Posts Tagged ‘pianificazione finanziaria’

L’ebook “La Pianificazione Aziendale” di Patrizio Gatti !!!

Ciao, è con vero piacere che Ti presento il mio nuovo Ebook “La Pianificazione Aziendale” Edito da Bruno Editore Casa Editrice Leader per gli ebook per la formazione in Italia .

 

La Pianificazione Aziendale è uno strumento strategico di fondamentale importanza. Eppure,spesso è anche il primo che viene a mancare nelle piccole e medie imprese.

Anche senza pianificazione ogni impresa può andare avanti più o meno bene rincorrendo o sottostando all’andamento delle variabili di mercato.

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Gli Utili ci sono ma non la liquidità – Avventure di una piccola impresa che chiede credito alla Banca- 2a parte

Riprendo  il post precedente col racconto della storia di una piccola azienda che chiede il credito bancario in un momento di crescita del fatturato.

credito-bancario-garanzie-impresa-aumento-fatturato-diminuzione-liquidita

Visto come si mettevano le cose  , quale poteva essere la soluzione???

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Pianificazione finanziaria-Puo’ esserti d’aiuto anche quando ricevi un assegno insoluto

Ciao oggi ti racconto  un episodio reale che mi è accaduto alla  fine di marzo 2009-

Sono stato chiamato da una mia Cliente titolare di una piccola impresa, estremamente attenta alla pianificazione finanziaria e alla correttezza in ogni senso.

Grazie anche a questa mentalità negli anni la ditta è riuscita a farsi affidare bene da più banche, creandosi inoltre un piccolo fondo di liquidità da utilizzare per le emergenze.

C’è da precisare che difficilmente l’azienda ha utilizzato l’extrafido, è sempre rimasta nei parametri ed ha una valutazione di rating buona.

La responsabile aziendale mi chiama poiché ha ricevuto un assegno insoluto di circa 30.000 euro e mi ha chiesto di accompagnarla in banca per richiedere un finanziamento temporaneo per scoperto di conto corrente sino allo sperato pagamento dell’Assegno dall’emittente, per evitare di andare a utilizzare fidi presso altre banche o utilizzare i propri fondi che in questi periodi possono veramente rappresentare una sicurezza.
L’assegno emesso dal debitore era ormai presso il notaio, e così come previsto dalla legge entro 60 giorni dall’emissione dovrebbe essere pagato altrimenti l’emittente sarà iscritto alla Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI) con la conseguenza di non poter emettere assegni per il periodo di 6 mesi oltre a scattare le conseguenze (sanzioni pecuniarie e revoca di sistema)
Poiché con quell’insoluto la ditta andava scoperta di conto in extrafido, la banca richiedeva il rientro anche per non penalizzare l’impresa che sarebbe segnalata in centrale rischi come sconfinata.
La piccola impresa aveva delle fatture da portare al SBF per pagare i debiti di fine mese.
Abbiamo chiesto quindi al gestore bancario se si poteva avere un fido temporaneo autorizzato in maniera da non pagare tassi esagerati e per non essere segnalati. Questo affidamento avrebbe permesso anche di pagare i debiti a fine mese senza “fatica”.
La risposta come già immaginavamo è stata – “Non si può. Ora dare gli scoperti di conto corrente diventa un problema, è fuori dalle nostre autonomie, eventualmente portate i documenti che vediamo se possiamo aumentare il fido per il salvo buon fine, ma sarà difficile per il fido di cassa.
A quel punto mi sono alzato e ho detto al funzionario : “ok ci aspettavamo una risposta del genere, comunque ora che abbiamo bisogno, voi non ci aiutate, è inutile che Lei ci darà un fido ulteriore chissà tra quanto.”
La mia Cliente aggiunge: “Fortunatamente fidi di Salvo Buon Fine presso altre banche ne abbiamo e liberi da poter utilizzare. Il problema sarà che anticiperemo presso un’altra banca, copriremo il Vostro scoperto e purtroppo non pagheremo parte di altri fornitori nei tempi giusti – Grazie lo stesso “

In realtà, grazie alla attenta pianificazione dei flussi finanziari che nel tempo era stata fatta costantemente, l’impresa è riuscita a far fronte agli impegni con la copertura finanziaria data dai fidi presso le altre banche e parte di utilizzo dei fondi di autofinanziamento

“L’uomo riesce a fare qualcosa solo dopo aver compreso che deve contare solo su se stesso.”
Sartre

Purtroppo questi sono casi reali la correttezza in questi episodi conta sicuramente , ma quello che importa sono i capitali alle spalle o bisogna essere finanziati bene, e prevedere l’occorrente prima del bisogno, per non incorrere in momenti che hai necessità.
In questi momenti, chissà come mai, spesso non riesci a trovare l’aiuto che ti serve e soprattutto in tempi rapidi.

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A Cura di Patrizio Gatti

Autore di “Amministrare l’Azienda

Articolo prelevato da http://planconsulting.it/blog

L’articolo è stato anche pubblicato nel blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it

Banche e credit crunch! Restrizione dei finanziamenti?

Alcuni termini in lingua inglese come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.

Tutte parole e frasi riconducibili a tre  semplici  concetti:  crisi finanziaria, stretta  creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la stretta creditizia”, si è discusso a lungo.

Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.
Questa chiusura può avvenire essenzialmente per due motivi diversi. Uno legato al rischio inflazione che porta le banche centrali ad alzare i tassi di interesse per contenere l’espansione; l’altro invece avviene sull’onda di una crisi di liquidità che coinvolge le banche stesse che si vedono costrette a una chiusura del credito per evitare il fallimento.

In questo momento ad esempio ci troviamo nella seconda situazione.
Tutte le banche hanno cominciato a ridurre gli affidamenti, in particolar modo sui clienti finanziariamente più deboli, soprattutto PMI.

Sebbene i tassi d’interesse base (come l’Euribor) hanno cominciato a diminuire in seguito alle decisioni della BCE, gli spread applicati dalle banche si sono mossi in direzione opposta, aumentando più che proporzionalmente.

Il risultato così ottenuto sono affidamenti inferiori ad un prezzo più elevato.
«Con la presente la informiamo che la situazione mondiale dei mercati finanziari ha determinato un riprezzamento del costo del credito e una crescita del costo del denaro per le banche.

Per tali motivi ci vediamo costretti a variare le condizioni applicate al conto inviandole la proposta di modifica unilaterale del contratto».

Inizia così una delle tante lettere spedite da alcuni  istituti bancari a decine di imprese…..

Il fenomeno si sta sviluppando a macchia d’ olio

Nel prossimo articolo , parleremo di  quali saranno le ripercussioni per le imprese

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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

Ufficio Finanziamenti agevolati Plan Consulting

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Chi finanziano le banche???

E’ vero che le banche prestano i soldi a chi ha i soldi?

Sembra una cosa assurda, purtroppo, anche se in maniera diversa, la sostanza è grossomodo quella scritta nel titolo.

Più che dare i soldi a chi ha i soldi, l’affermazione corretta è dare i soldi a chi può dimostrare di avere una capacità di reddito per poter rimborsare i finanziamenti.

Il richiedente deve avere adeguate garanzie per poter assicurare la banca, che se il debitore non paga, l’Istituto potrà rivalersi su altri beni..

Quindi se chiedi un finanziamento devi avere o redditi abbastanza buoni che dimostrino di poter pagare il finanziamento, oppure garanzie adeguate che possono consistere in immobili, soldi liquidi, magari (come piace ai finanziatori) investiti in obbligazioni della banca finanziatrice, oppure fideiussioni di terze persone (genitori, nonni, parenti,) che abbiano un reddito o patrimonio tale da lasciare tranquilla la banca.

Per quanto riguarda le aziende occorre sapere che dal 01.01.2008 è entrato in vigore. L’accordo di Basilea 2 che ha introdotto la novità che la Banca per decidere se dare credito o no all’impresa dovrà misurare le rischiosità attraverso lo strumento del RATING (valutazione del merito creditizio)

Per l’assegnazione del Rating assumono importanza il tipo di informazioni ottenute dalle imprese che possono essere ricavate dal bilancio di esercizio dalle dichiarazioni dei redditi, dal comportamento dell’andamento bancario e in misura inferiore dalle valutazioni di business plan, budget economici e finanziari e dati informativi personali.

Come devono muoversi le imprese ?

Ciò che fa la differenza è la gestione finanziaria che non dovrebbe essere fatta occasionalmente, ma in maniera regolare, i finanziamenti non vanno mai chiesti all’ultimo momento o almeno io lo sconsiglio sempre ..

L’impresa tramite una programmazione finanziaria deve puntare ad avere sempre gli affidamenti giusti per avere di continuo a disposizione i soldi in maniera da evitare di andare in extrafido, che penalizzerebbe il ns. Rating e di conseguenza la ns. capacità di credito e il ns. costo del denaro.

A Cura di Patrizio Gatti, Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”

Articolo pubblicato il 09.10.2008 su www.giacomobruno.it