TAG | finanziamenti
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Redditi bassi-Anche se hai Garanzie immobiliari non e’ cosi’ facile ottenere il mutuo!
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in credit crunch, mutui, rapporto banca impresa
Rinegoziazione Mutuo : Redditi bassi-Anche se hai Garanzie immobiliari non e’ cosi’ facile ottenere il mutuo!
La scorsa settimana è venuto da me in ufficio un piccolo imprenditore a chiedere un consiglio su come comportarsi con le Banche per chiedere un finanziamento per l’ampliamento e riammodernamento per la sua struttura , oltre che per rinegoziare un mutuo già in corso .
(continua…)
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Sospensione dei Debiti Bancari delle Imprese- Ebook Gratuito!!!
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in credito bancario, ebook, moratoria debiti bancari, mutui
Ciao dopo essermi immerso nell’argomento sulla Sospensione dei debiti Bancari delle Imprese , ho deciso di fare un report Gratuito
nel quale ho descritto e riportato da documenti ufficiali alcuni degli aspetti salienti dell’ AVVISO COMUNE .
Bene …..
Ti è capitato di chiederti se la Sospensione dei debiti Bancari può essere accessibile per la tua azienda?
Ti sei mai chiesto se è il caso di fare una simulazione ?
Ti sono mai venute in mente domande per le quali dovresti perdere un sacco di tempo per rispondere?
Allora clicca qui e scarica gratis il Report
Lasciami il tuo feedback , mi farebbe piacere,
ciao Patrizio Gatti
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“Moratoria per debiti bancari a medio lungo termine”-Conviene sempre richiederla?
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in Finanziamenti e prestiti, credit crunch, credito bancario, moratoria debiti bancari, mutui
Riprendo l’argomento del post precedente sulla convenienza di richiedere la sospensione dei debiti bancari grazie alla Moratoria dei debiti .

Per continuare la simulazione per valutare la sospensione dei debiti bancari , proseguo con il solito esempio di un un mutuo a tasso fisso del 5,30% per il quale si cambia la data del primo pagamento ipotizzandola questa volta gennaio 2002 invece che gennaio 2008 come nella soluzione 1 .
(continua…)
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Crisi finanziaria?Azienda riceve le porte in faccia dalla banca-Una testimonianza
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in Crisi economica finanziaria, Finanziamenti e prestiti, credit crunch, credito bancario
Negli ultimi tempi continuo a ricevere e mail da Aziende che non riescono ad accedere al credito e ricevono porte in faccia dal sistema bancario , mentre qualche mese fa quando le cose andavano a gonfie vele alcune di queste imprese venivano ricercate dagli Istituti Bancari per l’apertura dei fidi .

Mi sono preso a cuore questo argomento perchè vedo che sta penalizzando anche tante brave persone che hanno magari fatto errori in passato oppure che non sono stati in grado di crearsi dei patrimoni tali da risparmiare loro sofferenze finanziarie in caso di crisi.
Certo ,io dico sempre che è giusto dare sempre meglio il credito a chi può avere capitali e, a chi è stato in grado di crearsi un patrimonio e una buona reputazione bancaria , quindi un RATING BUONO , credo però che in questi momenti sia utile salvaguardare anche i più deboli .
Purtroppo il sistema bancario continua a non finanziare chi stà “male finanziariamente “
Voglio pubblicare una parte di e-mail sintomatica di ciò che sto dicendo di una azienda del Nord Italia che mi ha dato il permesso di pubblicare il testo della sua e mail coprendo il nome per motivi di privacy .
AH DIMENTICAVO !!!
(continua…)
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Aziende-Banche!LE MISURE ANTICRISI SONO SOLO PER POCHI O ALMENO NON PER TUTTI ?
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in Crisi economica finanziaria, Finanziamenti e prestiti, credit crunch, credito bancario, mutui
“Le banche italiane – lo dimostra l’ultima tornata di trimestrali – continuano a macinare utili. Inossidabili nonostante la crisi finanziaria.” (Fonte www.libero-news.it)
Grazie a cosa? Grazie anche al Ministro del Tesoro arrivato giusto in tempo con i Tremonti bond a dare loro un po’ di ossigeno.

E per le piccole imprese ???
Con l’estendersi della recessione dei consumi, molte piccole imprese artigianali e commerciali sono in crisi di liquidita’, ma almeno per chi dimostra delle potenzialita’ future, e’ opportuno cercare di ristrutturare il debito verso forme di finanziamenti a medio-lungo termine per riavere un pò di respiro.
Basta guardare in giro nel web puoi notare che in questi ultimi giorni si sono moltiplicate le azioni a sostegno del credito bancario per aiutare le imprese .
A partire dal comitato di gestione del Fondo di Garanzia che il 9 aprile ha deliberato,
l’incremento del plafond per impresa a 1,5 milioni di euro nell’ambito delle nuove misure anticrisi varate dal Governo che prevedono la possibilità di ottenere finanziamenti a medio termine con garanzie dello Stato, per arrivare a molte Istituzioni locali (Provincie, Comuni e Camere di Commercio) che stanno preparando o hanno preso provvedimenti tesi a sostenere l’accesso al credito delle PMI soprattutto mettendo a disposizone fondi per i consorzi di garanzia per favorire quelle imprese che necessitano di una ristrutturazione del debito o di un sostegno agli investimenti.
E i Tremonti Bond che sono uno strumento come abbiamo visto per dare una boccata d’ ossigeno alle banche in difficoltà ,porteranno gli Istituti a finanziare adeguatamente le imprese e famiglie ??
RIMANE SOLO UN FATTO E………. SEMPRE IL SOLITO.
MA A CHI VENGONO DATI QUESTI SOLDI ?
ALLE IMPRESE MERITEVOLI CIOE’ CON RATING BUONI, O SI DIMINUISCE ANCHE I RANGE DEI RATING ??
Quasi ogni giorno sono a trattare condizioni, finanziamenti per miei clienti ed ho molti conoscenti bancari per i quali ho molta stima e rispetto , ma non ho ancora sentito nessuno dire che il Sistema Bancario finanziarà chi è in difficoltà nonostante abbia un passato senza pecche o abbia piani di sviluppo futuri interessanti , se nel momento che chiede i soldi non ha capitale a garanzia , gli indici di bilancio giusti e i redditi buoni dell’anno prima .
E TU COSA NE PENSI?
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Ciao ,aspetto il tuo commento , fammi sapere cosa ne pensi
Patrizio Gatti
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Rapporti banca-impresa: legittima la revoca delle linee di credito da parte della banca?
2 Comments | Posted by Patrizio Gatti in Finanziamenti e prestiti, credit crunch, credito bancario
Un guest post di Gian Piero Turletti
Rapporti banca-impresa: legittima la revoca delle linee di credito da parte della banca?
In questi ultimi tempi, a fronte del diffondersi di fenomeni come crisi economica, credit crunch e deficit di liquidità aziendale, è diventata di sempre maggior attualità una problematica, che preoccupa molto l’imprenditore: la banca può revocare una o più linee di credito accordate all’impresa?
Per la verità, del problema in Italia si sono interessati giuristi e giudici da diversi anni, anche perché se l’attuale
periodo di crisi l’ha posta alla ribalta, certo la revoca di linee di credito è già stata applicata anche in passato.
Considerando solo la contrattualistica, che disciplina il rapporto tra istituto e cliente azienda su basi passive, si
direbbe che la banca ha un potere assolutamente discrezionale nell’esercitare la predetta facoltà, si direbbe “ a suo
insindacabile giudizio”, in quanto solitamente questo è quanto previsto nelle clausole predisposte dagli uffici legali,
che studiano e formulano tale tipologia di contratto, però…..
Il contratto è subordinato alle norme di legge, e qualora vi sia un contrasto, nella stessa materia, tra clausole
contrattuali e norme obbligatorie di legge, o principi generali dell’ordinamento giuridico, prevalgono questi ultimi, e la
diversa regolazione in sede contrattuale non trova applicazione.
Da diversi anni in Italia è andato affermandosi, a tale riguardo, un orientamento giurisprudenziale, cioè espresso
nelle sentenze, ma supportato anche da tesi di giuristi in sede teorica, che esclude la facoltà di esercizio
discrezionale della revoca del credito da parte della banca.
Per un verso, tale ragionamento fa leva sull’art. 2.043 c.civ, che vieta il compimento di qualunque atto, colposo o
doloso, che procuri agli altri un danno ingiusto.
A prima vista, tale norma potrebbe sembrare non avere nulla a che fare con la problematica, di cui ci stiamo
occupando, ma il ragionamento svolto da giudici e giuristi è più articolato.
Si osserva, a tale riguardo, che vi sono soggetti, come creditori in genere, fornitori, clienti, lavoratori, e via dicendo,
che sono terzi, nel rapporto tra banca ed impresa, ma che fanno ugualmente affidamento sulla solidità e solvibilità
dell’impresa.
Ad esempio i creditori, per ottenere la corresponsione di quanto ad essi dovuto.
Conseguentemente, se un istituto di credito revoca uno o più finanziamenti, in assenza di una giustificata realtà
aziendale. desunta da una specifica disamina della situazione economico-finanziaria dell’impresa cliente, non solo
compromette, o rischia di compromettere, la solidità dell’azienda, sotto il profilo della liquidità e conseguente
solvibilità, ma mette a rischio anche il legittimo affidamento di terzi, come i creditori aziendali, i quali confidano nella
solidità dell’impresa, e sarebbero legittimati a pensare che quest’ultima, pur utilizzando linee di credito, non
dovrebbe subire la revoca della medesime, se non in presenza di giustificati e gravi motivi.
In altri termini, la revoca immotivata lederebbe il sacrosanto principio del neminem ledere.
Nel prossimo post parlerò di cosa comporta una revoca immotivata di linee di credito
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Fammi sapere le tue impressioni con un commento,
Articolo di Gian Piero Turletti
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TREMONTI BOND per favorire il credito alle imprese e alle famiglie??
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in Amministrazione aziendale, credit crunch, credito bancario
Sicuramente hai sentito parlare dei cosiddetti “Tremonti Bond” previsti dal piano anti-crisi del Governo Italiano.
Di cosa si tratta?

I Tremonti Bond sono obbligazioni speciali emesse dalle banche quotate e sottoscritte dal Ministero del Tesoro per sostenere la capitalizzazione degli istituti di credito ed evitare che si scarichino gli effetti della crisi sull’ economia reale.
Come contropartita “le banche pagheranno una cedola annuale compresa tra il 7,5 e l’ 8,5 per cento per i primi anni, per poi crescere gradualmente”. Gli istituti di credito si impegneranno a loro volta “a favorire il credito alle imprese, soprattutto piccole e medie, e alle famiglie”.
Più specificatamente, gli impegni che il Tesoro richiede sono:
a) il contributo finanziario per rafforzare la dotazione del fondo di garanzia per le Pmi;
b) l’aumento delle risorse da mettere a disposizione per il credito alle piccole e medie imprese;
c) per i lavoratori in cassa integrazione o percettori di sussidio di disoccupazione, la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno dodici mesi;
d) la promozione di accordi per anticipare le risorse necessarie alle imprese per il pagamento della cassa integrazione;
e) l’adozione di un codice etico”.
I “Tremonti Bond” rappresentano una delle soluzioni possibili per sbloccare un mercato del credito che anche in Italia è purtroppo ingessato.
Le imprese, infatti, fanno sempre più fatica ad accedere ai fidi bancari, così come le famiglie rispetto al passato riscontrano maggiori difficoltà nell’accedere al credito al consumo oppure nella stipula di un mutuo.
Le banche dovrebbero essere quindi solo un tramite attraverso il quale fare arrivare soldi alle imprese, soprattutto a quelle piccole e piccolissime, che costituiscono il tessuto produttivo italiano e che ultimamente, in seguito al “credit crunch”, cioè alla stretta del credito, non vedono più arrivare un soldo.
Detto così i Tremonti Bond potrebbero sembrare una soluzione niente male.
Occorre però fare alcune considerazioni che faremo nel prossimo post.
Ti aspetto nel prossimo articolo.
E tu cosa ne pensi ? Lascia un tuo commento
A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra
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Banche e credit crunch! Restrizione dei finanziamenti?
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in Finanziamenti e prestiti, consulenza aziendale, credit crunch
Alcuni termini in lingua inglese come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.
Tutte parole e frasi riconducibili a tre semplici concetti: crisi finanziaria, stretta creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la “stretta creditizia”, si è discusso a lungo.
Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.
Questa chiusura può avvenire essenzialmente per due motivi diversi. Uno legato al rischio inflazione che porta le banche centrali ad alzare i tassi di interesse per contenere l’espansione; l’altro invece avviene sull’onda di una crisi di liquidità che coinvolge le banche stesse che si vedono costrette a una chiusura del credito per evitare il fallimento.
In questo momento ad esempio ci troviamo nella seconda situazione.
Tutte le banche hanno cominciato a ridurre gli affidamenti, in particolar modo sui clienti finanziariamente più deboli, soprattutto PMI.
Sebbene i tassi d’interesse base (come l’Euribor) hanno cominciato a diminuire in seguito alle decisioni della BCE, gli spread applicati dalle banche si sono mossi in direzione opposta, aumentando più che proporzionalmente.
Il risultato così ottenuto sono affidamenti inferiori ad un prezzo più elevato.
«Con la presente la informiamo che la situazione mondiale dei mercati finanziari ha determinato un riprezzamento del costo del credito e una crescita del costo del denaro per le banche.
Per tali motivi ci vediamo costretti a variare le condizioni applicate al conto inviandole la proposta di modifica unilaterale del contratto».
Inizia così una delle tante lettere spedite da alcuni istituti bancari a decine di imprese…..
Il fenomeno si sta sviluppando a macchia d’ olio
Nel prossimo articolo , parleremo di quali saranno le ripercussioni per le imprese
Rimani sintonizzato
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Contro la crisi anche il consolidamento dei debiti
4 Comments | Posted by Patrizio Gatti in Finanziamenti e prestiti, Video-eventi, consulenza aziendale
Lo stato attuale di crisi delle imprese italiane, troppo esposte finanziariamente e dotate di scarsa liquidità, impone la ricerca di nuove soluzioni.
Per esempio ultimamente la Regione Toscana ha stipulato un Protocollo d’ Intesa con alcuni istituti bancari e Fidi Toscana per traghettare le imprese toscane nella direzione del consolidamento dei debiti a breve.
Che cosa si intende esattamente per consolidamento debiti e quali benefici comporta?
Per consolidamento debiti si intende un processo per mezzo del quale l’ impresa ha la possibilità di estinguere tutti i debiti accumulati nel breve periodo sostituendoli con una nuova forma di finanziamento, di solito con banche convenzionate e a tassi agevolati.
Una vera e propria “boccata di ossigeno” per l’ impresa che vede allungarsi notevolmente i tempi di restituzione e diminuire in maniera sensibile l’ importo delle rate.
In effetti spalmando il debito su un arco temporale più lungo si diluisce la rata con notevole beneficio in termini di flussi di cassa.
Consolidare le passività significa anche trasferire il debito da linee a revoca (che per definizione possono essere revocate in qualsiasi momento) in linee a medio termine, che godono del beneficio del termine e dalle quali non può essere chiesto il rientro se non in caso di manifesto stato di insolvenza del debitore.
Il beneficio è palese: minor aleatorietà delle linee, minor dipendenza dalle bizze di un direttore, maggior stabilità finanziaria.
In tali ipotesi va valutata anche l’opzione di agganciare il finanziamento a un tasso fisso anziché variabile, in modo da definire il costo della linea e l’incidenza in termini di flusso negativo in ogni periodo da qui alla scadenza del prestito.
A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra
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Energia -Sviluppo Sostenibile e incentivi
1 commento | Posted by Patrizio Gatti in Finanziamenti e prestiti, fotovoltaico
Voglio riprendere ancora con un breve articolo quanto già iniziato nel precedente
“Fotovoltaico, diamo un’occhiata alle agevolazioni”
Solo da alcuni anni si è iniziato a parlare si Sviluppo Sostenibile, ma cosa si intende esattamente per Sviluppo Sostenibile e soprattutto come siamo arrivati a questo concetto?
Per migliaia di anni l’ uomo ha dovuto modificare l’ ambiente circostante per creare uno spazio adeguato in cui vivere, quella che potremmo definire una correlazione inversa tra l’ uomo e l’ ambiente naturale. Solo nella seconda metà del novecento con l’ emergere dei gravi fenomeni di inquinamento globale come l’ effetto serra e il buco dell’ ozono, e la scarsità delle risorse si è arrivati al concetto di Sviluppo Sostenibile.
Il mondo è cambiato, le esigenze dell’ uomo sono cambiate e anche il concetto di sviluppo è cambiato.
Lo Sviluppo Sostenibile è “uno sviluppo che risponde alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie”. Non si tratta come molti credono, di una negazione della crescita bensì di una crescita economica rispettosa dei limiti ambientali.
Da qui la necessità di sviluppare fonti di energia rinnovabili. Investire in energie alternative è diventata oggi una necessità non solo perché le fonti tradizionali, petrolio, carbone ecc, sono in via di esaurimento ma soprattutto perché l’ inquinamento che deriva dalla loro combustione sta rovinando il pianeta, rendendolo invivibile.
Il perché utilizzare le fonti rinnovabili è molto semplice.
Le fonti rinnovabili per loro caratteristica intrinseca sono inesauribili, non inquinano, fanno risparmiare e per di più attualmente sono incentivate in varie forme sia dallo Stato che dagli enti locali.
L’ Italia si sta muovendo in questa direzione solo in questi ultimi anni e si trova indietro rispetto ad altri paesi europei che hanno colto il problema molto prima.
Tale ritardo è stato provocato dal generale disinteresse della politica italiana nei confronti delle fonti rinnovabili e dello sviluppo sostenibile, che non ha sviluppato adeguati meccanismi di incentivazione. Basti pensare che l’ Italia che è definita il “Paese del sole” nello sfruttamento dell’ energia solare si vede superata da paesi che si trovano più a nord con un’ insolazione nettamente inferiore come ad esempio Germania e Svezia che hanno fatto del risparmio energetico un cavallo di battaglia grazie soprattutto ad una politica di forti incentivi.
A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi
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