Posts Tagged ‘controllo aziendale’

L’imprenditore e il suo orgoglio in una bella citazione di Luigi Einaudi!

Sempre attualissima la citazione di Luigi Einaudi. Anzi ancora di più lo è diventata con l’avvento della crisi e delle problematiche che sono state create anche dal mondo bancario che con un vero e proprio credit crunch ha contribuito a far affondare quelle imprese che già erano in difficoltà o si sono trovate in condizione di faticare .

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Intervista a Patrizio Gatti da B2corporate.com:Rapporto Banca Impresa

Ciao,  è con piacere che pubblico la  prima parte dell’intervista che mi ha fatto Luca  Vanzulli della Redazione di  www.b2corporate.com , blog che ritengo importante per quanto riguarda il controllo di gestione aziendale, e il managerial accounting

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Redazione B2C  : Ciao Patrizio! Chi sei e cosa fa Plan Consulting?

Ho cominciato a lavorare in ambito amministrativo nel 1990 per una importante azienda  di Massa Carrara.
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Problemi di impresa come risolverli !!! Settima parte

Un guest post di Gian Piero Turletti che riprende il suo  minicorso sui problemi d’impresa come da articoli precedenti

Affrontiamo oggi uno dei temi, che di solito destano maggiormente l’attenzione di imprenditori e di managers:

come sviluppare un’efficace azione commerciale offline?

Ancora una volta, può essere utile ricorrere al concetto di marketing-mix, per indicare una pluralità di tecniche e di strumenti, che possono contribuire al conseguimento di importanti risultati commerciali.
Mentre nella precedente parte di questo minicorso abbiamo considerato, sostanzialmente, le principali leve del marketing online, vediamo di seguito a cosa principalmente ricorrere offline:

  • promozione
  • prodotto/servizio
  • pubblicità
  • distribuzione
  • analisi mercati.

Vista anche la finalità di questo minicorso, certo non è questa la sede per approfondire tutte le problematiche, che si ricollegano a questi elementi (e a cui dedico decine e decine di pagine nel mio ebook Progetto azienda), ma possiamo fornire alcune indicazioni essenziali.
Ecco, quindi, uno schema delle principali questioni da affrontare, in relazione alle componenti, appena elencate, di un piano di marketing- mix.

Promozione:

  • quali particolari promozioni eventualmente utilizzare (regali, tre per due…..)?
  • quanto ripetere una o più promozioni?
  • quale obiettivo ha la promozione: fidelizzazione della clientela, conseguimento di una maggior quota di mercato?

Prodotto/servizio

  • a quale prodotto/servizio si dedica l’azienda?
  • quali sono le nostre competenze al riguardo?
  • com’è posizionata la concorrenza?

Pubblicità

  • quale forma di pubblicità risulta più efficace (televisiva, radiofonica….)?
  • quale struttura risulta più opportuno utilizzare, per il lancio e la gestione di campagne pubblicitarie (agenzia esterna, struttura interna)?
  • quale periodicità e quali media utilizzare?

Distribuzione

  • qual’è la distribuzione più idonea per il nostro prodotto/servizio (propri centri commerciali, agenti,….)?
  • analisi fatturato/costi delle diverse ipotesi distributive
  • evoluzione distributiva del settore di riferimento.

Analisi dei mercati

  • segmentazione del mercato ed analisi quali-quantitativa della domanda
  • analisi dei rapporti costi/benefici, in relazione ad ipotesi di posizionamento su segmenti di mercato diversi
  • analisi del mercato tramite la “matrice prodotto-mercato”

(vecchio prodotto-vecchio mercato; vecchio prodotto-nuovo mercato; nuovo prodotto-vecchio mercato; nuovo prodotto-nuovo mercato).

Concludo con un’indicazione di risorse gratuite sulle problematiche aziendali:

un report gratuito, dall’area free del sito  Bruno Editore

Buon lavoro…e…alla prossima

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

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L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

Problemi d’impresa come risolverli- Terza parte

Nel precedente articolo, concentravo la mia attenzione su alcune forme di finanziamento alle imprese, quale strumento per la gestione della liquidità aziendale.


Trattandosi di linee di credito, occorre sottolineare che ottenere queste ed altre tipologie di finanziamento, soprattutto da una banca, non è così automatico, ed ecco, quindi, una soluzione che spesso agevola l’impresa anche sotto questo profilo.

E’ opportuno porsi l’obiettivo di avere un cosiddetto “polmone finanziario”, cioè ricercare sempre un livello di liquidità maggiore di quello che risulterebbe strettamente necessario in base agli impegni formulati nei piani aziendali, e quando la nostra impresa sia in buone condizioni economico-finanziarie, cioè senza aspettare eventuali periodi di crisi.
Avere, quindi, un 20, 30% in più, rispetto alla liquidità strettamente necessaria alla gestione aziendale programmata, risulta opportuno, per diversi motivi.

Intanto, ricordiamo che quando un’impresa chiede una o più linee di credito ad una banca, quest’ultima preferirà accordargliele, se la sua situazione economico-finanziaria risulta positiva, a fronte dell’analisi condotta dalla banca stessa.
Meglio, quindi, cercare una maggior liquidità, quando già quest’ultima sia consentita da una positiva impostazione economica.

Inoltre, avere una liquidità eccedente serve proprio per i periodi di crisi, quando le risorse finanziarie scarseggiano ed anche le banche, evidentemente, saranno decisamente più restie nell’accordare i finanziamenti richiesti.
Nel prossimo articolo, troveremo un’altra interessante soluzione ai problemi della liquidità aziendale.
Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:
un report gratuito, dall’area free del sito Bruno Editore

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

Problemi d’impresa come risolverli-Prima parte

 

Ho l’onore di ospitare su questo blog una serie di  articoli di una persona da me stimata che si è creato ormai un suo seguito e si è fatto conoscere e apprezzare in quanto oltre a essere uno stimato Consulente Aziendale è Autore di un ebook pubblicato con Bruno Editore -Il suo Nome – Gian Piero Turletti

L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

Buona Lettura

Con questo articolo inizio a regalarvi un piccolo corso su alcuni principali problemi aziendali.

 

Vedremo insieme come affrontarli e quale può essere, nella maggior parte dei casi, la soluzione pratica, che in molti casi ha consentito alla maggior parte delle imprese di superarli brillantemente.

Si tratta di veri e propri ostacoli, che l’impresa può trovare sul suo cammino, e tali da rallentare o impedire, se non seriamente affrontati, il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

Esamino, per primo, uno dei più diffusi problemi, quello della carenza di liquidità aziendale.

Si tratta, in effetti, di uno dei più gravi problemi per un’impresa, tanto che, se non affrontato adeguatamente, può anche portare a situazioni di insolvenza, cioè incapacità di pagare i debiti e di adempiere le proprie obbligazioni e, nei casi più gravi, anche al fallimento.

 

L’impresa, infatti, nella sua complessa ed articolata organizzazione, si compone di taluni elementi fondamentali, tra i quali il fattore umano e quello finanziario si collocano, per importanza, ai primi posti.

Anche nelle situazioni, in cui l’impresa si dia un’attenta programmazione, può quindi verificarsi una scarsità di uno o più di tali elementi e, come un’autovettura non potrà andare molto distante, senza la necessaria quantità di carburante, la stessa situazione capita in assenza del carburante aziendale per eccellenza, la liquidità finanziaria.

 

Possono, infatti, sempre intervenire situazioni impreviste di difficoltà, tali da richiedere anche una rivisitazione dei piani e dei programmi aziendali, e con conseguenze riguardanti, innanzi tutto, proprio i flussi finanziari.

Le due principali sono rappresentate da:

* Fallimenti di altre imprese

* Fasi recessive dell’economia.

 

Vedremo, nel prossimo articolo, come situazioni impreviste possano influire negativamente sulla liquidità aziendale e come affrontare questo tipo di problema.

 

Intanto, vi lascio con un’indicazione di risorse gratuite sulle problematiche aziendali:

ecco il link :

mentre alcune video clip su vari temi, tra cui le problematiche d’impresa, anche queste completamente gratuite, si trovano sul sito

www.clubautoritv.com

Buon lavoro e…..alla prossima!

A Cura Di Gian Piero Turletti,

Autore di “Progetto Azienda”

L’Azienda e il capitale Relazionale

Rimanendo in tema di Capitale umano e capitale intellettuale come già nei precedenti articoli

Capitale Intellettuale e capitale Umano nell’azienda

Che cosa è il capitale intellettuale? E a cosa serve?

continuo con  un ulteriore spunto sul capitale immateriale e cosa rappresenta il capitale relazionale sempre  prendendo come fonte di suggerimenti   ( L. Edvinsson, “Knowledge Sharing Excercise (luglio 2001), in J.H. Daum, Intangibile Assets and Value Creation, John Wiley & sons Ltd, 2003.-M. Monteleone – Ricerca area pianificazione e controllo di Isvor Fiat)

Il capitale esterno è rappresentato dalle relazioni con i clienti e i fornitori, dall’immagine e dalla reputazione dell’azienda.

Il cliente è il valore più importante che possiede un’azienda.

La gestione delle relazioni con il cliente include il complesso insieme di attività strategiche, il cui scopo principale è quello di aumentare la redditività dell’azienda, attraverso il miglioramento costante dei rapporti con i clienti.

In che modo è possibile migliorare questo rapporto?

Comunicazione è la parola chiave, sia in entrata che in uscita.

Il cliente deve essere considerato come un individuo specifico con interessi e necessità particolari. Un orientamento strategico in cui si privilegia cosa pensa il cliente è uno strumento cardine del successo delle politiche aziendali.

Il cliente è lo spettatore critico finale di un processo.

Poniamoci nei panni di uno spettatore che vede la prima visione di un film reclamizzato e sponsorizzato da mesi, con un cast internazionale di primo piano ed una trama sulla carta coinvolgente.
Prima di entrare nella sala cinematografica, io spettatore, ho notato che il regista X ha diretto parecchi film di grande successo, l’attore Y ha vinto due Oscar e che il film narra un argomento di mio interesse. Ho perciò un’immagine del film che rispecchia il massimo della mia soddisfazione.
Al termine della proiezione, il film risulta essere un B-movie, con un cast poco valorizzato ed una trama insufficiente.
Uscendo dal cinema, incontro l’amico Z che mi chiede se il film era interessante. Cosa gli dico?

Ecco, la domanda che permette di comprendere il reale valore di un giudizio esterno.
Cosa dico io ad un altro potenziale cliente della società X se non sono soddisfatto?
Il successo di un prodotto/servizio è soprattutto la soddisfazione del cliente.

E tu cosa ne pensi?

Finanziamenti e prestiti? Non bisogna correre dietro ai soldi!!!

Il tema della attuale crisi finanziaria è spesso affrontato per chi ha il denaro investito o chi li ha da investire.

Dei finanziamenti e prestiti invece cosa si dice? Innanzitutto sembrerebbe che i provvedimenti presi dagli stati non migliorano la stretta creditizia senza precedenti che stanno attuando le banche.

Di conseguenza l’accesso al credito di famiglie ed imprese resterà difficile. Ma come?

Per essere espliciti sono stati spesi i soldi per strappare al pericolo le grandi banche, spesso responsabili della crisi. Questo porterà meno soldi per aiutare le imprese in affanno ed i lavoratori che perderanno o hanno perso il posto di lavoro.

In un periodo di crisi buia come quell’attuale, per le banche dare prestiti diventa più costoso, infatti la selezione della qualità del cliente è la prima contromisura che viene presa.

In queste ultime due settimane ho incontrato per 2 clienti diversi 2 stimabili funzionari bancari di Istituti differenti e tutti e 2 inaspettatamente per me, hanno consigliato ai loro clienti, pur contro il loro interesse, di non basarsi solo sugli affidamenti concessi dalla loro banca!

Finalmente qualcuno dice quello che io ho sempre sostenuto ed ho anche scritto in Amministrare l’Azienda, in sostanza mai basarsi, soprattutto nei periodi” magri”, solo su una banca.

In conclusione occorre quindi tenere sotto controllo la propria valutazione (rating) e tenere come base questo insegnamento di Aristotele Onassis:

“Non bisogna correre dietro ai soldi bisogna andargli incontro”

E tu sei d’accordo? Aspetto un tuo commento!

A Cura di Patrizio Gatti,
Consulente di direzione aziendale
,
Autore di “Amministrare l’Azienda

Articolo pubblicato il 23-ottobre 2008 su www.giacomobruno.it

Il miglioramento continuo in azienda- Il Kaizen

Il Kaizen per il miglioramento del controllo aziendale

miglioramento continuo

Quando vado in alcuni tipi di azienda a fare consulenza a volte mi ritrovo a parlare e suggerire di applicare il KAIZEN, metodo giapponese che si intende “Miglioramento Continuo Passo Passo,” In sostanza puoi pensare ad un atteggiamento col quale ogni cosa che stai realizzando, la puoi fare meglio.

Il Kaizen a me è piaciuto come filosofia gestionale poiché coinvolge tutti i livelli aziendali spingendoli a programmare e lavorare assieme per il successo.
Per fare questo occorre coinvolgere i dipendenti; i lavoratori devono sentirsi ispirati nell’esecuzione delle loro mansioni, devono sentirsi fieri del loro lavoro ed apprezzare l’apporto che offrono all’azienda. Se i dirigenti imparano ad ascoltare i lavoratori nel luogo di lavoro e a fornir loro il supporto adeguato, il “punto di produzione, il luogo dove avvengono i fatti” diventa il luogo dove nascono il buon senso ed i miglioramenti a basso costo.

Perché Questo? Perché con questo metodo tutti sono chiamati a dare suggerimenti sui miglioramenti da attuare Patrizio ma stai fantasticando? Assolutamente no sono convinto di quanto dico! E’ vero, queste sono filosofie gestionali giapponesi che hanno contribuito al successo per esempio della TOYOTA, ma queste dottrine gestionali vanno applicate alle nostre imprese adattandole anche al nostro modo di ragionare.

Per esempio possiamo adottare il metodo delle 5S una delle attività che ha contribuito a fare il successo del Kaizen. Le 5S sono indicate per grosse fabbriche ma, se ci fai caso, puoi applicarle in qualsiasi impresa, infatti sono: 1. Separazione (Seiri): bisogna suddividere ciò che è necessario e ciò che non lo è e scartare quest’ultimo; 2. Ordine (Seiton): bisogna collocare gli oggetti necessari dove occorrono; 3. Pulizia (Seiso): bisogna eliminare sporco nelle macchine e nell’ambiente; 4. Standardizzazione (Seiketsu): bisogna sistemare i reparti e impianti nelle condizioni migliori; 5. Disciplina (Shitsuke): bisogna essere in grado di utilizzare con autodisciplina i quattro punti di cui sopra.

Sembrano cose scontate ma se andiamo ad analizzarle non è poi sempre così, per esempio: 1)

Ti sei mai trovato in un ufficio e l’addetto per trovare un certificato che era finito in mezzo a vecchi documenti ha dovuto perdere un sacco di tempo e di conseguenza te lo ha fatto perdere anche a te? 2)
Hai mai visto due o più lavoratori sprecare un bel po’ di tempo in cerca di un trapano poiché non riuscivano più a trovarlo, in quanto un loro compagno lo aveva utilizzato e non lo aveva più rimesso al suo posto e questo ha comportato il ritardo dal cliente? 3)
Ti è mai capitato che nel pulire dei macchinari l’addetto alla manutenzione si accorgesse che lo sporco di grasso copriva dei bulloni e dadi allentati e grazie a ciò si è evitato guasti e guai peggiori? 4)
Per mantenere ed evitare alcuni dei problemi descritti devi fare ed educare i collaboratori ad applicare costantemente le attività di cui sopra.
Queste sono domande nello stesso tempo sono esempi di cosa potrebbe significare non adottare la metodologia delle 5S.
Questo rappresenta un grosso costo che buona parte delle aziende pubbliche e private si trovano a sostenere spesso senza saperlo quantificare.

MasaaKi Imai leader mondiale del qualità management, autore del best seller Kaizen, nel libro “Gemba Kaizen“ afferma che un dirigente esperto può determinare il livello di una società in 5 minuti , ispezionando lo stabilimento e osservando gli sprechi e le 5S . Scarsità di 5S nel luogo di lavoro significa inefficienza, presenza di spreco significa insufficiente autodisciplina, morale basso, qualità scarsa, costi elevati e incapacità d soddisfare i termini di consegna.

Io trovo che questa è una materia assolutamente affascinante e che proporzionandola alla nostra realtà si può adottare sin da subito.

Naturalmente questi sono solo accenni e tu hai degli esempi da fare su questo argomento?

A Cura di Patrizio Gatti Consulente di direzione aziendale

Autore di “Amministrare l’Azienda”

Articolo pubblicato sul blog www.giacomobruno.it

Il magazzino? da mettere sotto controllo

Il magazzino? da mettere sotto controllo

Articolo di Patrizio Gatti tratto da www.giacomobruno.it

Ormai è diventato strategico non avere magazzini gonfi. Magazzini dilatati di solito significano debiti alti verso fornitori, o banche, oppure mancanza di liquidità.
Ok, hai il magazzino alto ma effettivamente qual è il suo valore?
E’ vero, hai il valore di magazzino ma alla banca che ti valuta un finanziamento gli interessa vedere un magazzino gonfiato?
Se acquisti oggi, per molti settori, domani è già in corso una svalutazione e riduzioni di valore di magazzino potrebbero significare perdite aziendali e in questo caso diventerebbe più difficile ottenere eventuali finanziamenti bancari.

E allora… come si fa a tenere sotto controllo questa misura?

Esistono dei sistemi per tenere sotto controllo il valore di magazzino ed uno di questi è darsi un budget di spesa e pianificando prima di acquistare le entrate e le uscite per valutare i tuoi futuri flussi finanziari.

Sembra facile a dirsi ma ti assicuro che per un imprenditore o un suo incaricato se non ha un programma software di scorte minime e massime è una cosa difficilissima, soprattutto per quelle piccole attività non abituate a lavorare con Budget.

Quindi a mio avviso anche i più piccoli si devono adeguare a queste tecniche di controllo per evitare indebitamenti elevati e fuori controllo.
A Cura di Patrizio Gatti