Un guest post di Eliana Pavoncello
C’è la crisi? Il mercato non va, gli ordini rallentano? Su con la vita, tagliamo la pubblicità! Secondo i dati dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati), l’andamento degli investimenti ei primi due mesi dell’anno è preoccupante. Astra Ricerche stima un calo del 10%.
Infatti sono molti gli imprenditori, soprattutto di aziende medio-piccole disorientati di fronte ad una situazione economica in calo che adottano come unica linea di difesa l’eliminazione di quelle che ritengono spese superflue. Prima fra tutte, la pubblicità.
Se appartieni a questa categoria, non importa quanto grande o piccolo sia il tuo business, o il settore merceologico in cui operi, ti dico subito che eliminare le spese pubblicitarie è un atteggiamento perdente e ti spiego subito perché.
Primo punto: Solo compagnie più grandi e consolidate – beate loro –possono ridurre il budget pubblicitario senza grandi problemi, perché stanno vivendo di rendita sugli investimenti milionari precedenti. Per una big company si tratta solo di sopportare per qualche tempo una contrazione del fatturato, che può essere ovviata mettendo il “pilota automatico” alle spese pubblicitarie, cioè mantenendo la presenza senza gradi accellerazioni. Facci caso: le grandi compagnie telefoniche, i detersivi, le merendine sono sempre presenti in tv e sulla stampa, ma gli annunci sono meno ripetuti oppure la campagna televisiva è la stessa dello scorso anno. Qualche marca, più attenta o più a rischio di grosse perdite, aggiusta il tiro (vedi la campagna della Coca-Cola che per la prima volta introduce il tema della convenienza su un prodotto che per sua natura non rientra nei beni indispensabili per vivere).
Secondo punto: Collegato al primo, ma di maggior interesse per chi opera in un mercato più ristretto e con qualche zero in meno. Un brand, una marca, una reputazione commerciale si costruiscono nel tempo, con un dialogo costante con i propri clienti. Interrompere il dialogo vuol dire lasciare campo libero alla concorrenza, in una parola sparire. Come amanti infedeli, i tuoi clienti ti lasceranno se non ti farai vivo, almeno ogni tanto, con un pensiero, una promessa, un “ci tengo ad averti con me”. Si chiama fidelizzazione e, anche se non porta ad azioni di acquisto immediate, comunque mantiene aperto il rapporto.
Terzo punto: per un business medio-piccolo, che sia o meno presente sul mercato, la pubblicità è uno strumento indispensabile, spesso l’unico, per raggiungere nuovi clienti. Poniamo che quest’anno, per motivi economici, i tuoi clienti abituali abbiano acquistato di meno: cosa fai? Aspetti che abbiano di nuovo la disponibilità economica per tornare a fare acquisti? Riduci i prezzi all’osso e assottigli il tuo margine di guadagno fin quasi ad annullarlo, sperando di aumentare il numero di prodotti venduti? Oppure fai in modo di andarti a trovare nuovi clienti?
Inutile dirti che l’ultima opzione non solo è la più opportuna, è anche quella che offre le maggiori possibilità di successo. Ma perché il successo arrivi, occorre investire in pubblicità.
Con questo non voglio dire che devi cominciare a spendere e spandere senza un progetto ben preciso e affidandoti a sistemi fai da te. Anzi. Nel mio ebook “Il Cliente non Ha Sempre Ragione” spiego come sia cruciale la scelta del consulente pubblicitario: un professionista o una struttura che sia davvero in grado di intervenire positivamente nella tua specifica realtà di mercato, eliminando gli sprechi ma nello stesso tempo realizzando un piano di comunicazione efficiente ed efficace. La selezione richiede di rinunciare a molti luoghi comuni ed usare invece armi che possiedi già, anche senza saperlo, come Preparazione, Realismo, Immaginazione, Misura e Intuito (cioè le componenti della legge dei P.R.I.M.I).
E tu, come reagisci alla crisi? Riduci gli investimenti pubblicitari o continui ad investire? Opti per il fai da te o stai rivalutando il tuo rapporto con il consulente o con l’agenzia?
A Cura di Eliana Pavoncello,
Autrice di “Il Cliente non ha Sempre Ragione”
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L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
Un guest post di Antonio Ferrandina
Per raggiungere i propri obiettivi di marketing ogni azienda deve comunicare in primo luogo con i clienti esistenti e potenziali. Può farlo direttamente, con contatti personali, in genere utilizzando la forza vendita, oppure indirettamente, impiegando la pubblicità, la promozione e le pubbliche relazioni.
Si parla in questo caso di vie di impulso, consistenti in comunicazioni di informazione e persuasione, rivolte ad ottenere specifici atteggiamenti e comportamenti dalla clientela.
Si tratta di scelte molto importanti, sia quando si tratta di Lanciare Prodotti di Successo, sia quando l’azienda deve immettere nuovo propellente ai prodotti-servizi già in portafoglio.
Le principali vie di impulso sono:
· la pubblicità o advertising; comunicazioni di massa a pagamento per stimolare la conoscenza dei prodotti, il loro acquisto e l’immagine aziendale;
· le promozioni, soprattutto sotto forma di sales promotion; iniziative come sconti, offerte speciali, concorsi, raccolte punti, ecc. volte a stimolare la prova e l’acquisto;
· il merchandising sul punto vendita; il merchandising prevede, oltre all’erogazione di informazioni supplementari volte a rendere ancora più «familiare» il prodotto, la disposizione e l’organizzazione di attrezzature e reparti, al fine di garantire la più opportuna esposizione dei prodotti, nonché un funzionale flusso di merci e clienti nel locale;
· il display delle vetrine e delle aree di vendita; Il display comprende invece, tecniche (vetrinistica, supporti espositivi, punti prova e assaggio) intese a mostrare nel modo più evidente e favorevole possibile, la presenza di certi prodotti nel punto vendita. Tali attività, poiché comportano una contestuale gara per la conquista degli spazi espositivi all’interno dei punti vendita, determinano non pochi attriti nei rapporti tra industria e distribuzione;
· il marketing diretto (mailing, telemarketing, web-marketing, personal selling, ecc.) quando assuma connotazione promozionale e informativa, piuttosto che commerciale in senso proprio. A parte tali strumenti off-line, nell’ambito della promozione-comunicazione Internet possono essere adottate tutta una serie di strumenti come il comunicato stampa, l’annuncio, il link, la newsletter, la chat, l’evento, la sponsorizzazione, il viral marketing, il sampling (distribuzione di campioni gratuiti), i freebies (distribuzione di oggetto o servizi gratuiti), i coupons (buoni sconto o simili), le operazioni di pricing, le raccolte punti, i concorsi a premio, i self liquidating premiums (oggetti promozionali con partecipazione alle spese), attività di tipo «Member get a Member», i FidelityClub, i programmi di affiliazione.
Più in generale, poi, le vie di sostegno sono le modalità impiegate per sostenere l’immagine complessiva dell’impresa; i principali strumenti applicabili sono:
- la propaganda: comunicazioni di massa non a pagamento per stimolare la conoscenza dei prodotti, il loro acquisto e l’immagine aziendale (redazionali, partecipazioni a mostre, convegni, ecc.;
- le pubbliche relazioni: attività di sostegno dell’immagine aziendale, attraverso le quali l’azienda migliora i rapporti con l’opinione pubblica, i clienti, le istituzioni, ecc.
In termini, sintetici le principali attività decisionali rientranti nell’area della promotion e della comunicazione sono:
- la pianificazione e la gestione della pubblicità, delle promozioni, delle pubbliche relazioni, della propaganda e in generale del direct marketing;
- l’amministrazione delle attività di promozione e di comunicazione;
- le ricerche sugli effetti e le performance delle attività di promozione e comunicazione.
In generali, poi, le principali attività per lo sviluppo di una efficace comunicazione sono:
- identificazione del pubblico obiettivo;
- determinazione degli obiettivi della comunicazione (consapevolezza, conoscenza, convinzione, acquisto);
- definizione del messaggio (contenuto, struttura, fonte del messaggio);
- scelta dei mezzi (canali di comunicazione personali/non personali);
- definizione del budget totale;
- definizione del mix promozionale;
- misurazione dei risultati.
A presto!
A Cura di Antonio Ferrandina,
Marketing Specialist,
Autore di “Lanciare Prodotti di Successo”
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L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
Un guest post di Enrico Sigurtà
Sei convinto di non essere creativo? Bene, questo articolo fa al caso tuo! Perché credi di non essere creativo?
I motivi possono essere tanti: fin da piccolo sei stato cresciuto sentendoti dire che non sei creativo; sei stato esposto ad un ambiente poco aperto alla creatività; tu stesso, avendo il timore di venir deriso per le tue idee, ti auto censuravi e bloccavi le tue fantasie; ritenevi che la creatività “fosse una cosa da bambini” e quindi l’hai sempre considerata come secondaria; e via dicendo…
Le possibilità sono tante, ma in linea di massima questi sono degli ottimi killer per la tua parte irrazionale, intuitiva e fantasiosa. Per questo oggi voglio dimostrarti che anche tu puoi essere creativo, mostrandoti l’effetto Stroop.
Fai questo esercizio: leggi ad alta voce queste parole il più rapidamente possibile.
Rosso Arancio Blu Verde
Verde Arancio Verde Blu
Rosso Nero Arancio Blu
Rosso Nero Nero Verde
Arancio Blu Verde Verde
Nero Arancio Rosso Verde
Cosa hai notato? Le prime 3 righe riuscivi a leggerle con estrema semplicità, mentre con le ultime 3 sei rallentato.
Questo avviene perchè i 2 emisferi del tuo cervello ( quello destro, creativo, e quello sinistro, razionale ) entrano in conflitto. L’emisfero sinistro infatti cercherà di leggere la parola scritta, mentre il secondo cercherà di leggere il colore.
Se tu non fossi per niente creativo e se la creatività non influenzasse minimamente la tua vita, questo effetto non esisterebbe. Il fatto è che puoi essere creativo come chiunque altro e puoi sviluppare questa tua abilità e metterla al tuo servizio.
Tieni sempre presente che il cervello va allenato, come qualsiasi altra parte del tuo corpo ( o, come direbbe Rocco Petrigliano nel suo progetto di neurobica, non devi abbandonare il tuo cervello .
I metodi per sviluppare il tuo emisfero destro sono tanti. Alcuni te li proporrò nei prossimi articoli, molte altri li puoi trovare nei miei 2 ebook. In particolare, I Segreti della Visualizzazione , ti insegno a controllare i tuoi sogni ( tecnicamente ad avere dei sogni lucidi ) e a sfruttare in modo molto più intenso il tuo potenziale creativo, raggiungendo stati che difficilmente potresti raggiungere normalmente.
A cura di Enrico Sigurtà
Autore di “I Segreti della Visualizzazione” e “I Segreti della Creatività“
L’articolo è già stato pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
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Ripropongo un articolo di Patrizio Messina tratto dal Blog www.giacomobruno.it , perchè trovo che le sue analisi siano veramente interessanti
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Cause ed effetto della crisi economica
Il grande deficit pubblico già presente prima degli avvenimenti citati era stato creato per via delle cattive abitudini dei cittadini islandesi di creare debiti su debiti. Pensate che qua tutti indistintamente possiedono carte di credito, anche i ragazzini!!!
Comprano automobili di grossissima cilindrata, case enormi, vestiti sempre firmatissimi e molto altro che ha portato la gente a chiedere sempre prestiti ed ad usare le carte revolving (rateali) che infine hanno acceso la miccia che ha fatto esplodere il tutto.
Tutto questo è il motivo per cui dedico un intero capitolo di “Autoconsulenza Finanziaria” alla risoluzione dei debiti e li definisco come catastrofe dilagante.
Chi ha letto il mio libro probabilmente ricorderà che nel capitolo 3, quando illustravo la cadenza dei cicli economici nella storia, avevo posto la fine dell’attuale ciclo fra la fine del 2008 ed i primi 3 mesi del 2009…
Rimango sempre della mia idea, ormai si vede che siamo verso il fondo della crisi.
Ci saranno sicuramente altri ribassi ma fra qualche mese ripartirà la salita delle quotazioni, o al più rimarrà basso qualche mese in trend laterale e poi ripartirà.
Tuttavia questo non significa che il pericolo è finito, anzi, ci sono un po’ di nazioni che sono a rischio “Argentina” e alcuni presenti addirittura all’interno della stessa UE. Fortunatamente l’Italia al contrario di quello che pensano in molti, non è messa male ed è l’unica nazione in cui la liquidità immessa nel mercato dal governo (i famosi 10 miliardi di €) non sono stati richiesti da nessuna banca (che però dicevano di avere problemi…).
Per farvi un idea delle nazioni che potrebbero avere problemi, considerate quelle che hanno puntato quasi tutto sullo sviluppo edilizio e sul turismo…
Il problema che ci dobbiamo porre è: anche se la borsa comincia a risalire fra qualche mese, siamo veramente alla fine del tunnel?
Qua ovviamente mi dovrei lanciare a fare l’indovino, tuttavia si possono fare delle previsioni su dei dati di fatto e delle plausibili cause ed effetto che potrebbero derivarne.
Intanto questa crisi sta lasciando dei grossi debiti alle persone per via dei mutui oltre al fatto che la recessione che ne sta derivando sta distruggendo molti posti di lavoro in tutto il mondo. Anche se fra qualche mese riparte l’economia, la ricostruzione dei posti di lavoro non è immediata ma potrebbe richiedere moltissimo tempo, ed in alcuni casi i danni sono irrimediabili.
Questo cosa comporta?
Comporta probabilmente un utilizzo forzato da parte di chi ha perso il lavoro o ha avuto una riduzione di reddito di finanziamenti e prestiti per poter comprare le cose che si è abituati a comprare oppure per i beni di prima necessità. Se a questo aggiungiamo la cattiva abitudine di utilizzare questo strumento anche per chi non ha problemi economici oppure di chi cerca di tenere un tenore di vita superiore alle proprie capacità, si può già prevedere che ad un certo punto, come è successo con i mutui, anche in questo caso inizieranno a “saltare” i primi beneficiari.
Considerate che anche questi tipi di prestiti sono coperti da obbligazioni che le banche piazzano ai risparmiatori per la copertura degli stessi…Il mancato rientro dei capitali da parte delle banche potrebbe causare una seconda crisi che possiamo definire come quella delle carte di credito e dei prestiti.
In questo caso non posso prevedere quando essa si scatenerà, potrebbe essere entro un anno oppure fra 10, ma se mi devo lanciare in una previsione direi che c’e la possiamo aspettare dai 3 ai 5 anni dopo la fine dell’attuale. Insomma penso che l’economia e quindi le borse ripartiranno salendo verso dei nuovi massimi, ma poi precipiterà per una nuova crisi.
E’ tutto? No!
Questo tipo di crisi avrebbe una ripercussione differente rispetto a quella dei mutui. Infatti gli oggetti acquistati con carte revolving o prestiti non sono come gli immobili ma sono oggetti spesso non pignorabili (tipo le vacanze o l’abbigliamento) o a forte svalutazione (elettronica) etc.
Molti di questi prodotti sono considerabili superflui, al contrario degli immobili, quindi la gente che non potrà più accedere al prestito taglierà semplicemente le spese causando un altra grossa crisi.
La terza sarà quella del prestito aziendale che, a causa della contrazione di consumi, non potranno più ritornare i capitali o i corporate bonds emessi dalle aziende stesse creando un altro ammanco economico alle banche nonché un altro esubero di lavoratori.
Questa crisi penso che potrebbe verificarsi entro massimo 2 anni dalla fine della seconda; potrebbe essere anche perfettamente consecutiva è considerabile come un’unica grande crisi anche più grande dell’attuale.
Con questo articolo spero di aver chiarito le idee a molte persone che magari non avevano ben capito il motivo dell’attuale crisi. Ho fatto anche delle considerazioni personali ed ho fatto il punto sull’economia islandese in quanto la possiamo considerare un po’ come un laboratorio economico per vedere quali sono gli effetti delle cattive abitudini nell’economia di una nazione.
Un abbraccio dall’estremo Nord,
A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria
Articolo pubblicato sul blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
Ciao Voglio proporti questo bell’articolo che è stato pubblicato su www.giacomobruno.it , di un amico “collega ” Autore di Bruno Editore , Roland Del Vecchio, ,che stimo molto oltre per la competenza che dimostra anche per l’entusiasmo che mette nel fare le cose . Bene ora basta con le mie parole ti lascio al post di Roland – buona lettura.
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Credici… puoi sempre fare ciò che ti piace, o farti piacere ciò che fai!
Adoro questa citazione! Perché nonostante si rimanga spesso scettici sulle proprie possibilità di seguire un’indicazione del genere la prima cosa che sì fa, leggendola o sentendoselo dire, è tirare un sospiro di sollievo.
Eeeeeeehhh, magari fosse vero!… dicono quelli a cui la “racconto”.
Niente di nuovo in questo! Descritto molto complicatamente viene fuori così: la frase contiene- ripetuto più volte – l’invito ad un’azione concreta da compiere (fare-farti-fai) che crea resistenza, ma che però è rivolto all’indirizzo che tutti desiderano raggiungere (ciò che piace, piacere) e che inevitabilmente produce il “sospirone”.
Questo mix crea una sorta di conflitto interiore tra due (ipotetiche) parti in cui una parte vuole, sicuramente, raggiungere ciò che considera piacevole, mentre l’altra non vorrebbe compiere azioni diverse da quelle che già compie.
E chi vince il conflitto? Vince sempre il più forte.
La resistenza? No! Vince il contenuto del dialogo (o immagine) interiore.
Già! Perché non è scontato che vinca la resistenza all’azione, soprattutto quando si conoscono alcuni concetti che aiutano nella lotta contro le convinzioni limitanti che sostengono i principi della resistenza.
Cosa c’è da sapere per far sì che sia vero che si può fare ciò che si vuole o farsi piacere ciò che si fa?
C’è da sapere, intanto, che la prima parte (fare ciò che piace) è molto più semplice della seconda… ma non solo.
Voler fare ciò che piace presuppone un progetto (obiettivo) ben formulato, e molto spesso chi “si deve arrendere” nel conflitto interiore sopra citato è colui che, sentendosi soffrire, si pone come obiettivo di non soffrire più… motivo per cui soffre e continuerà a soffrire. Ciò che serve invece, é pensare a ciò che di sicuro ci sarebbe nella propria vita (oggettivamente) quando ci si riterrà felici. Si tratta di un “mentale viaggetto nel futuro” per vedersi realizzato e in possesso delle cose, materialmente raggiungibili, che si è convinti garantiscono la propria felicità.
Tutti sappiamo immaginarci felici con…(ecco! Aggiungete qui quello che vorreste… e sentite se davvero si produce in voi quella felicità che sapreste riconoscere tale)
Per organizzare il proprio corpo ad agire alla volta di ciò che piace, dunque, è necessario impostare un obiettivo ben formulato. Cioè stabilire ciò che si vuole accertandosi che sia: espresso in positivo, misurabile, orientato sulla propria responsabilità e non su gli altri; che mantenga i vantaggi del presente ed infine sia ecologico (ovvero rispetti gli equilibri attualmente presenti nella propria identità).
Per non fare un trattato sulla corretta formulazione di un obiettivo… dato che non è il mio obiettivo in questo articolo vi rimando ai testi, o ai video sugli obiettivi -se non sono già finiti- di Giacomo Bruno.
A questo punto, dopo aver impostato l’obiettivo e aver fatto un saltino nel futuro,
ecco che, tornando allo stato attuale, si percepirà uno stimolo irresistibile per effetto del bel premio che vi attende al raggiungimento di quel traguardo.
Questo “giochino” serve a farvi percepire in anticipo l’emozione premio per aver raggiunto l’obiettivo e a focalizzare la vostra attenzione sulle cose da fare da adesso ad allora, distogliendovi dall’ immaginare le difficoltà che si incontreranno… che a questo punto del percorso servono solo a farvi rinunciare.
In sintesi, per poter fare veramente ciò che piacerebbe fare, bisogna impostare un buon obiettivo, fare un saltino nel futuro per vederlo realizzato, tornare al presente e guardare concretamente – con quel buon motivo per farlo – all’azione da compiere “subito”. In modo tale che il cervello possa attingere e semmai produrre tutte le risorse di cui è in grado di disporre per guidarvi (facendovi agire fisicamente) verso la concreta realizzazione di ciò che vi piacerebbe.
Questo è –in parte – il principio della legge di attrazione: Se penserai all’obiettivo in modo da ritenerlo concreto e raggiungibile, sarà esattamente quello che accadrà.
Fai questo: credici anche se non sai come questo possa avvenire!
Ecco un’utile metafora: considera il tuo cervello come un tassista che può condurti all’indirizzo da te desiderato… anche se tu non conosci la strada, perché il tuo cervello ti condurrà sempre all’indirizzo dei tuoi pensieri…anche se tu non conosci la strada.
Fine prima parte….
A cura di Roland DelVecchio
Autore di “ La bussola di Roly” e “ Lo stato SDV” e “ La Libertà di Raimondo”
Articolo pubblicato su www.giacomobruno.it
Ciao,
Dopo aver pubblicato vari articoli sul blog di Bruno Editore e sui miei blog 
ho deciso di metterne insieme 11 per creare un Ebook gratuito che ti possa servire
da spunto per l’Amministrazione aziendale .
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Ciao , dopo averti parlato dell’Evento Club Autori di Bruno Editore mancava l’intervista,
Valentina Lauro della Bruno Editore mi ha intervistato
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Ciao Patrizio Gatti
Il Kaizen per il miglioramento del controllo aziendale
Quando vado in alcuni tipi di azienda a fare consulenza a volte mi ritrovo a parlare e suggerire di applicare il KAIZEN, metodo giapponese che si intende “Miglioramento Continuo Passo Passo,” In sostanza puoi pensare ad un atteggiamento col quale ogni cosa che stai realizzando, la puoi fare meglio.
Il Kaizen a me è piaciuto come filosofia gestionale poiché coinvolge tutti i livelli aziendali spingendoli a programmare e lavorare assieme per il successo.
Per fare questo occorre coinvolgere i dipendenti; i lavoratori devono sentirsi ispirati nell’esecuzione delle loro mansioni, devono sentirsi fieri del loro lavoro ed apprezzare l’apporto che offrono all’azienda. Se i dirigenti imparano ad ascoltare i lavoratori nel luogo di lavoro e a fornir loro il supporto adeguato, il “punto di produzione, il luogo dove avvengono i fatti” diventa il luogo dove nascono il buon senso ed i miglioramenti a basso costo.
Perché Questo? Perché con questo metodo tutti sono chiamati a dare suggerimenti sui miglioramenti da attuare Patrizio ma stai fantasticando? Assolutamente no sono convinto di quanto dico! E’ vero, queste sono filosofie gestionali giapponesi che hanno contribuito al successo per esempio della TOYOTA, ma queste dottrine gestionali vanno applicate alle nostre imprese adattandole anche al nostro modo di ragionare.
Per esempio possiamo adottare il metodo delle 5S una delle attività che ha contribuito a fare il successo del Kaizen. Le 5S sono indicate per grosse fabbriche ma, se ci fai caso, puoi applicarle in qualsiasi impresa, infatti sono: 1. Separazione (Seiri): bisogna suddividere ciò che è necessario e ciò che non lo è e scartare quest’ultimo; 2. Ordine (Seiton): bisogna collocare gli oggetti necessari dove occorrono; 3. Pulizia (Seiso): bisogna eliminare sporco nelle macchine e nell’ambiente; 4. Standardizzazione (Seiketsu): bisogna sistemare i reparti e impianti nelle condizioni migliori; 5. Disciplina (Shitsuke): bisogna essere in grado di utilizzare con autodisciplina i quattro punti di cui sopra.
Sembrano cose scontate ma se andiamo ad analizzarle non è poi sempre così, per esempio:
1)
Ti sei mai trovato in un ufficio e l’addetto per trovare un certificato che era finito in mezzo a vecchi documenti ha dovuto perdere un sacco di tempo e di conseguenza te lo ha fatto perdere anche a te? 2)
Hai mai visto due o più lavoratori sprecare un bel po’ di tempo in cerca di un trapano poiché non riuscivano più a trovarlo, in quanto un loro compagno lo aveva utilizzato e non lo aveva più rimesso al suo posto e questo ha comportato il ritardo dal cliente? 3)
Ti è mai capitato che nel pulire dei macchinari l’addetto alla manutenzione si accorgesse che lo sporco di grasso copriva dei bulloni e dadi allentati e grazie a ciò si è evitato guasti e guai peggiori? 4)
Per mantenere ed evitare alcuni dei problemi descritti devi fare ed educare i collaboratori ad applicare costantemente le attività di cui sopra.
Queste sono domande nello stesso tempo sono esempi di cosa potrebbe significare non adottare la metodologia delle 5S.
Questo rappresenta un grosso costo che buona parte delle aziende pubbliche e private si trovano a sostenere spesso senza saperlo quantificare.
MasaaKi Imai leader mondiale del qualità management, autore del best seller Kaizen, nel libro “Gemba Kaizen“ afferma che un dirigente esperto può determinare il livello di una società in 5 minuti , ispezionando lo stabilimento e osservando gli sprechi e le 5S . Scarsità di 5S nel luogo di lavoro significa inefficienza, presenza di spreco significa insufficiente autodisciplina, morale basso, qualità scarsa, costi elevati e incapacità d soddisfare i termini di consegna.
Io trovo che questa è una materia assolutamente affascinante e che proporzionandola alla nostra realtà si può adottare sin da subito.
Naturalmente questi sono solo accenni e tu hai degli esempi da fare su questo argomento?
A Cura di Patrizio Gatti Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”
Articolo pubblicato sul blog www.giacomobruno.it
Innanzitutto un saluto allo Staff di AUTOSTIMA.NET Sara, Fabrizio e alla grande Valentina , Gentilissima anche dal vivo .
Complimenti Valentina ho sentito solo belle parole per te.
La fine della serata mi sono trovato a passarla intorno ad un tavolo con Giacomo Bruno, Viviana sua moglie e Direttrice della Bruno Editore , Roland del Vecchio, Gianluigi Ballarani, Roberto D’aloisio, Gennaro Romagnoli, Josè Scafarelli .
In un clima di rilassamento e anche di risate sono venute fuori discussioni interessanti nello stesso tempo molto utili per noi autori .
Da come scriveva nel blog www.giacomobruno.it si era capito che Viviana Grunert ha le idee chiare sulla direzione aziendale .
In effetti è proprio così , gentile, tranquilla, sà motivare ed è effettivamente determinata .
Giacomo Bruno ci ha raccontato cose con una naturalezza e semplicità che tu che sei abituato a vederlo dappertutto ,in televisione, nei giornali , su migliaia di pagine web non te lo aspetteresti .
Con Gennaro e Josè avevo avuto vari scambi di mail e messaggi via forum ma sabato era la prima volta che li incontravo . Insieme sono una coppia brillante , Gennaro con la sua ragione tiene a bada Josè che ha una simpatia innata e spontanea .
Gianluigi mi ha fatto una buona impressione , 21 anni ed è già in un Club importante e già giornali parlano di lui, è molto brillante.
Roland e Roberto anche loro simpatici e di compagnia , insomma sembrava di stare in un ambiente familiare o con amici di vecchia data .
In sostanza , ne è valsa la pena di farsi un viaggetto di 4 ore di treno e 4 di ritorno per conoscere delle persone che ti rimarranno a lungo nel cuore .
Ciao
Patrizio
Ecco che finisce la formazione in aula e si comincia con l’aperitivo a bordo piscina .
E intanto Josè Scaffarelli cominciava a brindare mentre io stavo con le mani incrociate .
Subito dopo si cercava di mangiare qualcosina e bere, e qui Gennaro Romagnoli ne è l’esempio
E’ stato bello conoscere alcuni autori , eravamo tanti ,il tempo poco e non c’è stata occasione di parlare a lungo con tutti .
E’ chiaro che come in tutti gli eventi c’è sempre chi allaccia rapporti con alcuni e lascia indietro altre conoscenze .
Così ,almeno per me , è successo anche Sabato , sono sicuro che mi sono perso l’occasione di stringere più amicizia e dialogo con tanti autori .
In ogni caso con il gruppo che si è creato intorno a me sono stato veramente bene è stato utile, divertente e formativo.
Trà uno scherzo e l’altro c’ era chi raccontava esperienze personali molto interessanti.
Ora faccio alcuni nomi , senza volerne ad altri che non citerò per i motivi detti prima .
Sono per esempio rimasto contento di aver conosciuto e parlato con un grande professionista che quando parla normalmente sembra di sentirlo parlare alla televisione Alberto Lori, .
Molto brillante Maria Rosa Greco (nella foto scura) vicino a Cesare D’ambrosio
le Gentili Adele Falcetta e Anna Boggero Prin che ritroviamo in questa foto con l’onnipresente
Giancarlo Fornei
In genere Ho avuto una buona impressione scambiando alcune idee con Daniele D’ausilio , Massimo D’amico , Massimo Prete , Egidio Sidoti, Leonardo di Paola e Viviana Taccione,
CONTINUA ……………….
ciao Patrizio













