Donne in crisi !!? Guardare oltre -l’ebook motivazionale

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Un guest post di Giancarlo Fornei

Esiste nulla di più bello che tornare ad amare qualcuno con passione dopo un momento brutto, una storia finita?

Credo proprio di no. Eppure, molte delle persone che hanno subito il trauma di un fallimento sentimentale si chiudono in se stesse e non permettono più a nessuno di entrare nella loro vita.

Come se l’esperienza negativa della precedente relazione bloccasse sul nascere ogni nuovo timido tentativo di tornare a vivere, ad amare.

Mi è spesso successo di fare coaching con donne che in amore avevano una sorta di “freno a mano tirato”.

Avevano l’indipendenza economica, il riconoscimento sociale, una bella casa e magari anche dei figli meravigliosi nati dalla precedente relazione, ma quando mi parlavano dell’incontro con un nuovo partner, erano sempre sulla difensiva.

Il loro schema mentale impediva di guardare oltre”, di gettarsi alle spalle la triste esperienza e ricominciare. Troppe volte il ricordo del passato, della precedente relazione, è forte, e domina la vita delle persone, nonché le relative scelte, sentimentali e no.

In Donne in Crisi, ho dedicato un intero capitolo al passato e so bene quanto possa essere limitativo. Vivere perennemente nel passato non aiuta a “riprendersi la propria vita” e anzi, può diventare un vero e proprio handicap.

Ecco perché consiglio sempre alle donne che fanno coaching con me o che incontro nelle mie conferenze sull’Autostima, di imparare a “gettarsi dietro le spalle il passato”, nonché di evitare di stare perennemente sulla difensiva.

Se la paura è ragionevole e il timore di commettere gli stessi errori del passato lecito, è altrettanto vero che non devi chiuderti a riccio e impedire ad altri uomini di entrare nella Tua vita.

Credimi, le probabilità che Tu incontri un uomo con le caratteristiche del Tuo ex, sono remote, e comunque, minori di quanto Tu possa pensare. Salvo che Tu non vada in giro con una calamita gigante che attira negatività da entrambi i poli, è molto probabile che Tu possa incontrare un uomo con caratteristiche e personalità diverse.

Magari non Ti piacerà ugualmente. Magari Ti darà la sensazione di essere vuoto e magari, non lo riterrai all’altezza di una nuova storia d’amore, ma mi chiedo: perché non provarci?

Fidati, lascia socchiusa la porta del Tuo cuore, tornare ad amare qualcuno è molto più di una semplice speranza. Tornare ad amare è una possibilità reale, che Tu devi solo alimentare continuamente, giorno dopo giorno.

Ricorda: non occorre vivere sulla difensiva, occorre… vivere.

Un abbraccio e lasciami un commento al post!

A Cura di Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi
Autore di “Donne in Crisi”

e gia’ Autore dell’ebook  Penso Positivo

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L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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3 Commenti


  1. Pur riguardando in modo specifico l’ambito delle relazioni sentimentali, direi che il tuo articolo, Giancarlo, è riconducibile, anche in chiave psicologica, all’impatto del passato sulla nostra vita, ed a tale proposito quasi non c’è stato indirizzo psicologico o filosofico, che non si sia occupato di questo rilevantissimo tema.

    Sin dai miei primi studi di filosofia, alla scuola media, mi ricordo il tempo passato a soffermarmi su tale problematica.
    Spesso, peraltro, le cose assumono dimensioni e rilevanza, che difficilmente avremmo ipotizzato quand’eravamo più giovani, ma poi, con lo sviluppo della nostra personalità in vari ambiti, ecco che le cose cambiano, e spesso cambiano profondamente.

    A volte ci si trova a riflettere sul tempo, ed ancora a molti non è ben chiaro che cosa questo possa rappresentare, anche a fronte della circostanza che non è ben chiaro come funzioni e cosa realmente sia questa dimensione della realtà.
    Quello che sicuramente possiamo dire è che l’uomo, al di là di tutte le implicazioni desunte dalla moderna fisica, quantistica e non, è fatto del suo presente, del suo passato, del suo futuro.

    Queste tre principali componenti ne assorbono la valenza psicologica e comportamentale quasi totalmente.
    L’uomo è passato, poichè questa dimensione lo condiziona pesantemente,
    Ovviamente, quando parlo di uomo, mi riferisco all’essere umano, uomo o donna che sia.
    Se il passato di una persona è fatto di obiettivi realizzati, di speranze non trasformatesi in delusioni, e via dicendo, sarà molto probabilmente una persona appagata, che vive soddisfatta e con speranza per il futuro.

    Viceversa, le disillusioni, i traumi, le esperienze negative possono spesso essere non solo il passato, ma anche il presente ed il futuro di altre persone.
    Questo proprio perchè il tempo non è vissuto, a livello psicologico, quale funzione della fisica, nel suo scorrere in un’unica direzione, ma realtà valevole al di là del tempo e dello spazio e, come tale, sicuramente tale da poter decidere il nostro presente ed il nostro futuro.

    Anche a fronte di tale valenza psico-comportamentale, si sono sviluppati orientamenti di pensiero, davvero molto differenziati, su come sia più opportuno afffrontare tale problematica, e con non poche implicazioni anche di ordine etico, morale.

    Per una parte rilevante del pensiero degli antichi greci, la miglior funzione da sviluppare era la catarsi, nel senso di purificazione ed, al tempo stesso, oblio rispetto al passato.

    E, guarda caso, proprio anche le moderne scoperte scientifiche conducono in questa direzione, con l’invenzione della cosiddetta pillola dell’oblio.
    Pare, infatti, che non solo siano state individuate le aree cerebrali, responsabili dei nostri ricordi negativi, ma sia anche stata trovata la molecola in grado di cancellare questi ricordi.
    Ma è giusto, è lecito, è moralmente ammissibile?

    Oppure si dovrebbe ritenere che del passato sia meglio mantenere i ricordi negativi, per imparare per il futuro, ed ancora una volta ritorna il rapporto tra le diverse dimensioni del tempo.

    Non dimentichiamoci poi della psicanalisi.
    Semplificando, uno dei maggiori messaggi provenienti da questo indirizzo di pensiero, riconduce al ritenere utili le esperienze negative, ed anzi negativa la loro rimomozione, tanto che gli psicanalisti più tradizionali svolgono tuttora una funzione, sostanzialmente finalizzata a far riemergere i ricordi negativi.
    Ed in tale ambito muta profondamente il concetto stesso di catarsi, non più oblio, apppunto, ma rivisitazione critica
    delle proprie esperiezne, così da saperle gestire con maggior padronanza e controllo delle stesse.

    Come si vede, le esperienze negative del passato hanno rappresentato anche una diversa variabile culturale, storicamente e filosoficamente condizionata dai diversi ambiti di riferimento.
    Il tutto muovendosi da due antagonisti punti di vista, tra i quali sono ricomprese posizioni intermedie, da un lato il passato come esperienza comunque positiva, da cui apprendere per il futuro, dall’altro lato il passato come esperienza eventualmente da negare, come alcuni medici vorrebbero oggi fare, con le famose pillole cancella-memoria.

    Personalmente ritengo preferibile che la persona rimanga con il ricordo delle proprie esperienze negative.
    E’ senz’altro vero che il ricordo di “essersi bruciati” può essere condizionante, ma forse meglio questo, piuttosto che non sapere cosa sia il fuoco, con il conseguente rischio di bruciarsi completamente, un domani.
    Meglio sapere cos’è il dolore, piuttosto che non avere percezioni del medesimo, che poi non è altro che un segnale d’allarme, per evitarci ulteriori e più gravi conseguenze.

  2. Grazie per aver pubblicato il mio articolo Patrizio e un grande saluto alle Tue navigatrici nel blog…

    un abbraccione

  3. ciao Giancarlo un piacere ospitarti qui. Complimenti per il tuo successo.
    ===========
    Un saluto anche all’ormai sempre presente GianPiero

    Patrizio

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