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	<title>Crescita Attiva &#187; gestione aziendale</title>
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	<description>Crescita Personale-Finanziaria -Aziendale</description>
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		<title>Reti d’ impresa :possono rappresentare il futuro di tante PMI?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 02:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Reti d'impresa]]></category>
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		<description><![CDATA[Reti d’ impresa……il futuro per tante imprese? La Rete d’imprese è indubbiamente il nuovo modo di “fare impresa”…..vuoi per necessità, vuoi per opportunità ma sempre più imprese trovano nell’ aggregazione e collaborazione la risposta chiave per reagire e sopravvivere in un mercato in continua evoluzione. Le imprese italiane note per la loro dimensione medio-piccola (fenomeno [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Reti d’ impresa……il futuro per tante imprese?</p>
<p><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/reti-di-imprese-network-aggregazioni-aziende.jpg"></a><a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/reti-di-imprese-business-futuro-gruppi-aziende.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3706" title="reti-di-imprese-business-futuro-gruppi-aziende" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/reti-di-imprese-business-futuro-gruppi-aziende.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>La <a href="http://planconsulting.it/blog/gestione-aziendale/quali-sono-i-vantaggi-per-le-reti-dimpresa/">Rete</a> d’imprese è indubbiamente il nuovo modo di <strong>“fare impresa</strong>”…..vuoi per necessità, vuoi per opportunità ma sempre più imprese trovano nell’ <strong>aggregazione</strong> e collaborazione la risposta chiave per reagire e sopravvivere in un mercato in continua evoluzione.<br />
<span id="more-1686"></span></p>
<p>Le imprese italiane note per la loro dimensione medio-piccola (fenomeno del nanismo dimensionale) non possono restare piccole ed isolate ma devono avviarsi verso un percorso di crescita dimensionale per fare innovazione e migliorare il loro posizionamento sul mercato nell’ ottica della globalizzazione….“<strong>Fare Rete</strong>” è ormai l’ imperativo per guardare al futuro.</p>
<p>Le Reti d’ Imprese, nate poco più di un anno fa, sono diventate oggi lo strumento più efficace per lo sviluppo aziendale e la ripresa economica. Rispetto ad altre forme di collaborazione (consorzi, ATI, joint ventures, ecc) le reti sono accordi strutturali che vengono stilati davanti a un notaio o con scrittura privata e servono alle PMI per acquisire più spessore, riuscendo così a superare i vincoli della dimensione, pur mantenendo le loro qualità tipiche quali ad esempio la specializzazione e conservando la propria autonomia.</p>
<p>Ogni impresa si impegna infatti a fornire il proprio contributo fatto di collaborazione e scambio di informazioni nonché a fornire prestazioni di natura industriale, tecnica o tecnologica.</p>
<p>La partecipazione ad una rete garantisce alle imprese notevoli vantaggi in termini fiscali, amministrativi ma anche finanziari. Tramite la rete infatti le imprese potranno accedere più facilmente al credito e a tutti i provvedimenti agevolativi emanati a livello regionale, nazionale ed europeo.</p>
<p>Le reti d’ imprese sembrano dunque essere un valido strumento per poter sconfiggere la crisi …..il suggerimento è quello di <strong>superare l’individualismo</strong> e creare <strong>collaborazioni</strong> che favoriscano competitività ed innovazione….in fin dei conti da sempre sappiamo che “l’unione fa la forza”.</p>
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<p>A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti <a href="../../">Plan Consulting</a></p>
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<p>Articolo prelevato da <a href="http://planconsulting.it/blog">http://planconsulting.it/blog</a></p>
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		<title>Prodotto sempre disponibile?Come negare la disponibilità correttamente</title>
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		<comments>http://crescitaattiva.com/crescita-professionale/prodotto-sempre-disponibilecome-negare-la-disponibilita-correttamente/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 21:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita Professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Negozio]]></category>
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		<category><![CDATA[vetrina a magazzino]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione negozio]]></category>
		<category><![CDATA[vendita]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest Post  di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini Come negare la disponibilità di prodotto in modo corretto Facciamo un po’ di vero “Customer-Care”. A tutti sarà capitato di andare in un negozio per comprare o semplicemente per vedere un prodotto, di qualsiasi merceologia o servizio, e sentirsi rispondere che non è disponibile. &#160; Come [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Guest Post  di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini</p>
<p><strong>Come negare la disponibilità di prodotto in modo corretto</strong></p>
<p><a href="http://tinyurl.com/2utontw"><img class="size-medium wp-image-1668 aligncenter" title="DALLA-VETRINA-AL-MAGAZZINO" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2011/05/DALLA-VETRINA-AL-MAGAZZINO-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Facciamo un po’ di vero “<strong>Customer-Care</strong>”. A tutti sarà capitato di andare in un negozio per <strong>comprare</strong> o semplicemente per vedere un <strong>prodotto</strong>, di qualsiasi merceologia o servizio, e sentirsi rispondere che <strong>non è disponibile</strong>.</p>
<p><span id="more-1666"></span></p>
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<p>Come viene comunicato questo <strong>concetto </strong>al cliente? Vediamo un po’ le risposte classiche in questa situazione:</p>
<p>•	«<strong>Tutto quello che c’è, è lì</strong>»<br />
•	«L’ho <strong>finito</strong>, però posso darle quello di colore diverso…»<br />
•	«Mi spiace, l’ho finito»<br />
•	«Non si può fare, deve telefonare al <strong>numero verde</strong>…»<br />
•	«Guardi, mi arriva la <strong>settimana prossima</strong>»<br />
•	«Il <strong>rappresentante</strong> questa settimana <strong>non è passato</strong>»<br />
•	«L’unico che avevo l’ho venduto questa mattina»<br />
•	«<strong>Dovrebbero arrivarmi a giorni</strong>»<br />
•	«Se ne occupa<strong> la mia collega</strong>, ma rientra domani…»<br />
•	«<strong>Va a ruba</strong>! Ne ho venduti tantissimi, passi tra quattro giorni»<br />
•	«Vado a vedere in magazzino…»<br />
•	«<strong>Telefono al mio fornitore</strong>…»<br />
•	«Ah, quello della pubblicità? No, qui <strong>non è ancora arrivato</strong>».</p>
<p>Proviamo ad analizzare questa situazione dal punto di vista del<strong> gestore di negozio</strong>. Cosa fare quando non abbiamo il prodotto richiesto dal cliente? Cosa succede dal punto di vista della <strong>comunicazione</strong>? Cosa potremmo rispondere? Quali sono tutti <strong>gli aspetti in gioco</strong>?</p>
<p><strong>La delusione del cliente.</strong></p>
<p>Un cliente che ci approccia per chiedere un prodotto, nella maggior parte dei casi, in cuor suo <strong>ha già deciso di fare l’acquisto</strong>. Perlomeno si sente <strong>molto vicino</strong> a questo passo. Poter <strong>vedere</strong>, <strong>toccare</strong>, <strong>valutare</strong> la concretezza del prodotto con le proprie mani, rappresentano gli ultimi <strong>ostacoli da superare</strong> prima del vero e proprio acquisto.</p>
<p>Ma <strong>se il prodotto non c’è</strong>, siamo di fronte a un’autentica <strong>frustrazione</strong>. Il cliente, con ogni probabilità, si era già fatto “il film” della sua vita con questo prodotto, starà già <strong>provando emozioni</strong>, contrasti, capricci e quant’altro può essere abbinato all’<strong>acquisto di un bene</strong>.</p>
<p>È un momento dove una parte più o meno consapevole del “<strong>bambino che c’è in noi</strong>” viene deluso e mandato via senza il suo <strong>premio</strong>. Un momento di delusione umana nel quale le difese e la capacità critica del cliente sono molto<strong> basse</strong>. Questo momento va gestito con tutto il<strong> rispetto per il prossimo</strong> che possiamo avere.</p>
<p>Il nostro obiettivo deve essere <strong>rendere la delusione del cliente il più possibile lieve</strong> e sostenerlo nel senso di rammarico. Dovremmo seguire il cliente dandogli la sensazione che, nonostante tutto, <strong>partecipiamo al suo disagio</strong>, e che ci adoperiamo il più possibile per aiutarlo e <strong>assisterlo</strong>.</p>
<p>In questo momento delicato dobbiamo fare molta attenzione alla  comunicazione e domandarci sempre, in presenza di una richiesta che non  possiamo evadere, qual è l’<strong>errore commesso</strong>, se di<strong> fornitura</strong>, di <strong>magazzino</strong> o di <strong>comunicazione</strong>.</p>
<p><strong>Non esiste la frase giusta</strong> da usare sempre e con tutti i clienti. Se siamo sprovvisti del prodotto che ci chiedono, dipende dalla <strong>situazione</strong>, dal <strong>prodotto stesso</strong>, dalla <strong>merceologia</strong> che abbiamo in concreto nel nostro negozio.</p>
<p><strong>Creare rapporto</strong> e <strong>condividere un sentimento </strong>con il cliente avvicina, e può essere un modo per <strong>massimizzare le probabilità che il cliente torni da noi</strong>. Non avrà trovato il prodotto che cercava, ma almeno ha trovato chi ha saputo capirlo e ha condiviso con lui un <strong>breve attimo di “intimità”</strong>!</p>
<p><em><strong>A cura di Alessandro Muscinelli &amp; Laura Tentolini</strong></em><br />
Autori di<a href="http://tinyurl.com/5vjumgf"> Da Dipendente a Professionista</a>, <a href="http://tinyurl.com/2utontw">Dalla Vetrina al Magazzino</a></p>
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<p>L’articolo  è tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> <a href="http://giacomobruno.it/">www.giacomobruno.it</a></p>
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		<title>Il tempo libero per l&#8217;imprenditore :e&#8217; cosi&#8217; importante???</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/il-tempo-libero-per-limprenditore-e-cosi-importante/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 22:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[ozio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 19 aprile 2010 mentre uscivo da un cliente a Massa,  ho incontrato , dopo  circa 20 anni , un amico  di nome Fabio , che vedevo spesso quando  frequentavo  la scuola superiore , la Ragioneria, negli anni 80 . Dopo i saluti entriamo nell’argomento del lavoro . Egli mi racconta che è a capo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 aprile 2010 mentre uscivo da un cliente a Massa,  ho  incontrato , dopo   circa 20 anni , un amico  di nome Fabio , che  vedevo spesso  quando  frequentavo  la scuola superiore , la  Ragioneria,  negli anni  80 . </p>
<p> <a href="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/fantasia-lavoro-imprenditorialit%C3%A0-ozio-impresa.jpg"><img class="wp-image-2384 size-full aligncenter" title="fantasia-lavoro-imprenditorialità-ozio-impresa" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/fantasia-lavoro-imprenditorialit%C3%A0-ozio-impresa.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a> Dopo i saluti  entriamo nell’argomento del lavoro . </p>
<p> <span id="more-1327"></span></p>
<p> Egli mi racconta che è a capo di una piccola impresa e,  oltre a  lamentarsi per gli <a href="http://planconsulting.it/blog/business-plan/ristrutturazione-aziendale-in-seguito-a-grossi-insoluti-e-i-finanziamenti/">insoluti</a> che riceve e per la <a href="http://planconsulting.it/blog/basilea-2/bilanci-2008-2009con-i-parametri-attuali-di-basilea-2-difficile-ottenere-credito/">restrizione</a> del credito,  mi dice che non riesce più a “<strong>lavorare  divertendosi” ed  a stare bene nella sua azienda come qualche anno fa .</p>
<p></strong> Un pò preoccupato,  mi confessa  inoltre , che <strong>non riesce a  pensare a cose innovative e positive</strong> poiché per stare dietro a  tante stupidaggini non ha tempo per  ragionare di soluzioni  <strong>importanti  per la sua crescita aziendale.<br />
</strong> Tra le varie cose gli ho consigliato di scremare ciò che è importante  da ciò che non lo è ,  ricordandogli  che per far<strong> fiorire le  idee </strong>e farle germogliare occorre del <strong> tempo libero</strong> , utile anche per  tornare a<strong> sognare</strong> per  risvegliare  la <strong>FANTASIA</strong> .</p>
<p>  Nel salutarci Fabio mi dice che dovremmo vederci più spesso perché  ogni tanto un po’ di motivazione gli avrebbe fatto comodo.  Tornato in ufficio sono andato a rivedermi un  articolo che mi è  rimasto impresso , letto qualche anno fa nella rivista “L’impresa   N.3/2004 -Libri Scheiwiller Periodici srl “  – “ Né Ozio, né lavoro di  Emilio Paccioretti” Pag.VIII- che in questo colloquio mi è stato utile.  Infatti come riportato nell’articolo :  “<em>L’imprenditorialità è un atto creativo ma non legato ,come  l’arte alla sfera dell’espressione o del linguaggio , bensì al fare  concreto coordinato come sintesi di diversi momenti operativi. Insomma  una sorta di <strong>ozio produttivo.</strong></em><strong>“</strong> <strong><em>“</em></strong><em>Per Generare nuove idee , per <strong>immaginare  nuovi orizzonti </strong>occorre che l’operatività quotidiana non  soffochi la creatività , ma vi sia un tempo anche per questa. <strong>Ozio  e Lavoro ,</strong> quindi, non sono in antitesi ma trovano una felice  sintesi nella figura <strong>dell’imprenditore</strong> .”</p>
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		<title>Imprese !! Sviluppare il fatturato??un case History</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/imprese-sviluppare-il-fatturatoun-case-history/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 22:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[controllo di gestione]]></category>
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		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo fatturato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un guest post di GianPiero Turletti Consideriamo, in questa seconda parte dell’articolo, un altro tipo di tecnica, per sviluppare il vostro fatturato in misura davvero consistente. Si tratta di sviluppare le funzioni del vostro prodotto/servizio, in modo che queste soddisfino un numero decisamente sempre più crescente di esigenze del cliente, consentendo un posizionamento davvero vincente [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un guest post di <strong><a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652">GianPiero Turletti</a></strong></p>
<p>Consideriamo, in questa<a href="http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/una-delle-preoccupazioni-per-l%e2%80%99imprenditore-come-sviluppare-fatturato-per-la-propria-impresa/"> seconda parte</a> dell’articolo, un altro tipo di tecnica, per sviluppare il vostro fatturato in misura davvero consistente.<br />
Si  tratta di <strong>sviluppare le funzioni del vostro prodotto/servizio</strong>,  in modo che queste soddisfino un numero decisamente sempre più crescente di  esigenze del cliente, consentendo <strong>un posizionamento davvero vincente  rispetto alla concorrenza</strong>.</p>
<p><a href="http://tinyurl.com/c4b2ov"><img class="alignnone size-full wp-image-859" title="aziende-aumento-fatturato-entrate" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/06/aziende-aumento-fatturato-entrate.jpg" alt="aziende-aumento-fatturato-entrate" width="300" height="251" /><br />
</a></p>
<p>Vi propongo oggi una serie di case history, ancora una volta con riferimento al settore della sicurezza. Consideriamo, intanto, i tradizionali sistemi antifurto, per abitazione, piuttosto che per veicolo o esercizio commerciale. Tradizionalmente, si trattava di sistemi molto semplici. In pratica, uno o più sensori trasmettevano un eventuale segnale d’allarme ad una centrale, che faceva scattare una o più sirene.<br />
<span id="more-853"></span></p>
<p>Ma il segmento di mercato, cui evidentemente si rivolge questo tipo di prodotto, ha richiesto, con il passare del tempo, sempre più sicurezza, anche perché è risaputo che spesso i ladri sono abbastanza indifferenti ad un segnale puramente sonoro, riuscendo  a disattivarlo in fretta, contando sulla quasi sempre costante indifferenza dei vicini.<br />
Ma ecco che <strong>con l’evoluzione  tecnica e tecnologica</strong>, quale applicazione della funzione aziendale Ricerca e Sviluppo, che va a braccetto con lo sviluppo dei prodotti, i sistemi antifurto si sono evoluti in misura consistente. Basti pensare alle più significative funzioni, che sono oggi in grado di svolgere.</p>
<p>Inizialmente, molti sistemi antifurto, sia per ambienti, che per autoveicoli, usavano telecomandi, che potevano essere facilmente <strong>clonati con uno  scanner.</strong><br />
Questi telecomandi, infatti, non differivano da quelli attualmente usati per l’apertura dei cancelli. E, come molti di voi sapranno, se si necessita di altri telecomandi per il funzionamento dei cancelli, basta recarsi in qualsiasi punto commerciale, che offra un servizio di duplicazione di questo tipo.<br />
Il codice del vostro telecomando viene infatti registrato da un  apparecchietto, chiamato <strong>scanner</strong>. Si tratta dello stesso tipo  di telecomando, che all’inizio montavano i sistemi antifurto.<br />
Il ladro si posizionava, quindi, in prossimità di un veicolo, e quando il proprietario attivava o disattivava l’antifurto, azionando uno scanner in tasca, il ladro otteneva una copia del telecomando stesso.</p>
<p>Voi capite che non era, evidentemente, un sistema che potesse garantire  chissà quale sicurezza.<br />
Ma, per fortuna, ancora una volta grazie agli sviluppi tecnico-tecnologici, si è ottenuta la realizzazione di telecomandi, con particolari caratteristiche di sicurezza.<br />
Intanto, il codice è praticamente non copiabile. Inoltre molti telecomandi usano la funzione di codice variabile. Praticamente, se anche si riuscisse a copiare il codice di quello specifico telecomando, la cosa sarebbe inutile, poiché il telecomando utilizza, di volta in volta, codici diversi, cioè variabili, rendendo inutilizzabile il codice precedentemente usato.</p>
<p>Con lo sviluppo della telefonia cellulare, è inoltre possibile avere antifurto, che avvisano tramite SMS in tempo reale di varie situazioni, dall’intrusione, al livello di batteria troppo bassa, per non parlare della possibilità di ascoltare a distanza un ambiente, <strong>attivando un  microfono</strong>. Per le abitazioni e gli esercizi commerciali è poi prevista un’integrazione con eventuali funzioni domotiche, che vanno dallo spegnimento ed accensione a distanza di strutture ed apparecchiature, da un cancello ad una serranda, sino all’accensione di un televisore o dell’aria condizionata, ecc.</p>
<p>Addirittura, se si tratta di antifurto per autoveicoli, è possibile individuare l’esatta posizione di questi ultimi, tramite sistemi satellitari, e bloccare l’iniezione del veicoli, così da renderli inutilizzabile alla partenza. Il tutto, peraltro, si può integrare in un unico sistema antifurto, tale da attivare anche una sirena, e tramite un solo telecomando.</p>
<p><a href="http://tinyurl.com/c4b2ov"><img class="alignnone size-medium wp-image-854" title="progetto-azienda-ebook-bruno-editore" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/06/progetto-azienda-ebook-bruno-editore-202x300.jpg" alt="progetto-azienda-ebook-bruno-editore" width="202" height="300" /></a></p>
<p>Un’altra moderna innovazione sono le centraline, con memoria dei dati. Praticamente, la centrale del sistema memorizza tutta una serie di eventi, dall’intrusione, ai sensori che si sono attivati, ma segnalando anche situazioni, come la presenza di una bassa carica della batteria, piuttosto che l’assenza della linea elettrica esterna, se la corrente manca per più di un certo periodo.<br />
Ed ancora una volta, si possono avere questi avvisi anche sul  telefono, tramite SMS in tempo praticamente reale.</p>
<p>In sintesi, molte funzioni in più, che hanno reso obsoleti i precedenti  sistemi.</p>
<p>Seguitemi ancora, e analizzeremo, la prossima volta, ulteriori sviluppi.</p>
<p><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoPlainText"><span>A Cura Di<a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652"> Gian Piero Turletti</a>,</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman';">Autore di <a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652">“Progetto  Azienda”</a></span></p>
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<p>L’articolo tratto dal blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> www.giacomobruno.it</p>
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		<title>Problemi di impresa come risolverli !! Sesta parte</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/controllo-di-gestione/problemi-di-impresa-come-risolverli-sesta-parte/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/controllo-di-gestione/problemi-di-impresa-come-risolverli-sesta-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 16:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[controllo di gestione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[Un guest post di Gian Piero Turletti Nella precedente parte di questo minicorso sui problemi d’impresa mi sono soffermato sul concetto di marketing mix, da usare per le iniziative online. Sulle diverse azioni che si possono intraprendere, per rendere realmente vincente un’azione commerciale tramite internet non mi dilungo, essendoci in questo sito già molte specifiche [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un guest post di <a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652">Gian Piero Turletti </a></strong></p>
<p>Nella <a href="http://crescitaattiva.com/ebook/problemi-di-impresa-come-risolverli-quinta-parte/">precedente parte</a> di questo minicorso sui <strong>problemi  d’impresa</strong> mi sono soffermato sul concetto di <strong>marketing  mix</strong>, da usare per le iniziative online.</p>
<p><a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652"><img class="alignnone size-full wp-image-618" title="progetto-azienda-ebook-bruno-editore" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/03/progetto-azienda-ebook-bruno-editore.jpg" alt="" width="168" height="250" /></a><br />
Sulle diverse azioni che si possono intraprendere, per rendere realmente vincente un’azione commerciale tramite internet non mi dilungo, essendoci in questo sito già molte specifiche risorse a disposizione, compresi vari articoli espressamente dedicati all’argomento.</p>
<p>Vorrei solo soffermarmi sull’ultimo tipo di leva indicato, <strong>il  supporto della carta stampata e degli organi d’informazione.</strong></p>
<p>Questa rappresenta una risorsa sinora poco utilizzata, ma che potrebbe rivelare grandi  potenzialità, valevole, comunque, sia per imprese presenti anche solo sul web, sia per quelle offline.</p>
<p>L’obiettivo fondamentale, infatti, per  ogni iniziativa di marketing che voglia essere realmente efficace, è il conseguimento di un significativo numero di visitatori, clienti in carne ed ossa nel mondo reale, e <strong>traffico  targhettizzato</strong>, cioè di un numero <strong>di potenziali clienti, in  grande quantità sul proprio sito o blog.</strong><br />
E tale meta può certo  essere più agevolmente raggiunta, in misura tanto maggiore, quanto maggiore sarà  la propria <strong>visibilità</strong>.<br />
Un efficace strumento è quindi dato  dalla <strong>diffusione della propria visibilità tramite la carta stampata o  altri mass-media.</strong></p>
<p><strong>Diversi sono, a tale riguardo, i metodi per raggiungere una certa  visibilità della propria realtà aziendale. </strong><br />
Intanto, i  <strong>metodi gratuiti, </strong>che consistono in azioni di <strong>reiterato  contatto con gli organi d’informazione.</strong><br />
Si tratta di contattare le  redazioni di quei media che, per <strong>temi ed interessi, siano complementari  ai prodotti o servizi della nostra impresa.</strong></p>
<p>E’ infatti probabile che siano essi i primi ad essere interessati alla nostra  realtà aziendale.<br />
Ne consegue l’opportunità di creare apposito materiale divulgativo, da inoltrare alle varie redazioni, dichiarandosi quindi disponibili per articoli, interviste, approfondimenti.</p>
<p>Ci sono, in ogni caso, anche <strong>i metodi a pagamento</strong>,  sostanzialmente riconducibili a forme di pubblicità costruite, però, come se  fossero articoli <strong>(redazionali).</strong></p>
<p><strong>In questi casi, si fa pubblicare un articolo del tipo ”notizie dalle aziende”, in cui l’impresa si concentra nel comunicare la propria storia ed i propri prodotti/servizi, come se l’organo d’informazione ricevesse e pubblicasse gratuitamente tale comunicato, mentre la pubblicazione rientra, invece, in un servizio a pagamento.</strong></p>
<p>Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle  problematiche d’impresa:</p>
<p>un report gratuito, dall’area free del sito  <a href="http://www.autostima.net/autostima/free.php?pp=21652">Bruno  Editore</a></p>
<p>Alla prossima, quindi, e buon lavoro……</p>
<p class="MsoPlainText"><span>A Cura Di<a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652"> Gian Piero Turletti</a>,</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman';">Autore di <a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652">“Progetto  Azienda”</a></span></p>
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		<title>Problemi d’impresa come risolverli-Quarta  parte</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/problemi-d%e2%80%99impresa-come-risolverli-quarta-parte/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[controllo di gestione]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[liquidità aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[progetto azienda]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Guest post di Gian Piero Turletti Come vi ho anticipato nelle precedenti parti di questo corso, una delle principali cause della carenza di liquidità aziendale, è dovuta a situazioni di difficoltà, periodi di rallentamento economico, o vere e proprie recessioni. Un’azienda che vanti dei crediti nei confronti di un’altra, potrà in queste situazioni trovare [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Guest post di <a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652">Gian Piero Turletti</a></p>
<p><a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652"><img class="alignnone size-full wp-image-503" title="progetto-azienda-ebook" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/03/progetto-azienda-ebook.jpg" alt="" width="192" height="283" /></a></p>
<p>Come vi ho anticipato nelle <a href="http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/problemi-d%e2%80%99impresa-come-risolverli-terza-parte/">precedenti parti di questo corso,</a> una delle  principali cause della <strong>carenza di liquidità aziendale</strong>, è dovuta  a situazioni di difficoltà, periodi di rallentamento economico, o vere e proprie  recessioni.</p>
<p>Un’azienda che vanti dei crediti nei confronti di un’altra, potrà in queste  situazioni trovare decisamente delle <strong>difficoltà ulteriori</strong>, nell’incassarli, proprio a fronte delle difficoltà che, a sua volta, incontra l’impresa cliente, soprattutto a causa di un rallentamento o, peggio, di una contrazione nel fatturato, che può condurre all’insolvenza ed al fallimento dell’impresa cliente.</p>
<p>Ma ecco che, anche in questi casi, sussiste un’opportuna soluzione.<br />
I  crediti commerciali, infatti, si possono assicurare presso banche o società  assicurative specializzate in questo ramo.</p>
<p>Ancora una volta, però, è bene sottolineare che <strong>non esiste un  automatismo tra richiesta e delibera positiva.</strong><br />
La banca o  l’assicurazione considera, a tutti gli effetti, <strong>questa polizza come una  linea di credito, accordata all’impresa che l’abbia richiesta</strong> e, conseguentemente, sarà disponibile ad accordarla in misura tanto maggiore, quanto maggiore si presenterà la solidità economico-finanziaria della richiedente, oltre che dell’impresa cliente.</p>
<p>E’ quindi preferibile, non mi stancherò mai di ripeterlo, chiedere questa eventuale forma assicurativa quando l’impresa si trovi in una buona condizione economica, piuttosto che aspettare momenti di crisi.</p>
<p>Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle  problematiche d’impresa:</p>
<p>un report gratuito, dall’area free del sito  <a href="http://www.autostima.net/autostima/free.php?pp=21652">Bruno Editore</a></p>
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<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Autore di <a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=125&amp;pp=21652">“Progetto Azienda”</a></span></p>
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<p>L’articolo è già stato pubblicato sul blog di <a href="http://www.autostima.net/?pp=21652">Bruno Editore</a> www.giacomobruno.it</p>
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		<title>Costituire un’ impresa femminile? Ci sono vantaggi !!!</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/finanziamenti-e-prestiti/costituire-un%e2%80%99-impresa-femminile-ci-sono-vantaggi/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 17:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[finanza agevolata]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti e prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[imprese femminili]]></category>

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		<description><![CDATA[Le difficoltà che le PMI incontrano nel reperimento delle risorse finanziarie necessarie per l’ avvio e lo sviluppo dell’ attività sono molteplici: dimensione aziendale ridotta, rigidità nell’ ottenere finanziamenti, limitata innovazione, sottocapitalizzazione, ecc. Tra le possibili soluzioni che si possono individuare vi è quella di ricorrere alla Finanza Agevolata. Quando si inizia una nuova attività, [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Le difficoltà che le PMI incontrano nel reperimento delle risorse finanziarie necessarie per l’ avvio e lo sviluppo dell’ attività sono molteplici: dimensione aziendale ridotta, rigidità nell’ ottenere finanziamenti, limitata innovazione, sottocapitalizzazione, ecc. Tra le possibili soluzioni che si possono individuare vi è quella di ricorrere alla <a href="http://planconsulting.it/blog/">Finanza Agevolata.</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/02/imprenditoria-femminile-finanziamenti-impresa-femminile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-443" title="imprenditoria-femminile-finanziamenti-impresa-femminile" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/02/imprenditoria-femminile-finanziamenti-impresa-femminile.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Quando si inizia una nuova attività, oggi più che mai, è fondamentale verificare quali tipi di agevolazioni sono disponibili  e quali sono le forme giuridiche privilegiate. Anche se non è possibile generalizzare, possiamo domandarci perché un’ impresa che intende costituirsi ex-novo dovrebbe privilegiare forme giuridiche a prevalente composizione (partecipazione) femminile?</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">La risposta potrebbe essere per non precludersi la possibilità di accedere a bandi pubblici di finanziamento.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Negli ultimi anni infatti la tendenza, sia a livello nazionale che europeo, è quella di tutelare e promuovere le donne e i giovani, che rappresentano un’ enorme potenzialità per lo sviluppo economico.</p>
<p style="text-align: left;">Frequenti sono i bandi per incentivare l’ imprenditoria femminile, azioni volte a incoraggiare la costituzione di nuove attività o a innovare quelle preesistenti, e l’ imprenditoria giovanile, azioni idonee ad incrementare l’ inserimento dei giovani nel mondo imprenditoriale e del lavoro in genere.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">In concreto negli ultimi bandi emanati dalla Regione Toscana troviamo tra i criteri di valutazione sia la componente femminile che quella giovanile.</p>
<p style="text-align: left;">Si pensi, per esempio, al bando sui “ Contributi a progetti d’ investimento delle imprese cooperative” (annualità 2008) dove ai fini della graduatoria i progetti presentati da cooperative la cui compagine sociale è costituita<strong> per almeno il 50% da donne o da giovani sotto i 35 anni prendono un punto in più. </strong></p>
<p style="text-align: left;">Quindi potrebbe essere interessante valutare attentamente fin dall’ inizio quale tipo di società è conveniente costituire.</p>
<p style="text-align: left;">
<p>A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra</p>
<p>Ufficio Finanziamenti agevolati <a href="http://planconsulting.it/">Plan Consulting</a></p>
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		<title>Utilizzo del fido di conto corrente? Si certo!! Ma con attenzione</title>
		<link>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/utilizzo-del-fido-di-conto-corrente-si-certo-ma-con-attenzione/</link>
		<comments>http://crescitaattiva.com/amministrazione-aziendale/utilizzo-del-fido-di-conto-corrente-si-certo-ma-con-attenzione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 08:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti e prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti bancari]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi prendo spunto da una  una storia reale per introdurre una verità che in questi periodi di restrizione del credito si fa anche più sentire anche se in articoli con casistiche simili avevo già affrontato l’argomento. Verso la fine del 2006 vengo presentato a 2 titolari di una piccola attività, marito e moglie. Il problema [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi prendo spunto da una  una storia reale per introdurre una verità che in questi periodi di restrizione del credito si fa anche più sentire anche se in <a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/come-controllare-le-condizioni-per-fare-sentire-%E2%80%9Csotto-esame%E2%80%9D-il-funzionario-bancario/">articoli </a>con casistiche<a href="http://planconsulting.it/blog/articoli/le-banche-prestano-i-soldi-a-chi-ha-i-soldi-come-e-possibile/"> simili</a> avevo già affrontato l’argomento.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-439" title="contrazione-credito-bancario" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/contrazione-credito-bancario.jpg" alt="contrazione-credito-bancario" width="300" height="225" /></p>
<p>Verso la fine del 2006 vengo presentato a 2 titolari di una piccola attività, marito e moglie.</p>
<p>Il problema era che le banche non gli davano più fido di quanto già concesso, anzi queste stavano richiedendo il rientro. In poche parole la piccola impresa era in grave crisi di liquidità.</p>
<p>La mia consulenza continuativa si è protratta ,come da preventivo, per circa 1 anno.<br />
I risultati sono stati molto buoni, poiché dopo anni di perdita che hanno portato la piccola azienda ad una pesante situazione finanziaria, nel 2007 l’azienda è andata in utile e nel 2008 ha continuato ad essere in utile ed in miglioramento.</p>
<p>Le ricette sono state la <strong>diminuzione delle scorte, maggiore attenzione agli acquisti, previsioni finanziarie e controllo con budget per i costi e il tutto col mantenimento dei ricavi previsti.</strong><br />
Il tutto naturalmente è stato seguito nei minimi dettagli e proporzionato alle dimensioni aziendali.</p>
<p>Terminato il mio periodo di consulenza previsto, il titolare, persona estremamente corretta, che comunque non poteva sempre pagare nei tempi giusti, mi dice che non sopporta l’idea di avere un debito nei miei confronti e in ogni caso mi conferma che periodicamente mi avrebbe chiamato per verificare se tutto stava funzionando come da programmi.</p>
<p>Io ero d’accordo con lui poiché avere dei crediti vecchi da riscuotere mi metteva a disagio.<br />
Avrei potuto anche prenderla come un pretesto da parte del cliente per svincolarsi della mia consulenza ma gli ho voluto credere, non avendo motivo di dubitare dei risultati positivi.</p>
<p>Periodicamente sono stato chiamato a controllare ciò che veniva fatto e per mia soddisfazione ciò che avevamo pianificato stava avvenendo.</p>
<p>Le banche che fino a poco tempo prima gli avevano chiuso le porte, <strong>cominciavano a riaprirle anche se a piccoli passi.</strong></p>
<p>Nel 2008 continuo sistematicamente ad andare dall’ex cliente, ormai amico a dare sporadicamente dei miei pareri e a visionare i bilanci periodici che gli stampa il suo commercialista .</p>
<p>Nel novembre  2008 il Titolare mi chiama e mi dice:<br />
“Lo sai che la Banca alla quale mi sono rivolto per una richiesta di aumento fido mi ha proposto di fare un finanziamento per il totale rimborsabile in 3 anni?”</p>
<p>A quel punto io dico:<br />
“Per forza sei stato per troppo tempo <strong>sopra 80% di utilizzo del fido</strong> accordato e loro ti vogliono dare un finanziamento più adeguato”.</p>
<p>Andiamo in banca, ed in effetti scopo della Banca era chiudere lo scoperto di conto continuando col rapporto dandogli <strong>un finanziamento più adeguato,</strong> poichè il cliente anche se, sempre nei fidi accordati, è sempre stato vicino all’utilizzo del tetto massimo e non riesce a scendere.</p>
<p>A quel punto nel colloquio con il Direttore una volta appreso le intenzioni dell’Istituto Bancario noi abbiamo presentato la ns. controproposta……</p>
<p><strong>Morale del racconto:</strong></p>
<p>Già in altri miei racconti il finale è stato grossomodo questo ,ma simile realtà è più che mai attuale:</p>
<p>* E’ sempre più difficile ottenere scoperti di conto</p>
<p>* Occorre fare attenzione a non stare troppo tempo al massimo di utilizzo del fido senza muoversi poiché ormai questa forma di finanziamento è sempre meno gradita agli Istituti di Credito.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-440" title="finanziamenti-fidi-bancari" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/finanziamenti-fidi-bancari.jpg" alt="finanziamenti-fidi-bancari" width="300" height="200" /><br />
* <strong>Lo scoperto di conto</strong> dovrebbe servire quasi esclusivamente a far fronte a temporanee necessità di cassa. Se stai sempre utilizzando il fido di conto corrente significa con molta probabilità che difficilmente riesci a rientrare dello scoperto quindi presumibilmente non è la forma di finanziamento più adatta . Nel caso in esame, la banca ha proposto un finanziamento rimborsabile poiché cominciavano a vedersi gli utili infatti gli anni precedenti sarebbe stato improponibile .</p>
<p>Alla fine poi questa operazione è anche un buon consiglio e da un punto di vista economico al cliente conviene perché sicuramente i tassi sono migliori dei finanziamenti a breve termine.</p>
<p>Per le imprese lo scoperto di conto è importante per avere un polmone finanziario, il consiglio è però di farlo nelle proporzioni giuste e pianificare bene le entrate e le uscite.</p>
<p>Se hai provato cosa vuol dire stare scoperto di conto probabilmente so bene quale potrebbe essere le tua obiezioni, le conosco sia come cliente bancario sia come consulente di aziende.</p>
<p>E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo parere</p>
<p>A Cura di<a href="http://planconsulting.it/blog/chi-sono/"> Patrizio Gatti</a><br />
Consulente di direzione aziendale<br />
Autore di <a href="http://tinyurl.com/54n3v2">“Amministrare l’Azienda”</a></p>
<p>Articolo pubblicato su www.giacomobruno.it</p>
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		<title>Saranno le donne e le loro aziende a farci superare la crisi?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 00:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[imprese femminili]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ogni volta che si è sull’ orlo del precipizio, arrivano le donne che sanno come fare quadrare i bilanci” (Lina Sotis). Il “boom” delle imprese al femminile che ha caratterizzato gli ultimi 5 anni ha subito un netto rallentamento ma il trend resta comunque positivo. In un solo anno sono nate 5.523 imprese femminili portando [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>“Ogni volta che si è sull’ orlo del precipizio, arrivano le donne che sanno come fare quadrare i bilanci” (Lina Sotis).</strong></em></p>
<p>Il “boom” delle imprese al femminile che ha caratterizzato gli ultimi 5 anni ha subito un netto rallentamento ma il trend resta comunque positivo.</p>
<p>In un solo anno sono nate <strong>5.523</strong> imprese femminili portando il numero complessivo a 1.243.824 aziende attive. Un aumento certo non vistoso (+0,45 per cento) che tuttavia spicca se paragonato all&#8217; immobilità del tessuto imprenditoriale del Paese. In altre parole grazie alle donne il saldo segna zero, senza di loro sarebbe stato negativo.</p>
<p><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/02/impresa-femminile-azienda.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-422" title="impresa-femminile-azienda" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/02/impresa-femminile-azienda.png" alt="" width="426" height="282" /></a></p>
<p>Questo è quanto emerge dall’ Osservatorio dell’ Imprenditoria femminile sui dati forniti da Infocamere relativi al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Molte le novità.<br />
La forma giuridica scelta dalle neo imprenditrici presenta forti trasformazioni: si favoriscono le società di capitale, di persone, cooperative e consorzi, rispetto alle imprese individuali che restano comunque di gran lunga le più diffuse, almeno in  Italia.<br />
Cambia anche il profilo settoriale: donne sempre più alla conquista di settori produttivi fino ad oggi di tradizionale competenza maschile. Si riduce il numero delle aziende nell&#8217; agricoltura e nel commercio  mentre sempre più dinamico si rivela il settore dei servizi alle imprese, ovvero attività immobiliari, noleggio, ricerca, informatica  oltre ai mercati delle costruzioni e dei trasporti.<br />
Ma e&#8217; soprattutto il contributo dell&#8217;immigrazione la vera sorpresa nell&#8217;imprenditoria femminile degli ultimi dodici mesi. Ben il 71 per cento (pari a 3.921 unita&#8217;) e&#8217; costituito da iniziative imprenditoriali di tipo individuale con a capo una donna extra-comunitaria.<br />
Escludendo la nazionalita&#8217; svizzera, per evidenti legami di vicinanza con l&#8217;Italia, le nazionalita&#8217; piu&#8217; rappresentate tra le donne titolari d&#8217;impresa sono quella cinese, marocchina e nigeriana.<br />
La concentrazione maggiore si registra in termini assoluti in Lombardia, ma è la Toscana che ospita il numero più elevato di imprenditrici immigrate in proporzione al numero di imprese individuali residenti. Il record provinciale va a Prato, dove oltre un’ impresa ogni 4 ha una titolare staniera.<br />
Altro dato significativo è l’ aumento delle donne nella cosiddetta “stanza dei bottoni”: su 5 manager delle imprese italiane una è donna….decisamente ancora poche.</p>
<p><strong>Donna manager?</strong></p>
<p>Donne manager? In Italia le donne ai posti di comando sono ancora poche, vere e proprie “<strong>mosche bianche”</strong>.</p>
<p>I dati diffusi dall’ Osservatorio sull’ Imprenditoria Femminile confermano che l’ Italia si colloca all’ ultimo posto dei paesi dell’ UE per la presenza di donne manager. E’ un dato &#8220;sconvolgente &#8221; che dimostra ancora una volta il &#8220;maschilismo italiano&#8221; , specchio di un retaggio culturale che parte dalla storia dei tempi.<br />
Storicamente le donne hanno un ruolo ben preciso nella società che è quello di amministrare la famiglia e accudire i figli mentre quello dell’ uomo è di “portare a casa i soldi” per il sostentamento familiare.</p>
<p>Ovviamente le cose oggi sono molto diverse e non voglio cadere nel banale, elencando le prove del completo cambiamento. Resta il fatto che c’è ancora un atteggiamento di salvaguardia del ruolo maschile, ci sono ancora tabu ( in Italia più che altrove) difficili da sfatare come per esempio avere un “capo donna”.<br />
Purtroppo il retaggio culturale che ci portiamo appresso fa si che sia più difficile per una donna fare carriera.<br />
La donna arriva fino ad un certo punto, poi basta, incontra il cosiddetto “tetto di cristallo”. Più si sale nella scala gerarchica e più è arduo conciliare la sfera individuale con quella professionale. E’ raro vedere una donna leader, a capo di una organizzazione, di un partito….<br />
Perchè avviene questo?<br />
Non penso che gli uomini siano migliori delle donne o viceversa. La donna si ferma perché, salvo casi eccezionali, da più importanza agli interessi familiari piuttosto che alla carriera inoltre il mondo aziendale è ancora presidiato per la stragrande maggioranza da uomini di una certa età e quindi con un certo tipo di mentalità.</p>
<p>Imprenditori che sono restii a promuovere le donne in posizioni chiave perché pensano che poi si sposano, avranno figli e non riusciranno a dedicarsi al lavoro con totale dedizione.<br />
Avere più donne ai vertici non è solo una questione etico-sociale è anche “economicamente vantaggioso”.</p>
<p><strong>Più donne…..più utili</strong></p>
<p>Da una recente ricerca condotta da Mckinsey risulta che le aziende con più donne al vertice sono più competitive e fanno più utili.</p>
<p>I dati sono buoni e incoraggianti, la crescita delle donne alla dirigenza di imprese rappresenta non soltanto un fatto economico nuovo, ma tende a cambiare gli scenari socio-culturali del nostro paese, da sempre guidato dagli ‘uomini’. Addio cravatte e benvenuti tacchi a spillo.</p>
<p>E Tu cosa ne pensi  ? <strong> Lascia il tuo commento.</strong></p>
<p>A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra</p>
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		<title>Aziende gestite da donne in continua crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 09:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[impresa femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Imprese gestite da donne o in cui le donne ricoprono cariche manageriali di rilievo sono oggi una realtà diffusa e in continua crescita. E’ generalmente riconosciuto come le donne abbiano innata capacità gestionale, spiccato senso di praticità, intuito e creatività….vere e proprie risorse nell’ attuale mondo del lavoro. Tutto ciò non è però sufficiente! Oggi [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Imprese gestite da donne o in cui le donne ricoprono cariche manageriali di rilievo sono oggi una realtà diffusa e in continua crescita.</p>
<p><a href="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/02/imprese-in-rosa-azienda-femminile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-414" title="imprese-in-rosa-azienda-femminile" src="http://crescitaattiva.com/wp-content/uploads/2009/02/imprese-in-rosa-azienda-femminile.jpg" alt="" width="100" height="66" /></a></p>
<p>E’ generalmente riconosciuto come le donne abbiano innata capacità gestionale, spiccato senso di praticità, intuito e creatività….vere e proprie risorse nell’ attuale mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Tutto ciò non è però sufficiente!</strong></p>
<p>Oggi un’ impresa vincente ha bisogno più che mai di informazione, formazione e finanziamenti. Non basta avere qualità intrinseche e buone idee.<br />
Parlando di imprese femminili, è importante darne una chiara connotazione. Non esiste una definizione univoca.  In generale, possiamo dire che un’ impresa può essere definita femminile, quando:</p>
<p>-    si ha un’ impresa individuale e il titolare è una donna;<br />
-    si hanno società di persone e società cooperative in cui il numero di donne socie rappresenta almeno il 60% dei componenti la compagine sociale, indipendentemente dalle quote di capitale detenute;<br />
-    si hanno società di capitali in cui le donne detengono almeno i 2/3 delle quote di capitale e costituiscono almeno i 2/3 del totale dei componenti dell’ organo di amministrazione.</p>
<p>Sotto il profilo della forma giuridica la ditta individuale rimane preponderante ( vuoi per paura di esporsi troppo vuoi per la tipica concretezza femminile) anche se recentemente la tendenza è quella di andare verso forme più moderne e organizzate come quella della società di capitali.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-349" title="imprenditoria-femminile1" src="http://planconsulting.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/imprenditoria-femminile1.jpg" alt="imprenditoria-femminile1" width="104" height="84" /> Le donne che intendono avviare un’ attività si trovano spesso di fronte ad ostacoli che nella maggior parte dei casi disincentivano: difficoltà a presentare garanzie, difficoltà ad accedere alle informazioni, difficoltà nei rapporti col mercato e con la burocrazia, difficoltà nel conciliare il lavoro con la vita familiare ma una delle  difficoltà maggiori consiste nell’ accesso al credito.</p>
<p>E Tu cosa ne pensi ? Lascia il tuo commento.</p>
<p><em>PS::Rimani sintonizzato per il resto dell&#8217;articolo &#8230;.</em></p>
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