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Fattore Q -ovvero il salto quantico!Come utilizzarlo al meglio?

Un Guest Post di  Alberto Lori

Come Utilizzare al meglio il Fattore Q.


Nella nostra ultima chiacchierata sul blog ho cercato di far capire che ciascuno di noi non è il modello creato dal cervello in virtù delle proprie attitudini genetiche e del personale programma culturale.
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Sono i vostri pensieri a controllare l’ambiente o viceversa?

Un Guest Post di  Alberto Lori

Il fattore Q – il risveglio della coscienza (prima parte)


Vi siete mai chiesti se è l’ambiente che controlla i vostri pensieri o se sono i vostri pensieri a controllare l’ambiente?

Pensateci bene perché se la vostra vita è routinaria, vi alzate dal letto sempre alla stessa ora, vi lavate i denti sempre allo stesso modo, mangiate a colazione sempre le stesse cose, fate sempre lo stesso tratto di strada per andare al lavoro e via dicendo, non c’è dubbio che avete lasciato la guida della vostra vita ai vostri programmi inconsci, a un automatismo invariabile.

E ancora: chiedetevi perché a determinati stimoli dell’ambiente (un automobilista vi fa le corna dal finestrino della sua auto che vi supera sulla destra, un tizio cerca di occupare il vostro posto mentre siete in fila davanti alla cassa del cinema, un compito impegnativo, ecc.) rispondete sempre con lo stesso comportamento ovviamente riferito a quel particolare stimolo.
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Per il proprio piacere -Usare il cervello(parte finale)

Articolo di Roland Del Vecchio pubblicato su www.giacomobruno.it

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Nella prima parte di questo articolo ho parlato di come, attraverso la corretta impostazione di un obiettivo e un salto mentale nel futuro, sia possibile stimolare il proprio cervello e attivarlo per la ricerca delle risorse che consentono di fare ciò che ci piace.
E se nella prima parte abbiamo compiuto azioni esterne come impostare correttamente un obiettivo per ottenere un processo mentale in grado di farci fare ciò che ci piace, nella seconda lasceremo tutto quel che ci coinvolge così com’è, sfruttando altre capacità della mente e cambiare la percezione che abbiamo di quello che c’è… per farcelo piacere.

Vi ricordo che è più facile cambiare le cose esternamente che internamente, ma se per un’infinità di ragioni ritenete di essere “incatenati” in una realtà che non vi piace, e di cui non potete fare a meno perché…(dovreste dirmelo voi ), allora c’è l’altra soluzione:

Farsi piacere ciò che si fa.

Avete sentito dire che c’è sempre un lato positivo in ogni problema?
Sì ! tutto ciò che chiamiamo problema non ci pare mai un granché solo perché lo abbiamo archiviato nel nostro cervello nel reparto delle cose che ci procurano una sensazione sgradevole; ma vi assicuro che per ogni problema c’è sempre una prospettiva da cui guardarlo per trasformarlo in “opportunità”.
Non è detto che un’esperienza considerata un problema, una volta archiviata in un posto, sia destinata a rimanere lì per sempre.

Le tecniche di PNL insegnano come si possa cambiare (ristrutturare) un pensiero e renderlo diverso da come è stato acquisito la prima volta. Ma questo presuppone che conosciate questa neuroscienza oppure che ci sia un “programmatore” lì con voi per farvelo fare. Di sicuro sarebbe il metodo migliore; ma dato che so che c’è sempre un altro modo per ottenere un risultato… tenterò di proporvi un’alternativa.

Vorreste in un sol colpo “ristrutturare” tutte le convinzioni che avete sul fatto di esser stati qualche volta sfortunati?

Bene! Prendete il ricordo più recente e PIU’ BELLO che vi viene in mente, riferito a ciò che oggi avete.
Non una cosa “ Così così”…, ma quella COSA GRANDE COSI’ !!!!!


Assicuratevi che l’emozione scaturita dal pensare a quella cosa vi abbia aumentato i battiti cardiaci e prodotto un intenso piacere.
Adesso, pensate a quante coincidenze sono servite per ottenerla…
E ora, pensate quant’è vero che fan parte di quelle coincidenze anche i contrattempi e le sfighe che vi sono capitate… senza le quali – di sicuro – qualcosa sarebbe andato diversamente e sicuramente non avreste proprio questa BELLA COSA GRANDE COSI !

Mentre scrivevo io pensavo a mio figlio nato da poco più di 20 giorni… e mi è bastato questo pensiero per ristrutturare in modo meraviglioso tutto quello che nel mio passato c’è stato e che consideravo negativo; poiché senza tutto quello che c’è stato ci sarebbe il rischio che lui- proprio lui – oggi non ci sia.

Basta poco a cambiare la storia vero?

Tony Robbins dice: “Non è mai troppo tardi per aver avuto un’infanzia felice”. E si riferisce proprio a quello che ho appena detto quì.

Prendete per esempio il caso di un mio conoscente che ha avuto un incidente con la sua- amata- vespa nuova. Era talmente arrabbiato al punto da maledire con tutti i vocaboli che conosceva la ragazza che gli tagliò la strada. La stessa ragazza che poi sposò e oggi è madre dei suoi – amati – figli. Una ragazza che viveva altrove e che se non fosse stato per quell’incidente –forse – non avrebbe mai conosciuto.

Se ripensate adesso al vostro “incastro” e se ripensate alla risposta che- sopra- avete trovato sul perché non potete cambiare, allora avete in mano alcuni lati positivi da considerare e su cui far leva per ristrutturare i vostri pensieri. Dovrebbe bastare a farvi apprezzare di più ciò che state facendo.
Le cose attorno a voi non cambieranno, ma cambierà la sensazione che voi provate pensando a quelle cose… e vi assicuro che un eventuale desiderio di cambiare ciò che vi circonda è sempre mosso dall’idea di ricavare questa stessa sensazione.

In conclusione, ora sapete come si possono sfruttare le due opportunità per ottenere sempre lo stesso scopo: l’incontro con il piacere.
Qui è davvero valida la massima (rivista e adattata) che se la montagna non và a Maometto, Maometto può sempre andare alla montagna; e il risultato sarà sempre l’incontro tra i due.
Ora, sai come è possibile usare il cervello per ottenere il piacere. Scegli ciò che preferisci tra fare ciò che ti piace o farti piacere ciò che fai…non sarà questo l’importante!

Ciò che conta è che in entrambi i modi puoi trovare il piacere…e credo che sia proprio quello che tu vuoi.

Tutto quello di cui hai bisogno per impossessarti della capacità per fare ciò che vuoi o per farti piacere ciò che fai è in questi tre prodotti

Obiettivi, di Giacomo Bruno
Strategie per la Gestione del Tempo e il Raggiungimento degli Obiettivi

Come scrivere quali sono i tuoi obiettivi, come formularli affinchè si trasformino in una realtà concreta e raggiungibile. La formula segreta e le strategie più efficaci che rendono i tuoi obiettivi più immediati!

La Nuova Legge di Attrazione, di G. Bruno & V. Grunert
Come Trasformare i Tuoi Sogni in Obiettivi Concreti e Realizzabili

Il libro “The Secret” di Rhonda Byrne ha venduto milioni di copie e ha diffuso in tutto il mondo il concetto di “legge di attrazione”. E la PRATICA? La “Nuova Legge di Attrazione” ti fornisce la risposta!

Lo Stato SDV: il Senso della Vita, di Roland Del Vecchio
Scoprire e Mettere in Pratica il Senso della VitaSvelate le tecniche per raggiungere la felicità, l’appagamento e la completa soddisfazione attraverso il raggiungimento dello stato SDV. Metti in pratica i consigli dell’esperto e inizia a cambiare la tua vita!

A cura di Roland DelVecchio
Autore di “ La Bussola di Roly” e “ Lo Stato SDV” e “ La Libertà di Raimondo

Pubblicato su www.giacomobruno.it

Il cervello da usare per il proprio piacere

Ciao Voglio proporti questo bell’articolo che è stato pubblicato su www.giacomobruno.it , di un amico “collega ” Autore di Bruno Editore , Roland Del Vecchio, ,che stimo molto oltre per la competenza che dimostra anche per l’entusiasmo che mette nel fare le cose . Bene ora basta con le mie parole ti lascio al post di Roland – buona lettura.

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Credici… puoi sempre fare ciò che ti piace, o farti piacere ciò che fai!

Adoro questa citazione! Perché nonostante si rimanga spesso scettici sulle proprie possibilità di seguire un’indicazione del genere la prima cosa che sì fa, leggendola o sentendoselo dire, è tirare un sospiro di sollievo.
Eeeeeeehhh, magari fosse vero!… dicono quelli a cui la “racconto”.

Niente di nuovo in questo! Descritto molto complicatamente viene fuori così: la frase contiene- ripetuto più volte – l’invito ad un’azione concreta da compiere (fare-farti-fai) che crea resistenza, ma che però è rivolto all’indirizzo che tutti desiderano raggiungere (ciò che piace, piacere) e che inevitabilmente produce il “sospirone”.

Questo mix crea una sorta di conflitto interiore tra due (ipotetiche) parti in cui una parte vuole, sicuramente, raggiungere ciò che considera piacevole, mentre l’altra non vorrebbe compiere azioni diverse da quelle che già compie.

E chi vince il conflitto? Vince sempre il più forte.

La resistenza? No! Vince il contenuto del dialogo (o immagine) interiore.

Già! Perché non è scontato che vinca la resistenza all’azione, soprattutto quando si conoscono alcuni concetti che aiutano nella lotta contro le convinzioni limitanti che sostengono i principi della resistenza.

Cosa c’è da sapere per far sì che sia vero che si può fare ciò che si vuole o farsi piacere ciò che si fa?

C’è da sapere, intanto, che la prima parte (fare ciò che piace) è molto più semplice della seconda… ma non solo.

Voler fare ciò che piace presuppone un progetto (obiettivo) ben formulato, e molto spesso chi “si deve arrendere” nel conflitto interiore sopra citato è colui che, sentendosi soffrire, si pone come obiettivo di non soffrire più… motivo per cui soffre e continuerà a soffrire. Ciò che serve invece, é pensare a ciò che di sicuro ci sarebbe nella propria vita (oggettivamente) quando ci si riterrà felici. Si tratta di un “mentale viaggetto nel futuro” per vedersi realizzato e in possesso delle cose, materialmente raggiungibili, che si è convinti garantiscono la propria felicità.

Tutti sappiamo immaginarci felici con…(ecco! Aggiungete qui quello che vorreste… e sentite se davvero si produce in voi quella felicità che sapreste riconoscere tale)

Per organizzare il proprio corpo ad agire alla volta di ciò che piace, dunque, è necessario impostare un obiettivo ben formulato. Cioè stabilire ciò che si vuole accertandosi che sia: espresso in positivo, misurabile, orientato sulla propria responsabilità e non su gli altri; che mantenga i vantaggi del presente ed infine sia ecologico (ovvero rispetti gli equilibri attualmente presenti nella propria identità).

Per non fare un trattato sulla corretta formulazione di un obiettivo… dato che non è il mio obiettivo in questo articolo vi rimando ai testi, o ai video sugli obiettivi -se non sono già finiti- di Giacomo Bruno.

A questo punto, dopo aver impostato l’obiettivo e aver fatto un saltino nel futuro,

ecco che, tornando allo stato attuale, si percepirà uno stimolo irresistibile per effetto del bel premio che vi attende al raggiungimento di quel traguardo.

Questo “giochino” serve a farvi percepire in anticipo l’emozione premio per aver raggiunto l’obiettivo e a focalizzare la vostra attenzione sulle cose da fare da adesso ad allora, distogliendovi dall’ immaginare le difficoltà che si incontreranno… che a questo punto del percorso servono solo a farvi rinunciare.

In sintesi, per poter fare veramente ciò che piacerebbe fare, bisogna impostare un buon obiettivo, fare un saltino nel futuro per vederlo realizzato, tornare al presente e guardare concretamente – con quel buon motivo per farlo – all’azione da compiere “subito”. In modo tale che il cervello possa attingere e semmai produrre tutte le risorse di cui è in grado di disporre per guidarvi (facendovi agire fisicamente) verso la concreta realizzazione di ciò che vi piacerebbe.

Questo è –in parte – il principio della legge di attrazione: Se penserai all’obiettivo in modo da ritenerlo concreto e raggiungibile, sarà esattamente quello che accadrà.

Fai questo: credici anche se non sai come questo possa avvenire!

Ecco un’utile metafora: considera il tuo cervello come un tassista che può condurti all’indirizzo da te desiderato… anche se tu non conosci la strada, perché il tuo cervello ti condurrà sempre all’indirizzo dei tuoi pensieri…anche se tu non conosci la strada.

Fine prima parte….

A cura di Roland DelVecchio


Autore di “ La bussola di Roly” e “ Lo stato SDV” e “ La Libertà di Raimondo

Articolo pubblicato su www.giacomobruno.it