Crescita Attiva | Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale

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Un Guest Post di Mario Delfino


Come valutare l’acquisto di un impianto fotovoltaico 2


Ne consegue che, ai fini della valutazione dei preventivi che ci vengono sottoposti, occorre analizzare la capacità dell’investimento proposto di generare reddito.

Invece, tendiamo a concentrarci, piuttosto, sul prezzo complessivo di realizzazione dell’impianto. Il criterio di selezione del preventivo, risulta, cioè, soltanto la valutazione del costo d’acquisto.

Un simile comportamento rischia di essere controproducente.
Perchè?
(continua…)

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Un guest post di  Marina Roveda Autrice di  “Le regole dell’amicizia”

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Sempre più persone scelgono l’amicizia elettronica, aprendosi un profilo su Facebook, iscrivendosi a Friendfeed, oppure curando un blog in cui i lettori possono postare i loro commenti, scambiandosi informazioni o punti di vista su un determinato argomento.

Altri si affidano alle chat, entrandovi come farebbero in un bar: si accostano ai tavoli per capire di cosa si parla, poi scelgono a quale gruppo aggregarsi, iniziando a discutere di tutto in simultanea.
Questo perché, nell’epoca dell’usa e getta in cui viviamo, l’amicizia tradizionale richiede tempo, attenzione, affetto, favori da restituire, in quanto come tutte le relazioni che durano è fondata su uno scambio reciproco.
(continua…)

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Oggi pubblico per  intero l’articolo  scritto da Giacomo Bruno Presidente di Bruno Editore apparso stamani sul blog

www.giacomobruno.it

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“Lettera Aperta al Presidente dell’AIE, Marco Polillo”

Roma, 26 Ottobre 2009 – Egregio dott. Polillo, l’Associazione Italiana Editori dichiara tra i suoi compiti quelli di tutelare gli editori, di favorirne la crescita professionale e di promuovere iniziative che siano un contributo alla diffusione del libro, della lettura e della cultura italiana in Italia e nel mondo.

Come ogni anno la Fiera del libro di Roma “Più Libri Più Liberi” (5-8 Dicembre) contribuirà a diffondere la cultura del libro e, già dall’anno scorso, grazie alla conferenza “Ebook e Web 2.0” organizzata da Bruno Editore, anche l’ebook ha il suo spazio.

Lo scorso 9 Ottobre 2009 Bruno Editore ha presentato al team di organizzazione il nuovo progetto di tavola rotonda “L’editoria digitale incontra l’editoria cartacea” coinvolgendo i più importanti esponenti dell’editoria cartacea e digitale in Italia, prendendo spunto anche da specifiche pubblicazioni editoriali di Bruno Editore in accordo con diversi editori italiani, tra cui Dante Alighieri, Sperling&Kupfer, Lupetti, Morlacchi, MyLife, Guerini&Associati, Armenia, SanGiovanni’s e molti altri ancora.

(continua…)

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Un guest post dMarina Roveda

“Come coltivare delle amicizie soddisfacenti”



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In linea generale, le grandi amicizie nascono sempre quando noi, interiormente, siamo pronti ad accoglierle: una parola, uno sguardo d’intesa, una risata che all’improvviso ci rivela che quella persona è simpatica, interiormente ricca, pronta a dare e a ricevere, ed è fatta. Abbiamo compiuto il primo, fondamentale passo in avanti che ci permette di entrare in relazione con gli altri. Ma questo è sufficiente? No, perché poi occorrono spazio e tempo per coltivare il rapporto che è appena nato. Cosa peraltro sempre più difficile, visto che molti di noi conducono esistenze con l’acceleratore a tavoletta. Riuscirci, comunque, non è impossibile. Basta metterci tanta buona volontà, oltre a conoscere e applicare alcuni segreti. Ve li svelo uno a uno.
Tolleranza= questo è un sentimento da usare su tutti i fronti, dalla sfera pratica a quella emotiva. Chi è rigido e inflessibile, difficilmente può costruire buone amicizie. D’altronde gli amici servono anche a questo: a offrirci nuove occasioni per cambiare, trovando quel nuovo equilibrio dentro di noi che nasce dal confronto con opinioni e atteggiamenti diversi da quelli che ci caratterizzano.
(continua…)

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Bruno Editore la Casa Editrice Leader per gli ebook in Italia  , grazie alla quale ho avuto l’onore di vedere  pubblicato il mio ebook “ Amministrare l’Azienda” ,  sta’  ottenendo un successo dietro l’altro , successo che è dimostrato oltre che dai numeri anche dalle numerose  recensioni e pubblicazioni dalla stampa a livello nazionale .

Giacomo Bruno e Viviana Grunert rispettivamente Presidente e Direttore generale di Bruno Editore tramite il blog www.giacomobruno.it  hanno  condiviso con tutti i loro lettori  il Video di 47 secondi attraverso il quale la Casa Editrice intende diffondere la cultura dell’ebook, spiegando cosa è un ebook, come scaricarlo, come leggerlo e perchè l’ebook è meglio del libro.

Il video è disponibile in HD direttamente nella home page di Bruno Editore!

Ciao e Buona visione , lasciamo parlare le immagini

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Un guest post di Gianluigi Ballarani

Ciao a tutti! Qualcuno saprà che da oggi 25 Marzo è disponibile l’ebook Facebook: Successo e Business scritto da me e Lorenzo De Santis.

Ma di cosa si tratta?

Forse, ancora prima di capire in che modo Facebook: Successo e Business potesse esserti utile, ti sei chiesto: cosa hanno in comune un esperto di comunicazione ed un SEO expert?

Cosa hanno trovato di così importante su Facebook, tanto da scriverci un libro a quattro mani?

Abbiamo deciso di creare uno strumento completo, sperimentando Facebook insieme, utilizzando le nostre rispettive competenze per analizzare il Social in tutte le sue parti, con approcci diversi. Abbiamo sperimentato senza sosta, spingendoci fino ai meccanismi più profondi di Facebook, arrivando al limite ultimo del consentito, abbiamo investito tempo, tanto tempo.

Probabilmente hai già deciso di uscire dalla massa di persone che perdono la propria vita su facebook. Adesso con Facebook: Successo e Business puoi sfruttare tutto il tempo e l’esperienza che abbiamo accumulato in questi mesi, il nostro know-how, le nostre competenze e, soprattutto, i nostri risultati.

Facebook: Successo e Business ti permetterà di muovere le corde più nascoste della rete sociale che creerai, di conoscere le persone che hai sempre stimato e che prima erano solo un nome su un libro o su un giornale. Anzi, di più.

Di più: potrai creare dei business con loro, potrai incrementare viralmente il traffico nei tuoi siti, il che vuol dire che potrai raggiungere una rete di clienti di migliaia di persone in pochissimo tempo, clienti auto-targhettizzati. Ancora meglio: avrai a disposizione gli strumenti per raggiungere il successo, per far sì che le persone ti cercheranno e vorranno parlare con te. Vorranno fare affari con te.

Cosa segue immancabilmente a tutti i passaggi precedenti, se sono compiuti nel modo giusto?
(Ti do un indizio, inizia con la D e finisce con NARO. Tanto.)

Ripeto: segue SE i passaggi sono compiuti nel modo giusto.

Perché ne siamo sicuri?
Semplice: perché l’abbiamo fatto prima di te. E ha funzionato!

Questo è Facebook? No. Facebook è uguale per tutti. Puoi trovarci dentro chiunque: dal nulla facente che non ha uno scopo nella vita, al più grande leader e imprenditore del tuo settore. Facebook è il mezzo. Quindi riformulando la domanda:
Questo è Facebook: Successo e Business?
Sì.

Ora la domanda è solo una: stai già sfruttando Facebook?

A cura di Gianluigi Ballarani,
Autore di “Esami No Problem” e Facebook: Successo e Business”

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L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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Un guest post di Eliana Pavoncello

C’è la crisi? Il mercato non va, gli ordini rallentano? Su con la vita, tagliamo la pubblicità! Secondo i dati dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati), l’andamento degli investimenti ei primi due mesi dell’anno è preoccupante. Astra Ricerche stima un calo del 10%.

Infatti sono molti gli imprenditori, soprattutto di aziende medio-piccole disorientati di fronte ad una situazione economica in calo che adottano come unica linea di difesa l’eliminazione di quelle che ritengono spese superflue. Prima fra tutte, la pubblicità.
Se appartieni a questa categoria, non importa quanto grande o piccolo sia il tuo business, o il settore merceologico in cui operi, ti dico subito che eliminare le spese pubblicitarie è un atteggiamento perdente e ti spiego subito perché.

Primo punto:  Solo compagnie  più grandi e consolidate – beate loro –possono ridurre il budget pubblicitario senza grandi problemi, perché stanno vivendo di rendita sugli investimenti milionari precedenti. Per una big company si tratta solo di sopportare per qualche tempo una contrazione del fatturato, che può essere ovviata mettendo il “pilota automatico” alle spese pubblicitarie, cioè mantenendo la presenza senza gradi accellerazioni. Facci caso: le grandi compagnie telefoniche, i detersivi, le merendine sono sempre presenti in tv e sulla stampa, ma gli annunci sono meno ripetuti oppure la campagna televisiva è la stessa dello scorso anno. Qualche marca, più attenta o più a rischio di grosse perdite, aggiusta il tiro (vedi la campagna della Coca-Cola che per la prima volta introduce il tema della convenienza su un prodotto che per sua natura non rientra nei beni indispensabili per vivere).

Secondo punto: Collegato al primo, ma di maggior interesse per chi opera in un mercato più ristretto e con qualche zero in meno. Un brand, una marca, una reputazione commerciale si costruiscono nel tempo, con un dialogo costante con i propri clienti. Interrompere il dialogo vuol dire lasciare campo libero alla concorrenza, in una parola sparire. Come amanti infedeli, i tuoi clienti ti lasceranno se non ti farai vivo, almeno ogni tanto, con un pensiero, una promessa, un “ci tengo ad averti con me”. Si chiama fidelizzazione e, anche se non porta ad azioni di acquisto immediate, comunque mantiene aperto il rapporto.

Terzo punto: per un business medio-piccolo, che sia o meno presente sul mercato, la pubblicità è uno strumento indispensabile, spesso l’unico, per raggiungere nuovi clienti. Poniamo che quest’anno, per motivi economici, i tuoi clienti abituali abbiano acquistato di meno: cosa fai? Aspetti che abbiano di nuovo la disponibilità economica per tornare a fare acquisti? Riduci i prezzi all’osso e assottigli il tuo margine di guadagno fin quasi ad annullarlo, sperando di aumentare il numero di prodotti venduti? Oppure fai in modo di andarti a trovare nuovi clienti?
Inutile dirti che l’ultima opzione non solo è la più opportuna, è anche quella che offre le maggiori possibilità di successo. Ma perché il successo arrivi, occorre investire in pubblicità.

Con questo non voglio dire che devi cominciare a spendere e spandere senza un progetto ben preciso e affidandoti a sistemi fai da te. Anzi. Nel mio ebookIl Cliente non Ha Sempre Ragione” spiego come sia cruciale la scelta del consulente pubblicitario: un professionista o una struttura che sia davvero in grado di intervenire positivamente nella tua specifica realtà di mercato, eliminando gli sprechi ma nello stesso tempo realizzando un piano di comunicazione efficiente ed efficace. La selezione richiede di rinunciare a molti luoghi comuni ed usare invece armi che possiedi già, anche senza saperlo, come Preparazione, Realismo, Immaginazione, Misura e Intuito (cioè le componenti della legge dei P.R.I.M.I).

E tu, come reagisci alla crisi? Riduci gli investimenti pubblicitari o continui ad investire? Opti per il fai da te o stai rivalutando il tuo rapporto con il consulente o con l’agenzia?

A Cura di Eliana Pavoncello,
Autrice di “Il Cliente non ha Sempre Ragione”

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Un guest post di Antonio Ferrandina

Per raggiungere i propri obiettivi di marketing ogni azienda deve comunicare in primo luogo con i clienti esistenti e potenziali. Può farlo direttamente, con contatti personali, in genere utilizzando la forza vendita, oppure indirettamente, impiegando la pubblicità, la promozione e le pubbliche relazioni.

Si parla in questo caso di vie di impulso, consistenti in comunicazioni di informazione e persuasione, rivolte ad ottenere specifici atteggiamenti e comportamenti dalla clientela.

Si tratta di scelte molto importanti, sia quando si tratta di Lanciare Prodotti di Successo, sia quando l’azienda deve immettere nuovo propellente ai prodotti-servizi già in portafoglio.

Le principali vie di impulso sono:

· la pubblicità o advertising; comunicazioni di massa a pagamento per stimolare la conoscenza dei prodotti, il loro acquisto e l’immagine aziendale;

· le promozioni, soprattutto sotto forma di sales promotion; iniziative come sconti, offerte speciali, concorsi, raccolte punti, ecc. volte a stimolare la prova e l’acquisto;

· il merchandising sul punto vendita; il merchandising prevede, oltre all’erogazione di informazioni supplementari volte a rendere ancora più «familiare» il prodotto, la disposizione e l’organizzazione di attrezzature e reparti, al fine di garantire la più opportuna esposizione dei prodotti, nonché un funzionale flusso di merci e clienti nel locale;

· il display delle vetrine e delle aree di vendita; Il display comprende invece, tecniche (vetrinistica, supporti espositivi, punti prova e assaggio) intese a mostrare nel modo più evidente e favorevole possibile, la presenza di certi prodotti nel punto vendita. Tali attività, poiché comportano una contestuale gara per la conquista degli spazi espositivi all’interno dei punti vendita, determinano non pochi attriti nei rapporti tra industria e distribuzione;

· il marketing diretto (mailing, telemarketing, web-marketing, personal selling, ecc.) quando assuma connotazione promozionale e informativa, piuttosto che commerciale in senso proprio. A parte tali strumenti off-line, nell’ambito della promozione-comunicazione Internet possono essere adottate tutta una serie di strumenti come il comunicato stampa, l’annuncio, il link, la newsletter, la chat, l’evento, la sponsorizzazione, il viral marketing, il sampling (distribuzione di campioni gratuiti), i freebies (distribuzione di oggetto o servizi gratuiti), i coupons (buoni sconto o simili), le operazioni di pricing, le raccolte punti, i concorsi a premio, i self liquidating premiums (oggetti promozionali con partecipazione alle spese), attività di tipo «Member get a Member», i FidelityClub, i programmi di affiliazione.

Più in generale, poi, le vie di sostegno sono le modalità impiegate per sostenere l’immagine complessiva dell’impresa; i principali strumenti applicabili sono:

  • la propaganda: comunicazioni di massa non a pagamento per stimolare la conoscenza dei prodotti, il loro acquisto e l’immagine aziendale (redazionali, partecipazioni a mostre, convegni, ecc.;
  • le pubbliche relazioni: attività di sostegno dell’immagine aziendale, attraverso le quali l’azienda migliora i rapporti con l’opinione pubblica, i clienti, le istituzioni, ecc.

In termini, sintetici le principali attività decisionali rientranti nell’area della promotion e della comunicazione sono:

  1. la pianificazione e la gestione della pubblicità, delle promozioni, delle pubbliche relazioni, della propaganda e in generale del direct marketing;
  2. l’amministrazione delle attività di promozione e di comunicazione;
  3. le ricerche sugli effetti e le performance delle attività di promozione e comunicazione.

In generali, poi, le principali attività per lo sviluppo di una efficace comunicazione sono:

  • identificazione del pubblico obiettivo;
  • determinazione degli obiettivi della comunicazione (consapevolezza, conoscenza, convinzione, acquisto);
  • definizione del messaggio (contenuto, struttura, fonte del messaggio);
  • scelta dei mezzi (canali di comunicazione personali/non personali);
  • definizione del budget totale;
  • definizione del mix promozionale;
  • misurazione dei risultati.

A presto!

A Cura di Antonio Ferrandina,

Marketing Specialist,

Autore di “Lanciare Prodotti di Successo”

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Un guest post di Enrico Sigurtà

Sei convinto di non essere creativo? Bene, questo articolo fa al caso tuo! Perché credi di non essere creativo?

I motivi possono essere tanti: fin da piccolo sei stato cresciuto sentendoti dire che non sei creativo; sei stato esposto ad un ambiente poco aperto alla creatività; tu stesso, avendo il timore di venir deriso per le tue idee, ti auto censuravi e bloccavi le tue fantasie; ritenevi che la creatività “fosse una cosa da bambini” e quindi l’hai sempre considerata come secondaria; e via dicendo…

Le possibilità sono tante, ma in linea di massima questi sono degli ottimi killer per la tua parte irrazionale, intuitiva e fantasiosa. Per questo oggi voglio dimostrarti che anche tu puoi essere creativo, mostrandoti l’effetto Stroop.

Fai questo esercizio: leggi ad alta voce queste parole il più rapidamente possibile.

Rosso Arancio Blu Verde

Verde Arancio Verde Blu

Rosso Nero Arancio Blu

Rosso Nero Nero Verde

Arancio Blu Verde Verde

Nero Arancio Rosso Verde

Cosa hai notato? Le prime 3 righe riuscivi a leggerle con estrema semplicità, mentre con le ultime 3 sei rallentato.

Questo avviene perchè i 2 emisferi del tuo cervello ( quello destro, creativo, e quello sinistro, razionale ) entrano in conflitto. L’emisfero sinistro infatti cercherà di leggere la parola scritta, mentre il secondo cercherà di leggere il colore.

Se tu non fossi per niente creativo e se la creatività non influenzasse minimamente la tua vita, questo effetto non esisterebbe. Il fatto è che puoi essere creativo come chiunque altro e puoi sviluppare questa tua abilità e metterla al tuo servizio.

Tieni sempre presente che il cervello va allenato, come qualsiasi altra parte del tuo corpo ( o, come direbbe Rocco Petrigliano nel suo progetto di neurobica, non devi abbandonare il tuo cervello .

I metodi per sviluppare il tuo emisfero destro sono tanti. Alcuni te li proporrò nei prossimi articoli, molte altri li puoi trovare nei miei 2 ebook. In particolare, I Segreti della Visualizzazione , ti insegno a controllare i tuoi sogni ( tecnicamente ad avere dei sogni lucidi ) e a sfruttare in modo molto più intenso il tuo potenziale creativo, raggiungendo stati che difficilmente potresti raggiungere normalmente.

A cura di Enrico Sigurtà
Autore di “I Segreti della Visualizzazione” e I Segreti della Creatività

L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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Ripropongo un articolo di Patrizio Messina tratto dal Blog www.giacomobruno.it , perchè trovo che le sue analisi siano veramente interessanti

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Cause ed effetto della crisi economica

Il grande deficit pubblico già presente prima degli avvenimenti citati era stato creato per via delle cattive abitudini dei cittadini islandesi di creare debiti su debiti. Pensate che qua tutti indistintamente possiedono carte di credito, anche i ragazzini!!!

Comprano automobili di grossissima cilindrata, case enormi, vestiti sempre firmatissimi e molto altro che ha portato la gente a chiedere sempre prestiti ed ad usare le carte revolving (rateali) che infine hanno acceso la miccia che ha fatto esplodere il tutto.

Tutto questo è il motivo per cui dedico un intero capitolo di “Autoconsulenza Finanziaria” alla risoluzione dei debiti e li definisco come catastrofe dilagante.

Chi ha letto il mio libro probabilmente ricorderà che nel capitolo 3, quando illustravo la cadenza dei cicli economici nella storia, avevo posto la fine dell’attuale ciclo fra la fine del 2008 ed i primi 3 mesi del 2009…

Rimango sempre della mia idea, ormai si vede che siamo verso il fondo della crisi.

Ci saranno sicuramente altri ribassi ma fra qualche mese ripartirà la salita delle quotazioni, o al più rimarrà basso qualche mese in trend laterale e poi ripartirà.

Tuttavia questo non significa che il pericolo è finito, anzi, ci sono un po’ di nazioni che sono a rischio “Argentina” e alcuni presenti addirittura all’interno della stessa UE. Fortunatamente l’Italia al contrario di quello che pensano in molti, non è messa male ed è l’unica nazione in cui la liquidità immessa nel mercato dal governo (i famosi 10 miliardi di €) non sono stati richiesti da nessuna banca (che però dicevano di avere problemi…).

Per farvi un idea delle nazioni che potrebbero avere problemi, considerate quelle che hanno puntato quasi tutto sullo sviluppo edilizio e sul turismo…

Il problema che ci dobbiamo porre è: anche se la borsa comincia a risalire fra qualche mese, siamo veramente alla fine del tunnel?

Qua ovviamente mi dovrei lanciare a fare l’indovino, tuttavia si possono fare delle previsioni su dei dati di fatto e delle plausibili cause ed effetto che potrebbero derivarne.

Intanto questa crisi sta lasciando dei grossi debiti alle persone per via dei mutui oltre al fatto che la recessione che ne sta derivando sta distruggendo molti posti di lavoro in tutto il mondo. Anche se fra qualche mese riparte l’economia, la ricostruzione dei posti di lavoro non è immediata ma potrebbe richiedere moltissimo tempo, ed in alcuni casi i danni sono irrimediabili.

Questo cosa comporta?

Comporta probabilmente un utilizzo forzato da parte di chi ha perso il lavoro o ha avuto una riduzione di reddito di finanziamenti e prestiti per poter comprare le cose che si è abituati a comprare oppure per i beni di prima necessità. Se a questo aggiungiamo la cattiva abitudine di utilizzare questo strumento anche per chi non ha problemi economici oppure di chi cerca di tenere un tenore di vita superiore alle proprie capacità, si può già prevedere che ad un certo punto, come è successo con i mutui, anche in questo caso inizieranno a “saltare” i primi beneficiari.

Considerate che anche questi tipi di prestiti sono coperti da obbligazioni che le banche piazzano ai risparmiatori per la copertura degli stessi…Il mancato rientro dei capitali da parte delle banche potrebbe causare una seconda crisi che possiamo definire come quella delle carte di credito e dei prestiti.

In questo caso non posso prevedere quando essa si scatenerà, potrebbe essere entro un anno oppure fra 10, ma se mi devo lanciare in una previsione direi che c’e la possiamo aspettare dai 3 ai 5 anni dopo la fine dell’attuale. Insomma penso che l’economia e quindi le borse ripartiranno salendo verso dei nuovi massimi, ma poi precipiterà per una nuova crisi.

E’ tutto? No!

Questo tipo di crisi avrebbe una ripercussione differente rispetto a quella dei mutui. Infatti gli oggetti acquistati con carte revolving o prestiti non sono come gli immobili ma sono oggetti spesso non pignorabili (tipo le vacanze o l’abbigliamento) o a forte svalutazione (elettronica) etc.

Molti di questi prodotti sono considerabili superflui, al contrario degli immobili, quindi la gente che non potrà più accedere al prestito taglierà semplicemente le spese causando un altra grossa crisi.

La terza sarà quella del prestito aziendale che, a causa della contrazione di consumi, non potranno più ritornare i capitali o i corporate bonds emessi dalle aziende stesse creando un altro ammanco economico alle banche nonché un altro esubero di lavoratori.

Questa crisi penso che potrebbe verificarsi entro massimo 2 anni dalla fine della seconda; potrebbe essere anche perfettamente consecutiva è considerabile come un’unica grande crisi anche più grande dell’attuale.

Con questo articolo spero di aver chiarito le idee a molte persone che magari non avevano ben capito il motivo dell’attuale crisi. Ho fatto anche delle considerazioni personali ed ho fatto il punto sull’economia islandese in quanto la possiamo considerare un po’ come un laboratorio economico per vedere quali sono gli effetti delle cattive abitudini nell’economia di una nazione.

Un abbraccio dall’estremo Nord,

A Cura di Patrizio Messina,

Autore di “Autoconsulenza Finanziaria

Articolo pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

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