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	<title>Crescita Attiva &#187; miglioramento personale</title>
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		<title>Comunicazione Assertiva! Come prendersi responsabilita&#8217; affrontando i rischi</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 22:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un guest post di   Bruna Ferrarese     Come assumersi responsabilità e affrontare i rischi in modo assertivo  “Sbagliare non è altro che ottenere risultati insoddisfacenti.  Perciò non esistono sbagli, soltanto risultati”. Lo dice John Evans  Jones nel suo libro “Powerfax Personal Development System”.      [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> </a><em><strong><a href="http://tinyurl.com/2unub7y"> Bruna Ferrarese </a> </strong></em> <strong> </strong> <strong>Come assumersi responsabilità e affrontare i rischi in modo assertivo </strong> “<strong>Sbagliare non è altro che ottenere risultati insoddisfacenti</strong>.  Perciò non esistono sbagli, soltanto risultati”. Lo dice John Evans  Jones nel suo libro “Powerfax Personal Development System”.        <span id="more-1393"></span> A mio parere, questo sintetizza in modo molto efficace il principio  che ispira una persona che utilizza <strong>lo stile assertivo</strong> quando si trova di fronte alla <strong>necessità di scegliere</strong> ed è consapevole dell’implicita <strong>assunzione di una conseguenza  negativa</strong>.      <strong>Scegliere</strong>, infatti, rappresenta un <strong>rischio </strong>ma  assumersi la responsabilità delle proprie scelte significa <strong>prendere  in mano le proprie sorti</strong> evitando di attribuire continuamente a  <strong>eventi esterni</strong> – la fortuna, gli amici influenti, le  coincidenze – l’esito della propria vita.  <strong>Solo prendendo iniziative </strong>le persone possono  risolvere i loro problemi, dare risposta alle loro aspettative,  costruirsi uno stile di <strong>vita più soddisfacente</strong>.     Al contrario, <strong>l’eccessiva cautela diventa l’alibi</strong> della persona insicura che ragiona da “io non sono Ok-tu sei Ok” e che,  in questo modo, <strong>non procede</strong> e preferisce permanere  anche in una condizione spiacevole <strong>pur di non affrontare niente</strong> di nuovo e ignoto.    “Le promozioni vanno solo ai miei colleghi, nessuno  vede le mie qualità”, afferma il collega scontento… ma ha mai chiesto un  colloquio al suo capo per parlare della situazione ed avanzare le sue  richieste?  <strong>Elaborare un piano</strong>, prendere una decisione,  richiamare all’ordine, affermare le proprie opinioni e diritti,  assegnare incarichi: tutte queste situazioni contengono <strong>il  rischio di non ottenere l’esito positivo </strong>sperato, ovvero di  generare “risultati insoddisfacenti” ma pur sempre risultati.      Ad  esempio, <strong>avanzare richieste</strong> è una delle situazioni più  ricorrenti nella quale occorre assumersi la responsabilità di agire e di  <strong>gestire il possibile rifiuto</strong> dell’interlocutore.    In questi casi, la persona assertiva sa <strong>chiedere in modo  diretto e non “per allusioni”</strong>, esplicitando in modo chiaro le  sue aspettative e desideri circostanziando in termini esatti la  richiesta.    Il linguaggio utilizzato sarà molto <strong>concreto</strong>,  conterrà numeri (quantità, frequenze, date, orari, tempi, metri …) e il  <strong>tono </strong>sarà <strong>tranquillo ma fermo</strong>.    Una <strong>voce incerta</strong>, una postura contratta, lo <strong>sguardo  basso</strong> dimostreranno al vostro interlocutore che <strong>non  siete sicuri di “meritare”</strong> quanto state chiedendo (io non sono  Ok, tu sei Ok).    Al contrario <strong>un atteggiamento aggressivo</strong> espresso con tono di voce imperativo ed una postura minacciante (io  sono Ok, tu non sei Ok) porterà inevitabilmente il colloquio <strong>sul  piano del conflitto</strong> io vinco-tu perdi innescando una reazione  di rigida difesa da parte dell’interlocutore.  Preparate i termini della vostra richiesta, immaginate cosa fare nel  caso vi venga opposto un primo rifiuto, <strong>elaborate una richiesta  alternativa</strong> che vi permetta di negoziare.   Naturalmente non sarà  sempre possibile ottenere ciò che si desidera ma l’importante è  affrontare la situazione in modo corretto, convinti di aver fatto tutto  il possibile.      La persona assertiva sa che <strong>l’aspetto più frustrante è  assistere impotenti </strong>all’evolversi delle situazioni senza  esserne protagonisti ed è cosciente che, in ogni caso, far conoscere le  proprie necessità contribuisce a <strong>ridurre insoddisfazione e  stress</strong>.  <em> <strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y">Bruna Ferrarese</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> Autrice di <a href="http://tinyurl.com/2unub7y"><strong>Comunicazione  Assertiva</strong> </a> Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai <a href="../feed/">Feed  RSS</a> L’articolo tratto  dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Tecniche negoziali nell&#8217;impresa :Come utilizzarle?</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 21:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento-Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche negoziali]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti 
Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza   
Sempre più frequentemente sentiamo parlare di tecniche negoziali e  della loro applicabilità in molti campi della nostra esistenza.
 Che si tratti di relazioni sentimentali, piuttosto che di ambiti  relativi al business, o ad altri interessi, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a> </p>
<p><strong><em>Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza</em></strong> <strong><em> </em></strong> </p>
<p>Sempre più frequentemente sentiamo parlare di tecniche negoziali e  della loro applicabilità in molti campi della nostra esistenza.<br />
 Che si tratti di relazioni sentimentali, piuttosto che di ambiti  relativi al business, o ad altri interessi, le <strong>tecniche  negoziali</strong> paiono costituire un “plus”, un vantaggio  competitivo, tale da porci nella situazione di realizzare i nostri  obiettivi, se non sempre, almeno la maggior parte delle volte.<br />
  <span id="more-1335"></span> </p>
<p>Su questo tema esistono diverse scuole di pensiero, ed in  quest’articolo intendo indicare alcune <strong>principali linee-guida</strong>,  alcuni piccoli accorgimenti, per applicarle con efficacia in ambito  aziendale.  Sotto questo profilo, <strong>diversi sono gli obiettivi che ci si  può porre</strong>.   All’interno dell’azienda, possono insorgere dialettiche, discussioni, su  come sia preferibile conseguire un determinato obiettivo, mentre chi  sia esterno all’azienda, potrebbe essere interessato, ad esempio, alla  vendita di un proprio prodotto o servizio.  Negoziare significa infatti convince gli altri delle proprie idee in  vari ambiti. Ebbene, in tutti questi casi, a parte specifici accorgimenti, che  possono essere suggeriti dalle singole situazioni, un principio, che è  sempre opportuno seguire, è quello di compiere i seguenti passi:    <strong>- Analisi della questione</strong> <strong>- Comprendere come la vostra proposta risponda alle esigenze  dell’interlocutore</strong> <strong>-  Comunicare, senza troppi giri di parole, a cosa serve la  vostra soluzione e quali sono i relativi vantaggi.</strong> Passiamo ora ad esaminare i vari passaggi, che vi ho proposto.  Pensate, ad esempio, di volere vendere un servizio ad un’impresa, oppure  di dover partecipare ad una discussione, come responsabili aziendali di  un certo settore, in cui dovrete confrontavi, su uno specifico  problema, con altri responsabili, che magari hanno un’idea diversa dalla  vostra.   Iniziamo, quindi, ad esaminare il primo passo da compiere: <strong>analisi della questione</strong>.    A tale riguardo, dovete <strong>comprendere, tramite una specifica  disamina del</strong> <strong>caso,</strong> <strong>se la soluzione</strong>,  che intendete proporre, si tratti di una strategia interna all’impresa,  piuttosto che di un servizio, di cui proponete l’acquisto all’impresa, <strong>sia  effettivamente una utile in quello specifico caso, rappresentando uno  strumento per conseguire un determinato obiettivo. </strong> Per fare questo, dovete iniziare ad <strong>analizzare la specifica  situazione aziendale, ed essere innanzi tutto convinti voi  dell’efficacia delle soluzioni che intendete proporre. </strong>Se non sarete innanzi tutto voi stessi convinti di quanto  proporrete, difficilmente riuscirete a convincere gli altri. Del resto, oggi molte persone, in ogni ambito, sono stufe di sentirsi  proporre soluzioni miracolose, che poi non reggono alla “prova dei  fatti”. Anche per questo motivo, non potrete proporre le stesse  identiche soluzioni in tutti i casi, ma dovrete cercare di compiere uno  sforzo di personalizzazione. Anche il marketing, del resto, significa  soprattutto dare al cliente quello che il cliente vuole e, soprattutto,  quello di cui il cliente necessita.  Visti anche i limiti di spazio di un blog, rinvio al prossimo  articolo l’approfondimento degli altri punti per condurre una  negoziazione efficace.<br />
<em><strong> </strong></em> <em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero  Turletti</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> <strong>Autore di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong></p>
<p> Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai <a href="../controllo-di-gestione/feed/">Feed  RSS</a> L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.i</a></p>
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		<title>Raggiungi la felicita&#8217; e l&#8217;autorealizzazione con l&#8217;ottimismo!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 17:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un guest post di Giovanni  Raimondi Come raggiungere la felicità e autorealizzarsi con l’aiuto dell’ottimismo Una domanda ricorrente che si pongono spesso le persone riguarda la capacità di raggiungere la condizione di piacere, soddisfazione e appagamento che ci deriva da quello stato chiamato felicità.    A contribuire alla determinazione di tale stato [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/mu22bo">Giovanni  Raimondi</a></strong> <strong>Come raggiungere la felicità e autorealizzarsi con l’aiuto dell’ottimismo</strong> Una domanda ricorrente che si pongono spesso le persone riguarda la capacità di raggiungere la condizione di<strong> piacere, soddisfazione e appagamento che ci deriva da quello stato chiamato felicità</strong>.   <span id="more-1306"></span> A contribuire alla determinazione di tale stato è necessario aver soddisfatto, come ci indica <strong>Maslow</strong> tramite la piramide dei bisogni dell’uomo: dapprima i più essenziali bisogni di sopravvivenza, come quelli fisiologici, quelli di sicurezza e quelli affettivi, per giungere successivamente all’apice della piramide stessa, dove incontriamo i bisogni-aspirazione superiori <strong>dell’uomo,</strong> ovvero bisogni relativi all’autostima e all’autorealizzazione.  Proprio nell’interno della voce autorealizzazione potremo trovare, come passo conseguente, il termine felicità.  O meglio, potremo già affermare che l’autorealizzazione è tale se è accompagnata dalla voce “<strong>felicità”</strong>.    Felicità: potremo definirla come quel particolare stato d’animo o emozione di coloro che si sentono pienamente soddisfatti della loro vita, e spesso questa meravigliosa emozione è accompagnata, come dicevo poc’anzi, dal sentirsi soddisfatti ma anche pienamente realizzati come persone, nei più diversi ambiti di vita (relazioni, affetti, lavoro, tempo libero, status ecc).  <strong> </strong> <strong>Autorealizzazione</strong>: (Wikipedia) propensione dell’essere umano a realizzare, in modo pieno e completo, le proprie molteplici potenzialità.  Ma se analizziamo solo per un attimo i significati di entrambe le voci, scopriamo che per disparati motivi si ritrovano e s’incastrano idealmente in una sorta di connubio di benessere globale della persona; scopriremo anche che, per fare nostri questi importanti elementi, è necessario ancora prima avere motivazione  e una visione positiva e ottimistica della vita.       Quindi scopriamo che la voce ottimismo, insieme alla voce motivazione, costituiscono quel formidabile propellente che ci consente di raggiungere e soddisfare i più elevati bisogni-aspirazione dell’essere umano, in tutti i settori di vita.   Secondo Fordyce, principale studioso della felicità umana, possiamo evincere quanto sia importante, per vivere un’esistenza permeata di felicità, avere un’alta visione dell’immagine di sé.    Egli difatti afferma che un’elevata autostima, unita a una visione ottimistica della vita, sono stati d’animo o emozioni strettamente correlate alla felicità stessa.  Infatti, nell’elenco dei 14 punti fondamentali della felicità, elaborato dallo stesso <strong>Fordyce</strong>, scopriamo come siano presenti voci quali positività, ottimismo, socializzazione, occuparsi di attività che abbiano un alto significato, come semplicemente essere sè stessi e sviluppare una personalità socievole, essere attivi ed eliminare prontamente sentimenti negativi e problemi.    Ecco quindi spiegata l’importanza della voce ottimismo per contribuire fattivamente a produrre un autentico stato di felicità.     Naturalmente sappiamo bene che questi elementi, finora analizzati, non sono sufficienti per far sentire felice una persona. Altre voci concorrono a determinare tale stato, come l’intelligenza emotiva, la serenità, l’empatia, la gioia di vivere e ricercare il benessere psico-fisico, l’altruismo, i momenti che ci possano donare gioia e continue positive emozioni positive.     Ma, alla base di tutti questi fattori, permane la capacità di vivere in modo ottimistico la vita.    <strong>E le persone pessimiste, che possibilità hanno di vivere una vita felice? </strong> Hanno a mio avviso le stesse possibilità che hanno le altre persone, quelle più ottimiste, a patto di sviluppare una piena consapevolezza e di essere disposte a imparare l’ottimismo, così come mirabilmente spiegato, nel suo illuminante saggio dal titolo Imparare l’ottimismo, Seligman, uno dei principali attori e sperimentatori dell’ottimismo appreso.       Quindi vorrei consigliare a tutti voi di migliorarvi continuamente nei diversi ambiti della vostra vita, e di elevarvi continuamente come creature.  Cercate quindi di essere sempre, nei limiti del possibile, la miglior persona che potete essere: gentile, calma, allegra, socievole, leale, sincera, pacata, ragionevole, ottimista, solidale, intraprendente, tollerante, curiosa, simpatica e altruista.      Potrete, a questo punto, se davvero lo vorrete, intraprendere quel cammino, certamente impegnativo, ma non impossibile, per apprendere l’ottimismo e sviluppare nel contempo tutte quelle condizioni che vi permettono di vivere in modo più completo la vostra avventura, liberandovi anche dei numerosi condizionamenti ricevuti nell’infanzia, che vi impediscono di godervi in modo pieno e autentico la vostra preziosa esistenza.      <strong><em> </em></strong> <strong><em> </em></strong> <strong><em>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/mu22bo">Giovanni  Raimondi</a></em></strong> Autore di <a href="http://tinyurl.com/mu22bo">“Il  Potere  dell’Ottimismo”</a> Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai <a href="../miglioramento-personale/?feed=rss2">Feed   RSS</a> L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://tinyurl.com/46vvvz">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Rapporti d&#8217;amicizia -L&#8217;invidia può guastarli!</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 21:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un guest post di  Marina Roveda Autrice  di  “Le regole dell’amicizia”
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di  <a href="http://tinyurl.com/nfnve3">Marina Roveda </a>Autrice  di  <a href="http://tinyurl.com/nfnve3">“Le regole dell’amicizia”</a></p>
<h2>Come l’invidia può guastare i rapporti di amicizia</h2>
<p>Inutile negarlo: a tutti <strong>l’erba del vicino sembra sempre più  bella</strong>, e molti di noi spesso desiderano ciò che non hanno. Ma  chi si rode finisce quasi sempre col fare più danno a se stesso che  all’oggetto del suo malanimo, <strong>condannandosi suo malgrado alla  solitudine.</strong> Il fatto è che quasi <strong>nessuno ammette volentieri di essere  invidioso</strong>, perché se l’invidia era e rimane uno dei sentimenti  più antichi e diffusi al mondo, ancora oggi continua ad essere <strong>oggetto  di riprovazione sociale</strong>. <span id="more-1296"></span> Molti si sforzano di dissimularla  mascherandola dietro strategie difensive, ma non sempre la recita viene  bene.  D’altronde è risaputo che <strong>tanti rapporti d’amicizia finiscono  perché uno dei due è invidioso dell’altro</strong>, e i motivi possono  essere infiniti: aspetto fisico, qualità umane, capacità intellettive,  storia personale, famiglie, denaro.  Un esempio è la famosa <strong>invidia matrimoniale fra coppie</strong>,  un meccanismo che scatta nelle occasioni di confronto. Ci si può  invidiare di tutto, dalla casa elegante e confortevole al tipo di vita  sociale, dall’intesa coi rispettivi partner alle possibilità economiche  per crescere i figli. E <strong>il livello di invidia matrimoniale  cresce di pari passo col proprio grado di insoddisfazione.</strong> <strong> </strong> Talvolta l’invidia può pervadere a tal punto la personalità di chi ne  soffre da diventare una vera e propria forma di <strong>patologia </strong>del  suo carattere, <strong>un tarlo bruciante</strong> che è sempre al  lavoro, da cui purtroppo diventa complicato liberarsi.  Ecco allora che scattano <strong>le critiche nei confronti  dell’invidiato</strong>, gli allontanamenti ingiustificati,  l’indifferenza o <strong>la svalutazione dei suoi successi </strong>per  farlo sentire scontento di sé; non mancano le manifestazioni di falsa  umiltà per dimostrare la mancanza di interesse verso ciò che l’invidioso  vorrebbe ma non riesce a ottenere, o <strong>gli episodi di depressione</strong> dopo aver preso coscienza che la distanza fra se stessi e l’invidiato è  incolmabile.  Di solito chi è colpito così profondamente ed emotivamente  dall’invidia <strong>ha un livello di autostima molto basso</strong>,  dovuto allo scarso affetto e alla scarsa sicurezza ricevuti durante  l’infanzia, che lo spinge a ritenersi sempre meno fortunato degli altri.  Ciò gli impedisce di <strong>fermarsi ad ascoltare ciò che l’invidia  ha da dirgli</strong>, trasformandola in una piattaforma dalla quale  spiccare nuovamente il volo, dunque in <strong>uno dei più potenti  motori di autopromozione e rilancio</strong>.  Questo significa accettare l’idea che gli amici ottengono quello che  vogliono non solo perché la sorte gli è stata favorevole, ma anche  perché hanno lavorato sodo per raggiungere i loro obiettivi. Di  conseguenza, sebbene ci siano delle eccezioni, <strong>i loro percorsi  possono diventare un modello da seguire</strong>.  Basta tirare fuori un sano ottimismo e la propria forza interiore per  <strong>trasformare l’invidia da negativa in positiva</strong>, da  distruttiva in costruttiva, <strong>da maligna in benigna,</strong> che  poi è la più bella, in quanto rilancia e spinge verso l’alto.  Il nostro amico meritava o no la promozione che noi tanto  desideravamo? E se sì, per quali competenze che noi non avevamo? Il  passo successivo potrebbe essere tentare di acquisire quello stesso  livello di competenze, per poter <strong>puntare a propria volta ad un  avanzamento</strong>.  Se invece la promozione dell’amico risulta una  vera ingiustizia, allora l’energia liberata dall’invidia può essere  utilizzata per cominciare a cercarsi un altro datore di lavoro, sperando  che sia più equo.  In altri casi, ci si potrebbe semplicemente rendere conto che l’amico  invidiato ha realizzato obiettivi molto al di là delle nostre  possibilità attuali.  Quando accade ciò, il cammino da percorrere è  lungo, ma può giovare ricordarsi che <strong>ogni lungo percorso è  punteggiato da tappe intermedi</strong>e, che possono diventare  traguardi possibili.  E se invece balza all’occhio che proprio si sta inviando un amico che  non potrà mai essere raggiunto? <strong>L’estremo rimedio, in questa circostanza, è smettere di  frequentare </strong>chi rappresenta per noi una continua e infruttuosa  fonte di dolore… sia per il bene nostro che per il suo!</p>
<p>Siete d’accordo?</p>
<p>A cura di<a href="http://tinyurl.com/nfnve3"> Marina Roveda</a> Autrice di<a href="http://tinyurl.com/nfnve3"> “Le regole  dell’amicizia”</a></p>
<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Fattore Q -ovvero il salto quantico!Come utilizzarlo al meglio?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 00:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisica quantistica]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
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		<category><![CDATA[pnl]]></category>
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		<description><![CDATA[Un Guest Post di  Alberto Lori 
 Come Utilizzare al meglio il Fattore Q.


 
Nella nostra ultima chiacchierata sul blog ho cercato di far capire che ciascuno di noi non è il modello creato dal cervello in virtù delle proprie attitudini genetiche e del personale programma culturale. 

Il modello è solo una piattaforma di partenza. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Guest Post di <a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr"> Alberto Lori </a></p>
<p><strong> Come Utilizzare al meglio il Fattore Q.</strong></p>
<p><strong><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/02/FISICA-QUANTISTICA-DALLA-PNL-ALLA-QUANTISTICA1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1268" title="FISICA-QUANTISTICA-DALLA-PNL-ALLA-QUANTISTICA" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/02/FISICA-QUANTISTICA-DALLA-PNL-ALLA-QUANTISTICA1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<h2><strong> </strong></h2>
<p>Nella nostra ultima <a href="http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/sono-i-vostri-pensieri-a-controllare-l%e2%80%99ambiente-o-viceversa/">chiacchierata</a> sul blog ho cercato di far capire che ciascuno di noi non è il modello creato dal cervello in virtù delle proprie attitudini genetiche e del personale programma culturale.<strong> </strong><br />
<span id="more-1261"></span><br />
<strong>Il modello è solo una piattaforma di partenza. Noi siamo molto di più! </strong>Di conseguenza, dovremmo capire che abbiamo la capacità di interrompere il programma automatico messo in atto dal cervello.</p>
<p>Nel mio nuovo <strong>ebook</strong> <strong>“<a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr">Dalla pnl alla Quantistica”</a></strong>, grazie alla nuova visione di noi stessi e del mondo fornitaci dalla fisica quantistica, descrivo i <strong>modi e i mezzi per spegnere alcuni geni del nostro patrimonio genetico e accenderne altri</strong>, per disattivare certi circuiti neurali e attivarne altri, in una parola <strong>per cambiare ciò che di noi non ci piace! </strong></p>
<p>Se davvero vogliamo cambiare la nostra realtà, dobbiamo prepararci al <strong>fattore Q, ovvero il salto quantico!</strong></p>
<p>Che cos’è? Molteplici possibilità di realtà coesistono nello stesso momento, dalle più improbabili alle più possibili.</p>
<p>Ebbene, quello che in meccanica quantistica è definito salto quantico è il salto che un elettrone compie da un orbitale all’altro, rilasciando un quantitativo di energia, un quantum appunto.</p>
<p>Dal punto di vista della psicologia quantistica, significa <strong>cambiare stato emozionale non in funzione di ciò che accade, ma di ciò che vogliamo che accada</strong>, indipendentemente dalla casualità degli eventi. Significa avere piena consapevolezza di ciò che si prova sul piano emozionale. In ambito di realtà olistica vuol dire anche <strong>compiere un salto da una realtà a un’altra</strong>, cosa che peraltro avviene in occasione di eventi improvvisi che cambiano la nostra vita.</p>
<p>Non posso nell’ambito ristretto del blog dilungarmi e spiegare in modo particolareggiato i modi grazie ai quali è possibile utilizzare al meglio il fattore Q. Per fortuna c’è l’<a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr">ebook </a>che è in grado di rispondere a tutte le vostre domande.</p>
<p>Come <strong>allievo dei più importarti formatori del mondo</strong> – da Bandler a Robbins, da Martina e Re a Ramtha – e <strong>come formatore</strong>, sono partito dalle tecniche della pnl per arrivare alle strategie proposte dalla psicologia quantistica, tracciando le linee basilari di una <strong>nuova scienza dell’uomo che può ben definirsi come “Fisica del Cambiamento”</strong>.<strong> <a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr">Leggetelo</a>, </strong>poi, se volete, ne discuteremo insieme.</p>
<p><strong>A cura di <a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr">Alberto Lori</a></strong></p>
<p>Autore di “<a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr">Dalla PNL alla Quantistica</a>”</p>
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<p>L’articolo tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Sono i vostri pensieri a controllare l’ambiente o viceversa?</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 20:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisica quantistica]]></category>
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		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[pnl]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia quantistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest Post di  Alberto Lori 
Il fattore Q – il risveglio della coscienza (prima parte)


Vi siete mai chiesti se è l’ambiente che controlla i vostri pensieri o se sono i vostri pensieri a controllare l’ambiente?
Pensateci bene perché se la vostra vita è routinaria, vi alzate dal letto sempre alla stessa ora, vi lavate i [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Guest Post di <a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr"> Alberto Lori </a></p>
<p><strong>Il fattore Q – il risveglio della coscienza (prima parte)</strong></p>
<p><strong><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/02/PNL-FISICA-QUANTISTICA.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1255" title="PNL-FISICA-QUANTISTICA" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/02/PNL-FISICA-QUANTISTICA.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong>Vi siete mai chiesti se è l’ambiente che controlla i vostri pensieri o se sono i vostri pensieri a controllare l’ambiente?</strong></p>
<p>Pensateci bene perché se la vostra vita è routinaria, vi alzate dal letto sempre alla stessa ora, vi lavate i denti sempre allo stesso modo, mangiate a colazione sempre le stesse cose, fate sempre lo stesso tratto di strada per andare al lavoro e via dicendo, non c’è dubbio che avete lasciato la guida della vostra vita ai vostri programmi inconsci, a un automatismo invariabile.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>E ancora: </strong>chiedetevi perché a determinati stimoli dell’ambiente (un automobilista vi fa le corna dal finestrino della sua auto che vi supera sulla destra, un tizio cerca di occupare il vostro posto mentre siete in fila davanti alla cassa del cinema, un compito impegnativo, ecc.) rispondete sempre con lo stesso comportamento ovviamente riferito a quel particolare stimolo.<br />
<span id="more-1249"></span><br />
Chiedetevi anche perché commettete sempre gli stessi sbagli, perché coltivate sempre le stesse relazioni che riconoscete sbagliate, perché vi cacciate sempre nei guai. La risposta è sempre la medesima: state rispondendo al modello di realtà che avete mappato nel cervello. Il cervello stesso è una fedele registrazione del vostro passato, quel passato che continua a condizionarvi senza permettervi di crearvi un vero futuro.</p>
<p>Il vostro modello di realtà rappresenta l’esatta impronta digitale impressa nelle reti neurali del vostro cervello dalle attitudini genetiche ereditate dai vostri genitori e dal programma culturale derivante dalle persone incontrate nel corso dell’esistenza, dei luoghi frequentati, le cose compiute, gli eventi capitati, i tempi in cui tutto ciò è avvenuto. Nello stretto ambito del vostro ambiente voi vivete in piena sicurezza, vi sentite protetti perché siete come mammiferi che hanno a cuore solo la propria sopravvivenza.</p>
<p>È chiaro che in una tale situazione non c’è progresso né crescita, anzi, al contrario, c’è rischio di un’involuzione. Ogni nostro comportamento, legandosi a un’emozione ereditata da un’esperienza del passato, diventa un condizionamento del nostro cervello emotivo, del sistema limbico che è la centrale chimica del cervello. Ogni emozione si lega a una sostanza chimica, a un neurotrasmettitore.</p>
<p>Se ogni giorno vi arrabbiate, ogni giorno vi sentite frustrati, ogni giorno vi sentite stressati, depressi, c’è un organo del sistema limbico, l’ipotalamo, che secerne una specifica sostanza per ciascun’emozione che poi l’ipofisi, altro organo del mesencefalo, provvede, attraverso il flusso sanguigno, a far giungere ai recettori delle cellule del corpo. Se la pioggia di questi particolari ormoni è continua, succederà che, quando la cellula si dividerà, formando una cellula figlia, questa avrà un maggior numero di recettori sensibili a quelle sostanze chimiche e meno recettori per le vitamine, i minerali, le sostanze nutritive.</p>
<p>Non solo: nel nostro cervello le reti neurali si attivano nel compiere una determinata azione, ma anche immaginandola.</p>
<p>Ecco, quindi, che noi siamo capaci di stressarci solo pensando a qualcosa che potrebbe avvenire e, il nostro cervello emotivo, sollecitato in tal senso, crea adrenalina e cortisolo, i due ormoni dello stress, i quali, a loro volta, rischiano di avvelenare il nostro corpo creando la malattia.</p>
<p>Forse è necessario cominciare a pensare che noi non siamo il nostro modello di realtà, siamo qualcosa di più. Siamo in grado di spegnere alcuni geni del nostro patrimonio genetico e di accenderne altri, di spegnere certi circuiti neurali e di accenderne altri, in una parola possiamo cambiare.</p>
<p><strong>Come?</strong> C’è qualcosa che ci differenzia dagli animali, dai nostri compagni di viaggio sul cammino evolutivo. Noi soli siamo in grado di osservare, i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre azioni e di esserne consapevoli.</p>
<p>Chi è che osserva: il cervello? Impossibile, il cervello è soltanto un organo del corpo umano. La mente? Nemmeno, la mente è ciò che fa il cervello, è il cervello in azione. E allora?</p>
<p>Il nostro osservatore è la coscienza, quell’aspetto immateriale di noi stessi che usa il corpo e il cervello e quando quella forza vitale manipola quei tessuti noi produciamo diversi livelli di mente. La coscienza è per definizione consapevolezza, la consapevolezza di qualcosa, di noi stessi, di noi stessi nell’ambiente. Soltanto quando siamo consapevoli possiamo effettuare dei cambiamenti nella nostra architettura neurale e nella nostra chimica interna.</p>
<p>A cura di <a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr">Alberto Lori</a></p>
<p>Autore di “<a href="http://tinyurl.com/yjy5ndr">Dalla PNL alla Quantistica</a>” e “<a href="http://tinyurl.com/y8qht8g">Riequilibra le Tue Emozioni</a>”</p>
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		<title>Come farsi benvolere dagli altri ???</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 18:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[Amicizia Online]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento positivo]]></category>
		<category><![CDATA[regole dell'amicizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di  Marina Roveda Autrice di  “Le regole dell’amicizia”
Avete mai notato che ci sono persone sempre apprezzate, desiderate, invitate, mentre altre rimangono loro malgrado al palo? Vi siete mai chiesti qual è la ragione che rende così desiderabile la loro compagnia?

Se pensate che ciò riguardi l’aspetto fisico, il carisma o il talento, vi [...]


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</ol>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di  <a href="http://tinyurl.com/nfnve3">Marina Roveda </a>Autrice di  <a href="http://tinyurl.com/nfnve3">“Le regole dell’amicizia”</a></p>
<p>Avete mai notato che ci sono persone sempre apprezzate, desiderate, invitate, mentre altre rimangono loro malgrado al palo? Vi siete mai chiesti qual è la ragione che rende così desiderabile la loro compagnia?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1082" title="regole-amicizia-come-farsi-benvolere" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/10/regole-amicizia-come-farsi-benvolere.jpg" alt="regole-amicizia-come-farsi-benvolere" width="218" height="300" /></p>
<p>Se pensate che ciò riguardi l<strong>’aspetto fisico</strong>, il <strong>carisma </strong>o il <strong>talento</strong>, <strong>vi sbagliate. </strong></p>
<p>La realtà è che queste persone possiedono un interessante mix di attitudini interiori, che non sono necessariamente innate, ma che con un po’ di buona volontà si possono benissimo imparare. Vediamole insieme.</p>
<p><strong>Capacità di ascolto</strong>. Chi è ricercato dagli altri sa ascoltare e capire i propri interlocutori prima di intervenire, facendoli sentire accolti, compresi e liberi di esprimersi. Dimostra apertura e interesse nei loro confronti, capisce cosa esprime il loro corpo e lo asseconda: magari il tono di voce con cui sta parlando è troppo alto, e crea imbarazzo alla controparte, dunque lui vi pone rimedio.<br />
<span id="more-1069"></span></p>
<p><strong>Atteggiamento rilassato</strong>. La persona ricercata e benvoluta possiede un profondo equilibrio interiore in grado di rasserenare chi ha davanti. Affronta i problemi in maniera risoluta, ma senza mai drammatizzare. Si interessa agli altri senza invaderli, dice loro cosa pensa ma non li mette in imbarazzo, li coinvolge ma non li opprime.</p>
<p><strong>Flessibilità.</strong> Pur senza accettare il comportamento altrui in maniera acritica, chi si rapporta correttamente con gli altri ha la forza e l’intelligenza di fare un passo indietro se la situazione lo richiede, specie quando capisce che la propria condotta non contribuisce a creare un clima disteso, sereno e positivo.</p>
<p><strong>Positività.</strong> Un’altra caratteristica delle persone che hanno più successo nelle relazioni sociali sono quelle che vedono sempre il bicchiere “mezzo pieno”, lasciando quello “mezzo vuoto” a chi preferisce disperarsi. Così facendo, grazie al loro esempio e alla loro energia, riescono ad aiutare agli altri a compiere un piccolo passo in avanti verso la loro realizzazione.</p>
<p><strong>Sono assolutamente da evitare,</strong> invece, l’eccessiva insistenza nella richiesta di attenzioni con provocazioni gratuite o esibizionismi, che possono allontanare gli altri, nonché l’abitudine di far sentire in colpa o a disagio chi ci parla con musi, bronci, lamenti o capricci infantili. In questa maniera, anziché rendere desiderabile la propria compagnia, si ottiene l’effetto esattamente contrario.</p>
<p>Siete d’accordo con me? Aspetto un vostro commento!</p>
<p>A cura di<a href="http://tinyurl.com/nfnve3"> Marina Roveda</a></p>
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		<item>
		<title>Come si  fa a guadagnare online? La Verità di Italo Cillo il &#8220;guru&#8221; del guadagno online</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 02:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
		<category><![CDATA[crescita finanziaria]]></category>
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Bella  domanda!  
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<p><strong>Bella  domanda! <img src='http://crescitaattiva.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Con tutte le informazioni contrastanti che si sentono in giro, a volte viene il dubbio che sia davvero possibile guadagnare con internet.</p>
<p>Per fortuna  qualcuno ha fatto un po&#8217; di luce!</p>
<p>Finalmente tutta la verità sul guadagnare online, senza fronzoli o falsi miti, nel nuovo video seminario gratuito di Italo Cillo <a href="http://www.cerchiaristretta.it/video?aff_id=11">Guadagnare online con le tue  passioni? Tutta la verità!</a>.</p>
<p>Ce n&#8217;era  proprio bisogno! Ci sono in giro troppe informazioni errate o fuorvianti.</p>
<p>E c&#8217;è anche  il rischio che passi in secondo piano una straordinaria opportunità, già reale  e a portata di mano: <strong>l&#8217;infomarketing.</strong></p>
<p><span id="more-1061"></span></p>
<p>Anzi questa è la vera grande opportunità del prossimo decennio, in cui gli acquisti su internet saranno sempre più all&#8217;ordine del giorno. Chi sarà già pronto, ovviamente, avrà maggiori opportunità di business!</p>
<p>L&#8217;infomarketing,  in pratica, consiste nel vendere <strong>informazioni</strong> via web, sotto forma di  infoprodotti.</p>
<p>Si tratta  però di informazioni su di un campo in cui devi essere tu stesso <strong>appassionato e competente</strong> e che  ovviamente interessi qualcuno.</p>
<p>Per il  resto, hai massima libertà di azione, a partire dalla creazione dei tuoi<strong> infoprodotti</strong>.</p>
<p>Questi,  infatti, sono molto versatili e puoi modellarli a tuo piacimento o a seconda  delle necessità.</p>
<p>Può  trattarsi di un e-book, oppure di un file audio mp3, oppure ancora di un video  o di una conferenza.</p>
<p>E anche  tutte di una o più di queste cose assieme. <img src='http://crescitaattiva.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A patto di  offrire un contenuto di vero valore, hai davanti la <strong>migliore occasione per  guadagnare realmente bene online.</strong></p>
<p><strong>Ma non è  solo un modo straordinariamente efficace, è anche un modo </strong>estremamente creativo, piacevole e soddisfacente che ti permette di guadagnare “costringendoti” ad occuparti delle tue passioni.</p>
<p>Per questo è importante sgombrare il campo dai falsi miti: perché con le straordinarie possibilità offerte dall&#8217;infomarketing non è proprio il caso di perdere tempo  e occasioni a causa di informazioni inesatte.</p>
<p>Trovi tutta  la verità su  come <strong>trasformare le tue  passioni in una professione soddisfacente e remunerativa </strong>nel nuovo video  seminario gratuito di Italo Cillo <a href="http://www.cerchiaristretta.it/video?aff_id=11">Guadagnare  online con le tue passioni? Tutta la verità!.</a></p>
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		<title>Come la capacita&#8217; di perdonare, ha il magico potere di farci star bene</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 22:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psico-fisico]]></category>
		<category><![CDATA[capacita' di perdonare]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di Giovanni Raimondi
Come raggiungere il benessere psico-fisico con il perdono


Molto spesso quando parliamo di benessere psico-fisico, di serenità, di  atteggiamenti improntati su positività ed ottimismo, ci soffermiamo a considerazioni e riflessioni che hanno come presupposto l’essere disposti a cambiare il nostro modo di pensare, di agire, di rapportarci alle persone e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/mu22bo">Giovanni Raimondi</a></strong></p>
<p><strong>Come raggiungere il benessere psico-fisico con il perdono</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-984" title="ottimismo-positivita-felicita-benessere" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/09/ottimismo-positivita-felicita-benessere.jpg" alt="ottimismo-positivita-felicita-benessere" width="300" height="225" /><br />
</strong></p>
<p>Molto spesso quando parliamo di benessere psico-fisico, di serenità, di  <strong>atteggiamenti improntati su positività ed ottimismo</strong>, ci soffermiamo a considerazioni e riflessioni che hanno come presupposto l’essere disposti a cambiare il nostro modo di pensare, di agire, di rapportarci alle persone e agli eventi della vita, al fine di recuperare benessere psico-fisico e serenità. Solo raramente ci soffermiamo ad evidenziare determinati argomenti che ancora prima di questi, sono essenziali per aprirci nuovamente la strada alla riconquista del buonumore e del buon vivere.</p>
<p>Uno di questi argomenti è senz’altro rappresentato dalla <strong>capacità di  superare le difficoltà e le sofferenze</strong> del passato con l’aiuto del potere e della capacità di perdonare. Ebbene, si, il perdono quale primaria virtù dell’essere umano per tornare a star bene con noi stessi, con le altre persone, e conseguentemente riappropriarci del nostro prezioso benessere psico-fisico. Ritengo che la forza di una persona risponda a questa mirabile virtù umana. Perdonare significa anche dimenticare le ferite del passato, e nel contempo essere più tolleranti con noi stessi e con gli altri.</p>
<p>Solo se sapremo disincagliarci dalle sofferenze del passato causate da vecchi rancori, da offese ricevute in passato, potremo riportarci sulla strada di un autentico benessere.<br />
<span id="more-982"></span><br />
<strong>Il perdono</strong>, e più precisamente la capacità di perdonare, ha il potere magico di farci star bene e di riaprire in modo sereno e armonico i rapporti con le altre persone, e di prevenire tutta una serie di malesseri e patologie di tipo Psicosomatico. D’altra parte chi di noi in passato non ha mai subito torti e ingiustizie?</p>
<p>Perdonare non va inteso come molti pensano come atto di debolezza, viceversa come dicevo è una pregevole e forse oggi più che mai, anche rara virtù. Ma è anche e soprattutto un formidabile strumento che ci consente di aprire un ponte che ci permette a sua volta di abbandonare la via del malessere per intraprendere quella più ambita di un completo benessere e di una ritrovata piena armonia tra mente, corpo ed ambiente esterno.</p>
<p>In tal modo riusciremo senz’altro a star bene, per riappropriarci di pace e serenità, requisiti essenziali che riaprono le porte al benessere completo della persona. Difatti che prospettive ci si presentano quando si rimane ostaggi di odio, rancore, ostilità?</p>
<p>Se ci soffermiamo un attimo riflettere su questo punto, scopriremo che è davvero necessario liberarci da questi tormenti mentali per riorientarci sulla via del <strong><em>ben-essere </em>e del <em>buon-vivere</em></strong>.</p>
<p>Il passo successivo sarà quello di modificare ulteriormente il corso dei nostri pensieri e riacquisire benessere e felicità, e dispensando buon umore e perché no, anche apprendere un modo di gestire i pensieri improntato ad un sano ed equilibrato ottimismo.</p>
<p>Ritengo oltremodo importante l’argomento di oggi, e direi che lo potremo ascrivere nel ben più ampio contesto del recupero della <strong><em>Psicologia  del benessere.</em></strong></p>
<p>D’altra parte se non si è disposti a fare un cambiamento di rotta che comunque richiede un atto di volontà, che comporta in primis il fatto di liberarci una volta per tutte di pesanti e negative zavorre mentali, nonché operare una radicale reimpostazione dei nostri comuni modi di pensare e rapportarci alle altre persone, come riusciremo a ritrovare il gusto di vivere con gioia e serenità la nostra avventura della vita?</p>
<p>Queste considerazioni ci riportano su un argomento che mi sta molto a cuore: il rapporto psiche &#8211; soma, o se vogliamo, mente corpo. A tale proposito ricordo quanto scritto in un saggio libro, in quarta di copertina, dal noto medico ed endocrinologo <strong>Dr. Deepak Chopra dal titolo “Benessere  totale”:</strong></p>
<p><em>“Il benessere totale risulta dalla perfetta armonia tra corpo e mente che sono tra loro interagenti, riproponendo un concetto della fisica quantistica in cui materia ed energia sono realtà intercambiabili.”</em></p>
<p>Considerazioni che condivido pienamente.</p>
<p>Come si può pensare di star bene ed in piena armonia se si è imprigionati da  vecchie ferite, torti subiti, rancori, ecc?</p>
<p>Ecco perché la capacità di perdonare rappresenta una sorta di liberazione e purificazione di corpo e mente, e che avvertiamo a livello di ritrovata pace del cuore, una pace che ci aiuta a toglierci quelle tensioni che ingabbiano il nostro benessere, i nostri sentimenti, le nostre intime emozioni.</p>
<p>Desidero ora suggerire cinque semplici consigli che, <strong>con l’aiuto  della forza</strong> <strong>del perdono</strong>, ci possono far riacquistare  un prezioso stato di benessere psico-fisico e di serenità:</p>
<p><em> &#8211; Dimenticare i torti del passato e focalizzarsi sul presente </em></p>
<p><em> &#8211; Diventare maggiormente tolleranti con sé stessi e con gli  altri</em></p>
<p><em> &#8211; Sapersi assolvere dai complessi di colpa</em></p>
<p><em> &#8211; Saper essere più concilianti anche con le persone che in passato ci </em><br />
<em> hanno procurato torti ed offese</em></p>
<p><em> &#8211; Aprirsi amorevolmente alle altre persone, ascoltando maggiormente la </em><br />
<em> Voce del cuore </em></p>
<p>Riuscire a perdonare, infine significa <strong>riaprire le porte alla  pace</strong> e all’armonia del cuore e della mente, ritornando a vivere con serenità ed equilibrio, al fine di poter progredire nel cammino della vita.</p>
<p>Potete quindi fermarvi un attimo a riflettere, pensando anche alle persone che non si sono comportate bene nei vostri confronti. Potete decidere di essere più tolleranti, di perdonare, di lasciar correre i torti del passato.</p>
<p>Perdonare significa sanare le ferite del passato, riallineando così la vostra intima energia, lasciando che essa sprigioni tutto il proprio potere terapeutico. Perdonare significa in definitiva <strong>ritornare a  vive</strong><strong>re</strong> con maggior serenità, equilibrio e completo benessere  psico-fisico.</p>
<p>Un saluto a tutti</p>
<p><strong><em>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/mu22bo">Giovanni Raimondi</a></em></strong>,<br />
Autore di <a href="http://tinyurl.com/mu22bo">“Il  Potere dell’Ottimismo”</a></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Grandi Amicizie? come coltivarle con &#8220;Le Regole dell&#8217;Amicizia&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 17:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[amicizie soddisfacenti]]></category>
		<category><![CDATA[regole dell'amicizia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post d<a href="http://tinyurl.com/nfnve3">i  <em><strong>Marina Roveda</strong></em></a></p>
<p><strong>&#8220;Come coltivare delle amicizie soddisfacenti&#8221;</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://tinyurl.com/nfnve3"><img class="alignnone size-full wp-image-946" title="amicizia-regole-amicizia-ebook" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/08/amicizia-regole-amicizia-ebook.jpg" alt="amicizia-regole-amicizia-ebook" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></em></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p>In linea generale, le grandi amicizie nascono sempre quando noi, interiormente, siamo pronti ad accoglierle: una parola, uno sguardo d’intesa, una risata che all’improvviso ci rivela che quella persona è simpatica, interiormente ricca, pronta a dare e a ricevere, ed è fatta. Abbiamo compiuto il primo, fondamentale passo in avanti che ci permette di entrare in relazione con gli altri. Ma questo è sufficiente? No, perché poi occorrono spazio e tempo per coltivare il rapporto che è appena nato. Cosa peraltro sempre più difficile, visto che molti di noi conducono esistenze con l’acceleratore a tavoletta. Riuscirci, comunque, non è impossibile. Basta metterci tanta buona volontà, oltre a conoscere e applicare alcuni segreti. Ve li svelo uno a uno.<br />
<strong>Tolleranza</strong>= questo è un sentimento da usare su tutti i fronti, dalla sfera pratica a quella emotiva. Chi è rigido e inflessibile, difficilmente può costruire buone amicizie. D’altronde gli amici servono anche a questo: a offrirci nuove occasioni per cambiare, trovando quel nuovo equilibrio dentro di noi che nasce dal confronto con opinioni e atteggiamenti diversi da quelli che ci caratterizzano.<br />
<span id="more-942"></span><br />
<strong>Empatia</strong>= significa calarsi nel ruolo dell’altro, immaginarsi quello che lui sta vivendo. Condividere la sua gioia, se è nel bel mezzo di<span> </span>un’appassionata storia d’amore, o se ha appena ricevuto una promozione. Dargli il nostro appoggio quando sta attraversando un momento delicato. Oppure camminare per tre lune nei suoi mocassini prima di giudicarlo, come recita un motto degli indiani d’America.</p>
<p><strong>Lealtà</strong>= vuol dire trovare il coraggio di parlare apertamente quando c’è qualcosa che non funziona, o se il nostro amico fa delle scelte che con condividiamo, pur restando comunque dalla sua parte. Essere sempre d’accordo, infatti, è impossibile, anche se questo non intacca l’affetto che proviamo nei suoi confronti. Quanto ai conflitti, si possono smorzare se si comprende che le differenze di idee raramente riguardano ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ma sono un riflesso di ciò che siamo come individui.Perché sono proprio le amicizie a darci ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno: qualcuno che ci accetti per quello che siamo.</p>
<p><strong>Disponibilità</strong>= essere amici di qualcuno significa mettere da parte il nostro irrefrenabile bisogno di scaraventare addosso all’altro tutti i nostri problemi, parlando solo di noi durante gli incontri o le telefonate: dei problemi di coppia, del collega che non sopportiamo più, della macchina che non funziona, e forse dovremo comprarne una nuova e così via. L’amico ascolta,<span> </span>e certo l’ascolto empatico è importantissimo in un legame d’amicizia. Ma se questo accade puntualmente, allora il rapporto diventa sbilanciato, a senso unico, perché lo scambio e il confronto non esistono più.<br />
<strong>Allegria</strong>= la risata è il contesto ideale per l’amicizia, per questo condividerla è straordinario: ci permette di divertirci nei momenti buoni, e ci dà un po’ di forza in quelli negativi, spingendoci a sdrammatizzare. Una risata condivisa con gli amici è sempre più dolce.</p>
<p><a href="http://tinyurl.com/nfnve3"><img class="alignnone size-full wp-image-947" title="regole-amicizia-ebook-bruno-editore" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/08/regole-amicizia-ebook-bruno-editore.jpg" alt="regole-amicizia-ebook-bruno-editore" width="270" height="400" /></a></p>
<p>come scrivo anche nel mio ebook, le amicizie totali, possessive, in cui nessuno dei due può mantenere gli spazi per i propri hobby e nemmeno frequentare altre persone, rispondono alle fasi evolutive dell’adolescenza. Poi, da adulti, i legami devono essere più elastici, perché è proprio la libertà che rende possibile la continuità. In caso contrario, c’è il rischio di sentirsi in gabbia e di fuggire quanto prima a gambe levate.<br />
dopotutto, il dono più grande che possiamo farci reciprocamente è quello di “esserci”, specie quando l’altro è in crisi.<br />
E voi, cosa ne pensate? Fatemi sapere le vostre esperienze!</p>
<p><a href="http://tinyurl.com/nfnve3"><em><strong>A Cura di Marina Roveda,</strong></em></a><br />
Autrice di<a href="http://tinyurl.com/nfnve3"> </a><a href="http://www.autostima.net/raccomanda/le-regole-dell-amicizia/">“Le Regole dell’Amicizia”</a></p>
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<p>L’articolo tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it">www.giacomobruno.it</a></p>
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