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	<title>Crescita Attiva &#187; Aumento fatturato</title>
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	<description>Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale</description>
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		<title>Imprese :Come sviluppare le entrate ed il  fatturato (parte 8^)</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/controllo-di-gestione/imprese-come-sviluppare-le-entrate-ed-il-fatturato-parte-8/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 23:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[controllo di gestione]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Aumento fatturato]]></category>
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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Mi preme far rilevare che il titolo di questo articolo, ormai giunto alla sua ottava puntata, non è solo relativo allo sviluppo del fatturato, in quanto parlo anche di entrate. Le entrate di un’impresa, infatti, possono essere di vario tipo, ed intendo analizzare, in questa ottava parte, come sviluppare [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a></p>
<p><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/01/aumento-fatturato-aumento-entrate-progetto-azienda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1214" title="aumento-fatturato-aumento-entrate-progetto-azienda" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2010/01/aumento-fatturato-aumento-entrate-progetto-azienda.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a></p>
<p>Mi preme far rilevare che il titolo di questo articolo, ormai giunto alla sua ottava puntata, non è solo relativo allo <a href="http://crescitaattiva.com/consulenza-aziendale/aziendecome-sviluppare-il-fatturato-e-le-entrate-7a-parte/">sviluppo </a>del fatturato, in quanto parlo anche di entrate.</p>
<p><strong>Le entrate di un’impresa</strong>, infatti,  <strong>possono essere di vario tipo</strong>, ed intendo analizzare, in questa ottava parte, come sviluppare queste ultime, in forma appunto diversa dal fatturato, sempre tramite la strategia di sviluppo orizzontale.<br />
<span id="more-1210"></span><br />
Molto semplicemente, possiamo dire che esistono diverse tipologie di sfruttamento di questa strategia, di cui vi parlo già da qualche puntata, almeno pari al numero di possibili tipologie contrattuali che si possono applicare alla materia.<br />
Vediamo alcune principali ipotesi.</p>
<p><strong>Un determinato business può essere stato gestito da un ramo d’azienda, o da impresa, che fa parte del medesimo gruppo imprenditoriale.</strong><br />
<strong>E’ quindi evidente, dopo un certo avviamento della stessa, la possibilità di affittarla ad altri, tramite i contratti di affitto di ramo d’azienda, piuttosto che di affitto di tutta l’azienda.</strong></p>
<p><strong>Alternativamente, è possibile la cessione dell’impresa o del ramo  d’azienda.</strong><br />
La holding che la detiene può così realizzare delle rendite, in caso di affitto, o delle capitalizzazioni, in caso di cessione, smettendo, anche solo temporaneamente, di gestire delle imprese in prima persona.</p>
<p>Non mi occupo, in questa sede, delle varie problematiche tecnico-legali,  connesse all’argomento.<br />
L’imprenditore può facilmente risolverle, caso per caso, rivolgendosi ad un legale o commercialista esperto in materia, e, più semplicemente, <strong>intendo soffermarmi sui vantaggi delle operazioni dianzi  indicate.</strong></p>
<p><strong>Vendere un ramo d’azienda, piuttosto che un’impresa, o un pacchetto societario della medesima, consente, sostanzialmente, di capitalizzare quanto realizzato in quel determinato segmento di mercato.</strong></p>
<p>Un’impresa può, infatti, decidere di investire più risorse finanziarie nel suo business tradizionale e, soprattutto quando ritenga di non ricorrere a finanziamenti, ad emissioni obbligazionarie, piuttosto che ad eventuali aumenti di capitale, allora la cessione di un’impresa, o di un ramo della propria azienda, operativa in un business diverso, può agevolmente consentire l’acquisizione di tali risorse.</p>
<p><strong>Quale ulteriore alternativa, si potrebbe ritenere di concentrare le proprie risorse ed energie in un determinato business, ma solo temporaneamente, per riprendere poi a gestire personalmente tutti i business.</strong><br />
<strong>In questo caso, si può pensare, ad esempio, all’affitto del ramo d’azienda, che tratta business diversi da quelli che ci interesano al momento.</strong></p>
<p>Per completezza, ricordo che possono esserci altri strumenti, che ci consentono una rendita o una capitalizzazione dell’impresa o dell’azienda o rami d’azienda, riconducibili agli strumenti della cessione e dell’acquisto di usufrutto.<br />
Ma, anche per non complicare troppo le cose, rinvio per questi ed altri temi connessi, al mio <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">ebook Progetto Azienda</a>, dove ne parlo approfonditamente ed articolatamente.</p>
<p><em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero Turletti</a></strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em><br />
<strong>Autore di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong></p>
<p>Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai <a href="../feed/">Feed  RSS</a></p>
<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.i</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fcrescitaattiva.com%2Fcontrollo-di-gestione%2Fimprese-come-sviluppare-le-entrate-ed-il-fatturato-parte-8%2F&amp;title=Imprese%20%3ACome%20sviluppare%20le%20entrate%20ed%20il%20%20fatturato%20%28parte%208%5E%29" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>No related posts.</p>
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		<title>Aziende:Come sviluppare il fatturato e le entrate &#8211; 7a parte</title>
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		<comments>http://crescitaattiva.com/consulenza-aziendale/aziendecome-sviluppare-il-fatturato-e-le-entrate-7a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 23:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[credito bancario]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Esaminiamo in questa puntata  il caso dello sviluppo aziendale tramite business non complementari. L’impresa può infatti decidere di entrare in determinati segmenti di mercato, non perché tra loro sinergici e complementari, ipotesi che abbiamo considerato nella precedente parte di questo articolo, ma semplicemente perché i dati in possesso evidenziano [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1166 aligncenter" title="aziende-aumentare-fatturato-entrate-progetto-azienda" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/12/aziende-aumentare-fatturato-entrate-progetto-azienda.jpg" alt="aziende-aumentare-fatturato-entrate-progetto-azienda" width="225" height="300" /></p>
<p>Esaminiamo in questa puntata  il caso dello sviluppo aziendale tramite business non complementari.</p>
<p>L’impresa può infatti decidere di entrare in determinati segmenti di mercato, non perché tra loro sinergici e complementari, ipotesi che abbiamo considerato nella <a href="http://crescitaattiva.com/controllo-di-gestione/imprese-come-sviluppare-fatturato-ed-entrate-6a-parte/">precedente parte</a> di questo articolo, ma semplicemente perché i dati in possesso evidenziano trattarsi di business in fase di sviluppo.<br />
<span id="more-1163"></span><br />
Se, ad esempio, la holding di una casa costruttrice di autoveicoli decide di entrare nel segmento dei gioielli, sarà ovviamente difficile evidenziare delle sinergie, delle complementarietà tra i due segmenti.<br />
Nonostante ciò, questo tipo di strategia può essere ugualmente utile, sotto diversi profili.<br />
Intanto, diversificare le proprie aree di attività torna spesso utile in situazioni di crisi.<br />
Sopratutto in Italia, queste ultime non riguardano mai, indifferentemente, tutti i settori, essendoci quelli in recessione e quelli in crescita, anche nella stessa fase economica.<br />
Quando poi la situazione sia comunque positiva, entrare in settori con maggior redditività, comporta ovvi vantaggi.</p>
<p>La strategia dell’ingresso in nuove aree di business deve soprattutto osservare una regola fondamentale, in chiave di marketing: è importante non sovrapporre marchi, loghi ed, in sintesi, un brand, con settori che non centrano nulla l’uno con l’altro.<br />
Se l’impresa si è ben posizionata, in termini di brand, di immagine, e di quota di mercato, in un determinato segmento, utilizzare lo stesso per business diversi potrebbe provocare qualche problema d’identificazione, da parte della clientela.<br />
Meglio sviluppare brand, loghi e marchi diversi.</p>
<p>Le diverse aree di business, potranno comunque essere ricondotte ad un comune “cappello”, costituito da una holding, o da un marchio comune.</p>
<p>Se Rolex decidesse di dedicarsi al segmento degli orologi “per tutti”, piuttosto che all’immobiliare, certo farebbe male a sovrapporre il suo attuale marchio e logo.<br />
La cosa potrebbe essere controproducente anche per l’attuale segmento, in quanto gli attuali clienti potrebbero veder sminuita l’immagine di qualità del prodotto, sinora acquistato.</p>
<p>Infine, un cenno sugli aspetti organizzativi, per ricordare che, per realizzare le strategie di diversificazione, si possono costituire appositi settori ed imprese, o rilevare quelle già operative nel settore.<br />
Nel caso di business numericamente al di sotto di certi livelli quantitativi, ad esempio in termini di fatturato, un’unica impresa potrà agevolmente occuparsi delle varie aree di business, strutturando diversi settori aziendali, eventualmente diverse direzioni.<br />
Al di sopra di certi livelli, spesso diviene opportuno costituire apposite imprese, o società, partecipate da una holding, posta al vertice dell’organizzazione complessiva.</p>
<p><em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero Turletti</a></strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em><br />
<strong>Autore di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Imprese : Come sviluppare fatturato ed entrate &#8211; 6a parte</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Un’efficace strategia d’impresa consiste nello svilupparla per linee orizzontali. Ma cosa significa questo? Molto semplicemente, possiamo dire che l’impresa in questo caso entra in nuovi business, affiancandoli a quelli tradizionalmente gestiti. In termini di marketing questa strategia, tradizionalmente, si suddivide nelle due tipologie: * Nuovo mercato-nuovo prodotto * Vecchio [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">GianPiero Turletti</a></p>
<p>Un’efficace strategia d’impresa consiste nello svilupparla per linee orizzontali.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1114" title="aumento-fatturato-aumento-entrete-imprese" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/11/aumento-fatturato-aumento-entrete-imprese.jpg" alt="aumento-fatturato-aumento-entrete-imprese" width="300" height="225" /></p>
<p><strong>Ma cosa significa questo?</strong></p>
<p>Molto semplicemente, possiamo dire che l’impresa in questo caso entra in nuovi business, affiancandoli a quelli tradizionalmente gestiti.<br />
In termini di marketing questa strategia, tradizionalmente, si suddivide nelle due tipologie:</p>
<p>* Nuovo mercato-nuovo prodotto<br />
* Vecchio mercato-nuovo prodotto.</p>
<p>Si tratta, infatti, di entrare in nuovi segmenti di mercato, sotto il profilo dell’offerta, ma questo si può realizzare sia rivolgendosi a clienti già acquisiti, se interessati alla nuova tipologia di prodotto/servizio offerta, sia a clienti ancora da acquisire.<br />
<span id="more-1112"></span><br />
Rispetto a questa classica bipartizione, se ne possono però considerare altre, che meglio di quella tradizionale consentono di evidenziare eventuali vantaggi per l’impresa, soprattutto dal punto di vista dello sviluppo del fatturato e, più in generale, delle entrate.</p>
<p>Una fondamentale distinzione è quella tra business sinergici e complementari e business che non hanno tali caratteristiche.<br />
Sviluppare business sinergici e complementari significa occuparsi di prodotti o servizi, che sono complementari a quelli tradizionali dell’impresa.<br />
La sinergia si sviluppa nel senso che i prodotti tradizionali favoriscono lo sviluppo del fatturato anche sui nuovi, e la stessa cosa avviene per i nuovi grazie a quelli tradizionali.</p>
<p>Alcuni esempi chiariranno meglio i concetti esposti.<br />
Pensiamo, innanzi tutto, al business assicurativo, che spesso si affianca ai prodotti finanziari.<br />
Chi è interessato a sottoscrivere una polizza assicurativa spesso è interessato, infatti, anche a prodotti finanziari, sotto il profilo dell’investimento.</p>
<p>Tipico il caso della polizza vita, che costituisce un prodotto già di per sé finanziario, anche se con spiccate caratteristiche previdenziali.<br />
L’esigenza del cliente, infatti, è soprattutto quella di garantirsi un certo reddito-capitale, e può quindi essere ricondotta ad altre tipologie di prodotto, più spiccatamente finanziarie.</p>
<p>Ma pensiamo anche alle polizze dei rami danni.<br />
Chi vuol garantirsi una certa sicurezza contro possibili imprevisti, è di solito interessato anche a prodotti rivolti alle esigenze finanziarie, e simmetricamente dicasi per il sottoscrittore di prodotti finanziari.<br />
Lo sviluppo di questi ultimi, peraltro, può affiancarsi anche a prodotti non rivolti all’investimento, ma a chi, invece, necessita di un finanziamento.</p>
<p>Ma pensiamo non solo al cliente singolo, privato, ma anche all’impresa.<br />
Tradizionalmente, chi ha offerto una polizza di copertura di rischio del credito alle imprese, ha poi trovato agevole proporre eventualmente anche un servizio d’intermediazione, collegato alla ricerca di finanziamenti per la stessa.<br />
Essenzialmente, possiamo quindi parlare di business sinergico sopratutto se, rivolgendosi alla stessa tipologia di clientela, possiamo soddisfare esigenze diverse di quest’ultima, tramite l’offerta di prodotti/servizi diversi da quelli tradizionali.</p>
<p>Se gli esempi dianzi indicati sono evidenti, talora un rapporto sinergico può svilupparsi tra aree di business, solitamente considerate nettamente differenziate.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, al settore automotive ed a quello assicurativo.<br />
Eppure, la connessione può esserci, e talora permette al fatturato davvero di decollare.<br />
E’ anche la strategia seguita, anni fa, dalla FIAT.<br />
Chi acquista un veicolo deve, intanto, sottoscrivere una polizza RC auto, obbligatoria per legge.</p>
<p>Ecco, quindi, che l’offerta anche di tale servizio al medesimo cliente costituisce una strategia integrata e sinergica, che può portare ad ulteriori sviluppi.<br />
Una volta acquisito tramite il prodotto RC auto, il cliente può poi essere visitato da un consulente assicurativo, che gli potrebbe offrire una serie di prodotti integrativi, dalla copertura per la casa, a polizze vita, sino ad arrivare a prodotti finanziari.</p>
<p>Ma lo sviluppo può riguardare anche un cliente impresa.<br />
Questa può essere acquisita quale cliente, cui vendere il parco autoveicoli, e di qui il passo è breve, per arrivare alla copertura assicurativa dei medesimi e, ovviamente, per coperture assicurative sull’impresa.<br />
All’imprenditore, ancora una volta, si potranno poi offrire prodotti integrativi, che lo riguardano come privato.</p>
<p>La prossima volta, esamineremo il caso offerto da business non complementari.</p>
<p><em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero Turletti</a></strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em><br />
<strong>Autore di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Utili Buoni- Poca liquidità &#8211; Avventure di una piccola azienda che chiede credito alla Banca</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/utili-buoni-poca-liquidita-avventure-di-una-piccola-azienda-che-chiede-credito-alla-banca/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/utili-buoni-poca-liquidita-avventure-di-una-piccola-azienda-che-chiede-credito-alla-banca/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 07:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[credito bancario]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti e prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[Aumento fatturato]]></category>
		<category><![CDATA[piccola azienda]]></category>

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		<description><![CDATA[Utili Buoni- Poca liquidità &#8211; Avventure di una piccola azienda che chiede credito Bancario. Una piccola società di persone, settore  metalmeccanico  formata da 2 soci, 2 collaboratori ed un part time in amministrazione, si è trovata tra la fine del 2008 e la metà del 2009 ad aumentare il fatturato in maniera importante per circa [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Utili Buoni- Poca liquidità &#8211; Avventure di una piccola azienda che chiede credito Bancario.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1289" title="aumento-fatturato-indici-economici-buoni-mancanza-liquidita" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/aumento-fatturato-indici-economici-buoni-mancanza-liquidita.jpg" alt="aumento-fatturato-indici-economici-buoni-mancanza-liquidita" width="300" height="284" /><br />
</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p>Una piccola società di persone, settore  metalmeccanico  formata da 2 soci, 2 collaboratori ed un part time in amministrazione, si è trovata tra la fine del 2008 e la metà del 2009 ad aumentare il fatturato in maniera importante per circa <strong>un 40% rispetto al precedente periodo</strong>.</p>
<p>Vengo chiamato  verso l’inizio di giugno 2009 e mi viene detto che, nonostante che l’azienda avesse incrementato  il fatturato, non riesce a far fronte ai pagamenti dei fornitori.<br />
<span id="more-968"></span><br />
Dopo aver valutato la questione noto semplicemente che l’azienda, che continuava ad avere tanto lavoro, era economicamente sana ed aveva margini economici buoni, anzi migliori degli anni passati.</p>
<p>L’impresa aveva il problema di non essere finanziata adeguatamente poichè aveva preso delle commesse con grandi imprese, che sicuramente avrebbero pagato, ma con tempi lunghi spesso superiori ai 120 giorni.</p>
<p>Da notare che la clientela avrebbe pagato esclusivamente con bonifico bancario perciò non si potevano fare ricevute bancarie per smobilizzare i crediti.</p>
<p>Una delle cose da fare subito era di andare in banca e provare a chiedere un finanziamento adeguato per finanziare lo sviluppo, ma la banca soprattutto in questi periodi di restrizione del credito, cosa chiede?</p>
<p><a href="http://planconsulting.it/blog/basilea-2/valutazione-di-rating-se-diminuisce-cosa-significa/">Rating Buoni</a>, Redditi passati adeguati e documentati, <a href="http://planconsulting.it/blog/basilea-2/basilea-2-finanziamenti-senza-garanzie-in-banca-come-fai/">Garanzie</a>, <a href="http://planconsulting.it/blog/rating/fondi-di-garanzia-per-ristrutturazioni-del-debito-e-se-non-hai-i-rating-buoni/">Garanzie</a> e soprattutto Garanzie.</p>
<p>Ora, la piccola azienda, ha rating buoni cioè una buona valutazione per dati aziendali e per il comportamento verso il sistema bancario, redditi proporzionati all’attività, ma… non ha garanzie e non è <strong>capitalizzata.</strong></p>
<p>Essere non capitalizzata significa che l’impresa ha un <strong>basso patrimonio netto </strong>dato dal basso capitale apportato dai soci e non ha riserve di utili significative degli anni precedenti poiché i guadagni li hanno prelevati i titolari.</p>
<p>In questo caso il tutto si traduce con un capitale proprio molto inferiore all’indebitamento bancario ,quindi si ha un rapporto non proporzionato ai debiti che in passato l’azienda ha contratto con la banche.</p>
<p>Questo rapporto detto anche <strong>Debt equity ratio</strong> che esprime il grado di indipendenza finanziaria dell’azienda dalle fonti esterne di finanziamento, si traduce con un rapporto tra <strong>Debiti verso terzi e Capitale Proprio</strong>.</p>
<p>Questo indice è da considerarsi buono quanto più si avvicina ad 1 – Per la realtà Italiana formata da piccole imprese è accettabile a mio giudizio sino ad un 5.</p>
<p>La ns. azienda in questione ha un rapporto intorno al 10 quindi anche se ha buoni indici economici, da un punto di vista patrimoniale risulta essere sottocapitalizzata.</p>
<p>Dunque , quale poteva essere la soluzione?</p>
<p>…………………………………</p>
<p>Rimando nel prossimo post  nella seconda parte  il proseguimento della  storia  della  piccola impresa metalmeccanica…</p>
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<p>E tu cosa ne pensi , fammi sapere la tua opinione  !</p>
<p>A Cura di <a href="http://planconsulting.it/blog/chi-sono/">Patrizio Gatti</a><br />
Autore di “<a href="http://tinyurl.com/54n3v2">Amministrare l’Azienda</a>”</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">L’articolo è stato prelevato da <a href="http://planconsulting.it/blog">http://planconsulting.it/blog</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">L’articolo è stato anche pubblicato </span>sul blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fcrescitaattiva.com%2Famministrazione-aziendale%2Futili-buoni-poca-liquidita-avventure-di-una-piccola-azienda-che-chiede-credito-alla-banca%2F&amp;title=Utili%20Buoni-%20Poca%20liquidit%C3%A0%20%E2%80%93%20Avventure%20di%20una%20piccola%20azienda%20che%20chiede%20credito%20alla%20Banca" id="wpa2a_8">Condividi</a></p><p>No related posts.</p>
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		<title>Imprese:&#8221;Come aumentare il fatturato nel business online&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 21:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti e prestiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Nelle precedenti puntate abbiamo considerato essenzialmente casi di marketing, riconducibili a prodotti distribuiti essenzialmente off line, nel settore degli impianti antifurto. Passiamo ora ad esaminare come sia possibile sviluppare soprattutto le funzioni di un prodotto/servizio nell’ambito di business on line. Mi riferisco agli ebook ed ai software, per la [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <strong><a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652">GianPiero Turletti</a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-960" title="aumento-fatturato-entrate-impresa" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/08/aumento-fatturato-entrate-impresa.jpg" alt="aumento-fatturato-entrate-impresa" width="300" height="170" /></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Nelle<a href="http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/impresesviluppare-il-fatturato/"> precedenti puntate </a>abbiamo considerato essenzialmente casi di marketing, riconducibili a prodotti distribuiti essenzialmente off line, nel settore degli impianti antifurto.</p>
<p>Passiamo ora ad esaminare come sia possibile sviluppare soprattutto  <strong>le funzioni di un prodotto/servizio</strong> nell’ambito di business on  line.<br />
<span id="more-957"></span></p>
<p>Mi riferisco agli ebook ed ai software, per la verità prodotto, quest’ultimo, commercializzato anche off line, ma con molti punti in comune con l’ebook, soprattutto per la sua utilizzabilità e trasmissibilità on line.<br />
In questi casi, allo sviluppo tecnico e tecnologico del prodotto si è accompagnata un’evoluzione giuridica, che ha consentito di evidenziare diverse tipologie di utente, e di meglio rispondere alle specifiche esigenze di ognuna di queste.</p>
<p><strong>Questo sviluppo di marketing ha origine negli USA,</strong> ma si è  diffuso anche da noi.<br />
Certo non ultimo, in questo ambito, anche il collega ed  autore <a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=123&amp;pp=21652"><strong>Daniele D’Ausilio</strong> </a>per l’Italia.</p>
<p>Affrontiamo la questione in chiave di marketing e domandiamoci a cosa possa  servire un ebook, piuttosto che un software.<br />
Certo, innanzi tutto si pensa  all’uso tradizionale, quello personale.</p>
<p>Ed in al senso l’autore concede <strong>una licenza d’uso</strong>, e chi  acquista un ebook può leggerlo ed utilizzarne il contenuto.</p>
<p>Ma potrebbero esserci altri tipi di esigenze, che il tradizionale contratto di compravendita (per gli ebook) e di licenza d’uso (per i software) non soddisfa.<br />
Intanto, l’acquirente potrebbe essere interessato anche ad un  utilizzo commerciale di questi prodotti, ad esempio alla  <strong>rivendita.</strong><br />
Ed ecco che è stata studiata un’altra tipologia  contrattuale, che consente al cliente di soddisfare anche tale finalità.<br />
Il  diverso tipo di licenza utilizzata,  consente, in tal caso, non solo l’uso  personale, ma anche <strong>la rivendita a terzi</strong>, in pratica  costituisce un diritto a rivendere i diritti.</p>
<p>Ma l’elaborazione contrattuale non si è limitata a ciò, e si è pensato ad un terzo tipo di licenza, che consente anche la facoltà, solitamente non concessa all’acquirente, di modificare il contenuto di quanto acquistato.</p>
<p>Esaminiamo, quindi, come le diverse tipologie soddisfino le correlate  esigenze del cliente.<br />
Il primo tipo è tradizionale, mentre il secondo è utile  a chi voglia realizzare, a sua volta, un <strong>business,</strong> mentre con il terzo tipo il soggetto, che ne è provvisto, può addirittura presentarsi al mercato con un prodotto suo, anche se ne ha modificato solo parzialmente il contenuto, o magari solo <strong>logo e marchio</strong>.<br />
I quest’ultimo caso, quindi, si è soddisfatta l’esigenza di presentarsi con un proprio prodotto per coloro che non erano in grado, autonomamente, di svilupparne uno.</p>
<p>Ovviamente, ad ogni licenza corrisponde un prezzo diverso, ed in tal modo, con lo stesso prodotto, si può far decollare davvero il fatturato.</p>
<p><em><strong>A Cura di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">Gian Piero Turletti</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://tinyurl.com/c4b2ov"></a></strong></em><br />
<strong>Autore di <a href="http://tinyurl.com/c4b2ov">“Progetto Azienda”</a></strong></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it">www.giacomobruno.it</a></p>
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