> ogni giorno della rispettiva situazione lavorativa, spesso con dovizia di particolari e aneddoti personali.</p>
<p><span id="more-1657"></span></p>
<p>La descrizione del <strong>comportamento dei colleghi</strong>, delle <strong>scelte dei capi</strong>, oppure del trend aziendale, sfocia rapidamente in racconti che rivelano tutta la loro <strong>frustrazione</strong>.</p>
<p>Tanti si lamentano del proprio lavoro, <strong>lamentarsi è facile</strong>: ma quanti fanno davvero<strong> qualcosa di concreto</strong> per <strong>migliorare</strong> la propria condizione lavorativa?</p>
<p>La decisione di <strong>lasciare il lavoro da dipendente </strong>può nascere anche dal desiderio profondo di cambiare vita radicalmente, ad esempio per <strong>andare a vivere in campagna</strong>, per avere più tempo libero da dedicare alle proprie<strong> passioni</strong>, per studiare o viaggiare, oppure per seguire meglio<strong> figli o genitori</strong> in particolari momenti della vita.</p>
<p>Sono molti i <strong>passi</strong>, magari poco noti al dipendente comune, che vanno però conosciuti, <strong>valutati e interiorizzati</strong> prima del “salto” finale verso una nuova attività. Il nostro intento è offrire <strong>spunti di riflessione</strong> che aiutino a focalizzare e a rendere<strong> concreta</strong> l’idea di <strong>cambiare vita lavorativa</strong>.</p>
<p>Inizialmente bastano uno o due <strong>contatti di lavoro</strong> per avviare un’attività che procuri reddito. La <strong>liquidazione dell’azienda</strong> e pochi risparmi vi aiuteranno nei primissimi tempi da “persone libere”, dopo la rinuncia a un posto di lavoro ormai <strong>troppo stretto</strong>.</p>
<p>Il passo di lasciare il lavoro non avviene certo <strong>a cuor leggero</strong>. C’è sempre una certa ansia, è naturale. Abbiamo sempre in testa quella <strong>vocina</strong> che ci sussurra: “La sicurezza… La sicurezza…”. Ma parlare di sicurezza del posto di lavoro, al giorno d’oggi, <strong>non ha più molto senso</strong>.</p>
<p>Un lavoro da <strong>dipendente</strong> non è più una scelta sicura. Ditte che <strong>chiudono</strong> o che trasferiscono la produzione all’<strong>estero</strong> sono sotto gli occhi di tutti. E che dire del continuo aumento di dipendenti che vanno in <strong>pre-pensionamento</strong>, in <strong>cassa integrazione</strong>, che sono <strong>licenziati</strong>? Dove è andata finire la sicurezza del posto fisso?</p>
<p><strong>La sicurezza dobbiamo trovarla dentro</strong>, nessun posto fisso o prospettiva di carriera ce la possono dare! Dobbiamo essere <strong>sicuri di noi stessi</strong>, delle nostre reali <strong>capacità professionali</strong>, della nostra<strong> voglia di fare</strong>, iniziativa e <strong>coraggio</strong>!</p>
<p><em><strong>A cura di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini</strong></em><br />
Autori di<a href="http://tinyurl.com/5vjumgf"> Da Dipendente a Professionista</a>, <a href="http://tinyurl.com/2utontw">Dalla Vetrina al Magazzino</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Lavorare da casa con internet? Come fare??!</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 17:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare da casa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro online]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest post di Stefano Calicchio Come lavorare da casa con il web Mollare tutto, smettere di andare ogni giorno in ufficio e creare un business dalla propria abitazione? Oggi potrebbe essere il sogno di qualsiasi lavoratore dipendente. Nella pratica, la vita professionale di ognuno di noi ha subìto dei cambiamenti così profondi e radicali [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Un Guest post di </strong></em><a href="http://tinyurl.com/6gkmy2v"><strong><em>Stefano Calicchio</em></strong></a></p>
<p><strong>Come lavorare da casa con il web</strong></p>
<p><a href="http://tinyurl.com/3m7x65n"><img class="size-medium wp-image-1634 aligncenter" title="lavorare-da-casa-con-il-web" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/04/lavorare-da-casa-con-il-web-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p><strong>Mollare tutto</strong>, smettere di andare ogni giorno in <strong>ufficio</strong> e creare un business dalla <strong>propria abitazione</strong>? Oggi potrebbe essere il <strong>sogno </strong>di qualsiasi <strong>lavoratore</strong> dipendente.</p>
<p><span id="more-1633"></span></p>
<p>Nella pratica, la vita professionale di ognuno di noi ha subìto dei<strong> cambiamenti </strong>così profondi e radicali negli ultimi anni da aver <strong>rivoluzionato completamente il nostro stile di vita</strong>.</p>
<p>In molti casi questi cambiamenti hanno promosso una <strong>diversa pianificazione lavorativa</strong>, soprattutto per chi ha un impiego <strong>dipendente</strong>, perché i ritmi di lavoro e le esigenze personali sono diventati sempre più <strong>difficili da coniugare</strong>.</p>
<p>Tra le tante possibili soluzioni per ritrovare lo <strong>spazio</strong> e il <strong>tempo perduto</strong>, una delle migliori è sicuramente quella di <strong>costruirsi un’attività da casa propria con il web</strong>.</p>
<p>I <strong>motivi </strong>sono facilmente intuibili: se da un lato la quantità di <strong>capitale </strong>da investire nell’avviamento del business risulta facilmente <strong>accessibile per chiunque</strong>, dall’altro internet permette di <strong>gestire semplicemente</strong> molte delle <strong>operazioni</strong> e delle <strong>esigenze</strong> che prima potevano essere assolte solo attraverso una sede operativa di tipo tradizionale.</p>
<p>Sapendo ciò, vi consiglio di prestare la <strong>massima attenzione</strong> a questi tre ambiti prima di avviare il vostro <strong>business casalingo</strong>:</p>
<p>1.  <strong>la ricerca di mercato</strong>. Quando si parla di <strong>home business</strong> è facile pensare di poter espletare qualsiasi attività lavorativa  tradizionale anche da casa propria. In realtà, dovete effettuare una <strong>ricerca di mercato</strong> <strong>esaustiva</strong> se volete realmente assicurarvi il <strong>successo </strong>dell’iniziativa;</p>
<p>2. <strong> la pianificazione degli spazi e dei tempi di lavoro</strong>. Per avviare un’attività da casa è fondamentale trovare dei <strong>compromessi di condivisione</strong> con la quotidianità casalinga;</p>
<p>3. <strong> la pianificazione finanziaria, fiscale e di marketing</strong>. È davvero fondamentale preparare <strong>con anticipo</strong> un buon <strong>business plan</strong> pianificando ogni fase di start up, in modo da <strong>ottimizzare al meglio i costi</strong> e <strong>massimizzare i benefici</strong>.</p>
<p>Oggi l’utilizzo del<strong> telelavoro </strong>è in forte<strong> crescita</strong>, sia per i <strong>risparmi</strong> in termini di costo, sia per l’<strong>efficienza</strong> che in molti casi è possibile raggiungere. Certo, nonostante presupposti così promettenti, è necessario creare un business che<strong> porti con costanza denaro</strong> nel proprio conto corrente, pertanto il consiglio è di restare con i piedi ben <strong>saldi</strong> per terra e pianificare un <strong>passaggio graduale</strong> dal lavoro dipendente a quello <strong>indipendente</strong>.</p>
<p>Avviare un business da casa è un’<strong>attività semplice</strong> ma non per questo accessibile senza un’adeguata <strong>preparazione</strong>: potrebbe infatti richiedere diverso<strong> tempo</strong> per entrare a regime e fornire il giusto flusso di introiti.</p>
<p><strong><em>A cura di <a href="http://tinyurl.com/3m7x65n">Stefano Calicchio</a></em></strong></p>
<p>Autore di<a href="http://tinyurl.com/3m7x65n"> Lavorare da Casa con il Web</a>, <a href="http://tinyurl.com/2vfy2qd">Il Fattore Network</a>, <a href="http://tinyurl.com/ycj923e">L’Ufficio Stampa 2.0</a>,<a href="http://tinyurl.com/6gkmy2v">Rendite da Royalty</a></p>
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<p>L’articolo tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Assertività in azienda puo&#8217; creare persone felici nel lavoro!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/ebook/assertivita-in-azienda-puo-creare-persone-felici-nel-lavoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 19:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione assertiva]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di  Bruna Ferrarese Come l’assertività sul lavoro crea persone felici e aziende eccellenti Il rapporto diretto esistente tra l’eccellenza della prestazione dei collaboratori e la capacità competitiva espressa da un’azienda è ampiamente condiviso da tutti gli esperti ed operatori. Assodato che le persone non lavorano solo per denaro, tutte le teorie motivazionali [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> </a><em><strong><a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> Bruna Ferrarese</a></strong></em></p>
<p><strong>Come l<a href="http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/diventare-assertivi-facile-dirsi/">’assertività</a> sul lavoro crea persone felici e aziende eccellenti</strong></p>
<p><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/03/lavorare-team-assertività-competitività-capacità.jpg"><img class="size-full wp-image-1598 aligncenter" title="lavorare-team-assertività-competitività-capacità" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/03/lavorare-team-assertività-competitività-capacità.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></p>
<p>Il rapporto diretto esistente tra l’<strong>eccellenza della prestazione dei collaboratori</strong> e la <strong>capacità competitiva</strong> espressa da un’azienda è ampiamente condiviso da tutti gli esperti ed operatori.</p>
<p><span id="more-1595"></span></p>
<p>Assodato che le persone non lavorano solo per <strong>denaro</strong>, tutte le teorie motivazionali considerano come oggetto del loro studio i <strong>desideri dell’uomo</strong> e tentano di individuare i motivi che possono <strong>stimolare</strong> in loro il desiderio di <strong>lavorare al meglio</strong>.</p>
<p>I risultati di tali studi indicano che, in generale, alle persone piace di più <strong>lavorare in modo creativo</strong>, con<strong> intelligenza</strong> e <strong>responsabilità</strong> e offrendo queste condizioni di lavoro le organizzazioni risultano molto più <strong>produttive</strong>.</p>
<p>Se concordiamo con il presupposto che <strong>lavorare con piacere </strong>permette di <strong>lavorare bene</strong>, risulta di fondamentale importanza gestire correttamente il “<strong>modello relazionale</strong>” presente in un’organizzazione aziendale. Infatti, i lavoratori apprezzano un ambiente professionale se esiste una<strong> buona qualità di rapporto</strong> con e tra il management, se possono essere <strong>orgogliosi dell’attività svolta</strong> dalla società (immagine, reputazione, impegno sociale, etica, qualità dei prodotti-servizi) e se l’ambiente relazionale è <strong>amichevole</strong> e improntato alla <strong>collaborazione di gruppo</strong>.</p>
<p>Un’azienda che opera la scelta di favorire una <strong>comunicazione assertiva</strong> pone i presupposti per generare un ambiente di lavoro nel quale le persone trovano <strong>benessere</strong>, ovvero <strong>risposta ai loro bisogni</strong> e condivisione dei <strong>valori</strong> umani più profondi e ciò si traduce in una serie di concreti benefici anche ai fini della <strong>capacità competitiva </strong>dell’impresa.</p>
<p>Un diffuso senso di <strong>rispetto reciproco</strong> fra le persone, a prescindere dal ruolo gerarchico ricoperto, favorisce la possibilità di <strong>gestire costruttivamente i conflitti</strong>. Esprimere la propria <strong>opinione</strong> in modo <strong>manifesto</strong> non viene vissuto infatti come un “azzardo” che può mettere l’interessato in cattiva luce, bensì come l’<strong>opportunità</strong> di verificare nuove e più creative soluzioni ai problemi.</p>
<p>Evitare la <strong>critica tacita ed implicita</strong> significa rendere più produttivi i <strong>confronti </strong>e molto più efficaci le <strong>soluzioni</strong> adottate. Per non parlare dei <strong>risparmi di tempo </strong>(basti  pensare a tutto quello che viene impiegato nelle aziende per alimentare  la “critica da corridoio”) consentiti dalla possibilità di <strong>far valere le idee personali </strong>o difendere apertamente alcuni valori.</p>
<p>In un’azienda che comunica assertivamente, inoltre, gli <strong>obiettivi professionali </strong>di ciascuno sono chiaramente <strong>definiti</strong> e <strong>accettati </strong>o <strong>negoziati</strong> dai collaboratori stessi. Così come viene <strong>esplicitato il livello di prestazione</strong> <strong>atteso</strong> da ognuno e la qualità del lavoro viene <strong>apprezzata</strong> e <strong>riconosciuta</strong> in modo palese. In questo modo le persone colgono chiaramente il <strong>valore del loro contributo </strong>al successo dell’impresa e sono stimolate a ricercare produttive <strong>sinergie</strong> e ad offrire<strong> collaborazione</strong> ai colleghi.</p>
<p>Il <strong>modello relazionale assertivo</strong>, partendo dal fondamento del reciproco <strong>rispetto</strong>, consente una concreta valorizzazione del “<strong>capitale umano</strong>”, risorsa strategica di ogni azienda, e offre ai “capi” la possibilità di ispirarsi ad una <strong>leadership al servizio del gruppo</strong> e non sul gruppo.</p>
<p>Il cambiamento da operare <strong>può essere faticoso</strong>,  perché mette in discussione cattive abitudini che – purtroppo – a volte  sono molto radicate nel tessuto culturale dell’azienda, ma i <strong>risultati </strong>che è possibile ottenere sono talmente positivi, sotto tutti i punti di vista, che mi sento di sostenere che <strong>ne vale assolutamente la pena</strong>!</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y">Bruna Ferrarese</a></strong></em> <em><strong> </strong></em></p>
<p>Autrice di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"><strong>Comunicazione Assertiva</strong> </a></p>
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<p>L’articolo tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Diventare assertivi? Facile dirsi!!!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/diventare-assertivi-facile-dirsi/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 18:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione assertiva]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[essere assertivi]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia in se stessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di  Bruna Ferrarese Come compiere il primo passo per diventare assertivi L’assertività si fonda su una solida fiducia in se stessi, il che significa conoscersi e apprezzarsi per quello che si è.  Facile a dirsi, molto meno facile a farsi. Il nostro comportamento, il modo che utilizziamo per approcciare gli altri e, [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> </a><em><strong><a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> Bruna Ferrarese </a> </strong></em> <strong> </strong> <strong></strong></p>
<p><strong>Come compiere il primo passo per diventare assertivi</strong></p>
<p><a href="http://tinyurl.com/2unub7y"><img class="size-medium wp-image-1586 aligncenter" title="comunicazione-assertiva-autostima-ebook" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/02/comunicazione-assertiva-autostima-ebook-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p><strong>L’assertività </strong>si fonda su una solida <strong>fiducia in se stessi</strong>, il che significa <strong>conoscersi</strong> e <strong>apprezzarsi</strong> per quello che si è.  <strong> </strong></p>
<p><strong>Facile a dirsi</strong>, molto meno facile a <strong>farsi</strong>.</p>
<p><span id="more-1585"></span></p>
<p>Il nostro comportamento, il modo che utilizziamo per approcciare gli altri e, in generale,  ogni nostra azione sono <strong>frutto delle opinioni</strong> che abbiamo maturato nel tempo e che spesso <strong>si sono formate</strong> durante la nostra gioventù come risultato dell’<strong>educazione</strong> <strong>famigliare</strong> e <strong>scolastica</strong>.</p>
<p>Se l’ambiente nel quale abbiamo sviluppato le nostre capacità di socializzazione ci ha fornito <strong>validi modelli</strong>, equilibrati messaggi di <strong>conforto</strong>, positivi <strong>incoraggiamenti</strong> e un clima affettivo sereno, probabilmente diventeremo <strong>adulti sicuri</strong> e <strong>ottimisti</strong> riguardo l’esito delle nostre scelte e il nostro futuro.</p>
<p>Ma alcuni messaggi, ricevuti soprattutto durante l’<strong>adolescenza</strong>, possono aver avuto conseguenze sul nostro comportamento adulto e <strong>generato insicurezze profonde</strong> legate al concetto di sé. Sono tali insicurezze che, ad esempio, fanno adottare atteggiamenti di <strong>finta modestia</strong> a fronte di  un buon risultato conseguito. Frasi come “non fare il <strong>presuntuoso</strong>, non essere superbo, la <strong>modestia</strong> è una grande qualità”, ci possono portare a considerare <strong>l’orgoglio</strong> come un sentimento dal quale <strong>rifuggire</strong>, anche quando sarebbe più che giustificato.</p>
<p>Tali condizionamenti possono influenzare notevolmente la nostra <strong>capacità di instaurare relazioni</strong> interpersonali soddisfacenti. Ad esempio, possono farci attribuire un’<strong>importanza eccessiva</strong> <strong>all’approvazione</strong> altrui &#8211; dai familiari ai collaboratori – che porterà inevitabilmente ad atteggiamenti di eccessiva <strong>arrendevolezza</strong>.</p>
<p>Il desiderio di piacere agli altri non è di per sé negativo, ma non deve indurci a <strong>indossare tante “maschere”</strong> quante sono le persone che incontriamo senza mai trovare la forza di esprimerci con <strong>naturalezza</strong> e <strong>originalità</strong>.</p>
<p>Il passato non deve essere considerato come la <strong>fonte di tutti i nostri guai</strong> attuali e non dobbiamo cadere nella trappola di continuare a <strong>imputare agli altri</strong> le nostre <strong>fragilità</strong> e <strong>ansie</strong>. È consigliabile evitare di continuare a guardare indietro e incominciare ad adottare un <strong>nuovo punto di vista</strong> fondato sul considerare il nostro passato come fonte di <strong>esperienza</strong>, ricchezza, <strong>bellezza</strong>, verità e <strong>saggezza</strong> che ci ha permesso di <strong>essere noi stessi</strong>.</p>
<p>Per <strong>stare bene</strong>, dobbiamo provare a orientarci maggiormente al <strong>presente</strong>,  perché è l’unico tempo che abbiamo realmente a disposizione. Se viviamo  continuamente volando con la mente attraverso il tempo, ora per <strong>ricordare con nostalgia</strong> il passato o per <strong>rimuginare</strong> su qualche errore, ora per <strong>preoccuparci del futuro</strong>, finiremo per trascorre l’esistenza “assenti”, <strong>estraniati</strong> dall’unico tempo in cui possiamo in realtà vivere.</p>
<p>Cominciamo con il <strong>pensare</strong> ogni tanto <strong>a</strong> <strong>noi stessi</strong>, non alla guida della nostra auto fermi in mezzo al traffico, ma <strong>regalandoci</strong> un periodo di <strong>tempo per riflettere</strong> &#8211; in un luogo appartato e confortevole &#8211; su <strong>come siamo fatti</strong> in termini di carattere e personalità, sulla <strong>nostra esistenza</strong>, sulle <strong>scelte</strong> che stiamo per compiere, su ciò che <strong>desideriamo</strong>.</p>
<p>Adottare uno stile di comunicazione assertiva si basa, prima di tutto, proprio su un buon rapporto con se stessi, generato dal<a href="http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/comunicazione-assertiva-come-prendersi-responsabilita-affrontando-i-rischi/"><strong> conoscersi</strong> </a>e dal <strong>confidare sulle proprie qualità</strong> e positività e, nel contempo, <strong>individuare quelle aree deboli</strong> della personalità e del comportamento che possono diventare oggetto di  miglioramento. Questo lavoro di analisi è necessario per presentarci a  noi stessi in una<strong> luce favorevole</strong> e raggiungere un’intima conoscenza e<strong> consapevolezza del proprio valore</strong>, purché <strong>fondata sulla realtà</strong> dei fatti: se fingo di possedere doti che non ho sono vanaglorioso, ma se mi piacciono le doti che possiedo ho solo<strong> stima in me stesso</strong>.</p>
<p>in definitiva, <strong>se non piaci a te stesso lo rivelerai</strong> con tutto il tuo comportamento e anche agli altri sarà difficile guardarti in modo<strong> favorevole</strong>: è il <strong>primo passo</strong> sulla strada dell’<strong>assertività</strong>.</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y">Bruna Ferrarese</a></strong></em> <em><strong></strong></em></p>
<p>Autrice di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"><strong>Comunicazione Assertiva</strong> </a></p>
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<p>L’articolo tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fcrescitaattiva.com%2Fmiglioramento-personale%2Fdiventare-assertivi-facile-dirsi%2F&amp;title=Diventare%20assertivi%3F%20Facile%20dirsi%21%21%21" id="wpa2a_12">Condividi</a></p><p>No related posts.</p>
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		<title>Come far sentire  a suo agio il cliente quando entra in un negozio!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/ebook/come-far-sentire-a-suo-agio-il-cliente-quando-entra-in-un-negozio/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 23:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzino]]></category>
		<category><![CDATA[Negozio]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[negozio]]></category>
		<category><![CDATA[vetrina a magazzino]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest Post  di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini Come accogliere il cliente per farlo sentire a suo agio e ben accetto Negli Stati Uniti, quando si entra in qualsiasi negozio, dopo pochissimi istanti si sente sempre una voce che dice “Buongiorno signore/a, come sta oggi?”. È quasi impossibile entrare in un negozio senza essere [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Guest Post  di <a href="http://tinyurl.com/2utontw">Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini</a></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Come accogliere il cliente per farlo sentire a suo agio e ben accetto</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong><a href="http://tinyurl.com/2utontw"><img class="size-medium wp-image-1533 aligncenter" title="dalla-vetrina-al-magazzino-ebook" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/11/dalla-vetrina-al-magazzino-ebook-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><strong>Negli Stati Uniti</strong>, quando si entra in qualsiasi negozio, dopo pochissimi istanti si sente sempre una voce che dice “<strong>Buongiorno signore/a, come sta oggi?</strong>”. È quasi impossibile entrare in un negozio senza essere notati.</p>
<p>Questo ottiene due effetti:</p>
<p><span id="more-1529"></span></p>
<p>il primo è <strong>smascherare e rendere innocuo un eventuale malintenzionato</strong>, il secondo è <strong>stabilire subito un “contatto umano”</strong> con la clientela.</p>
<p>Il cliente è riconosciuto <strong>come persona</strong> e riceve l’augurio di una buona giornata. È il modo migliore per  iniziare un rapporto interpersonale di qualunque tipo. In questo modo,  chiunque entri in negozio, si sente subito <strong>considerato</strong> e sa che da quel momento in poi <strong>qualcuno si occuperà di lui</strong>.</p>
<p>L’ingresso in negozio per il vostro cliente deve essere da subito <strong>un momento gratificante</strong> e di umana condivisione, deve diventare <strong>un autentico e amichevole benvenuto</strong>.</p>
<p>Altro aspetto molto importante è <strong>il primo saluto</strong> che si rivolge al cliente appena entrato in negozio. Tanti venditori  amano salutare con un “Ciao” perché pensano di creare un clima  confidenziale e disinvolto, ma quanti clienti sono dello stesso avviso?</p>
<p>- “Fa l’amicone per fregarmi meglio”.</p>
<p>- “Non mi ha mai visto prima e si prende già delle confidenze”.</p>
<p>- “Mi ha dato subito del ‘tu’, allora non è professionale …”.</p>
<p>- “Ma come, non sa chi sono io, e si permette questi toni informali!”.</p>
<p>Eccetera.</p>
<p>Un approccio<strong> troppo confidenziale</strong> potrebbe mettere il cliente <strong>sulla difensiva</strong>. Un bravo professionista inizia sempre in modo <strong>distaccato</strong> per poi passare eventualmente a dare del “tu” in una fase successiva. Questo cambiamento di tono (<strong>da formale a informale</strong>) deve essere <strong>condiviso</strong> da entrambi gli attori, deve cioè avvenire con il tacito consenso del cliente.</p>
<p>Come fare in pratica:</p>
<p><strong>Attenzione alle prime battut</strong><strong>e</strong> con il cliente:</p>
<p>- E’ meglio evitare di sottolineare che, in  fondo, il cliente è venuto in negozio perché ha bisogno di qualcosa.  Sarebbe meglio partire da una posizione <strong>più equilibrata</strong>. Se, ad esempio, esordite dicendo “Posso aiutarla?” <strong>state insinuando che il cliente è in difficoltà</strong> e cerca il vostro aiuto. State alludendo al fatto che forse è venuto da  voi per cercare di risolvere un suo problema. Non è il caso di <strong>rischiare</strong> così tanto nel primo approccio.</p>
<p>- Se invece dite “<strong>Posso esserle utile?</strong>”  la situazione cambia. Questa semplice frase mette il venditore in una  posizione subordinata, non è più il cliente che ha bisogno di aiuto, ma <strong>è il venditore che si offre</strong> di essere utile, che desidera aiutare. È il venditore che dichiara di  essere lì al servizio del cliente. Questa frase stabilisce subito <strong>i giusti ruoli</strong> tra i due attori.</p>
<p>Non saranno queste prime parole a determinare la vendita, ma sicuramente aiuteranno a <strong>partire con il piede giusto!</strong></p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/2utontw">Alessandro Muscinelli</a></strong></em><a href="http://tinyurl.com/2utontw"> <strong><em>e Laura  Tentolini</em></strong></a><br />
Autori di <a href="http://tinyurl.com/2utontw"><strong>Dalla  Vetrina al Magazzino</strong></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Come evitare &#8220;l&#8217;Ansia del NO &#8221; nel Telemarketing!</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 10:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Telemarketing]]></category>
		<category><![CDATA[ebook formazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Per continuare a raccontare degli Autori che ho incontrato a Roma  all’evento Autori di Bruno Editore il 18 settembre 2010 voglio oggi parlarti di Roberto D&#8217;aloisio che mentre mi  raccontava del suo ebook ripondeva alle mie  domande  tra le quali  come superare l&#8217;ansia del No nel Telemarketing . A tale proposito , dopo che Roberto [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per continuare a raccontare degli Autori che ho incontrato a Roma  all’evento Autori di <a href="http://planconsulting.it/blog/ebook/il-ritorno-dal-2%c2%b0-evento-autori-di-bruno-editore-con-una-grande-ventata-di-aria-positiva/">Bruno Editore il 18 settembre 2010 </a> voglio oggi parlarti di <a href="http://tinyurl.com/c6job3">Roberto D&#8217;aloisio </a> che mentre mi  raccontava del suo <a href="http://tinyurl.com/c6job3">ebook</a> ripondeva alle mie  domande  tra le quali  come s<strong>uperare l&#8217;ansia del No nel Telemarketing</strong> .</p>
<p>A tale proposito , dopo che Roberto (nella foto sotto a sinistra , con me)  mi ha ricordato che aveva già pubblicato un articolo sull&#8217; argomento ,  ecco che ho trovato il post e  te lo  propongo  .</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/10/PATRIZIO.GATTI-ROBERTO.DALOISIO-EBOOK.jpg"><img class="size-medium wp-image-1486 aligncenter" title="PATRIZIO.GATTI-ROBERTO.D'ALOISIO-EBOOK" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/10/PATRIZIO.GATTI-ROBERTO.DALOISIO-EBOOK-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Ciao e&#8230;.. buona lettura.</p>
<p>Patrizio</p>
<p>===========================================================</p>
<p><strong>Un Guest post di <a href="http://tinyurl.com/c6job3">Roberto D’Aloisio</a></strong></p>
<p>Nella professione del telemarketer esiste un altro elemento che può disturbare il senso di fiducia che hai acquisito nelle prime battute ed è quello che viene chiamato “<strong>l’ansia del NO</strong>”.</p>
<p><span id="more-1483"></span></p>
<p>Questo elemento non si verifica in tutte le persone e neanche nello stesso periodo.</p>
<p>Infatti questa “sindrome” colpisce le persone particolarmente timide: non può essere altrimenti, perchè se sei timido nell’approccio con una persona dal vivo lo sei anche con il telefono.</p>
<p>Come al contrario di quello che si può pensare, l’assenza di elementi visivi e della presenza fisica non aiuta una persona timida perchè essi vengono sostituiti dalla voce del”interlocutore.</p>
<p>Per quanto riguarda il periodo varia da persona a persona in base alla sensibilità personale: ad alcuni colpisce subito, ancor prima di cominciare a telefonare, perchè si immaginano già come sarà subire dei rifiuti.</p>
<p>Ad altri invece, comincia ad apparire durante il lavoro al momento dei primi segnali negativi da parte dei potenziali clienti. Non cambia molto da queste due situazioni, perchè l’unica differenza sta nel fatto che la prima categoria di persona possiede più immaginazione della prima nel pensare come ci si trova a “<strong>subire</strong>” situazioni simili.</p>
<p>Nel corso di mesi passati anche ad osservare il lavoro dei colleghi più “anziani” di me ho capito qual’è l’unico modo per sconfiggere questa ansia. Ho sempre notato il fatto che ogni no ricevuto non avesse effetto su di loro. Mi sono chiesto: perchè?</p>
<p>Le loro risposte erano diverse: chi (e ci risiamo…) diceva che ci vuole esperienza per non abbattersi di fronte a risposte negative, chi diceva che non aveva senso preoccuparsi più del dovuto e chi addirittura mi diceva che a risposte negative rispondeva con altrettante risposte del genere.</p>
<p>Tralasciando se siano giusti i diversi modi di agire e pensare di ognuno ho notato che avevano un trucco in comune nell’affrontare queste situazioni.<br />
Trucco che ha aiutato anche me ad affrontare questa paura ed eliminarla da subito. La cosa più sorprendente che questo quasi sempre non te lo insegna nessuno, ma lo impari sempre e solo sulla tua pelle dopo migliaia di “no”. Ora tu hai il vantaggio di sapere da subito la soluzione.</p>
<p>Di cosa sto parlando? Ecco di cosa si tratta:<strong> eliminare la paura di essere giudicati!!!</strong></p>
<p>Può sembrare strano che la soluzione sia così semplice eppure non viene mai spiegata probabilmente perchè è considerato scontato il fatto che un telemarketer col tempo lo capisca da sé. In realtà, però, non si ha la paura del “nò” del cliente, ma di essere giudicati. Con l’unica differenza che se si lavora con questo timore, prima di cominciare a sconfiggerlo si perdono tantissimi clienti!</p>
<p>Per superare questo ostacolo, devi pensare questo: <strong>tu stai facendo il tuo LAVORO</strong>! Non devi preoccuparti se qualcuno ti giudica o peggio, tenta di farti sembrare pesante oppure farti sentire in colpa! Se questo accade devi stare tranquillo perchè in questo lavoro si conoscono innumerevoli persone, ciascuna con il suo carattere, la sua personalità, il suo approccio e le sue esperienze in merito all’acquisto di prodotti e/o servizi.</p>
<p>E’ normale che ti capiti qualcuno che è rimasto scottato da acquisti precedenti e se la prende con te, come è normale anche che trovi persone gentilissime che subito sono disponibili ad acquistare! Se questo succede nella vita normale di tutti i giorni, perchè non dovrebbe accadere anche in questo lavoro?</p>
<p>Pensa ad esempio alla categoria dei giornalisti: quante volte si sentono respinti dai vip e politici di turno perchè a tutti i costi cercano di completare il loro servizio! Eppure, nonostante questo, vanno avanti per la loro strada, perchè quello è il loro lavoro.</p>
<p>Guarda ad esempio il comportamento di un calciatore: si lamenta ogni volta che subisce un fallo? La maggior parte dei giocatori si rialza immediatamente (a patto che, ovviamente, non abbia subito un brutto infortunio) continuando la propria partita e non perde tempo a pensare cosa può accadere se subisce un infortunio.</p>
<p>Ti ho fatto questi esempi per dirti: questo fa parte del tuo lavoro, ma non deve distoglierti dai tuoi obiettivi! Sai che succederà, ma non sarà certo questo a fermarti! Sicuramente potranno essere diversi i motivi che spingono i tuoi potenziali clienti ad avere atteggiamenti ostili nei tuoi confronti (diffidenza, repulsione, stizza, farti sentire in colpa, ecc…), ma una cosa è certa: NON E’ COLPA TUA. Quindi tieni presente questo prima di alzare la cornetta per sconfiggere questa ansia.</p>
<p>Prima abbiamo detto che questa “sindrome” può manifestarsi anche durante una telefonata e non subito. Per la maggior parte dei casi avviene quando un telemarketer sente un suono della voce poco gradevole da parte di chi risponde dall’altra parte della cornetta. Qui cade nel classico errore di esordire con: “<strong>Scusi se la disturbo…</strong>”. Per ovviare al problema della paura durante la telefonata occorrono fare due cose:</p>
<p>*      Pensare che, svolgendo il proprio lavoro, aiuti gli altri<br />
*      Non scusarsi</p>
<p>La prima l’abbiamo appena vista, solo che durante la telefonata, c’è un aspetto da aggiungere. Oltre ad essere consapevoli che si sta svolgendo il proprio lavoro, quando si conversa con qualcuno al telefono ricorda sempre che tu stai aiutando il potenziale cliente a migliorare in tutti i casi. Grazie a questa strategia infatti condizioni positivamente te stesso a non pensare come un venditore, ma come qualcuno che aiuta la persona interessata.</p>
<p>Questo stato mentale di stampo amichevole verrà immediatamente percepito da chi ti ascolta e abbasserà immediatamente la propria “difesa” indipendentemente se poi voglia comprare da te oppure no. Così il tuo modo di lavorare migliorerà tantissimo grazie al fatto che sarai più calmo e rilassato.</p>
<p>Per confermare questo stato anche con le parole non tradirti scusandoti verbalmente con il tuo interlocutore in modo continuo perchè altrimenti potresti incosciamente insospettirlo di nuovo in merito ai motivi per cui lo hai chiamato!</p>
<p>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c6job3">Roberto D’Aloisio</a>,<br />
Autore de “<a href="http://tinyurl.com/c6job3">I Segreti del Telemarketing</a>”</p>
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		<title>Movimenti esplosivi dei prezzi in borsa!Come individuarli?</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 21:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[crescita finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[trading capitali ridotti]]></category>
		<category><![CDATA[trading on line]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao , è da poche ore che è terminato l&#8217;Evento Autori di Bruno Editore a Roma ,durante il quale ho avuto il piacere di conoscere ottimi  Autori di Ebook . Tra loro mi sono trovato a parlare con Nicola D&#8217;Antuono (nella foto sotto a destra , con me) col quale siamo entrati nell&#8217;argomento del Forex [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao , è da poche ore che è terminato l&#8217;<strong>Evento Autori di Bruno Editore </strong> a Roma ,durante il quale ho avuto il piacere di conoscere ottimi  Autori di Ebook .</p>
<p>Tra loro mi sono trovato a parlare con <a href="http://tinyurl.com/286du9q">Nicola D&#8217;Antuono</a> (nella foto sotto a destra , con me) col quale siamo entrati nell&#8217;argomento del <a href="http://tinyurl.com/2clmtv9">Forex</a> e del Trading on line e devo dire che Nicola mi ha favorevolmente impressionato .</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/09/Nicola-DAntuono-Patrizio-Gatti-evento-autori1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1456 aligncenter" title="Nicola-DAntuono-Patrizio-Gatti-evento autori" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/09/Nicola-DAntuono-Patrizio-Gatti-evento-autori1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>E&#8217; anche per questo che colgo l&#8217;occasione per prendere un suo <strong>guest post</strong> pubblicato il 13 settembre sul blog di <strong>Bruno Editore</strong></p>
<p><strong>Ciao e&#8230;. Buona lettura .<br />
</strong></p>
<p><strong>=========================================</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><em><strong>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/286du9q">Nicola D’Antuono</a></strong></em></p>
<h2><span style="font-size: small;">Come individuare movimenti esplosivi dei prezzi in Borsa</span></h2>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p><strong>La Borsa può vivere i suoi alti e bassi</strong> come  condizione fisiologica di un ciclo economico ma, nella sua instabilità e  isterica ricerca di un punto di equilibrio, resta pur sempre un luogo  dove <strong>è possibile rastrellare un bel po’ di quattrini</strong> individuando quei titoli potenzialmente in grado di effettuare <strong>movimenti direzionali esplosivi</strong>.</p>
<p><span id="more-1450"></span></p>
<p>Difficile che ciò avvenga sui titoli a larga capitalizzazione (large  caps), in quanto caratterizzati da elevato flottante e bassa volatilità.  Allora, <strong>dove è possibile trovare le grandi opportunità</strong> senza far troppo caso ai movimenti degli indici generali di mercato? La risposta risiede nei<strong> titoli a bassa capitalizzazione</strong> (small caps), che presentano un <strong>basso volume di scambio medio</strong> ed elevata volatilità.</p>
<p>Premetto subito che questi titoli vanno <strong>trattati con la massima attenzione</strong>, in quanto sono pur sempre <strong>titoli junk</strong> (“spazzatura”) con una quotazione inferiore a un euro e in molti casi  inseriti nella black list della Consob (bassa trasparenza nella  corporate governance, eccessivi debiti, bilanci in profondo rosso,  etc.). L’ideale è lavorare questi titoli in un’<strong>ottica di brevissimo periodo</strong> con lotti di negoziazione davvero irrisori, addirittura <strong>investendo una cifra compresa tra 500 euro e 1000 euro</strong>.</p>
<p>Sebbene possa sembrare un capitale eccessivamente basso per ottenere  un profitto degno di nota, bisogna tener conto che i titoli a bassa  capitalizzazione sono <strong>in grado di compiere movimenti in doppia cifra, anche del 50%, del 100% </strong>(o anche più) nel giro di pochi giorni o settimane. A questo punto è necessario sapere <strong>come individuare questi titoli</strong>.</p>
<p>Nell’ebook Trading a Capitali Ridotti spiego <strong>due strategie</strong> che, se combinate per questa tipologia di titoli, possono produrre <strong>risultati al dir poco sorprendenti</strong> nel giro di poco tempo. Si tratta delle <strong>compressioni della volatilità e del 3 Wakeup Call</strong>. L’idea di fondo è <strong>ricercare un insolito aumento</strong> dei volumi all’interno di un trading range predefinito che si manifesta  a seguito della comparsa di una candela molto grande che apre in  prossimità dei minimi e chiude vicino ai massimi. A quel punto si può  inserire <strong>un ordine d’acquisto al breakout del massimo della congestione</strong> oppure del massimo del 3 Wakeup Call (prerogativa dei trader più aggressivi).</p>
<p>Contestualmente non bisogna assolutamente dimenticare di <strong>inserire lo stop loss protettivo</strong> sotto il minimo del 3 Wakeup Call. L’eventuale mancato inserimento di quest’<strong>ordine di liquidazione</strong> (nel caso in cui le cose non dovessero andare per il verso giusto) potrebbe provocare perdite non previste inizialmente!</p>
<p>Volendo fare un esempio, andiamo ad <strong>analizzare il grafico di Olidata</strong> (small cap quotata alla Borsa di Milano, simbolo di negoziazione: OLI).  I prezzi sono rimasti ingabbiati all’interno di un box (trading range)  per due mesi. All’inizio di agosto 2010 <strong>si forma un 3 Wakeup Call</strong> con volumi eccezionali (ben undici volte la media dei volumi giornalieri). <strong>I prezzi si avvicinano così al breakout </strong>della soglia psicologica di 0,40€. <strong>A seguito della rottura rialzista </strong>di questo livello, i prezzi effettuano un <strong>movimento del 150%</strong> circa nel giro di un mese.</p>
<p><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/09/borsa-movimenti-trading-ebook.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1451" title="borsa-movimenti-trading-ebook" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/09/borsa-movimenti-trading-ebook.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p>Sebbene negli <strong>anni d’oro della Borsa</strong>, tra il 2005 e il 2006, questa strategia contava per più del 60% della mia operatività, oggi <strong>consiglio</strong> (soprattutto ai meno esperti) d<strong>i utilizzare queste tecniche per una percentuale molto più bassa</strong> (compresa tra il 5% e il 10%) della propria operatività in Borsa, in  quanto la crisi finanziaria ha reso molte small caps ancor più  speculative accentuando le difficoltà legate all’eccesso di debito  accumulato negli anni precedenti. In linea generale, questa strategia  permette di <strong>ottenere profitti eccezionali a fronte di un rischio tutto sommato contenuto</strong>.</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/286du9q">Nicola D’Antuono</a></strong></em><br />
Autore di <a href="http://tinyurl.com/2clmtv9"><strong><strong>Trading nel Forex</strong></strong></a> e <a href="http://tinyurl.com/286du9q"><strong>Trading a Capitali Ridotti</strong></a></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Come un diverso posizionamento può farti ampliare il mercato!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/come-un-diverso-posizionamento-puo-farti-ampliare-il-mercato/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/come-un-diverso-posizionamento-puo-farti-ampliare-il-mercato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 12:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento-Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook Reader]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (prima parte) Solitamente, si pensa che per acquisire nuove nicchie o segmenti diversi di mercato, si debba necessariamente implementare una strategia di diversificazione dei propri prodotti/servizi. Questo, pur potendo rappresentare un’interessante strategia [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a></p>
<p><strong>Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (prima parte)</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Solitamente, si pensa che per acquisire nuove nicchie o segmenti diversi di mercato, si debba necessariamente implementare una strategia di diversificazione dei propri prodotti/servizi.</p>
<p><span id="more-1430"></span></p>
<p>Questo, pur potendo rappresentare un’interessante strategia aziendale, non è sempre necessario.</p>
<p>Talora potrebbe bastare modificare il posizionamento di un prodotto, inteso come offerta di quel prodotto ad un certo segmento di mercato, e legato alla risposta a determinate esigenze. Infatti, non dimentichiamoci che marketing significa risposta alle esigenze del cliente/utente.</p>
<p>Ecco un esempio in tal senso, che riconduce al tema degli ebook reader.</p>
<p>Solitamente, si pensa all’ebook reader come a un utile strumento di lettura di ebook, alternativo al più tradizionale pc, ma si stanno diffondendo nuovi usi professionali prima impensati, che hanno consentito la possibilità, evidentemente, di sviluppare, non a caso, quelle che potremmo considerare nuove nicchie di mercato.</p>
<p>In pratica, cosa hanno pensato di fare alcune imprese?<br />
Si sono rivolte ad un diverso contesto di riferimento, pensando a utilizzi dell’ebook reader, diversi dal solito.</p>
<p>Qualche tempo fa, ebbi modo di assistere ad un concerto di musica classica, e notai che il concertista non usava tradizionali spartiti cartacei, ma un <strong>ebook reader</strong>.</p>
<p>Il motivo è evidente: una serie di sicuri vantaggi, rispetto all’utilizzo degli spartiti su carta, che vanno dal non doversi portare dietro una montagna di spartiti soprattutto durante tours concertistici, all’evitare il rischio di perderli, oltre al fatto di evitare il tipico deterioramento della carta.</p>
<p>Evidentemente, il processo di digitalizzazione ha consentito il riferimento a una nicchia di mercato potenzialmente molto promettente, quella della pubblicazione digitale degli spartiti, così posizionando questo prodotto diversamente dal solito.</p>
<p>Si tratta, quindi, di una strategia di diversificazione dell’utilizzo di un prodotto, che apre nuove possibilità di mercato, tramite un suo diverso utilizzo, ma anche con riferimento a un possibile diverso posizionamento del prodotto rispetto alla domanda e al segmento di mercato, e in tal senso vedremo un’altra applicazione di questo strumento e di questa strategia nella seconda parte dell’articolo.</p>
<p><em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero   Turletti</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> <strong>Autore  di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong> <strong> </strong></p>
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