Ciao oggi mi prendo lo spazio di questo post solo per fare gli auguri a Te ad ai Tuoi cari per Buone Feste e Felice Anno Nuovo.
Lasciamo quindi da parte per qualche giorno Basilea 2 e i rating , Basilea 3, gli sprechi aziendali ,il credit crunch, la tribolazione per molte imprese per ricevere credito .
Pensiamo però anche in positivo prendendo come esempio le imprese che si sono reinventate reagendo alla crisi e che stanno raggiungendo fatturati mai raggiunti negli anni precedenti….
Con un amico , direttore di una piccola impresa, siamo andati insieme al bar a prendere un caffè .

Abbiamo cominciato a discutere sulle difficoltà che hanno le PMI per accedere al credito , sul rating e Basilea 2 ed abbiamo finito col parlare di “Moratoria dei debiti bancari” .
A questo proposito gli ho chiesto se avesse pensato di fare richiesta alla Banca per spostare i finanziamenti in corso per ulteriori 12 mesi.
Egli mi ha risposto che ha già fatto la valutazione con la Banca ma che è indeciso se andare avanti .
La sua impresa ha un mutuo acceso a gennaio 2008 ed il beneficio per quanto riguarda la quota capitale non gli è sembrato poi così elevato.
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Negli ultimi tempi continuo a ricevere e mail da Aziende che non riescono ad accedere al credito e ricevono porte in faccia dal sistema bancario , mentre qualche mese fa quando le cose andavano a gonfie vele alcune di queste imprese venivano ricercate dagli Istituti Bancari per l’apertura dei fidi .

Mi sono preso a cuore questo argomento perchè vedo che sta penalizzando anche tante brave persone che hanno magari fatto errori in passato oppure che non sono stati in grado di crearsi dei patrimoni tali da risparmiare loro sofferenze finanziarie in caso di crisi.
Certo ,io dico sempre che è giusto dare sempre meglio il credito a chi può avere capitali e, a chi è stato in grado di crearsi un patrimonio e una buona reputazione bancaria , quindi un RATING BUONO , credo però che in questi momenti sia utile salvaguardare anche i più deboli .
Purtroppo il sistema bancario continua a non finanziare chi stà “male finanziariamente “
Voglio pubblicare una parte di e-mail sintomatica di ciò che sto dicendo di una azienda del Nord Italia che mi ha dato il permesso di pubblicare il testo della sua e mail coprendo il nome per motivi di privacy .
AH DIMENTICAVO !!!
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“Le banche italiane – lo dimostra l’ultima tornata di trimestrali – continuano a macinare utili. Inossidabili nonostante la crisi finanziaria.” (Fonte www.libero-news.it)
Grazie a cosa? Grazie anche al Ministro del Tesoro arrivato giusto in tempo con i Tremonti bond a dare loro un po’ di ossigeno.

E per le piccole imprese ???
Con l’estendersi della recessione dei consumi, molte piccole imprese artigianali e commerciali sono in crisi di liquidita’, ma almeno per chi dimostra delle potenzialita’ future, e’ opportuno cercare di ristrutturare il debito verso forme di finanziamenti a medio-lungo termine per riavere un pò di respiro.
Basta guardare in giro nel web puoi notare che in questi ultimi giorni si sono moltiplicate le azioni a sostegno del credito bancario per aiutare le imprese .
A partire dal comitato di gestione del Fondo di Garanzia che il 9 aprile ha deliberato,
l’incremento del plafond per impresa a 1,5 milioni di euro nell’ambito delle nuove misure anticrisi varate dal Governo che prevedono la possibilità di ottenere finanziamenti a medio termine con garanzie dello Stato, per arrivare a molte Istituzioni locali (Provincie, Comuni e Camere di Commercio) che stanno preparando o hanno preso provvedimenti tesi a sostenere l’accesso al credito delle PMI soprattutto mettendo a disposizone fondi per i consorzi di garanzia per favorire quelle imprese che necessitano di una ristrutturazione del debito o di un sostegno agli investimenti.
E i Tremonti Bond che sono uno strumento come abbiamo visto per dare una boccata d’ ossigeno alle banche in difficoltà ,porteranno gli Istituti a finanziare adeguatamente le imprese e famiglie ??
RIMANE SOLO UN FATTO E………. SEMPRE IL SOLITO.
MA A CHI VENGONO DATI QUESTI SOLDI ?
ALLE IMPRESE MERITEVOLI CIOE’ CON RATING BUONI, O SI DIMINUISCE ANCHE I RANGE DEI RATING ??
Quasi ogni giorno sono a trattare condizioni, finanziamenti per miei clienti ed ho molti conoscenti bancari per i quali ho molta stima e rispetto , ma non ho ancora sentito nessuno dire che il Sistema Bancario finanziarà chi è in difficoltà nonostante abbia un passato senza pecche o abbia piani di sviluppo futuri interessanti , se nel momento che chiede i soldi non ha capitale a garanzia , gli indici di bilancio giusti e i redditi buoni dell’anno prima .
E TU COSA NE PENSI?
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Ciao ,aspetto il tuo commento , fammi sapere cosa ne pensi
Patrizio Gatti
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Dopo il post precedente facciamo alcune considerazioni sui Tremonti Bond, e cosa comporta per aziende e famiglie.

La prima considerazione da fare riguarda il costo del finanziamento. Supponiamo che una banca faccia richiesta dei Tremonti Bond, la banca dovrà impegnare questi soldi per prestarli ad aziende e famiglie.
Ma a quali tassi?
Non di certo ai tassi dell’ Euribor, che sono bassissimi.
Le banche è più probabile che presteranno i soldi ad un tasso pari a quello pagano al Governo (che gli ha prestato i soldi) ovviamente maggiorato dei costi che sostengono (strutture, personale, ecc) quindi non meno del 10-11%. Se le cose stanno così, questo non aiuta certo le imprese o le famiglie…???
Altra considerazione è che i Tremonti Bond sono uno strumento per dare una boccata d’ ossigeno alle banche in difficoltà ma non tocca minimamente i vertici delle banche.
Più semplicemente se una banca è in crisi ed ha perso patrimonio a causa delle scelte operative sbagliate della dirigenza, gli artefici di questa perdita restano comodamente seduti ai loro posti.
Non sarebbe meglio una nazionalizzazione anche parziale della banca, rimuovendo i responsabili delle perdite e mettendo al loro posto altri dirigenti?
Infine se, come continuano a farci credere, le banche italiane sono così solide che bisogno c’era di destinare loro ben 10 miliardi di euro?
Non era forse meglio distribuirli in qualche modo ai cittadini per consentire un sostentamento immediato e – magari – uno stimolo a spenderne una parte per incoraggiare una ripresa dei consumi?
E tu cosa ne pensi ? Lascia un tuo commento
A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra
articolo prelevato da http://planconsulting.it/blog
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Alcuni termini in lingua inglese come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.
Tutte parole e frasi riconducibili a tre semplici concetti: crisi finanziaria, stretta creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la “stretta creditizia”, si è discusso a lungo.
Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.
Questa chiusura può avvenire essenzialmente per due motivi diversi. Uno legato al rischio inflazione che porta le banche centrali ad alzare i tassi di interesse per contenere l’espansione; l’altro invece avviene sull’onda di una crisi di liquidità che coinvolge le banche stesse che si vedono costrette a una chiusura del credito per evitare il fallimento.
In questo momento ad esempio ci troviamo nella seconda situazione.
Tutte le banche hanno cominciato a ridurre gli affidamenti, in particolar modo sui clienti finanziariamente più deboli, soprattutto PMI.
Sebbene i tassi d’interesse base (come l’Euribor) hanno cominciato a diminuire in seguito alle decisioni della BCE, gli spread applicati dalle banche si sono mossi in direzione opposta, aumentando più che proporzionalmente.
Il risultato così ottenuto sono affidamenti inferiori ad un prezzo più elevato.
«Con la presente la informiamo che la situazione mondiale dei mercati finanziari ha determinato un riprezzamento del costo del credito e una crescita del costo del denaro per le banche.
Per tali motivi ci vediamo costretti a variare le condizioni applicate al conto inviandole la proposta di modifica unilaterale del contratto».
Inizia così una delle tante lettere spedite da alcuni istituti bancari a decine di imprese…..
Il fenomeno si sta sviluppando a macchia d’ olio
Nel prossimo articolo , parleremo di quali saranno le ripercussioni per le imprese
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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra
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