Come la capacita’ di perdonare, ha il magico potere di farci star bene

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Un guest post di Giovanni Raimondi

Come raggiungere il benessere psico-fisico con il perdono

ottimismo-positivita-felicita-benessere

Molto spesso quando parliamo di benessere psico-fisico, di serenità, di atteggiamenti improntati su positività ed ottimismo, ci soffermiamo a considerazioni e riflessioni che hanno come presupposto l’essere disposti a cambiare il nostro modo di pensare, di agire, di rapportarci alle persone e agli eventi della vita, al fine di recuperare benessere psico-fisico e serenità. Solo raramente ci soffermiamo ad evidenziare determinati argomenti che ancora prima di questi, sono essenziali per aprirci nuovamente la strada alla riconquista del buonumore e del buon vivere.

Uno di questi argomenti è senz’altro rappresentato dalla capacità di superare le difficoltà e le sofferenze del passato con l’aiuto del potere e della capacità di perdonare. Ebbene, si, il perdono quale primaria virtù dell’essere umano per tornare a star bene con noi stessi, con le altre persone, e conseguentemente riappropriarci del nostro prezioso benessere psico-fisico. Ritengo che la forza di una persona risponda a questa mirabile virtù umana. Perdonare significa anche dimenticare le ferite del passato, e nel contempo essere più tolleranti con noi stessi e con gli altri.

Solo se sapremo disincagliarci dalle sofferenze del passato causate da vecchi rancori, da offese ricevute in passato, potremo riportarci sulla strada di un autentico benessere.

Il perdono, e più precisamente la capacità di perdonare, ha il potere magico di farci star bene e di riaprire in modo sereno e armonico i rapporti con le altre persone, e di prevenire tutta una serie di malesseri e patologie di tipo Psicosomatico. D’altra parte chi di noi in passato non ha mai subito torti e ingiustizie?

Perdonare non va inteso come molti pensano come atto di debolezza, viceversa come dicevo è una pregevole e forse oggi più che mai, anche rara virtù. Ma è anche e soprattutto un formidabile strumento che ci consente di aprire un ponte che ci permette a sua volta di abbandonare la via del malessere per intraprendere quella più ambita di un completo benessere e di una ritrovata piena armonia tra mente, corpo ed ambiente esterno.

In tal modo riusciremo senz’altro a star bene, per riappropriarci di pace e serenità, requisiti essenziali che riaprono le porte al benessere completo della persona. Difatti che prospettive ci si presentano quando si rimane ostaggi di odio, rancore, ostilità?

Se ci soffermiamo un attimo riflettere su questo punto, scopriremo che è davvero necessario liberarci da questi tormenti mentali per riorientarci sulla via del ben-essere e del buon-vivere.

Il passo successivo sarà quello di modificare ulteriormente il corso dei nostri pensieri e riacquisire benessere e felicità, e dispensando buon umore e perché no, anche apprendere un modo di gestire i pensieri improntato ad un sano ed equilibrato ottimismo.

Ritengo oltremodo importante l’argomento di oggi, e direi che lo potremo ascrivere nel ben più ampio contesto del recupero della Psicologia del benessere.

D’altra parte se non si è disposti a fare un cambiamento di rotta che comunque richiede un atto di volontà, che comporta in primis il fatto di liberarci una volta per tutte di pesanti e negative zavorre mentali, nonché operare una radicale reimpostazione dei nostri comuni modi di pensare e rapportarci alle altre persone, come riusciremo a ritrovare il gusto di vivere con gioia e serenità la nostra avventura della vita?

Queste considerazioni ci riportano su un argomento che mi sta molto a cuore: il rapporto psiche – soma, o se vogliamo, mente corpo. A tale proposito ricordo quanto scritto in un saggio libro, in quarta di copertina, dal noto medico ed endocrinologo Dr. Deepak Chopra dal titolo “Benessere totale”:

“Il benessere totale risulta dalla perfetta armonia tra corpo e mente che sono tra loro interagenti, riproponendo un concetto della fisica quantistica in cui materia ed energia sono realtà intercambiabili.”

Considerazioni che condivido pienamente.

Come si può pensare di star bene ed in piena armonia se si è imprigionati da vecchie ferite, torti subiti, rancori, ecc?

Ecco perché la capacità di perdonare rappresenta una sorta di liberazione e purificazione di corpo e mente, e che avvertiamo a livello di ritrovata pace del cuore, una pace che ci aiuta a toglierci quelle tensioni che ingabbiano il nostro benessere, i nostri sentimenti, le nostre intime emozioni.

Desidero ora suggerire cinque semplici consigli che, con l’aiuto della forza del perdono, ci possono far riacquistare un prezioso stato di benessere psico-fisico e di serenità:

– Dimenticare i torti del passato e focalizzarsi sul presente

– Diventare maggiormente tolleranti con sé stessi e con gli altri

– Sapersi assolvere dai complessi di colpa

– Saper essere più concilianti anche con le persone che in passato ci
hanno procurato torti ed offese

– Aprirsi amorevolmente alle altre persone, ascoltando maggiormente la
Voce del cuore

Riuscire a perdonare, infine significa riaprire le porte alla pace e all’armonia del cuore e della mente, ritornando a vivere con serenità ed equilibrio, al fine di poter progredire nel cammino della vita.

Potete quindi fermarvi un attimo a riflettere, pensando anche alle persone che non si sono comportate bene nei vostri confronti. Potete decidere di essere più tolleranti, di perdonare, di lasciar correre i torti del passato.

Perdonare significa sanare le ferite del passato, riallineando così la vostra intima energia, lasciando che essa sprigioni tutto il proprio potere terapeutico. Perdonare significa in definitiva ritornare a vivere con maggior serenità, equilibrio e completo benessere psico-fisico.

Un saluto a tutti

A Cura di Giovanni Raimondi,
Autore di “Il Potere dell’Ottimismo”

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L’articolo  è tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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1 Commento


  1. Il perdono ha rappresentato, per molte culture, sopratutto una funzione catartica, purificatrice verso se stessi e verso il mondo esterno.
    Basti pensare a quanto ci hanno trasmesso sopratutto culture religiose, ma anche laiche, in merito.
    Perdonare significa sanare una rottura.

    Immaginiamo una strada fatta di buche, certo non potremmo percorrerla agevolmente, con una vettura, come invece percorriamo una strada appena asfaltata.

    Il perdono è il collante che ricopre quelle buche, le ferite della nostra esistenza, annullandole in un continuum, che riporta ottimismo e serenità, innanzi tutto a noi stessi, è quindi un autodono, un dono che rivolgiamo prima che agli altri a noi, dono in cui s’incarna emblematicamente il famoso “do ut des”.

    Ora, anche sulla base di studi di fisica quantistica, alcuni esperti, Chopra in primis, hanno evidenziato le probabili cause, anche scientifiche, di quella che tradizionalmente ha rappresentato più che altro un’ indicazione culturale ed etico-religiosa, o al limite psicologica.

    Quanto alle componenti, approfondite da studiosi come Chopra, c’è proprio da dire che qualcosa di più, e di diverso, rispetto ad una pura componente psicologica, emerge da tali approfondimenti.
    Chopra è stato anche tra i primi ad evidenziare un rapporto tra il nostro atteggiamento interiore e la sincronicità, intesa come legge regolatrice dei fenomeni, in base alla quale, anche superando il tradizionale concetto di rapporto causa-effetto, si può addivenire ad un più elevato livello non solo di comprensione, ma anche di interazione rispetto alla realtà.

    In altri termini, pare, in base alle acquisizioni anche della fisica quantistica, che il vuoto, come teorizzato dalla fisica tradizionale, non esista, e tutto si leghi, sopratutto tramite forme energetiche, che forse spiegano anche la legge di attrazione gravitazionale tra corpi celesti.
    Ecco, quindi, un primo fondamentale passo per comprendere come forme energetiche, tra cui il pensiero, possano interagire con la realtà medesima.
    Perdonare, sotto questo aspetto, significa formulare pensieri di armonia verso gli altri, e più in generale verso l’Universo, il quale, probabilmente, ci risponderà con altrettanta armonia.

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