Un guest post di GianPiero Turletti
Mi preme far rilevare che il titolo di questo articolo, ormai giunto alla sua ottava puntata, non è solo relativo allo sviluppo del fatturato, in quanto parlo anche di entrate.
Le entrate di un’impresa, infatti, possono essere di vario tipo, ed intendo analizzare, in questa ottava parte, come sviluppare queste ultime, in forma appunto diversa dal fatturato, sempre tramite la strategia di sviluppo orizzontale.
Molto semplicemente, possiamo dire che esistono diverse tipologie di sfruttamento di questa strategia, di cui vi parlo già da qualche puntata, almeno pari al numero di possibili tipologie contrattuali che si possono applicare alla materia.
Vediamo alcune principali ipotesi.
Un determinato business può essere stato gestito da un ramo d’azienda, o da impresa, che fa parte del medesimo gruppo imprenditoriale.
E’ quindi evidente, dopo un certo avviamento della stessa, la possibilità di affittarla ad altri, tramite i contratti di affitto di ramo d’azienda, piuttosto che di affitto di tutta l’azienda.
Alternativamente, è possibile la cessione dell’impresa o del ramo d’azienda.
La holding che la detiene può così realizzare delle rendite, in caso di affitto, o delle capitalizzazioni, in caso di cessione, smettendo, anche solo temporaneamente, di gestire delle imprese in prima persona.
Non mi occupo, in questa sede, delle varie problematiche tecnico-legali, connesse all’argomento.
L’imprenditore può facilmente risolverle, caso per caso, rivolgendosi ad un legale o commercialista esperto in materia, e, più semplicemente, intendo soffermarmi sui vantaggi delle operazioni dianzi indicate.
Vendere un ramo d’azienda, piuttosto che un’impresa, o un pacchetto societario della medesima, consente, sostanzialmente, di capitalizzare quanto realizzato in quel determinato segmento di mercato.
Un’impresa può, infatti, decidere di investire più risorse finanziarie nel suo business tradizionale e, soprattutto quando ritenga di non ricorrere a finanziamenti, ad emissioni obbligazionarie, piuttosto che ad eventuali aumenti di capitale, allora la cessione di un’impresa, o di un ramo della propria azienda, operativa in un business diverso, può agevolmente consentire l’acquisizione di tali risorse.
Quale ulteriore alternativa, si potrebbe ritenere di concentrare le proprie risorse ed energie in un determinato business, ma solo temporaneamente, per riprendere poi a gestire personalmente tutti i business.
In questo caso, si può pensare, ad esempio, all’affitto del ramo d’azienda, che tratta business diversi da quelli che ci interesano al momento.
Per completezza, ricordo che possono esserci altri strumenti, che ci consentono una rendita o una capitalizzazione dell’impresa o dell’azienda o rami d’azienda, riconducibili agli strumenti della cessione e dell’acquisto di usufrutto.
Ma, anche per non complicare troppo le cose, rinvio per questi ed altri temi connessi, al mio ebook Progetto Azienda, dove ne parlo approfonditamente ed articolatamente.
A Cura di Gian Piero Turletti
Autore di “Progetto Azienda”
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L’articolo è tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.i
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La parte piu’ difficile del lavoro di un imprenditore ! Ma alcune soluzioni – affitto del ramo d’azienda ? – valgono solo per ditte molto grosse.
In risposta al precedente commento, osservo che nei limiti di un articolo sul blog, non ho delineto una soluzione per tutti i possibili casi aziendali, ma mi sono limitato ad un tema che poi, certo, a livello d’implementazione nelle singole imprese, richiede ulteriori apporfondimenti, ad esempio nell’ambito di consulenze aziendali personalizzate.