Contro la crisi anche il consolidamento dei debiti

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Lo stato attuale di crisi delle imprese italiane, troppo esposte finanziariamente e dotate di scarsa liquidità, impone la ricerca di nuove soluzioni.

Per esempio ultimamente  la Regione Toscana ha stipulato un Protocollo d’ Intesa con alcuni istituti bancari e Fidi Toscana per traghettare le imprese toscane nella direzione del consolidamento dei debiti a breve.

Che cosa si intende esattamente per consolidamento debiti e quali benefici comporta?

Per consolidamento debiti si intende un processo per mezzo del quale l’ impresa ha la possibilità di estinguere tutti i debiti accumulati nel breve periodo  sostituendoli con una nuova forma di finanziamento, di solito con banche convenzionate e a tassi agevolati.

Una vera e propria “boccata di ossigeno” per l’ impresa che vede allungarsi notevolmente i tempi di restituzione e diminuire in maniera sensibile l’ importo delle rate.

In effetti spalmando il debito su un arco temporale più lungo si diluisce la rata con notevole beneficio in termini di flussi di cassa.

Consolidare le passività significa anche trasferire il debito da linee a revoca (che per definizione possono essere revocate in qualsiasi momento) in linee a medio termine, che godono del beneficio del termine e dalle quali non può essere chiesto il rientro  se non in caso di manifesto stato di insolvenza del debitore.

Il beneficio è palese: minor aleatorietà delle linee, minor dipendenza dalle bizze di un direttore, maggior stabilità finanziaria.

In tali ipotesi va valutata anche l’opzione di agganciare il finanziamento a un tasso fisso anziché variabile, in modo da definire il costo della linea e l’incidenza in termini di flusso negativo in ogni periodo da qui alla scadenza del prestito.

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

Ufficio finanziamenti agevolati Plan Consulting

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4 Commenti


  1. Le affermazioni contenute nell’articolo sono giuste, vorrei ,però, aggiungerne altre. In un momento di crisi è ancor più necessario consolidare il debito, sopratutto bancario, ma non basta. Il consolidamento – da ottenere spostandosi dal breve termine al medio lungo termine – deve essere portato avanti insieme alla riqualificazione del passivo. Quando parlo di “riqualificazione” intendo dire che debbono essere attentamente studiate una serie di variabili. Occorre considerare :
    -il costo del debito bancario e di quello di fornitura;
    -il rapporto mezzi diretti e dipendenza dal mercato ;
    -l’indipendenza dai fornitori/clienti e la possibilità di diversificare attraverso la penetrazione di nuovi mercati;
    -la possibilità di sostituire il credito di cassa con quello di firma;
    -l’opportunità di rimodulare la produzione, aumentandola o , addirittura, diminuendola;
    -la possibilità di stabilire sinergie con altri Operatori del settore per costituire gruppi d’acquisto sul mercato locale o nazionale o internazionale a seconda della tipologia dell’azienda;
    -etc.
    Facile trovare “consulenti” in grado di dare risposte ai quesiti sopraesposti, purtroppo , però, nella maggior parte dei casi si ottengono risposte inutili, anzi, spesso, dannose. Le risposte “giuste” , al contrario, sono solo pochi gli “esperti” che possono darle. Io, immodestamente, credo di essere tra quei pochi, ma non perchè mi ritenga più bravo, soltanto perchè ho alle spalle una lunghissima gavetta (35 anni di banca , a vario livello, fino alla dirigenza), n. 24 trasferimenti, collaborazioni in n. 8 diverse regioni, rapporti con inumerevoli Operatori in varie situazioni.

  2. Ciao Ottavio , grazie del tuo commento , sicuramente come in ogni consulenza quello che alla fine conta poi sono i fatti quindi ben venga la tua esperienza e quella di chiunque la voglia mettere a disposizione dei ns. lettori.
    ciao Patrizio

  3. Gian Piero TulettiNo Gravatar

    Il mio commento intende confermare, per un verso, quanto indicato nell’articolo e, per altro verso,confrontarsi con il successivo commento di Ottavio Fontanta.

    Indubbiamente, sono molte le strategie che possono essere utili ad un imprenditore, sopratutto in fasi come l’attuale, e non solo sotto il profilo finanziario.

    Sarei un po’ meno d’accordo sul fatto che “Le risposte “giuste”, al contrario, sono solo pochi gli “esperti” che possono darle. Io, immodestamente, credo di essere tra quei pochi, ma non perchè mi ritenga più bravo, soltanto perchè ho alle spalle una lunghissima gavetta (35 anni di banca , a vario livello, fino alla dirigenza), n. 24 trasferimenti, collaborazioni in n. 8 diverse regioni, rapporti con inumerevoli Operatori in varie situazioni.”.

    Lei dice questo, ed io, su questo punto, mi limito ad osservare che non mi pare che tra i consulenti italiani, complessivamente parlando, siano solo in pochi a dare le giuste risposte, anche perchè l’azienda esamina e giudica dai fatti, dai risultati.
    E se un consulente non è in grado di portare specifiche risposte, non ha vita molto lunga, in questa sua veste.

    A parte tutto, mi sembra comunque un po’ autoreferenziale il fatto di dire che Lei, invece,…..insomma, un po’ stile spam, no?

    Per carità, non è mia abitudine sollevare polemiche o altro…..ma ho solo voluto esprpimere una mia opinione su questo blog.

    Un saluto a tutti gli appassionati della materia ed, ovviamente, ai consulenti.

  4. Addirittura, il consolidamento debiti, detto anche “rifinanziamento”, consente di venire finanziati anche quando è in corso un pignoramento.

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