Devo dire che la fisica quantistica e la psicologia quantistica mi stanno affascinando sempre più .
Con i suoi post Luca Clun autore dell’ebook ” La Fisica della Mente” edito da Bruno Editore mi ha aperto la curiosità verso questa scienza .
Poi ho visto condiviso da un amico su Facebook questo video e allora la curiosità è aumentata ancora.
A questo punto devo approfondire!
Quindi, mi sembra di aver capito che siamo inventori delle nostre stesse creazioni. Siamo noi tramite dei meccanismi sia coscienti che irrazionali a creare il nostro mondo .
Creare l’insuccesso o il successo è solo un modo di indirizzo della nostra energia
Entrambi sono possibili, e possono accadere ma hanno un mezzo cioè NOI per farle succedere nella realtà .
La psicologia quantistica parte dal presupposto che si può cambiare solo ciò di cui si è consapevoli.
E tu cosa ne pensi ?
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Mi affascina tantissimo questa materia, Luca Clun riesce secondo me a spiegarla anche in maniera molto facile .
E’ per questo che ti ripropongo un suo articolo
Ciao e Buona lettura
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Un guest post di Luca Clun
Salve a tutti! Dopo qualche tempo d’assenza, torno con un altro articolo..
Voglio presentavi un altro esperimento molto significativo per lo sviluppo della psicologia quantistica..
Nel 1997 si è effettuato un esperimento che secondo le leggi fisiche, non sarebbe potuto accadere. Fu pubblicato diffusamente tra riviste scientifiche e non, in 40 diversi paesi del mondo. L’esperimento fu effettuato a Ginevra, in Svizzera, ed è incentrato sulle componenti della materia, oggetto dell’esperimento i fotoni, particella elementare che compone la luce.
In breve, l’esperimento consisteva nel suddividere un fotone in due metà identiche e con le stesse caratteristiche, e osservarne i movimenti dei singoli semifotoni. Ebbene, creata una struttura apposita per questo tipo di esperimento, i due semifotoni vennero isolati e sperimentati singolarmente.
Collocati su diverse “piste” di fibra ottica molto distanti tra loro, i due vennero sparati in direzioni opposte. Alla fine del percorso, per entrambe, venne imposta una “scelta” arbitraria: la pista si divideva in due, in modo da poter osservare quale delle due alternative sarebbe stata “scelta”, se si fosse trattato di caso o quantomeno studiarne i comportamenti.
Si verificò un evento assolutamente inaspettato: i due mezzi fotoni si comportavano esattamente allo stesso modo. Quando uno girava da una parte, l’altro faceva la stessa scelta… e questo succedeva ogni volta che si ripeteva l’esperimento! La meta dei due percorsi era distante l’una dall’altra circa 22 km!
Com’è possibile che i due si comportassero allo stesso modo?
Che cosa li teneva legati?
Potevano comunicare tra loro?
Potevano trasmettersi informazioni?
Per poter comunicare tra loro, viaggiando loro stessi alla velocità della luce, la trasmissione doveva avvenire ad una velocità maggiore di quella della luce, cosa che la legge di Einstein ritiene impossibile.
L’unica alternativa era che i due non comunicassero in effetti, ma si comportassero allo stesso modo perché potevano rimanere in contatto: in breve, i due si comportavano come se non si fossero mai divisi, come se fossero ancora uniti!
Il loro comportamento simultaneo indicava di fatto che il comportamento delle due metà non era diverso dal comportamento che avrebbero avuto se fossero state ancora unite: sollecitando una ad avere un comportamento particolare, l’altra, anche se non soggetta alle stesse influenze, si comportava egualmente.
Quest’esperimento è anch’esso tra i più controbattuti della storia della fisica: se esistesse una comunicazione tra le due, significherebbe che la comunicazione avverrebbe ad una velocità più alta di quella della luce, cosa che pare impossibile. Deve esistere allora un interconnessione tra le due che le mantiene ancora unite nonostante la loro divisione.
…..e se non si fossero mai divise in realtà?
Quest’effetto viene chiamato “etanglement quantistico”.
Rimane quindi un fatto che un fotone diviso in due si comporti comunque come un intero, la divisione fisica non cambia assolutamente il comportamento della particella. E’ come se la stessa fosse ancora unita ad un livello di realtà più profondo di quanto ci è possibile concepire, come se i due semifotoni fossero una proiezione, proprio come quella di una pellicola. Possiamo dividere in due il telo su cui si proietta la pellicola, ma la pellicola rimane intera.
Allora com’è spiegabile di fatto un evento che non è soggetto a leggi?
Si ripresenta nuovamente allora il concetto di bizzarrie quantistiche! Ma questa volta una novità in più: gli scienziati sono stati in grado di verificare che lo stesso effetto si ha su pianeti o galassie, indipendente dalle loro dimensioni. In breve, questo esperimento a noi serve per capire che la visione convenzionale della vita, della realtà, ci porta a negare la possibilità che i due fotoni possano essere collegate o comunicanti, eppure la cosa è reale!
A Cura di Luca Clun,
Autore de “La Fisica della Mente”
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L’articolo tratto dal blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
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Sono rimasto molto affascinato da questa materia e dagli articoli di Luca Clun che ha pubblicato sul blog www.giacomobruno.it
Ho ripreso così molto volentieri uno dei suoi articoli che ti presento di seguito.
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La conosciutissima legge d’attrazione diffusa dal libro di Rhonda Byrne “The secret” e ripreso splendidamente dall’ ebook “La nuova legge d’attrazione” di Viviana Grunert, è tra le rivelazioni più eclatanti di questo secolo.
La regola che più ci si focalizza su un obiettivo, più esso verrà attratto verso di noi, ci permette dunque di avere molta più fiducia in quello che facciamo, di credere davvero in quello che pensiamo, di portare avanti progetti che magari avremmo lasciato da parte… Oppure semplicemente di cominciare ad osservare la vita ed il mondo con occhi diversi.. il che è già di per se un ottimo inizio!
Se fin ora nella nostra vita ci siamo focalizzati ad osservare una singola foglia, la legge d’attrazione ci conduce ad osservare l’intero albero che c’è dietro di lei!
Goethe diceva: “qualsiasi cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, falla. L’audacia ha in se genialità, forza e magia.”
Molti filosofi, artisti o mistici avevano già avvertito questa legge osservando la vita e gli eventi, capendo come funzionavano le cose.
Possiamo dire che la fisica quantistica oggi è in grado di darci addirittura una spiegazione scientifica di tutto questo processo, avvalorandosi di esperimenti e portando a galla i meccanismi che la legge d’attrazione esprime da diverso tempo.
Nel mio libro “La fisica della mente” ho voluto evidenziare quanto la psicologia quantistica, derivata dalla fisica, metta in risalto l’uomo al centro di tutto.
Tra le altre cose, questa materia ci documenta il perché della legge d’attrazione e in che modo l’uomo sia in grado di attrarre a se gli eventi desiderati. Può essere considerata una legge d’attrazione scientifica.. “la legge d’attrazione quantistica”
Non importa quale cammino una persona decida di intraprendere, l’importante è prendere una strada. La meta sarà comunque la stessa!
Uno spunto di riflessione: la cosa più affascinante rimane il fatto di quanto la scienza ed il misticismo stiano andando verso la stessa direzione..
Un carissimo saluto a tutti…
A Cura di Luca Clun,
Autore de “La Fisica della Mente”
Pubblicato il 28 novembre 2008 su www.giacomobruno.it









