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	<title>Comments on: Come farsi benvolere dagli altri ???</title>
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	<description>Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale</description>
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		<title>By: Gian Piero Turletti</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/miglioramento-personale/come-farsi-benvolere-dagli-altri/comment-page-1/#comment-422</link>
		<dc:creator>Gian Piero Turletti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 06:57:03 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marina, 

in effetti non si può non concordare con te, in particolare con le approfondite osservazioni del tuo articolo.

Si tratta di questioni riconducibili ai rapporti di conoscenza e di amicizia, ed in linea di massima è così, proprio come dici tu.

Talora ci sono delle eccezioni, ma legate alla particolarità del contesto, ed all’età delle persone.
Quei principi sono sicuramente applicabili diciamo così….per le giovani età…..
L’amicizia e la conoscenza costituiscono, al tempo stesso, una realtà di rapporti non cristallizzati a priori, e proprio per questo, a volte subentrano dinamiche particolari…..

Parecchi anni fa, ebbi a frequentare un “giro”, direi di chiamarlo così…, di conoscenti e di amici, in cui, però, a volte venivano lasciate in disparte le persone con le caratteristiche migliori.

Come mai?
Questo capitava, perchè era invalsa l’abitudine del ritrovo, basato sullo scambio di cene….
Cioè uno invitava le altre persone, e queste poi, a turno, ricambiavano.
In pratica, si era sviluppata una modalità d’incontro con questa sorta, non dico di regola, ma di principio…conviviale, cioè se tu, a tua volta, non invitavi……

il motivo, per la verità, non era tanto una sorta di elitarismo sociale o di egoismo, ma il fatto era che spesso non c’era posto per tutti, ed allora, realizzando cene diverse, si dovevano organizzare più serate…
insomma, giusto o sbalgiato che sia, visto che già per ricambiare occorrevano più serate, non erano invitati coloro che, a loro volta, non ricambiavano…..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marina, </p>
<p>in effetti non si può non concordare con te, in particolare con le approfondite osservazioni del tuo articolo.</p>
<p>Si tratta di questioni riconducibili ai rapporti di conoscenza e di amicizia, ed in linea di massima è così, proprio come dici tu.</p>
<p>Talora ci sono delle eccezioni, ma legate alla particolarità del contesto, ed all’età delle persone.<br />
Quei principi sono sicuramente applicabili diciamo così….per le giovani età…..<br />
L’amicizia e la conoscenza costituiscono, al tempo stesso, una realtà di rapporti non cristallizzati a priori, e proprio per questo, a volte subentrano dinamiche particolari…..</p>
<p>Parecchi anni fa, ebbi a frequentare un “giro”, direi di chiamarlo così…, di conoscenti e di amici, in cui, però, a volte venivano lasciate in disparte le persone con le caratteristiche migliori.</p>
<p>Come mai?<br />
Questo capitava, perchè era invalsa l’abitudine del ritrovo, basato sullo scambio di cene….<br />
Cioè uno invitava le altre persone, e queste poi, a turno, ricambiavano.<br />
In pratica, si era sviluppata una modalità d’incontro con questa sorta, non dico di regola, ma di principio…conviviale, cioè se tu, a tua volta, non invitavi……</p>
<p>il motivo, per la verità, non era tanto una sorta di elitarismo sociale o di egoismo, ma il fatto era che spesso non c’era posto per tutti, ed allora, realizzando cene diverse, si dovevano organizzare più serate…<br />
insomma, giusto o sbalgiato che sia, visto che già per ricambiare occorrevano più serate, non erano invitati coloro che, a loro volta, non ricambiavano…..</p>
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