La prima settimana di marzo 2010 sono stato contattato da due giovani disoccupati che erano intenzionati ad aprire una attività commerciale.
Mi hanno chiesto di verificare se ci fossero state agevolazioni per ottenere dei finanziamenti regionali .
Un Guest Post di Guido di Domenico
Come fare la scelta migliore del mutuo
Dopo la crisi finanziaria cui abbiamo assistito le banche hanno reagito alzando il loro “spreads”, ossia i loro guadagni. Leggi il seguito
Rinegoziazione Mutuo : Redditi bassi-Anche se hai Garanzie immobiliari non e’ cosi’ facile ottenere il mutuo!
La scorsa settimana è venuto da me in ufficio un piccolo imprenditore a chiedere un consiglio su come comportarsi con le Banche per chiedere un finanziamento per l’ampliamento e riammodernamento per la sua struttura , oltre che per rinegoziare un mutuo già in corso .
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Ciao dopo essermi immerso nell’argomento sulla Sospensione dei debiti Bancari delle Imprese , ho deciso di fare un report Gratuito
nel quale ho descritto e riportato da documenti ufficiali alcuni degli aspetti salienti dell’ AVVISO COMUNE .
Bene …..
Ti è capitato di chiederti se la Sospensione dei debiti Bancari può essere accessibile per la tua azienda?
Ti sei mai chiesto se è il caso di fare una simulazione ?
Ti sono mai venute in mente domande per le quali dovresti perdere un sacco di tempo per rispondere?
Allora clicca qui e scarica gratis il Report
Lasciami il tuo feedback , mi farebbe piacere,
ciao Patrizio Gatti
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Riprendo l’argomento del post precedente sulla convenienza di richiedere la sospensione dei debiti bancari grazie alla Moratoria dei debiti .

Per continuare la simulazione per valutare la sospensione dei debiti bancari , proseguo con il solito esempio di un un mutuo a tasso fisso del 5,30% per il quale si cambia la data del primo pagamento ipotizzandola questa volta gennaio 2002 invece che gennaio 2008 come nella soluzione 1 .
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Negli ultimi tempi continuo a ricevere e mail da Aziende che non riescono ad accedere al credito e ricevono porte in faccia dal sistema bancario , mentre qualche mese fa quando le cose andavano a gonfie vele alcune di queste imprese venivano ricercate dagli Istituti Bancari per l’apertura dei fidi .

Mi sono preso a cuore questo argomento perchè vedo che sta penalizzando anche tante brave persone che hanno magari fatto errori in passato oppure che non sono stati in grado di crearsi dei patrimoni tali da risparmiare loro sofferenze finanziarie in caso di crisi.
Certo ,io dico sempre che è giusto dare sempre meglio il credito a chi può avere capitali e, a chi è stato in grado di crearsi un patrimonio e una buona reputazione bancaria , quindi un RATING BUONO , credo però che in questi momenti sia utile salvaguardare anche i più deboli .
Purtroppo il sistema bancario continua a non finanziare chi stà “male finanziariamente “
Voglio pubblicare una parte di e-mail sintomatica di ciò che sto dicendo di una azienda del Nord Italia che mi ha dato il permesso di pubblicare il testo della sua e mail coprendo il nome per motivi di privacy .
AH DIMENTICAVO !!!
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“Le banche italiane – lo dimostra l’ultima tornata di trimestrali – continuano a macinare utili. Inossidabili nonostante la crisi finanziaria.” (Fonte www.libero-news.it)
Grazie a cosa? Grazie anche al Ministro del Tesoro arrivato giusto in tempo con i Tremonti bond a dare loro un po’ di ossigeno.

E per le piccole imprese ???
Con l’estendersi della recessione dei consumi, molte piccole imprese artigianali e commerciali sono in crisi di liquidita’, ma almeno per chi dimostra delle potenzialita’ future, e’ opportuno cercare di ristrutturare il debito verso forme di finanziamenti a medio-lungo termine per riavere un pò di respiro.
Basta guardare in giro nel web puoi notare che in questi ultimi giorni si sono moltiplicate le azioni a sostegno del credito bancario per aiutare le imprese .
A partire dal comitato di gestione del Fondo di Garanzia che il 9 aprile ha deliberato,
l’incremento del plafond per impresa a 1,5 milioni di euro nell’ambito delle nuove misure anticrisi varate dal Governo che prevedono la possibilità di ottenere finanziamenti a medio termine con garanzie dello Stato, per arrivare a molte Istituzioni locali (Provincie, Comuni e Camere di Commercio) che stanno preparando o hanno preso provvedimenti tesi a sostenere l’accesso al credito delle PMI soprattutto mettendo a disposizone fondi per i consorzi di garanzia per favorire quelle imprese che necessitano di una ristrutturazione del debito o di un sostegno agli investimenti.
E i Tremonti Bond che sono uno strumento come abbiamo visto per dare una boccata d’ ossigeno alle banche in difficoltà ,porteranno gli Istituti a finanziare adeguatamente le imprese e famiglie ??
RIMANE SOLO UN FATTO E………. SEMPRE IL SOLITO.
MA A CHI VENGONO DATI QUESTI SOLDI ?
ALLE IMPRESE MERITEVOLI CIOE’ CON RATING BUONI, O SI DIMINUISCE ANCHE I RANGE DEI RATING ??
Quasi ogni giorno sono a trattare condizioni, finanziamenti per miei clienti ed ho molti conoscenti bancari per i quali ho molta stima e rispetto , ma non ho ancora sentito nessuno dire che il Sistema Bancario finanziarà chi è in difficoltà nonostante abbia un passato senza pecche o abbia piani di sviluppo futuri interessanti , se nel momento che chiede i soldi non ha capitale a garanzia , gli indici di bilancio giusti e i redditi buoni dell’anno prima .
E TU COSA NE PENSI?
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Ciao ,aspetto il tuo commento , fammi sapere cosa ne pensi
Patrizio Gatti
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Un guest post di Gian Piero Turletti
Rapporti banca-impresa: legittima la revoca delle linee di credito da parte della banca?
In questi ultimi tempi, a fronte del diffondersi di fenomeni come crisi economica, credit crunch e deficit di liquidità aziendale, è diventata di sempre maggior attualità una problematica, che preoccupa molto l’imprenditore: la banca può revocare una o più linee di credito accordate all’impresa?
Per la verità, del problema in Italia si sono interessati giuristi e giudici da diversi anni, anche perché se l’attuale
periodo di crisi l’ha posta alla ribalta, certo la revoca di linee di credito è già stata applicata anche in passato.
Considerando solo la contrattualistica, che disciplina il rapporto tra istituto e cliente azienda su basi passive, si
direbbe che la banca ha un potere assolutamente discrezionale nell’esercitare la predetta facoltà, si direbbe “ a suo
insindacabile giudizio”, in quanto solitamente questo è quanto previsto nelle clausole predisposte dagli uffici legali,
che studiano e formulano tale tipologia di contratto, però…..
Il contratto è subordinato alle norme di legge, e qualora vi sia un contrasto, nella stessa materia, tra clausole
contrattuali e norme obbligatorie di legge, o principi generali dell’ordinamento giuridico, prevalgono questi ultimi, e la
diversa regolazione in sede contrattuale non trova applicazione.
Da diversi anni in Italia è andato affermandosi, a tale riguardo, un orientamento giurisprudenziale, cioè espresso
nelle sentenze, ma supportato anche da tesi di giuristi in sede teorica, che esclude la facoltà di esercizio
discrezionale della revoca del credito da parte della banca.
Per un verso, tale ragionamento fa leva sull’art. 2.043 c.civ, che vieta il compimento di qualunque atto, colposo o
doloso, che procuri agli altri un danno ingiusto.
A prima vista, tale norma potrebbe sembrare non avere nulla a che fare con la problematica, di cui ci stiamo
occupando, ma il ragionamento svolto da giudici e giuristi è più articolato.
Si osserva, a tale riguardo, che vi sono soggetti, come creditori in genere, fornitori, clienti, lavoratori, e via dicendo,
che sono terzi, nel rapporto tra banca ed impresa, ma che fanno ugualmente affidamento sulla solidità e solvibilità
dell’impresa.
Ad esempio i creditori, per ottenere la corresponsione di quanto ad essi dovuto.
Conseguentemente, se un istituto di credito revoca uno o più finanziamenti, in assenza di una giustificata realtà
aziendale. desunta da una specifica disamina della situazione economico-finanziaria dell’impresa cliente, non solo
compromette, o rischia di compromettere, la solidità dell’azienda, sotto il profilo della liquidità e conseguente
solvibilità, ma mette a rischio anche il legittimo affidamento di terzi, come i creditori aziendali, i quali confidano nella
solidità dell’impresa, e sarebbero legittimati a pensare che quest’ultima, pur utilizzando linee di credito, non
dovrebbe subire la revoca della medesime, se non in presenza di giustificati e gravi motivi.
In altri termini, la revoca immotivata lederebbe il sacrosanto principio del neminem ledere.
Nel prossimo post parlerò di cosa comporta una revoca immotivata di linee di credito
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Fammi sapere le tue impressioni con un commento,
Articolo di Gian Piero Turletti
Sicuramente hai sentito parlare dei cosiddetti “Tremonti Bond” previsti dal piano anti-crisi del Governo Italiano.
Di cosa si tratta?

I Tremonti Bond sono obbligazioni speciali emesse dalle banche quotate e sottoscritte dal Ministero del Tesoro per sostenere la capitalizzazione degli istituti di credito ed evitare che si scarichino gli effetti della crisi sull’ economia reale.
Come contropartita “le banche pagheranno una cedola annuale compresa tra il 7,5 e l’ 8,5 per cento per i primi anni, per poi crescere gradualmente”. Gli istituti di credito si impegneranno a loro volta “a favorire il credito alle imprese, soprattutto piccole e medie, e alle famiglie”.
Più specificatamente, gli impegni che il Tesoro richiede sono:
a) il contributo finanziario per rafforzare la dotazione del fondo di garanzia per le Pmi;
b) l’aumento delle risorse da mettere a disposizione per il credito alle piccole e medie imprese;
c) per i lavoratori in cassa integrazione o percettori di sussidio di disoccupazione, la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno dodici mesi;
d) la promozione di accordi per anticipare le risorse necessarie alle imprese per il pagamento della cassa integrazione;
e) l’adozione di un codice etico”.
I “Tremonti Bond” rappresentano una delle soluzioni possibili per sbloccare un mercato del credito che anche in Italia è purtroppo ingessato.
Le imprese, infatti, fanno sempre più fatica ad accedere ai fidi bancari, così come le famiglie rispetto al passato riscontrano maggiori difficoltà nell’accedere al credito al consumo oppure nella stipula di un mutuo.
Le banche dovrebbero essere quindi solo un tramite attraverso il quale fare arrivare soldi alle imprese, soprattutto a quelle piccole e piccolissime, che costituiscono il tessuto produttivo italiano e che ultimamente, in seguito al “credit crunch”, cioè alla stretta del credito, non vedono più arrivare un soldo.
Detto così i Tremonti Bond potrebbero sembrare una soluzione niente male.
Occorre però fare alcune considerazioni che faremo nel prossimo post.
Ti aspetto nel prossimo articolo.
E tu cosa ne pensi ? Lascia un tuo commento
A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra
Ufficio Finanziamenti agevolati Plan Consulting
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Alcuni termini in lingua inglese come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.
Tutte parole e frasi riconducibili a tre semplici concetti: crisi finanziaria, stretta creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la “stretta creditizia”, si è discusso a lungo.
Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.
Questa chiusura può avvenire essenzialmente per due motivi diversi. Uno legato al rischio inflazione che porta le banche centrali ad alzare i tassi di interesse per contenere l’espansione; l’altro invece avviene sull’onda di una crisi di liquidità che coinvolge le banche stesse che si vedono costrette a una chiusura del credito per evitare il fallimento.
In questo momento ad esempio ci troviamo nella seconda situazione.
Tutte le banche hanno cominciato a ridurre gli affidamenti, in particolar modo sui clienti finanziariamente più deboli, soprattutto PMI.
Sebbene i tassi d’interesse base (come l’Euribor) hanno cominciato a diminuire in seguito alle decisioni della BCE, gli spread applicati dalle banche si sono mossi in direzione opposta, aumentando più che proporzionalmente.
Il risultato così ottenuto sono affidamenti inferiori ad un prezzo più elevato.
«Con la presente la informiamo che la situazione mondiale dei mercati finanziari ha determinato un riprezzamento del costo del credito e una crescita del costo del denaro per le banche.
Per tali motivi ci vediamo costretti a variare le condizioni applicate al conto inviandole la proposta di modifica unilaterale del contratto».
Inizia così una delle tante lettere spedite da alcuni istituti bancari a decine di imprese…..
Il fenomeno si sta sviluppando a macchia d’ olio
Nel prossimo articolo , parleremo di quali saranno le ripercussioni per le imprese
Rimani sintonizzato
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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra
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