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	<title>Crescita Attiva &#187; Programmazione aziendale</title>
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	<description>Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale</description>
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		<title>Con la pianificazione aziendale e il budget vedi dove ti dirigi !</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 22:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Budget]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220; Il progetto non è nulla, ma la pianificazione è tutto &#8221; Dwight D. Eisenhower Ex presidente degli Stati Uniti d’America &#8211; E questo è vero sia per le imprese che per le battaglie . E&#8217; sempre possibile beneficiare di una buona pianificazione sia a lungo termine che con altri strumenti a breve . Lo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;<em> Il progetto non è nulla, ma la pianificazione è tutto</em> &#8221; </strong><br />
Dwight D. Eisenhower Ex presidente degli Stati Uniti d’America &#8211; <strong> </strong></p>
<p><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/pianificazione-aziendale-budget-business-plan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3955" title="pianificazione-aziendale-budget-business-plan" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/pianificazione-aziendale-budget-business-plan.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>E questo è vero sia per le imprese che per le battaglie .</p>
<p>E&#8217; sempre possibile beneficiare di una buona pianificazione sia a lungo termine che con altri strumenti a breve .</p>
<p>Lo scopo della pianificazione aziendale è ottimizzare la propria attività: entrate ed uscite pianificate, una migliore gestione, lavoro di squadra, collaborazione, monitoraggio dei risultati anche per arrivare a migliorare le produzioni .</p>
<p><span id="more-1739"></span></p>
<p><em>&#8220;Le cose buone capitano solo se sono state pianificate; le cose cattive capitano da sé&#8221;</em><br />
<strong>Crosby Philip B</strong>.</p>
<p>L’importante è limitare gli orizzonti ad obiettivi controllabili periodicamente e attribuire responsabilità specifiche.</p>
<p>Adatto a questo scopo è il <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/come-tenere-sotto-controllo-lazienda-con-il-budget/">budget </a>che rimane lo strumento base di pianificazione e conduzione nelle imprese per la programmazione e il controllo della gestione annua.</p>
<p>La preparazione annua del budget, è un momento di ragionamento a proposito delle scelte che riguardano l’azienda in vista anche dei programmi a lungo termine.</p>
<p>Proprio due giorni fa un Direttore di una piccola Azienda mi ha fatto osservare che a volte c’è chi pensa che il <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/il-budget-va-bene-per-le-piccole-imprese-per-le-grandi-o-per-tutte/">budget</a> sia qualcosa che appartenga solo agli amministrativi.</p>
<p>In realtà essi hanno un ruolo importante per la raccolta delle informazioni e per mettere insieme i numeri e permettere i giusti conteggi, ma i protagonisti per poter dare le cifre giuste sono i commerciali, i tecnici , i responsabili della produzione , oltre naturalmente alla direzione che dovrebbe dettare le linee guida per gli obiettivi che vuole ottenere .</p>
<p>La <a href="http://planconsulting.it/blog/la-pianificazione-aziendale/">pianificazione</a> annuale con il budget consentono di rilevare con trasparenza le vie verso le quali l&#8217;impresa si dirige.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di <strong><a href="http://planconsulting.it/blog/chi-sono/">Patrizio Gatti</a></strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Break Even Point- Sempre di moda nelle aziende???</title>
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		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/break-even-point-sempre-di-moda-nelle-aziende/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 09:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Budget]]></category>
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		<category><![CDATA[pianificazione aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[Punto di Pareggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Break Even Point o punto di pareggio è sempre di moda nelle aziende? Uno dei controlli che mi ha sempre appassionato è l’analisi del break even point o punto di pareggio. Anche se ormai sono decenni che se ne parla e si studia ogni suo aspetto , secondo me sono ancora troppe le aziende [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Break Even Point</strong><strong> o punto di pareggio </strong><strong> è sempre di moda nelle aziende?</strong></p>
<p>Uno dei controlli che mi ha sempre appassionato è l’analisi del<strong> break even point</strong> o<strong> punto di pareggio</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://planconsulting.it/TOPVALUE.php"></a><a href="http://planconsulting.it/TOPVALUE.php"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3524" title="punto-pareggio-software-analisi-bilancio-rating" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/punto-pareggio-software-analisi-bilancio-rating1-300x186.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a></p>
<p><span id="more-1614"></span></p>
<p>Anche se ormai sono decenni  che se ne parla e si studia ogni suo aspetto , secondo me sono ancora <strong>troppe le aziende che non considerano</strong> l’importanza di questa metodologia di  analisi  .</p>
<p>Su internet troviamo tantissimi   e validi contributi e definizioni (clicca qui per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_di_pareggio">Wikipedia.org</a>), <a href="http://planconsulting.it/TOPVALUE.php#">software </a>che ti permettono il calcolo , esistono libri ed <a href="http://tinyurl.com/54n3v2">ebook</a> che ne parlano .</p>
<p>Questo mio post è solo per ribadire che è uno  strumento prezioso anche per verificare la validità  dei prezzi di vendita , che andrebbe sempre utilizzato indipendentemente dalla dimensione aziendale .</p>
<p>Inoltre ciò che non è da sottovalutare è anche la sua forza motivazionale poiché all’inizio del periodo che vuoi prendere in esame  sai già quanto devi fatturare per  andare in pareggio.</p>
<p>In pratica  è il <strong>rapporto</strong> che esprime quanti euro occorre  fatturare nell’ esercizio  affinchè  l&#8217;azienda con i suoi costi di struttura  e con la sua<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Margine_di_contribuzione"> contribuzione</a> possa  raggiungere  un risultato economico di equilibrio.</p>
<p>Cosa ne pensi? E tu fai <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/il-budget-va-bene-per-le-piccole-imprese-per-le-grandi-o-per-tutte/">pianificazione e budget </a>nella tua azienda? Calcoli il Break Even Point nella tua impresa?</p>
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<div class="post-title">
<h1><a title="Permanent Link a Miglioramento e organizzazione:Competitivita’ e crescita! Quarta parte" rel="bookmark" href="../amministrazione-aziendale/miglioramento-e-organizzazionecompetitivita-e-crescita-quarta-parte/">Miglioramento e organizzazione:Competitivita’ e crescita! Quarta parte</a></h1>
</div>
<div class="meta">January 30, 2011 |  di <a title="Posts by Patrizio Gatti" href="../author/Patrizio/">Patrizio Gatti</a> |  <a title="View all posts in Amministrazione aziendale" rel="category tag" href="../category/amministrazione-aziendale/">Amministrazione aziendale</a>, <a title="View all posts in controllo di gestione" rel="category tag" href="../category/controllo-di-gestione/">controllo di gestione</a>, <a title="View all posts in miglioramento aziendale" rel="category tag" href="../category/miglioramento-aziendale/">miglioramento aziendale</a>, <a title="View all posts in Organizzazione aziendale" rel="category tag" href="../category/organizzazione-aziendale/">Organizzazione aziendale</a> |  <a rel="tag" href="../tag/controllo-gestione-aziendale/">Controllo gestione aziendale</a>, <a rel="tag" href="../tag/miglioramento-aziendale/">miglioramento aziendale</a>, <a rel="tag" href="../tag/organizzazione/">organizzazione</a></div>
<p>Riprendiamo l’ intervento di <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/piccola-azienda-manifatturiera-riorganizzazione-e-miglioramentointervento-tipo-i-parte/">riorganizzazione</a> aziendale descritto negli articoli precedenti andando questa volta ad  analizzare un aspetto a mio avviso molto importante e cioè la <strong>competitività</strong> come stimolo alla<a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/riorganizzazione-aziendale-miglioramento-piccola-azienda%e2%80%93coesione-e-spirito-di-gruppo-iiiparte/"><strong> crescita aziendale</strong></a> .</p>
<p><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Competizione-clima-aziendale-organizzazione-miglioramento-aziendale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3352" title="Competizione-clima-aziendale-organizzazione-miglioramento-aziendale" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Competizione-clima-aziendale-organizzazione-miglioramento-aziendale.jpg" alt="" width="300" height="282" /></a></p>
<p>Le risorse umane e la valorizzazione delle competenze personali sono  sicuramente elementi chiave per una strategia di crescita aziendale.</p>
<p><span id="more-1571"> </span></p>
<p>Se a ciò aggiungiamo un pizzico di competitività la ricetta è vincente.</p>
<p>Mi riferisco ovviamente ad una competizione “sana”, cioè a quella <strong>competizione </strong>che porta ad elaborare nuove idee, nuovi prodotti, nuovi servizi…..porta insomma alla soluzione migliore.</p>
<p>Se le persone, al contrario, sono animate da una competizione “<strong>non – sana</strong>”  si osteggiano l’ una con l’ altra, non collaborano, si rinfacciano  eventuali inefficienze con gravi ripercussioni sull’ azienda in termini  di<strong> minor efficienza e cattivi servizi</strong>.</p>
<p>Affinché si crei un ambiente di sana competitività occorre innanzitutto condividere gli <strong>obiettivi aziendali</strong>:</p>
<p>tutti dovrebbero  lavorare cercando di convergere verso un’ unico  obiettivo; monitorare i colleghi affinché si impegnino per il  raggiungimento degli obiettivi comuni; offrire il proprio contributo a  chi ne ha bisogno essendo consapevoli che i risultati maggiori si  ottengono con il <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/controllo-di-gestione-aziendaleil-sistema-dovrebbe-motivare-anche-i-collaboratori/">lavoro</a> di squadra ed infine trasformare la competitività in progettualità.</p>
<p>Solo così tutti potranno trarne benefici in primis l’ azienda che  riversa la competitività all’ esterno nei confronti dei concorrenti.</p>
<p>continua…………….</p>
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		<title>Consulenza per Miglioramento e Organizzazione: Un caso reale.3^ Parte</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 20:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo dall&#8217;articolo precedente a raccontare dell&#8217;intervento sulla riorganizzazione aziendale presso una piccola impresa Manifatturiera . Vorrei parlare di coesione e spirito di gruppo, dimensione che è risultata marcatamente positiva nell’ azienda analizzata. Un’ azienda per essere efficace ed efficiente ha bisogno di creare al suo interno un gruppo di lavoro coeso e ben affiatato. Troppo [...]
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<p><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/coesione-gruppo-aziendale-miglioramento-continuo-kaizen.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3338" title="coesione-gruppo-aziendale-miglioramento-continuo-kaizen" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/coesione-gruppo-aziendale-miglioramento-continuo-kaizen.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>Vorrei  parlare di coesione e spirito di gruppo, dimensione che è risultata marcatamente positiva nell’ azienda analizzata. Un’ azienda per essere efficace ed efficiente ha bisogno di creare al suo interno un gruppo di lavoro coeso e ben affiatato.   <span id="more-1566"></span></p>
<p>Troppo spesso infatti si cade nell’ errore di attribuire eccessiva importanza alla formazione professionale e tecnica trascurando le risorse personali di ciascun individuo appartenente all’ azienda.</p>
<p>Per creare un team di lavoro efficace non esistono ricette magiche.<br />
Occorre lavorare affinché si consolidino nel corso del tempo i rapporti e i giusti equilibri interni. Tra le diverse iniziative che si possono attuare un ruolo importante è rivestito dalla formazione del personale.</p>
<p>La formazione non è un intervento ma bensì un percorso e come tale va strutturato coinvolgendo l’ organizzazione nel suo insieme partendo però dal singolo. Nell’ intervento tipo considerato la formazione è avvenuta sul “<strong><a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/una-lezione-da-non-dimenticare-sul-miglioramento-aziendale/">miglioramento continuo</a></strong>” (Kaizen)  e sui “<a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/parliamo-di-costi-nascosti-nelle-aziende-come-si-trovano/"><strong>costi della non qualità</strong></a>” allo scopo di diminuire i costi per errori e sprechi, migliorare la qualità dei prodotti e rendere l’ ambiente di lavoro più sereno e confortevole.</p>
<p>Per il raggiungimento del <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/miglioramento-continuo-le-5s-in-azienda-il-kaizen/">miglioramento continuo</a> ci siamo  basati sul metodo delle “<strong>4M</strong>”:  -	<strong>Manodopera:</strong> persone  adeguatamente motivate hanno una produttività superiore. -	<strong>Macchine:</strong> è necessario che tutti coloro che lavorano alla produzione contribuiscano ad aumentare la produttività dei macchinari, analizzando e segnalando eventuali inefficienze. -	<strong>Materiali:</strong> è determinante segnalare ed individuare le perdite per rottamazione e difettosità.</p>
<p>-<strong> Metodi:</strong> semplificare il più possibile i metodi e le procedure lavorative eliminando le attività senza valore aggiunto.  La formazione sui  costi della non qualità è stata fatta soprattutto al <strong>reparto amministrativo </strong>allo scopo di  far conoscere i costi nascosti, ossia tutti quei costi che derivano da inconvenienti, inefficienze, non conformità ecc.</p>
<p>Ad esempio un ritardo di consegna di merce  da parte del fornitore può procurare un fermo della produzione, un reclamo di un  cliente che non si vede consegnare il lavoro in tempo può sottoporci all’ applicazione di una penale, perdite di tempo da parte del personale per sollecitare tramite telefono ,fax, e-mail i materiali in ritardo e molti altri ancora.</p>
<p>Se si cerca di colmare queste inefficienze l’ azienda può risparmiare un sacco di soldi.  Sicuramente la formazione del personale da sola può fare poco ma se viene inserita all’interno di un vero e proprio progetto offre sicuramente un grande contributo per la<strong> crescita e lo sviluppo</strong> dell’ azienda.</p>
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		<title>Consulenza per Miglioramento e organizzazione aziendale: Un caso reale &#8211; 1^ Parte</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 22:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[Organizzazione aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>

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<p><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/miglioramento-aziendale-organizzazione-impresa-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3314" title="miglioramento-aziendale-organizzazione-impresa-" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/miglioramento-aziendale-organizzazione-impresa-.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a></p>
<p>Nell’ estate 2010 siamo intervenuti in una piccola azienda manifatturiera che avvertiva la necessità di rendere la struttura più efficace ed efficiente ed il flusso produttivo più snello, <strong>meno macchinoso.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Accanto agli strumenti tradizionali di <strong><a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/a-cosa-serve-la-contabilita-analitica/">contabilità analitica,</a> <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/il-budget-va-bene-per-le-piccole-imprese-per-le-grandi-o-per-tutte/">budget</a>, previsioni e controllo degli scostamenti, abbiamo affiancato una analisi e  valutazione del clima in azienda.<br />
</strong></p>
<p><span id="more-1554"></span></p>
<p>Sono emerse interessanti osservazioni sull’ importanza della comunicazione in azienda, sulla sicurezza sul luogo di lavoro, sulla partecipazione alla vita dell’ azienda, sui rapporti con i colleghi e i superiori , sulla coesione e spirito di gruppo…..tutti aspetti che meritano qualche approfondimento.</p>
<ul>
<li><em><strong>Importanza della comunicazione in azienda<br />
</strong></em></li>
</ul>
<p>Inutile dire che oggi la comunicazione ha un ruolo essenziale non solo nei rapporti interpersonali ma anche, e soprattutto, all’ interno di qualsiasi realtà aziendale.</p>
<p>La comunicazione interna è infatti <strong>“linfa vitale”,</strong> uno strumento essenziale  per rendere l’ organizzazione efficace ed efficiente.</p>
<p>Come sostiene Domenico De Masi , “<em> l’impresa è comunicazione perchè è stata proprio la comunicazione nel lavoro a determinare la nascita dell’impresa”.</em><br />
Non è sempre facile sviluppare una buona comunicazione all’ interno dell’ azienda.</p>
<p>Ingrediente fondamentale è impegno e coesione tra tutti i componenti, dai dipendenti alla dirigenza.</p>
<p>A tale scopo è importante sviluppare due tipi di comunicazione, una comunicazione top – down, dove il flusso delle informazioni va dall’ alto verso il basso, ed una comunicazione botton – up , ossia in senso opposto, dal basso verso l’ alto.</p>
<p><strong>I</strong><strong>l massimo per un’ azienda è realizzarle entrambe.</strong></p>
<p>Per la prima è necessario organizzare spesso, magari una volta alla settimana, riunioni tra manager, collaboratori ed impiegati per renderli partecipi della vita dell’ azienda;</p>
<p>per la seconda è utile formulare questionari, incontri individuali in modo da ascoltare le esigenze e raccogliere suggerimenti.</p>
<p>Non dimentichiamoci che con internet adesso è tutto più semplice….si possono inviare e-mail, trasferire file o addirittura organizzare riunioni in linea.<br />
Non sempre tutto questo è possibile soprattutto per mancanza di tempo…..sacrificare qualche ora alla produzione sembra un sacrilegio!</p>
<p>Nel caso esaminato siamo abbastanza soddisfatti, risulta una buona comunicazione ma ci  ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento ad esempio attraverso l’ impiego di nuove metodologie ( meno cartacee e più informatizzate) che la rendono più tempestiva evitando così perdite di tempo e dimenticanze.</p>
<p>Nel prossimo articolo andremo a vedere quanto è emerso sulla sicurezza aziendale</p>
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		<title>Come un diverso posizionamento può farti ampliare il mercato!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/come-un-diverso-posizionamento-puo-farti-ampliare-il-mercato/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/come-un-diverso-posizionamento-puo-farti-ampliare-il-mercato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 12:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento-Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook Reader]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (prima parte) Solitamente, si pensa che per acquisire nuove nicchie o segmenti diversi di mercato, si debba necessariamente implementare una strategia di diversificazione dei propri prodotti/servizi. Questo, pur potendo rappresentare un’interessante strategia [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a></p>
<p><strong>Come ampliare il mercato di riferimento dei propri prodotti tramite un diverso posizionamento: l’esempio degli ebook reader (prima parte)</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Solitamente, si pensa che per acquisire nuove nicchie o segmenti diversi di mercato, si debba necessariamente implementare una strategia di diversificazione dei propri prodotti/servizi.</p>
<p><span id="more-1430"></span></p>
<p>Questo, pur potendo rappresentare un’interessante strategia aziendale, non è sempre necessario.</p>
<p>Talora potrebbe bastare modificare il posizionamento di un prodotto, inteso come offerta di quel prodotto ad un certo segmento di mercato, e legato alla risposta a determinate esigenze. Infatti, non dimentichiamoci che marketing significa risposta alle esigenze del cliente/utente.</p>
<p>Ecco un esempio in tal senso, che riconduce al tema degli ebook reader.</p>
<p>Solitamente, si pensa all’ebook reader come a un utile strumento di lettura di ebook, alternativo al più tradizionale pc, ma si stanno diffondendo nuovi usi professionali prima impensati, che hanno consentito la possibilità, evidentemente, di sviluppare, non a caso, quelle che potremmo considerare nuove nicchie di mercato.</p>
<p>In pratica, cosa hanno pensato di fare alcune imprese?<br />
Si sono rivolte ad un diverso contesto di riferimento, pensando a utilizzi dell’ebook reader, diversi dal solito.</p>
<p>Qualche tempo fa, ebbi modo di assistere ad un concerto di musica classica, e notai che il concertista non usava tradizionali spartiti cartacei, ma un <strong>ebook reader</strong>.</p>
<p>Il motivo è evidente: una serie di sicuri vantaggi, rispetto all’utilizzo degli spartiti su carta, che vanno dal non doversi portare dietro una montagna di spartiti soprattutto durante tours concertistici, all’evitare il rischio di perderli, oltre al fatto di evitare il tipico deterioramento della carta.</p>
<p>Evidentemente, il processo di digitalizzazione ha consentito il riferimento a una nicchia di mercato potenzialmente molto promettente, quella della pubblicazione digitale degli spartiti, così posizionando questo prodotto diversamente dal solito.</p>
<p>Si tratta, quindi, di una strategia di diversificazione dell’utilizzo di un prodotto, che apre nuove possibilità di mercato, tramite un suo diverso utilizzo, ma anche con riferimento a un possibile diverso posizionamento del prodotto rispetto alla domanda e al segmento di mercato, e in tal senso vedremo un’altra applicazione di questo strumento e di questa strategia nella seconda parte dell’articolo.</p>
<p><em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero   Turletti</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> <strong>Autore  di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong> <strong> </strong></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Come comportarsi se il cliente chiede addebito 10 giorni dopo la scadenza in seguito alle norme PSD per le RIBA?</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/come-comportarsi-se-il-cliente-chiede-addebito-10-giorni-dopo-la-scadenza-in-seguito-alle-norme-psd-per-le-riba/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/come-comportarsi-se-il-cliente-chiede-addebito-10-giorni-dopo-la-scadenza-in-seguito-alle-norme-psd-per-le-riba/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 18:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto banca impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Payment Services Directive]]></category>
		<category><![CDATA[PSD]]></category>
		<category><![CDATA[Riba]]></category>

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		<description><![CDATA[Psd Riba.: cosa fare se il cliente chiede addebito 10 giorni dopo la scadenza? Da quando ho pubblicato l’articolo sulle Riba e PSD , con piacere , ho ricevuto varie domande tramite e mail alle quali ho risposto in privato . Ieri invece ne ho ricevute una ed ho deciso di farne un breve articolo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Psd Riba.: cosa fare se il cliente chiede addebito 10 giorni dopo la scadenza? </strong> <strong></p>
<p><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/psd-riba-banca-impresa-payment-services-directive1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2803" title="psd-riba-banca-impresa-payment-services-directive" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/psd-riba-banca-impresa-payment-services-directive1.jpg" alt="" width="251" height="244" /></a> </strong> </p>
<p>Da quando ho pubblicato l’articolo sulle <a href="http://planconsulting.it/blog/rating/attenzione-alle-nuove-scadenze-ri-ba-per-effetto-della-direttiva-psd/">Riba e PSD</a> , con piacere , ho ricevuto varie domande tramite e mail  alle quali ho risposto in privato .  Ieri invece ne ho ricevute una  ed  ho deciso di farne un breve articolo . </p>
<p>Ecco la domanda ricevuta da Paola che mi chiede:  </p>
<p><span id="more-1400"></span></p>
<p><em>“Cosa posso rispondere ai clienti che mi chiedono di spostare il pagamento delle riba al 10 del mese successivo, adducendo come giustificazione le nuove norme di pagamento? grazie “</em></p>
<p> Ciao Paola , ciò che mi chiedi dipende anche dal rapporto che hai col cliente.  Sicuramente ci saranno dei clienti che cercheranno di sfruttare la norma PSD per guadagnare qualche giorno  di valuta ma ci sarà anche chi è meno organizzato o effettivamente ha più difficoltà a fatturare nei tempi giusti che gli permettano di poter anticiparsi le cifre per pagare i debiti tra cui il tuo.  In questi casi almeno per il periodo iniziale il debitore  ha bisogno di più tempo. </p>
<p> Secondo me non c&#8217;è una regola , la soluzione potrebbe essere che per far  abituare il cliente ad organizzarsi, gli si può concedere un <strong>periodo  transitorio</strong> esempio di 3- 6 mesi dopodichè riportare le scadenze come prima .  </p>
<p>Probabile che se tu non assecondi chi ti chiede ciò , <strong>ti rifilerà un bel insoluto</strong>.  <strong> </strong> Per chi deve ricevere il pagamento, peggiora  il suo cash flow quindi come ho già detto in <a href="http://planconsulting.it/blog/credito-bancario/psd-riba-come-evitare-gli-insoluti-dal-05-luglio-2010-in-poi/">articoli precedenti </a>occorre prevedere i futuri flussi finanziari e se è il caso ed hai la possibilità , dovresti farti rivisitare gli affidamenti in  banca , così in caso di insoluti si cercherà di rimanere il più possibile nei fidi per evitare di andare anche <strong>sconfinati</strong>.  </p>
<p>C’è da considerare anche che  La banca <strong>deve rendere disponibili le somme</strong> al cliente beneficiario che ha emesso la Ri.Ba nella stessa giornata in cui avviene il regolamento interbancario, ovvero la <strong>data  di esecuzione + 1 giorno lavorativo</p>
<p>.</strong> Quindi <strong>spariscono</strong> i <strong>&#8220;giorni banca&#8221;. </strong> </p>
<p>A questo punto ,prova a verificare nella Tua Banca cosa succederà , perchè non essendoci tutti <strong>quei giorni valuta </strong>che l&#8217; Istituto  si prendeva , per accreditarti le cifre da te anticipate sbf , si può valutare se trovare il giusto compromesso col cliente .  </p>
<p>Ciao <a href="http://planconsulting.it/blog/chi-sono/">,Patrizio Gatti</a> </p>
<p><a href="http://www.planconsulting.it/blog/feed/"> </a> Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai <a href="../feed/">Feed RSS</a> Iscriviti alla  newsletter di <a href="http://www.planconsulting.it/iscriviti-alla-newsletter.php">Planconsulting </a></p>
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		<title>PSD-Dal 05 luglio 2010,come si fa ad evitare le insolvenze delle Ri.ba?</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/rapporto-banca-impresa/psd-dal-05-luglio-2010come-si-fa-ad-evitare-le-insolvenze-delle-ri-ba/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 22:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto banca impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Payment Services Directive]]></category>
		<category><![CDATA[PSD]]></category>
		<category><![CDATA[RI.BA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 14 giugno 2010 ho ricevuto dal titolare di una azienda settore servizi questa mail che era rivolta agli uffici amministrativi della sua azienda  ed a me per conoscenza : &#8220;Vi informo che, per effetto del D.LGS. 11/2010, a decorrere dal mese di Luglio 2010 le RI.BA. non potranno essere pagate nei giorni successivi alla [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 giugno 2010 ho ricevuto dal  titolare di una azienda <strong>settore servizi </strong> questa mail che era rivolta agli uffici amministrativi della sua azienda   ed a me per conoscenza :      <a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ri.ba-psd-Payment-Services-Directive-scadenza-5-luglio-2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2714" title="ri.ba-psd-Payment-Services-Directive-scadenza-5-luglio-2010" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ri.ba-psd-Payment-Services-Directive-scadenza-5-luglio-2010.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> <em> &#8220;Vi informo che, per effetto del <strong>D.LGS. 11/2010,</strong> a decorrere dal mese di <strong>Luglio 2010 le RI.BA.</strong> <strong>non potranno essere pagate nei giorni successivi alla data di scadenza.</strong> </em> <em><strong></strong></em> <span id="more-1382"></span> <em> Ora è spesso consuetudine, per buona parte delle aziende che pagano le Ri.Ba, saldarle dopo la scadenza (solitamente entro il terzo giorno lavorativo ). </em> <em> Questo non si potrà più fare, se non ho interpretato male il Decreto. Non so se è il caso di mandare una circolare ai Clienti, giusto per ricordare loro questo fatto e non ritrovarsi con una marea di insoluti. Non vorrei però che cogliessero l’occasione per chiedere un prolungamento delle date di scadenza, cosa che non possiamo concedere. In merito, &#8230;&#8230;&#8230;., credo sia opportuno chiedere a <a href="http://planconsulting.it/blog/chi-sono/">Patrizio</a> quale sia la cosa migliore da fare.  Ciao, &#8230;&#8230;.&#8221; </em> <em> </em> <em> <a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/psd-riba-dlgs-11-2010-scadenza-stesso-giorno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2715" title="psd-riba-dlgs-11-2010-scadenza-stesso-giorno" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/psd-riba-dlgs-11-2010-scadenza-stesso-giorno-300x118.jpg" alt="" width="300" height="118" /></a> </em> Bene io ho invitato l&#8217;amico  che mi ha scritto a <a href="http://planconsulting.it/blog/rating/attenzione-alle-nuove-scadenze-ri-ba-per-effetto-della-direttiva-psd/">leggere l&#8217;articolo  riguardante le  &#8220;nuove scadenze Ri.Ba&#8221;</a> gia precedentemente <a href="http://planconsulting.it/blog/rating/attenzione-alle-nuove-scadenze-ri-ba-per-effetto-della-direttiva-psd/">pubblicato su questo blog </a> e  gli ho scritto  :       Per ora non ho visto gli avvisi scritti dalle aziende , Le informative le stanno inviando le Banche .   Questo anche perchè  alcuni clienti <strong>potrebbero interpretare &#8220;male&#8221; </strong> il fatto che tu gli ricordi che devono <strong>pagare puntualmente</strong> .      Probabile che  qualcuno  giocherà su queste date per  non pagare alla scadenza  la Riba, approffitando per prendere qualche giorno di respiro .   In altri casi invece ci sarà chi nonostante la buona volontà , sarà impossibilitato a pagare  , perchè come consuetudine per pagare i fornitori  effettua le fatturazioni a fine mese   , che gli servono di solito  per anticipare  le riba attive .   In questo caso non ci sono proprio i tempi utili per poter eseguire correttamente il tutto.      Finchè non si prenderanno altre <strong>abitudini  di fatturazione </strong>o si attueranno diverse tipologie di pagamento il problema potrebbe persistere .    <strong>Occhio</strong> però ,oltre a ricevere gli insoluti , ciò  vi peggiorerà temporaneamente il rating  assegnatovi dalla banca e , in caso di sconfinamenti, andrete a pagare anche interessi più alti  .     <strong>Quindi:</strong> Il fatto di fare le lettere ai Vostri  clienti potrebbe essere giusto ,ma valutate attentamente e  commercialmente il tipo di cliente col quale avrete a che fare.  Se non avete preclusioni verso i clienti  potreste inviare bonariamente una lettera del tipo .  &#8221; <em>&#8230; cogliamo l&#8217;occasione per informarvi che le  Ri.ba con scadenza dal 05.07.10 in poi dovranno essere addebitate il giorno stesso della scadenza e non successivamente.          Per evitare insoluti &#8230;.. &#8220;</em> Dopo aver spedito questa mia e mail  , il<strong> titolare</strong> dell&#8217;azienda mi ha  ringraziato dicendomi che farà un selezione dei clienti e valuterà <strong>caso per caso  il da farsi.</strong></p>
<p>CONCLUSIONE :  a) Ogni azienda deve agire secondo la sua politica aziendale , secondo come ha instaurato i rapporti con la sua clientela .    Mettiti nei panni del cliente e chiediti se ti arriva una lettera del genere da  un tuo fornitore come potresti reagire.    In ogni caso l&#8217;invito è di <strong>muoversi prima delle scadenze</strong> per evitare di vedere abbassamenti dei<strong> rating</strong> oltre che a sopportare <strong>insolvenze</strong>.       Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai <a href="http://crescitaattiva.com/feed/">Feed RSS</a> E tu cosa ne pensi ? Lascia il tuo commento      Iscriviti alla newsletter di <a href="http://www.planconsulting.it/iscriviti-alla-newsletter.php">Plan Consulting</a> Diventa Fan su Facebook alla ns. pagina “<a href="http://tinyurl.com/ydk4wkq">Mondo d’impresa </a>“      Articolo prelevato da<a href="http://planconsulting.it/blog"> http://planconsulting.it/blog</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tecniche negoziali in azienda:come comprenderle? 2a parte.</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/tecniche-negoziali-in-aziendacome-comprenderle-2a-parte/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/tecniche-negoziali-in-aziendacome-comprenderle-2a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 14:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche negoziali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crescitaattiva.com/?p=1339</guid>
		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza La volta scorsa abbiamo introdotto il tema della negoziazione in azienda, sottolineando come l’utilizzo di determinate tecniche, e l’osservanza di alcuni principi-guida possano agevolare molto l’accoglimento delle vostre proposte, siano esse riconducibili alle vostre eventuali proposte su come affrontare [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a><br />
<strong> Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza</strong> </p>
<p>La <a href="http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/tecniche-negoziali-in-aziendacome-comprenderle-2a-parte/">volta scorsa </a>abbiamo introdotto il tema della <strong>negoziazione  in azienda</strong>, sottolineando come l’utilizzo di determinate  tecniche, e <strong>l’osservanza di alcuni principi-guida</strong> possano agevolare molto l’accoglimento delle vostre proposte, siano esse  riconducibili alle vostre eventuali proposte su come affrontare  determinate problematiche all’interno dell’azienda, piuttosto che alla  vendita di un prodotto o di un servizio ad un’impresa.      </p>
<p>  <span id="more-1339"></span></p>
<p> Una volta compiuta la disamina di una specifica situazione, non è  sufficiente comprendere che, la soluzione da voi proposta, serve  genericamente a risolvere un determinato problema, o a conseguire un  obiettivo prefissato. </p>
<p> Dovete, a questo punto, domandarvi <strong>quali  siano gli specifici vantaggi che la vostra soluzione possiede</strong>,  rispetto ad altre possibili soluzioni alternative.   Infatti, non è affatto escluso che possano esservi altre soluzioni,  preferibili alla vostra.  Un’utile analisi è quella che riconduce, a tale  riguardo, ai <strong>parametri dell’efficacia e dell’efficienza</strong>,  spesso confusi, ma che si devono invece distinguere.      </p>
<p>Più una soluzione è in grado di conseguire un determinato risultato,  più risulta efficace, mentre, a parità di risultato conseguito, meno  dispendio si è fatto di risorse per il conseguimento di un obiettivo, e  maggior efficienza si è avuta:  <strong>efficacia, = conseguimento degli obiettivi</strong>;  <strong>efficienza = meno risorse utilizzate per conseguire un  obiettivo.</strong> E’ quindi evidente che si dovrà cercare di comprendere se la vostra  ipotesi è <strong>più o meno efficace e più o meno efficiente di altre</strong> che potrebbero essere proposte.   </p>
<p>   A questo punto, <strong>il gioco è fatto al 90%.</strong> Rimane un 10%, per vedere, con probabilità, accettata la vostra idea.<br />
Sarà sufficiente <strong>tener ben presenti i punti di forza della  vostra proposta</strong> e, senza troppi giri di parole, <strong>esporli  chiaramente a chi deve decidere</strong>, evidenziando come la vostra  ipotesi sia preferibile, in termini di efficacia, di efficienza, o sotto  entrambi i profili.    In fondo, <strong>chi vi ascolta è lì per capire proprio questi  aspetti</strong>, che costituiscono i motivi principali, per cui si  sceglie un’alternativa, piuttosto che un’altra. </p>
<p>  Nell’esposizione dei vostri progetti, idee, soluzioni, <strong>potrete  anche avvalervi di alcuni strumenti di supporto</strong>, come filmati,  proiezioni di slide, e via dicendo.  Ricordate, a tale riguardo, che <strong>molto spesso le immagini  rimangono memorizzate di più delle parole,</strong> e possono avere un  impatto maggiore, quando si deve convincere qualcuno.      </p>
<p><em><strong> </strong></em> <em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero   Turletti</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> <strong>Autore  di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong> <strong> </strong></p>
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<p></a> </p>
<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Tecniche negoziali nell&#8217;impresa :Come utilizzarle?</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 21:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento personale]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento-Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza Sempre più frequentemente sentiamo parlare di tecniche negoziali e della loro applicabilità in molti campi della nostra esistenza. Che si tratti di relazioni sentimentali, piuttosto che di ambiti relativi al business, o ad altri interessi, le tecniche negoziali paiono [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a> </p>
<p><strong><em>Come utilizzare le tecniche negoziali in azienda e comprenderne l’importanza</em></strong> <strong><em> </em></strong> </p>
<p>Sempre più frequentemente sentiamo parlare di tecniche negoziali e  della loro applicabilità in molti campi della nostra esistenza.<br />
 Che si tratti di relazioni sentimentali, piuttosto che di ambiti  relativi al business, o ad altri interessi, le <strong>tecniche  negoziali</strong> paiono costituire un “plus”, un vantaggio  competitivo, tale da porci nella situazione di realizzare i nostri  obiettivi, se non sempre, almeno la maggior parte delle volte.<br />
  <span id="more-1335"></span> </p>
<p>Su questo tema esistono diverse scuole di pensiero, ed in  quest’articolo intendo indicare alcune <strong>principali linee-guida</strong>,  alcuni piccoli accorgimenti, per applicarle con efficacia in ambito  aziendale.  Sotto questo profilo, <strong>diversi sono gli obiettivi che ci si  può porre</strong>.   All’interno dell’azienda, possono insorgere dialettiche, discussioni, su  come sia preferibile conseguire un determinato obiettivo, mentre chi  sia esterno all’azienda, potrebbe essere interessato, ad esempio, alla  vendita di un proprio prodotto o servizio.  Negoziare significa infatti convince gli altri delle proprie idee in  vari ambiti. Ebbene, in tutti questi casi, a parte specifici accorgimenti, che  possono essere suggeriti dalle singole situazioni, un principio, che è  sempre opportuno seguire, è quello di compiere i seguenti passi:    <strong>- Analisi della questione</strong> <strong>- Comprendere come la vostra proposta risponda alle esigenze  dell’interlocutore</strong> <strong>-  Comunicare, senza troppi giri di parole, a cosa serve la  vostra soluzione e quali sono i relativi vantaggi.</strong> Passiamo ora ad esaminare i vari passaggi, che vi ho proposto.  Pensate, ad esempio, di volere vendere un servizio ad un’impresa, oppure  di dover partecipare ad una discussione, come responsabili aziendali di  un certo settore, in cui dovrete confrontavi, su uno specifico  problema, con altri responsabili, che magari hanno un’idea diversa dalla  vostra.   Iniziamo, quindi, ad esaminare il primo passo da compiere: <strong>analisi della questione</strong>.    A tale riguardo, dovete <strong>comprendere, tramite una specifica  disamina del</strong> <strong>caso,</strong> <strong>se la soluzione</strong>,  che intendete proporre, si tratti di una strategia interna all’impresa,  piuttosto che di un servizio, di cui proponete l’acquisto all’impresa, <strong>sia  effettivamente una utile in quello specifico caso, rappresentando uno  strumento per conseguire un determinato obiettivo. </strong> Per fare questo, dovete iniziare ad <strong>analizzare la specifica  situazione aziendale, ed essere innanzi tutto convinti voi  dell’efficacia delle soluzioni che intendete proporre. </strong>Se non sarete innanzi tutto voi stessi convinti di quanto  proporrete, difficilmente riuscirete a convincere gli altri. Del resto, oggi molte persone, in ogni ambito, sono stufe di sentirsi  proporre soluzioni miracolose, che poi non reggono alla “prova dei  fatti”. Anche per questo motivo, non potrete proporre le stesse  identiche soluzioni in tutti i casi, ma dovrete cercare di compiere uno  sforzo di personalizzazione. Anche il marketing, del resto, significa  soprattutto dare al cliente quello che il cliente vuole e, soprattutto,  quello di cui il cliente necessita.  Visti anche i limiti di spazio di un blog, rinvio al prossimo  articolo l’approfondimento degli altri punti per condurre una  negoziazione efficace.<br />
<em><strong> </strong></em> <em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero  Turletti</a></strong></em> <em><strong> </strong></em> <strong>Autore di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong></p>
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		<title>Il tempo libero per l&#8217;imprenditore :e&#8217; cosi&#8217; importante???</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 22:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[ozio]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 aprile 2010 mentre uscivo da un cliente a Massa,  ho incontrato , dopo  circa 20 anni , un amico  di nome Fabio , che vedevo spesso quando  frequentavo  la scuola superiore , la Ragioneria, negli anni 80 . Dopo i saluti entriamo nell’argomento del lavoro . Egli mi racconta che è a capo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 aprile 2010 mentre uscivo da un cliente a Massa,  ho  incontrato , dopo   circa 20 anni , un amico  di nome Fabio , che  vedevo spesso  quando  frequentavo  la scuola superiore , la  Ragioneria,  negli anni  80 . </p>
<p> <a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/fantasia-lavoro-imprenditorialit%C3%A0-ozio-impresa.jpg"><img class="wp-image-2384 size-full aligncenter" title="fantasia-lavoro-imprenditorialità-ozio-impresa" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/fantasia-lavoro-imprenditorialit%C3%A0-ozio-impresa.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a> Dopo i saluti  entriamo nell’argomento del lavoro . </p>
<p> <span id="more-1327"></span></p>
<p> Egli mi racconta che è a capo di una piccola impresa e,  oltre a  lamentarsi per gli <a href="http://planconsulting.it/blog/business-plan/ristrutturazione-aziendale-in-seguito-a-grossi-insoluti-e-i-finanziamenti/">insoluti</a> che riceve e per la <a href="http://planconsulting.it/blog/basilea-2/bilanci-2008-2009con-i-parametri-attuali-di-basilea-2-difficile-ottenere-credito/">restrizione</a> del credito,  mi dice che non riesce più a “<strong>lavorare  divertendosi” ed  a stare bene nella sua azienda come qualche anno fa .</p>
<p></strong> Un pò preoccupato,  mi confessa  inoltre , che <strong>non riesce a  pensare a cose innovative e positive</strong> poiché per stare dietro a  tante stupidaggini non ha tempo per  ragionare di soluzioni  <strong>importanti  per la sua crescita aziendale.<br />
</strong> Tra le varie cose gli ho consigliato di scremare ciò che è importante  da ciò che non lo è ,  ricordandogli  che per far<strong> fiorire le  idee </strong>e farle germogliare occorre del <strong> tempo libero</strong> , utile anche per  tornare a<strong> sognare</strong> per  risvegliare  la <strong>FANTASIA</strong> .</p>
<p>  Nel salutarci Fabio mi dice che dovremmo vederci più spesso perché  ogni tanto un po’ di motivazione gli avrebbe fatto comodo.  Tornato in ufficio sono andato a rivedermi un  articolo che mi è  rimasto impresso , letto qualche anno fa nella rivista “L’impresa   N.3/2004 -Libri Scheiwiller Periodici srl “  – “ Né Ozio, né lavoro di  Emilio Paccioretti” Pag.VIII- che in questo colloquio mi è stato utile.  Infatti come riportato nell’articolo :  “<em>L’imprenditorialità è un atto creativo ma non legato ,come  l’arte alla sfera dell’espressione o del linguaggio , bensì al fare  concreto coordinato come sintesi di diversi momenti operativi. Insomma  una sorta di <strong>ozio produttivo.</strong></em><strong>“</strong> <strong><em>“</em></strong><em>Per Generare nuove idee , per <strong>immaginare  nuovi orizzonti </strong>occorre che l’operatività quotidiana non  soffochi la creatività , ma vi sia un tempo anche per questa. <strong>Ozio  e Lavoro ,</strong> quindi, non sono in antitesi ma trovano una felice  sintesi nella figura <strong>dell’imprenditore</strong> .”</p>
<p></em> Per rimanere aggiornato con questo blog   iscriviti ai <a href="../feed/">Feed RSS </a>E tu  cosa ne pensi ?  Lascia il tuo commento  Articolo prelevato da:<a href="http://planconsulting.it/blog">http://planconsulting.it/blog</a></p>
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